Il dovere di ferirti

13612970_9948_y1p1m506oac06apost8rymoeo8_H224626_LA volte devi prendere atto che quella che pareva un’amicizia forse altro non era che tempo passato insieme. Bello, per carità. Ma il tempo prima o poi finisce.

Le cose che restano sono altre. Come chi ti osserva in lontananza, per quindici anni. Poi incontri di nuovo quella persona ed è come se il tempo non esistesse. Sarà che i giorni qui in Sicilia, in questo frammento d’estate, passano lenti, ma vedi le cose da una prospettiva diversa.
Ti fermi a pensare.
Ti fermi, soprattutto.
E tutto gira, con te al centro delle cose. Un punto d’osservazione privilegiato.

Accade – ormai a cadenza ciclica – che certe persone a cui vuoi bene si sentano in dovere, a un certo punto, di ferirti in modo automatico. Quasi fosse naturale. Tanto tu sei quello che fa spallucce. Tanto c’è sempre tempo per cambiare idea, chiedere scusa, ti prego parliamone, ti prego gestiscilo tu questo mio senso di colpa. Perché è normale, con ogni evidenza, riprendersi il perdono e lasciare il dolore. Quello alla fine, chi lo porta via? Come se fosse nell’ordinaria gestione delle cose venire e mettere tutto in disordine e poi chiederti di riportare indietro le lancette del tempo insieme. Come se quel casino, gli insulti e le accuse le avessi sparpagliate tu stesso, qua e là nell’anima.

Hai mai provato a riattaccare un petalo a un fiore? Se lo stacchi è un atto irreversibile. Da un po’ di tempo funziono così. Forse sbaglio, forse no. Ho un’unica certezza: funziono così.

Forse a volte si dovrebbe sparire dalla vita delle persone e basta. Le ferite e il male gratuito andrebbero ripagati col silenzio, a parer mio. Senza recuperare nulla. Senza nessuna seconda chance. Perché solo così si può capire se a quella persona ci tenevi davvero. Quando ti rimane il suo vuoto e nient’altro.

6 thoughts on “Il dovere di ferirti

  1. Non concedere una seconda chance, però, è un atto molto superbo: presuppone che noi che non la concediamo ci consideriamo infallibili. Premettendo doverosamente che non so (e non voglio sapere) a chi e a quali circostanze specifiche ti riferisci, come linea generale personalmente una seconda chance la concedo. La terza rarissimamente e con riserva. La quarta mai.

  2. Già, la seconda chance è sempre una tentazione. Forse ci serve offrirla per non sentire i rimorsi per non averci provato o paradossalmente per non finire dalla parte del torto di chi non ‘offre l’altra guancia’ secondo morale.
    Ti adotto nel progetto #adotta1blogger se ti va di curiosarci :)

  3. Pingback: bla bla blogger 13 luglio 2015 - Social-Evolution di Paola Chiesa

  4. Per arrivare allo stato che scrivi, dubito sia la seconda chance data a questo tipo di persone. Ma di una decima o ventesima per come scrivi. Se ne potessi fare a meno lo avresti già fatto. Per quanto il limite è sempre esistito. Forza e coraggio,bel post.

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