E ora obbligare Renzi a fare le unioni civili

Monica Cirinnà

Il referendum irlandese ha messo in luce, come ci ricorda Matteo Winkler in un suo articolo sul Fatto Quotidiano, l’inadeguatezza della politica italiana di fronte a una società che si dimostra sempre più pronta ad accogliere l’allargamento dei diritti civili per le persone LGBT.

Perché diciamocelo chiaramente: avremo pure il Vaticano che frena, ma il problema principale è quello di una classe dirigente che nella sua interezza non è capace di fare il grande salto verso una legge che sia, qualora non pienamente dignitosa, per lo meno giusta.

E questo avviene per due ragioni:
1. chi dice di essere per il matrimonio egualitario, non ha i numeri per farlo approvare (e mi riferisco a SEL e al M5S)
2. chi ha i numeri, non vuole il matrimonio egualitario seppure in varia misura (dal no senza se e senza ma dell’NCD alla timidezza del Pd in merito).

Per altro, il referendum irlandese ha messo anche in luce la storica divisione della comunità LGBT italiana, divisa tra chi vuole una legge dignitosa e anche giusta e chi si accontenta di tutto, pur di non disobbedire al proprio partito di riferimento (e poi ci lamentiamo del Vaticano?).

Sì, perché qui in Italia la situazione è questa: per la comunità non esiste un obiettivo comune (il matrimonio) e una strategia da adottare per arrivarci (e su cui discutere), ma esiste una divisione in fazioni. Da una parte c’è chi lavora nelle scuole, chi fa campagne di sensibilizzazione, chi si occupa di fare prevenzione, ecc (e questo è il mondo delle associazioni). Dall’altra se non sei per il leader carismatico di turno, sei contro. E quindi, inevitabilmente, vecchio, da rottamare e gufo. Basta vedere i commenti di uno Scalfarotto qualsiasi che si rivolge alle associazioni così come Renzi si rivolge contro i sindacati. Poi pazienza se Scalfarotto può fare quello che fa perché in passato le associazioni che tanto disprezza hanno lavorato sul tessuto sociale mentre lui era tra Londra e Mosca a pensare (e giustamente) alla sua carriera. Gli fa eco la piccola militanza di partito. Se non ami il ddl Cirinnà, anche a costo di un suo svuotamento, sei il nemico.

Mi sono arrivate accuse, sui social, da parte di chi in nome dell’obbedienza cieca di cui sopra mi addita come nemico dei diritti civili, attivista gay di professione, disfattista e tutto il resto della retorica post-berlusconiana adottata dal premier. Non hanno capito, questi infausti figuri, che io non sono contro il ddl Cirinnà, semmai pavento un suo depotenziamento. E che non vivo di attivismo, ma che insegno in una scuola. Ma mi rendo conto che in una mente binaria (si/no, vero/falso, pro/contro, ecc) non può sopravvivere più di un’idea alla volta. Me ne farò una ragione, come si dice in certi ambienti a loro più cari.

Ritornando al tema in questione, il mio pensiero in merito è noto da tempo: occorre, allo stato attuale, pretendere che venga approvato il disegno di legge sulle unioni civili così com’è e di pretendere dal presidente del consiglio che tale provvedimento sia come egli stesso lo ha pensato. Ovvero: omogeneo al matrimonio, con le stepchild adoption e con la reversibilità della pensione. Bisogna dire a Renzi, in buona sostanza, che il suo partito deve seguire la sua linea secondo quanto ha promesso sin dai tempi delle primarie. Né più né meno.

Poi si potrà capire, seguendo questa condotta, se il leader del Pd è sostanzialmente un opportunista – ed è questa la mia idea in merito – oppure se ha mantenuto quanto promesso. In tal caso si porta a casa un risultato. Minimo, lo so benissimo. E lontano dal concetto di dignità della persona (ragazzi e ragazze, stiamo parlando del Pd, non di un partito serio, mettiamocelo bene in testa). Ma pur sempre un risultato che risolverebbe alcuni problemi per non poche famiglie LGBT. Poi starà a noi persone di buona volontà premere perché subentri la piena parità: il matrimonio. Non è un accontentarsi, è capire che da un branco di pecore non puoi ottenere altro che belati, lana grezza e latte.

Vedremo, quindi, se il partito di Renzi sarà in grado di essere risoluto anche su questo tema – così come lo è quando si è trattato di togliere diritti a chi lavora e di peggiorare le condizioni professionali migliaia di insegnanti – o se lo ha usato solo per fare campagna elettorale sulla nostra pelle.

Nel primo caso, avremo un punto di partenza su cui apportare delle migliorie.
Nel secondo, avremo smascherato un bugiardo.
In entrambi i casi non aspettatevi scuse dal fan club di gay e lesbiche che lavorano alla corte renziana. Per loro va bene tutto così com’è. Il lavoro sporco, tanto per cambiare, tocca ad altri.

Annunci

3 thoughts on “E ora obbligare Renzi a fare le unioni civili

  1. Elfo, mi sa che devi appena aggiornare la lista di quelli favorevoli al Matrimonio: ieri Di Maio da Vespa ha detto che “le unioni civili si possono concedere in quanto materia burocratica, per il matrimonio e adozione varie perplessità”.

    Ma anche sulle unioni civili a leggere i vari emendamenti che hanno presentato al ddl Cirinnà sorge qualche dubbio sulla volontà del Movimento nel “concederci” queste unioni civili: prima di tutto chiedono la rimozione di qualsiasi riferimento all’omosessualità della coppia, almeno 3 anni di convivenza ininterrotta per poter accedere all’istituto delle unioni civili e il resto è tutto un copia-incolla degli emendamenti di Giovanardi & Co. Il Sen, Ariola ha anche detto che se questi non verranno votati il M5S voterà contro la Legge in aula.

    Se la situazione rimane questa con il M5S che si tira indietro non ci sono più i numeri in parlamento per il PD per approvare le Unioni Civili così come presentate a meno di non scendere al ribasso per farle passare, e quindi accontentare, il M5S o AP (o vedendo i molti emendamenti simili, entrambi).

  2. Il punto, caro Elfo, non è dove collocare il M5S nell’agone politico italiano, il punto è capire quanti numeri reali ci sono in Parlamento per approvare il Progetto di Legge Cirinnà! Con la “magnifica riforma” elettorale e con quella del Senato, poi, il vero rischio è che la prossima maggioranza abbia persino i numeri per modificare la Costituzione senza neanche passare dal referendum costituzionale!! Pensa un po’ se andasse su un Salvini qualsiasi, per esempio…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...