Ditelo a Poletti

Conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri

Giuliano Poletti – Foto di Fabio Cimaglia

Ditelo a Poletti: mi sono laureato a 28 anni – per fatti di natura privata, c’è stato un blocco nel mio percorso – con 110 e lode e ho sempre lavorato dopo la laurea.

All’inizio con piccoli contratti a tempo determinato. Con collaborazioni e borse di studio. Nel frattempo ho pure preso un master, una specializzazione e ho fatto un dottorato, recuperando gli anni “persi” e rimettendomi in carreggiata con le persone della mia età. Oggi ho una professione che mi soddisfa pienamente, anche se io voglio sempre andare oltre.

Nel corso della mia vita ho avuto lavori per lo più gratificanti, altri li ho fatti fuori dal mio percorso di studio. Poi altri ancora, anche se non mi piacevano. Ma ho lavorato. E contrariamente a quello che mi suggerivano in molti, senza dire grazie a nessuno. Perché non si deve dire mai grazie quando qualcosa ti appartiene di diritto, o lo depotenzi.

Tutto ciò senza  l’ombrello di un partito che, magari, prima mi fa gestire una coop e poi mi assegna un dicastero strategico con un semplice diploma di perito agrario. Perché quando si studia e si lavora davvero, non si ha il tempo di maturare l’arroganza tipica dell’uomo di potere, lontano dalla strada e ben protetto dai palazzi che, strano a dirsi, risultano sempre più invisi alla gente per bene di questo paese. Ditelo al ministro.

2 thoughts on “Ditelo a Poletti

  1. La cosa grave di Poletti non è stata quella di dire esplicitamente una realtà purtroppo inoppugnabile OGGI in Italia, bensì il non aver proposto alcuna soluzione per superarla in positivo (forse perché questi politici di visioni non ne hanno? Forse perché non ci hanno mai riflettuto? Forse perché sono eterodiretti da realtà che spingono attivamente verso questo modello sociale? Qualunque sia il motivo, semplicemente non stanno facendo bene il lavoro per il quale hanno ricevuto un mandato e per il quale vengono pagat* in maniera profumatissima!); con l’ulteriore aggravante di aver rovesciato la responsabilità su chi la subisce allontanandola da chi l’ha provocata.

    P.S.: Spero di conoscerti finalmente di persona a Pesaro, naturalmente pretendo un autografo!!! ;)

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