Omofobia in Italia, ecco i colpevoli

no-omofobia

Domanda retorica: è una mia impressione oppure in questo paese si respira omofobia in ogni dove?

E a questo aggiungo: l’elevato livello di omofobia nel nostro paese è dovuto a diversi fattori. Per me, i seguenti:
1. il sostanziale analfabetismo culturale della società in cui viviamo (e qui il movimento LGBT dovrebbe farsi due domande due)
2. la complicità dei media, che cavalcano il processo di disinformazione (e grazie ancora a La Repubblica, che con i suoi esempi più recenti sembra voler percorrere un processo di trasformazione della propria natura editoriale passando per “carta per il pesce” fino a raggiungere le vette inusitate di “spreco di alberi”… un bel risultato, insomma)
3. l’ignavia della politica, che invece di proteggere le minoranze esposte a discriminazioni e violenze, tentenna e riduce tutto al laissez faire.

Abbiamo i “colpevoli”, insomma. Ora sta a noi trovare le soluzioni. Prima tra tutte: evitare gli sbagli di sempre.

2 thoughts on “Omofobia in Italia, ecco i colpevoli

  1. Quoto, sottoscrivo e mi permetto di aggiungere qui sotto i punti seguenti:

    1 ― GLI ITALIANI

    Gli italiani conservatori e reazionari devono accorgersi che l’Italia di oggi fa parte dell’Unione Europea…e non è più una nazione isolata oppure fuori da un mondo moderno in cui un progresso irresistibile ed irreversibile procede in senso non più circolare né verticale verso “il cielo”, ma orizzontale verso la realtà quotidiana e non quella finta dei canali televisivi di regime.

    2 ― L’OMOFOBIA

    L’omofobia, così come qualsiasi altra forma di sessismo, è solo tenebra e oscurità, sebbene, a volte, riesca ad emanare una finta luce che finisce per offuscare anche il cervello di molti di quelli che dicono di avere una mente libera da pregiudizi e un cuore pronto alla comprensione. Guardatevi da lei, non fatevi ingannare dalla sua presunta coerenza o dalla pseudo-razionalità che la pervade.

    3 ― LA PSICOLOGIA

    Sessualità repressa: primo passo verso il divano dello psicologo. Nell’esercizio della professione di psicologo non c’è spazio per la pratica dell’omofobia; o si è psicologo o si è omofobo. Credere di poter fare tutti e due è roba da chi ha seriamente bisogno di andare dallo psichiatra.

    Contesto: “Un messaggio, a mo’ di citazione, contro l’ignoranza di chi pensa che l’omosessualità sia una malattia.”

    4 ― LA RELIGIONE

    La religione può essere ereditaria oppure una libera scelta, l’omosessualità no. Quest’ultima non è nient’altro che l’amore o l’attrazione tra due persone dello stesso sesso e, pertanto, non è una malattia come lo è invece l’omofobia.

    5 ― LA DISCRIMINAZIONE

    I pregiudizi ed i preconcetti sono figli dell’ignoranza e nipoti della stupidità. Sono mostri che crescono e si ingigantiscono nella mente degli individui predisposti a queste malattie incurabili e difficilmente guaribili.

    6 ― LA DISINFORMAZIONE

    Tu che sei un padre ignorante, disinformato e soprattutto ipocrita, smettila di dare lezioni di omofobia a tuo figlio. Può darsi che un giorno lui abbia paura o vergogna anche di te, nel solo pensare che il suo papà possa essere un gay represso che si è sposato o diventato genitore solo per nascondere la propria omosessualità.

    7 ― LA CONCLUSIONE

    Insomma, l’omofobia è cosa seria e grave, e tutti dovremmo fare il nostro personale esame di coscienza in proposito. Il modo vero e serio per vincerla è prendere consapevolezza che non esistono gli omosessuali accanto agli eterosessuali, ma persone accanto ad altre persone. E come tali, ciò che ci unisce è senza alcun dubbio molto più di ciò che ci divide. Inoltre, in un certo modo siamo tutti uguali. Sono i nostri difetti e le nostre qualità che ci fanno diversi dagli altri, e sono i pregiudizi ed i preconcetti che ci distanziano dalla percezione di questa evidente ed innegabile realtà.

    TRATTO DA: “Da gay a gay, diretto e senza scali.” di Jean-Paul Malfatti

    CIRCA L’AUTORE: Jean-Paul Malfatti, aspirante poeta e libero pensatore italo-americano gay.

    IL SUO MOTTO: “A gay poet is just one of the very many poet gays of yesterday, today and tomorrow. Traduzione: Un poeta gay è solo uno dei tanti gay poeti di ieri, oggi e domani.”

  2. La politica è il cuore dello Stato. Il problema che lo Stato non ha cuore.
    L’omofobia viene considerata un’opinione. Viene considerato più importante il diritto a discriminare ed odiare a quello di NON ESSERE discriminato ne odiato. Lo stato garantisce il diritto a sfruttare e vessare i dipendenti, clienti e i cittadini, ma non quello di non essere sfruttato. Il PD ha dato una nuova definizione allo stato laico. Noi-dicono loro- siamo per una laicità inclusiva non esclusiva. Una laicità che includa le religioni. In pratica sono per una laicità multicoffessionale. Ed io da cretina pensavo che uno stato laico, volesse dire acoffessionale.

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