Le cose da rimettere in ordine

È solo una questione di ordine. E di tempo. Rimettere le cose a posto e trovare il tempo per farlo. Non sprecarne più di tanto. Perché non è infinito, quello che ci è concesso. Perché non abbiamo il contachilometri, non c’è la spia della benzina che ci avverte quando sta per finire. Succede e basta. Puoi averne una sensazione, un preavviso repentino. Ma quando accade, ti accorgi che tutto si risolve in un niente. E allora è meglio non essere colti impreparati e lasciare le cose in ordine, per quanto assurdo è questo stesso concetto in un universo dominato dall’entropia.

E allora ecco il mio caos da rimettere a posto.

Troppe nuvole in cielo, che raffreddano i colori delle mie orchidee e i palpiti all’unisono col respiro.
Il rumore della lavatrice che gira su se stessa, come a volte la storia di tutti i giorni.
Un messaggio che non arriva.
Lenzuola rosse e piumone verde, una camera da letto esposta a sud est e l’idea di fare un po’ più di selezione all’ingresso.
La musica che rimbalza dentro e non risparmia niente, neppure un globulo rosso.
Il profumo dei biscotti che le persone a cui vuoi bene hanno mangiato senza riguardo nemmeno per le briciole.
Tutto l’amore che c’è, che si agita dentro come una pantera affamata di vita.
Il pensiero dei bimbi che cantano, in un teatro di fine anno. Il calore di una lacrima furtiva che nessuno ha visto. Forse.
La paura di aver sbagliato ogni cosa. E quella della solitudine.
Il fantasma del Natale ipotetico.
Tutte le parole che avrei voluto dire. In più occasioni, a più persone.
Tutte le parole e le cose che mi sono ritrovato, qui da qualche parte, per te. A dispetto dell’oscuro signore bianco, delle distanze di sicurezza, fossero grandi quanto un oceano intero.
Tutta la vita che rimane, da risistemare nei cassetti, da toglierle la polvere negli angoli nascosti e i grumi delle azioni sprecate.

Tutto questo, come se ci fosse tutta la vita davanti. E non sapere da quale punto cominciare.

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8 thoughts on “Le cose da rimettere in ordine

  1. Sai caro dario, ho scoperto che i dubbi nella vita sono proficui, consentono di accrescere l’autocritica e con questa la virtù laica dell’umiltà di fronte all’ordine presente nella creazione e nel cosmo. Le tue parole mi hanno toccato intimamente sopratutto quando ammetti la possibilità di avere sbagliato tutto.. ecco continua a lavorare su te stesso sui tuoi errori sulla consapevolezza e sulla logica, questo il più bell’augurio di buono e santo giorno natale di nostro Signore Gesu Crsto creatore dell’ordine dell’Universo.

  2. #Giuditta: l’unica cosa su cui non ho dubbi è l’aver abbandonato quel castello di bugie e ipocrisia che è la religione cattolica di tuo signore Gesù Cristo. Tuo signore ma non mio .

  3. I dubbi sono sempre proficui. Per questo le religioni si basano su dogmi e verità assolute che non ne ammettono. Perché i dubbi e la ricerca di risposte non imposte sono le cose che fanno andare avanti il mondo e fanno progredire il genere umano. A dispetto del tentativo di mantenere lo status quo di chi si fa bastare i dogmi, appunto.

  4. I dogmi sono la comoda scorciatoia di chi ha paura della mancanza di senso. È una paura che ci accompagna fin dalla nascita e che va rispettata, almeno finché non produce danni agli altri. Perché finire non piace a nessun*.
    Personalmente sono giunto alla riflessione che se c’è un senso nell’esistere, esso è racchiuso in 3 parole: sopravvivere, cercare, narrare. Che poi, a ben pensarci, sono le 3 cose che permettono di trasmettere vita.
    Che queste festività possano essere l’inizio simbolico di una nuova “cerca” per tutt*.

  5. …come le fiabe e i miti. Anch’io non ci credo (da tempo ho abiurato la mia fede cattolica), tuttavia ti invito ogni tanto a metterti dalla parte di chi li vive come importanti o addirittura fondamentali per la propria vita: se non comprendiamo, non potremo capire chi abbiamo intorno e quindi la realtà che ci circonda (magari per cambiarla efficacemente). A meno di non considerare tutte queste persone come esseri inferiori, indegni della nostra interlocuzione: il che mi sembra un po’ troppo, francamente! ;-)

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