E Renzi non sa dire “Love wins”

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Giusto per fare il punto della situazione.

Venerdì 26 giugno, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha reso legale il matrimonio egualitario in tutti e cinquanta gli stati.

Sabato 27 giugno centinaia di migliaia di persone ha manifestato nelle sei piazze dell’Onda Pride che hanno attraversato il nostro paese dalle regioni del nord, passando per Perugia, fino alla Sardegna.

Al momento in cui scrivo (ore 1:23 del 29 giugno) il nostro presidente del Consiglio non ha rilasciato una sola dichiarazione in merito a tutto questo. Ha twittato su Expo e volontariato, sulla libertà religiosa e perfino sulla Dinamo Sassari, campione d’Italia di basket. Ma sulla volontà popolare di dare alle persone LGBT i diritti minimi e su un’importante prova di democrazia di piazza come il pride, non ha sprecato nemmeno un commento di centoquaranta caratteri.

Strano, a dire il vero. Matteo Renzi dice tutto in inglese, da “jobs act” a “civil patrnership”… tutto. Ma “Love wins”, ancora, non è stato in grado di dirlo. Chissà perché.

5 thoughts on “E Renzi non sa dire “Love wins”

  1. Renzi non dice “Love Wins” perche’ e’ una cazzata e Renzi, ormai consapevole di avere scaricato nelle orecchie degli Italiani progressisti alcune tonnellate di cazzate, ha pensato giustamente di risparmiarci quest’ultima cazzosissima, obamica americanata.

    In America non sono ancora riusciti a vincere ll razzismo mezzo secolo dopo “I Have A Dreams” e 239 anni dopo questa solennissima proclamazione:

    ” All men are created equal; that they are endowed by their Creator with certain unalienable rights; that among these are life, liberty, and the pursuit of happiness”.

    “Love Wins” si aggiunge alla lunga lista di americanate che fanno la gioia degli imbecilli che vivono di slogan farciti di retorica.

    Il peggior Presidente americano della Storia, quello che, disimpegnandosi, ha scaricato sull’Europa il peso di tutti i fallimenti della politica estera USA;
    quello che vede nelle istanze dell’Ucraina russo-fona e russo-fila un “pericolo per la pace” nel mondo;
    quello che “apre” al nucleare iraniano;
    quello che applaude istericamente le “Primavere Arabe” pronunciando “Discorsi del Cairo” (e del Cacchio)…..
    … il peggior Presidente americano, quello salutato come il Messiah e premiato con il Premio Nobel per la Pace……
    ….il peggior Presidente americano della Storia – dicevo – dopo averci ammannito lo slogan “Yes, We Can”, alla fine del suo cazzosissimo mandato, torna alla carica sdoganandoci “Love Wins” mentre il Mississipi is (still) burning e ogni giorno 75 americani vengono ammazzati da armi da fuoco domestiche.

    Un po’ di serieta’ da parte del Movimento LGBT, oggi che la battaglia (dopo 46 anni) e’ quasi vinta (almeno sulla carta), non guasterebbe!

  2. Antonella, forse ti sei dimenticata di Reagan, Bush padre e figlio e Nixon. Ma si sa la memoria storica spesso è selettiva e poi dell’America mi importa ben poco. Quello che mi sfugge, quale battaglia del movimento LGBT, sarebbe quasi vinta?

  3. #Antonella Maccani: a parte la bulimia verbale della parola “cazzo” e dei suoi derivati, qui il problema è un altro. E cioè che il capo di stato degli USA si è schierato per il progresso dei diritti civili delle persone LGBT e ciò genera cultura di massa, piaccia o meno. In Italia il capo del governo non riesce a farci nemmeno un tweet, dopo che sproloquia su qualsiasi cosa. Ciò ovviamente esula dall’operato politico di Obama, che può essere soggetto a critiche come chiunque altro.

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