Vestirsi da omosessuali

20150420_armaniansa

Prima vennero Dolce & Gabbana con i loro bambini sintetici. Poi in mezzo, mettici un/a qualsiasi Adinolfi, Miriano o ex comici falliti e altra voce a caso che dicono cose senza senso contro gay, lesbiche e trans. Alla fiera della boiata, infine, arriva lui: Giorgio Armani. Il quale, in un momento di evidente poca lucidità, proferisce: «Un omosessuale è un uomo al 100%. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale».

Al di là del fatto che dovrebbe spiegarci come si veste un gay – di solito vado in giro così come si abbigliano i miei colleghi eterosessuali, a volte sono più elegante e a volte più sciatto – c’è da chiedersi a quale tasso di mascolinità si rifà nella valutazione su ciò che deve o non deve mettere un maschio da considerarsi tale. Anche perché, se guardiamo alcune delle sue sfilate, non ne esce certo il modello “old Sparta”.

Detto questo, direi a questo gentile signore che più che i vestiti da omosessuale eviterei quelli disegnati da persone che fanno ancora discorsi da analfabeti civili. E che cavalcando certi stereotipi ci hanno fatto i miliardi.

Advertisements

16 thoughts on “Vestirsi da omosessuali

  1. …e quindi mio fratello etero al 1000% vestendosi coi capi di ” RE GIORGIO “, dovrebbe andare dallo psicanalista?
    Secondo me a furia di ormoni o altre schifezze, Giorgetto ha il cervello andato.
    Comunque, bisognerebbe chiedere allo stilista, secondo lui come si veste un omosessuale: bisognerebbe per caso prendere esempio da lui ed abbigliarsi da eterno ragazzino?

  2. Giorgio Armani ha ragione: gli omosessuali si riconoscono lontano un miglio: da come vestono,oppure da come parlano, oppure da come si tagliano i capelli, oppure da come camminano, da come siedono, da come stanno in piedi, dai discorsi che fanno eccetera eccetera….

    Ci sara’ certamente qualche eccezione, ma la regola e’ quella.

    Io personalmente ho sbagliato una sola volta a non riconoscere un omosessuale: mi ero innamorata di un omosessuale che piu’ maschio non si poteva.
    Un giorno il bel maschiotto, con bella voce maschia, la barba incolta, i capelli maltagliati e vestito come un metalmeccanico all’uscita dalla fabbrica, per togliermi ogni illusione e non farmi coltivare inutil speranze mi disse:

    “Io sono gay e sono contento che tu non te ne sia accorta: l’omosessualita’ e’ una cosa di mente e non ha bisogno di esteriorizzarsi in nessun modo: fra omosessuali ci si capisce con gli occhi; e ti confesso che mi fa piacere che tu, donna, mi abbia trovato interessante; purtroppo per te non sono bi-sessuale, ma ti confesso che mi chiedo spesso come possa un bisessuale essere portato ad amare “spiritualmente” sia un uomo che una donna: l’amore, quello vero, o e’ etero o e’ omo: quello “bi”, al massimo, e’ una forma di affetto con spiccata propensione al tradimento fine a se stesso, cioe’ la scopata… credo che la tentazione fisica, nel bisessuale, sia fortissima e difficilmente controllabile….e non solo fisicamente, ma anche mentalmente…. mi rallegro di non essere bisessuale perche’ questo mi permette di amare veramente i miei partners, sperando ogni volta che duri per sempre…..”

    Capisco che queste considerazioni possono fare discutere.
    Armani comunque ha ragione: gli omosessuali si riconoscono lontano un miglio.

  3. Mii.. Antonella, sai che nel mondo gay, ci sono anche le donne? Le sai riconoscere? Mi sai dare qualche consiglio? Ma il discorso del tuo amico, te l’ha scritto o te lo ricordi a mente? Non hai pensato che forse ti ha preso in giro?
    Quello dei “bi”, (spiccata propensione al tradimento) è una cazzata colossale. Ti dico per esperienza non è che una si sveglia una mattina e si ritrova lesbica, al risveglio del mattino dopo è etero.. no, non funziona così. Capita di innamorarsi di una persona, non del suo sesso. Se una ha una relazione sentimentale con un uomo, non è che desidera “farsi” tutte le donne. Se una ha una relazione sentimentale con una donna, non desidera “farsi” tutti gli uomini. Lo so, noi creiamo invidia tra gli etero, perchè in un colpo solo, raddoppiamo le possibilità di avere una relazione. Io sono stata per vent’anni con il padre dei miei figli, e ho iniziato la mia relazione con una donna, solo quando la mia storia con lui era finita. E dirò di più, non ho nessuna intenzione di scegliere, ne di qua ne di la, non voglio rinunciare alla possibilità di amare gli uomini ne a quella di amare le donne. Vorrei vivere solo, in un mondo dove non sia necessario fare dichiarazioni sul proprio orientamento sessuale, ne di doverlo nascondere. Dove la gente si può amare liberamente, essere fedele oppure no, fare i missionari in riva al mare o doggy style in cima ad un albero. (lo so in cima ad un albero, oltre che ad essere scomodo è pericoloso) In un mondo dove nessuno dice: si vede che è gay, da come cammina, da come veste. si vede che è lesbica dal taglio dei capelli. perchè l’amore non si vede, si fa.

  4. Antonella, non ha assolutamente senso dire che riconosci gli omosessuali lontano un miglio. Come fai a verificare che hai indovinato? Vai in giro a chiedere?
    Non puoi affidarti a luoghi comuni del tipo: abiti firmati = gay, tuta da metalmeccanico = etero, altrimenti te la canti e te la suoni da sola.

  5. Un uomo gay è uomo al 100% come lo è un uomo etero o bisessuale, l’orientamento sessuale non mette in discussione l’essere uomo o donna, questa è l’unica cosa sensata che Armani ha detto, io aggiungo è uomo è a prescindere da come si veste trasandato o elegante che sia..e a proposito: il giudizio sui bisessuali del gay barbuto e trasandato lascia il tempo che trova: un bisessuale può essere fedele o “fedifrago”, promiscuo o non promiscuo, monogamo o pro-coppia aperta come chiunque altro

  6. Rispondo a IDA.

    Si, le donne gay si riconoscono lontano un miglio: da come vestono, oppure da come parlano, oppure da come si tagliano i capelli, oppure da come camminano, da come siedono, da come stanno in piedi, dai discorsi che fanno eccetera eccetera….
    Esattamente come gli uomini gay.

    Basterebbe, in fondo, basarsi semplicemente sul modo che hanno di guardare una donna. (come me, per esempio).
    Forse per un uomo etero non allenato, ma che riesce a cogliere d’istinto i modi comportamentali dei gay maschi, cogliere certe sfumature del comportamento gay femminile puo’ essere difficile.
    Ma bisogna essere un po’ ottusi. Anche un tonto, io penso, riconoscerebbe una lesbica che lavora con lui in ufficio, a scuola, o in qualunque altro ambiente di lavoro. I segnali sono chiarissimi e se non sono immediati lo diventano in breve tempo.

    Riconosco invece che sia piu’ difficile riconoscere i modi di un “bisessuale” dal momento che la sua doppia natura e’, per cosi dire, sfuggente. Quindi non colgo l’ironia di Elfo Bruno che parla di “targhe alterne della moda” per poter riconoscere un “bi”.

    Io, tra l’altro, non mi sono limitata al solo modo di vestire: ho elencato altri e diversi segni di riconoscimento.

    Lo so, cara IDA, che uno/una non si sveglia al mattino e si scopre omo e il mattino successivo si scopre etero: la bisessualita’ e l’istinto prepotente ad accondiscenderla, pero’, sono sempre presenti negli individui con questa natura..

    Tu eri bi-sessuale appena nata. Condivido in pieno la teoria che “si nasce” omo. etero e bi.
    Penso che nel tuo caso tu non hai avuto il tempo di accorgertene appieno perche’ le circostanze non te ne hanno offerto l’opportunita’. Eri una bisessuale per cosi dire repressa (che brutta espressione!), ma se fossi stata consapevole della sua “bi-natura” probabilmente non ti saresti convinta di esserti “innamorata” di un maschietto al punto da sposarlo. Ma questo non significa che tu abbia fatto un errore.
    Penso che verso il tuo ex-marito maschio tu abbia nutrito un profondo affetto. E penso che per la tua nuova partner tu stia provando esattamente lo stesso affettuoso sentimento.
    Se oggi non ti passa neanche per l’anticamera del cervello di “farti una scopata etero” e’ perche’ sei invecchiata, hai avuto alcuni figli e quindi, come succede a tutti, il sex-appeal e le opportunita’ per esternarlo…scemano.

    Nel tuo caso penso ci si accontenti di quello che si e’ riusciti a…”capitalizzare” onde poter soddisfare in modo soddisfacente la naturale esigenza di avere compagnia (siamo essere sociali e bisognosi di affetto), soprattutto in vista della vecchiaia, quando su di noi non si poseranno piu’ sguardi sensuali, ma distratti (quando non compassionevoli) e quando la paura di essere “soli” comincia a mordere.

    Spazio, tempo e opportunita’ per qualunque tipo di sessualita’, alla tua mezza eta’, ne rimangono pochi. E si deve serenamente accettare quello che benevolmente ha passato il convento. Nel tuo caso, sono sicura, con appagante e continua soddisfazione.
    Ma parlare di “amore” per la tua partner e per il tuo ex-marito nel senso autentico della parola, mi “suona” leggermente eccessivo.
    Ti sei unita affettuosamente dividendo gioie e dolori prima con un maschio e poi con una femmna. E hai fatto benissimo a seguire le tue affettuose inclinazioni. Ma l’amore, suvvia, e’ un’altra cosa.

    In fondo non mi sembra di dire nulla di nuovo: l’amore vero e’ raro; per gli omo e per gli etero..
    I legami di affettuosita’ fisica e spirituale tra esseri umani, invece, abbondano: sia per gli omo che per gli etero.
    Per i “bi” che conosco io, invece (e mi riferisco a quelli che ne sono pienamente consapevoli), sulla base di quello che essi stessi/stesse mi confidano, l’affettuosita’ verso il partner spesso si rivela fragile e soccombe di fronte alla prepotenza del trasporto istintuale: cioe’ la semplice e assai persuasiva attrazione sessuale verso i potenziali partners di ambo i sessi.
    Non credo che gli etero siano “invidiosi” della vostra duplice potenzialita’.

    Quando i “bi” parlano di legami, anche quelli caratterizzati da un affetto profondo, sono chiari nel sottintendere che, per la natura della loro sessualita’, tendono a rimanere legami “aperti”.

    I “bi” sono… diversi perche’ vivono la loro affettuosita’ in modo… elastico e non particolarmente… “impegnato”.
    Omo ed etero, invece, nell’affetto e nell’amore sentono come assai importante il senso dell'”impegno”. In Inglese si chiama commitment, obligation, promise, trust….

    E rispondo a Paolo:

    Sono d’accordo:”un bisessuale può essere fedele o “fedifrago”, promiscuo o non promiscuo, monogamo o pro-coppia aperta”…….ma non come “chiunque altro”,
    Meno di qualunque altro. Direi abbastanza meno.

    Viva la diversita’, sempre e comunque!
    I bisessuali, naturalmente, sono liberissimi di dissentire dalle mie opinioni

    Scusa, IDA, la franchezza e tanti auguri per il tuo futuro.

  7. Antonella, guarda che non esistono solo lesbiche “mascoline” e gay “effeminati” se è a loro che ti riferisci quando dici che “è facile capire chi è gay”..e in realtà pure una persona etero può tagliarsi i capelli in un modo che a te sembra “gay” come anche no. In realtà ci sono tanti modi di vivere ed esprimere il proprio orientamento sessuale così come l’identità di genere, modi statisticamente frequenti e modi meno frequenti, forse ma tutti legittimi e autentici

  8. Gentile di Antonella dovrebbe essere contenta che i gay si riconoscono subiti e che solo pochi infidi si confondono con noi persone normali, così non ha perder tempo coi perditempo. Piuttosto, stasera le andrebbe d’uscire?

  9. Antonella, sono contenta per te che hai tutte queste certezze. Lo so che gli stereotipi e i pregiudizi, semplificano ma ci allontanano dalla realtà. Io quando ho conosciuto il mio compagno, avevo 28 anni, ero già una lesbica “navigata”, con lui ho capito, che non era che non mi piacevano gli uomini, ma avevo solo conosciuto uomini sbagliati. Prima precisazione; Non siamo mai stati sposati, perché non credo nel matrimonio come istituzione, principio condiviso dal mio compagno. Eppure siamo stati insieme per più di vent’anni, abbiamo cresciuto insieme due figli, che ora sono un uomo e una donna. Non so se era amore, ma l’amore cos’è? Chi lo dice che bisogna essere per forza due etero? Quando mi sono messa insieme a lui, io sapevo già di essere bisessuale, e lui lo sapeva benissimo. La mia compagna ha undici anni meno di me, di lei mi piace la sua compagnia, la sua amicizia, i suoi lunghi capelli, il suo sorriso, la sua femminilità, il suo orgoglio di essere una lesbica e il suo essere una femminista incazzata. Anche se ho 55 anni, non l’ho scelta per ripiego, avevo anche degli estimatori di sesso maschile. Il mio ex-compagno, ora vive con la sua nuova compagna, che ha due figli, avuti da un precedente matrimonio. L’ex marito, abusava di lei, la umiliava in continuazione, poi per non pagare il mantenimento dei figli, è sparito, è stato anni senza farsi vedere. Questo è vero amore? Io sono sicura che il mio ex compagno, per lei sarà un buon compagno e un buon padre per i suoi figli, non perché è etero, ma perché lui è così..
    Al lavoro, veniva un rappresentante, in quel periodo ero io, che aveva il compito di trattare con i rappresentanti. Quando lo vedevano arrivare, mi dicevano: “Ida è arrivato l’Arci-gay!”, questo perché? Era un bel ragazzo, molto elegante, vestito in maniera sportiva, con cura, sempre ben rasato, profumato, spesso aveva anche un foulard. Per tutti era gay. Siamo diventati amici, ci si frequenta nella vita privata, è sposato ha dei figli e non è gay. Altri rappresentanti che venivano li, con giacca e cravatta, che puzzavano di sudore, che facevano battute sessiste, di come eri vestita, sul culo ecc. questi sono i veri maschi etero? Spesso si confonde la mascolinità con l’aggressività, il carattere con l’essere “stronzi”.

  10. l’amore era quello del tuo ex , Ida e quello della tua attuale compagna, non era amore quello del marito abusante dell’attuale compagna del tuo ex.
    Comunque l’aggressività come il suo contrario appartiene ad uomini come a donne

  11. Si Paolo, mi riferivo alla frase “Ma l’amore, suvvia, e’ un’altra cosa.” di Antonella. Che io non ho ancora capito cos’è…

  12. Nel liberissimo Occidente, dove tali personaggi hanno fatto fior di fortuna grazie alla possibilità di esprimere il loro talento senza alcun limite, dovrebbe vigere un principio di massima libertà: ognun* si vesta come meglio crede, liberamente (appunto)! Invece…
    Comunque a me sembra, molto semplicemente, che sia iniziata la soffice e vellutata campagna papafrancescana contro l’ennesimo ddl italiano sulle unioni civili: la Chiesa e i suoi fedelissimi adepti “laici” (cioè non chierici), attraverso i loro numerosissimi testimonial politici, economici e sociali, stanno inondando i mass-media per orientare l’opinione pubblica su ciò che si può tollerare e cosa no. Non essendoci alcun movimento politico e sociale e nessun testimonial popolare di rilievo a fare da contraltare (e se c’è viene adeguatamente zittito e messo in minoranza nei talk-show televisivi), queste idee dilagano e porteranno i loro frutti legislativi.
    Dopo l’Italia come Iran d’Europa, avremo il triste primato di essere pure come la Russia del Mediterraneo. Ab majora!!

  13. Antonella: Intanto ti ringrazio per avermi ricordato che sono vecchia, me ne stavo dimenticando. Ma la frase che mi ha dato fastidio è un’altra ed è questa: “Ma l’amore, suvvia, e’ un’altra cosa.” Cos’è? Cos’è l’amore se non un trasporto, un forte sentimento, una dedizione appassionata tra persone, un impegno, un’adesione verso un’altra persona, originato dal bisogno fisiologico della gratificazione sessuale e dello scambio affettivo. Omo o etero, non c’entrano nulla, come non centra la posizione che assumi quando fai l’amore o quale parte del corpo usi. L’amore può essere di un giorno, come per tutta la vita, hanno lo stesso valore, anche se un’importanza esistenziale diversa. Certo quello di un giorno, la gratificazione sessuale è dominante perché l’affetto, l’attaccamento si creano con il tempo. Ma è sempre amore ed è sempre vero.
    Amare un uomo o una donna non c’è differenza, se c’è la gratificazione sessuale e la dedizione a prendersi cura delle persone con affetto, è sempre amore. Se una donna ama un’altra donna non è meno donna. Una donna etero non è più donna. La “passerina” non si consuma e non si rovina. Stesso discorso vale per gli uomini. Visto che le sai riconoscere da un miglio, ti consiglio di provare, almeno poi quando ne parli sai di cosa parli.
    Scusami del mio sarcasmo, ma sono 55 anni che sento questi discorsi, della presunta e ingiustificata superiorità degli etero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...