Expo 2015 e froci del terzo millennio

polemicaHo espresso pubblicamente il mio sdegno, su Twitter, per la questione Expo – e il relativo patrocinio a un convegno omofobo, come denunciato da Gay.it – e mi sono sentito dire, nel giro di pochi minuti, che faccio “tipica polemica a senso unico di chi vede solo cospirazioni contro gli omosessuali”, che chi vuol andare a un convegno “pro famiglia” ha tutto il diritto di farlo (in nome della libertà d’espressione) e che “con voi attivisti gay è un’impresa parlare”.

L’oggetto del contendere è nato da un mio tweet: «a quanto pare l’ sponsorizza convegni omofobi. Pensavo di farci un salto, mi sa che cambio idea».

Quindi, ricapitolando: i soliti movimenti antigay hanno tutto il diritto, secondo certe persone, di poter diffondere il loro odio omofobico, in nome della libertà d’espressione. Se io dico, a titolo personale, che finché ci saranno certi patrocini – consapevoli o meno, poco mi importa – diserterò l’evento, sono un estremista, un individuo che vede cospirazioni ovunque, uno a cui piace far polemica, ecc.

Mi fa specie che il ragazzo in questione, che è gay, dia stessa cittadinanza sia agli incontri in cui si dice che l’omosessualità è una malattia da curare sia all’associazionismo LGBT, sempre in nome del cosiddetto libero pensiero. Come se la lotta per i diritti (anche suoi) e le solite fandonie e gli insulti contro la stessa vita delle persone LGBT fossero la stessa identica cosa.

Taccio sul fatto che si qualifichino certe iniziative come incontri “a sostegno della famiglia”, come se il termine fosse appannaggio di una parte e di una soltanto (quella vicina a personaggi come Adinolfi, Miriano, alla rivista Tempi, per intenderci).

Insomma, giovani froci del terzo millennio, ditemelo subito se è a questa umanità che sto sacrificando – dopo aver impegnato i miei venti e trent’anni – l’età matura della mia esistenza. Perché io a fare il gay da vetrina, tutto week end a Berlino e serate fighe nei locali di grido, non ci metto manco un minuto. Poi però quando tra qualche tempo verranno a sprangarvi perché vi tenete mano nella mano, come fate oggi (forse grazie a chi a venti e trent’anni si costruiva un’opinione critica sulle cose) non venite a piangere. Perché ve la sarete meritata tutta la merda che oggi difendete a spada tratta in nome di un pensiero che volete libero e che sta lavorando alacremente per relegarvi al rango di “invertiti”, in un momento storico in cui dovreste ambire ad essere società civile al cento per cento e a volere il massimo della dignità possibile, come minimo sindacale della vostra umanità. Sempre che la meritiate ancora, va da sé. Ma forse questo, appunto, non deve essere affar mio. Non più.

 

Advertisements

5 thoughts on “Expo 2015 e froci del terzo millennio

  1. Ciao, è la prima volta che incontro il tuo blog.
    Mi sento chiamata in causa perché appartengo alla generazione di cui parli, ho 23 anni e credo di capire il tuo sdegno. Se da tempo (più tempo di me) ti impegni nella lotta per i diritti, non devo certo essere io a dirti quanto potremmo essere più forti se stessimo tutti dalla stessa parte, l’unica possibile, invece di prenderla a ridere o addirittura pensare che certe questioni non siano importanti.
    Il mio blog (e con esso il mio attivismo, seppur ancora poco significativo) è nato da pochi mesi e già in così poco tempo ho avuto modo di parlare con tante persone e di capire che essere gay ancora fa tanta paura, troppa. La mia stessa storia, anche se è una storia felice, mi ha aperto gli occhi su mentalità che non avrei mai immaginato prima.
    Scrivo solo per dirti che no, noi del terzo millennio, come ci chiami, non siamo tutti così, non tutti abbiamo dimenticato quanta strada dolorosa è già stata fatta e quanta ancora ce n’è da fare, e che il tuo aiuto ci serve ancora. Anzi, ci serve tutto l’aiuto possibile. Per favore non ci mollare. :)

  2. #Vulcanina: mica mi riferivo ai/lle giovani come te, sia chiaro! Ma a quelli che fanno spallucce mentre attorno gli costruiscono il prossimo lager, solo perché per farceli star buoni dentro gli hanno lanciato una manciata di glitter.

  3. l’omosessualità non è una malattia,lo ha stabilito l’OMS, convegni che vanno contro l’OMS e la stragrande maggioranza degli psichiatri e scienziati sono come quelli che sostengono che il Sole gira intorno alla Terra e non dovrebbero avere alcun patrocinio.
    La libertà di pensiero non centra nulla

  4. Essere comunità è un valore importante per un gay o una lesbica o un trans.
    Per quanto sgarrupata essa sia. La cura del più grande verso il nuovo e favoloso ,
    La cura della amic* fashion verso chi nn sa abbinare i colori, la cura del navigato nel letto o nell infrangere cuori verso chi ha appena perso l amore, la cura del sieronegativo verso il sieropositivo o molto più spesso il contrario la cura del sieropositivo verso il sieronegativo (nonostante lo stupido stigma)
    La cura di chi lotta per creare una coscienza nel giovane volenteroso nonostante i diversi punti di vista.
    E tante altre cure di gruppo/classe/lobby che però a volte sopratutto di fronte alla passività sociale (e non di letto) di alcuni lascia senza forze.
    Ho vissuto anche io esperienze simili e sono certo sia successo anche ad altri che conosco.
    Penso che di questa cura si debba elargire in massima parte : tra chi ha il carattere di agire o chi di reagire verso chi non l’ha di agire.

    Un abbraccio forte, non ci mollare anche se ferito. Ci servi tra noi perché come te ce ne sono pochi. E sono preziosi.

    <>

  5. Cmq i peggiori, caro Dario, non sono i ragazzi ventenni, ma dai 30 in su. In particolare quelli delle ns. generazioni (40-50) buoni solo a giustificarsi per ogni nefandezza che commettono nelle proprie (doppie, triple) vite, salvo allargare le braccia e fare dieci passi indietro quando chiedi loro di prendere coscienza e di agire di conseguenza.: allora scadi al rango di “estremista” perché non hai capito quant’è buono questo papa, quanti sforzi fa la chiesa, quanto la società e la loro famiglia non siano pronti a comprendere e bisogna comprenderli, poveri mammà e papà, quanto sia drammatico fare coming out, quanto “ci magnano” quelli delle associazioni LGBT (tu escluso, naturalmente: al massimo sei il povero fesso che ancora “ci crede”), ecc. ecc.
    BASTA!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...