Avere figli gay? Per il simpatico Bergoglio è una sfortuna

Bergoglio, papa di Roma

Ho sempre pensato che Bergoglio fosse un grande bluff, un’operazione di cosmesi rispetto alla consueta omofobia d’oltre Tevere. Il suo “chi sono io per giudicare” circa i gay (lesbiche e trans non erano ancora pervenute alla sua santa attenzione) era corredato da una chiosa: è già scritto tutto nel catechismo. È nel catechismo c’è scritto che essere gay è peccato mortale. Mi arrabbiai moltissimo con chi salutò con favore questo ribadire una condizione di minorità delle persone LGBT.

Adesso il nostro, anzi, il vostro simpatico pontefice torna alla carica con la sua solita omofobia travestita da buoni propositi. La notizia la riporta il Quotidiano.net, il cui titolo è già evocativo: «Papa. “Sì ai divorziati come padrini e aiuto a chi ha figli gay”», come se fosse un handicap o una disgrazia. Adesso questa è una semplificazione del titolista, ma se andiamo a scavare nel testo e riprendiamo le dirette parole del pontefice, non andiamo molto lontano da questa impostazione:

nessuno ha parlato di matrimonio omosessuale nel Sinodo. Quello di cui abbiamo parlato è come una famiglia che ha un figlio o una figlia omosessuale, come lo educa, come lo cresce, come si aiuta questa famiglia ad andare avanti in questa situazione un po’ inedita. Dunque al Sinodo si è parlato della famiglia e delle persone omosessuali in relazione alle loro famiglie, perché è una realtà che incontriamo nei confessionali…

Si notino almeno tre aspetti:

1. si ribadisce il no all’allargamento della sfera dei diritti. Nessuno ha parlato di matrimonio. Si mantiene la prospettiva del permanere di una discriminazione

2. la situazione di eccezionalità dell’avere un gay o una lesbica in famiglia. Bergoglio non dice – e non può dirlo, per evidenti limiti culturali di tipo omofobico, caratteristici della fede di cui è capo indiscusso – che avere prole LGBT può essere una cosa come un’altra, per quanto minoritaria (un po’ come avere figli mancini o bimbe coi capelli rossi, per capirci fino in fondo), ma lo pone sotto l’ottica dello scarto rispetto alla norma. Il richiamo al confessionale, inoltre, lo ammanta di quell’aura di peccato che tanta fortuna ha nei soliti ambienti cattolici

3. avere un/a figlia omosessuale rientra nell’ottica di uno svantaggio, per cui la famiglia “colpita” da questa situazione “un po’ inedita” ha bisogno d’aiuto.

Insomma, per Bergoglio avere figli omosessuali (le lesbiche ancora non sono pervenute, le trans meno che mai) è e rimane una sfortuna. L’unica cosa che non ha detto è che bisognerebbe intervenire sugli attori principali di diffusione di omofobia e odio sociale contro le persone LGBT: partiti cattolici, omelie nelle chiese, gruppuscoli antigay nelle piazze… tutti soggetti che operano per rendere un inferno la vita della gay community in Italia. Chissà perché contro queste persone sua simpatia, pardon, sua santità non dice niente.

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20 thoughts on “Avere figli gay? Per il simpatico Bergoglio è una sfortuna

  1. Sono d’accordissimo.
    Quando verrà presa in considerazione la violenza in quanto tale, saremo in un altro mondo.. in un’altra era.. in un altro universo (però cerco di sperarci per un futuro migliore).

    A presto,
    Mari

  2. scusate, ho cancellato i commenti e gli insulti omofobi e le rispettive risposte. Non c’è posto in questo blog per certe forme di violenza contro le persone LGBT. Capisco la buona fede di chi prova a combattere quel tipo di esternazioni, ma l’unico metodo che credo sia giusto applicare contro queste persone è il silenzio.

  3. Anche se non condivido il metodo, accetto rispettosamente la tua decisione, Dario: questo blog è casa tua e sei tu che ne determini le regole.

  4. #Luca: accettare quel tipo di teorie significa, né più e né meno, accettare l’omofobia come tipologia di pensiero. Se io scrivessi che ci sono valide ragioni per cui gli ebrei sono stati mandati nei campi di sterminio, verrei giustamente considerato un mostro. Anche gli omofobi devono essere considerati alla stregua dei nazisti.

  5. Se posso permettermi, stiamo facendo la solita figura dei paranoici visionari. I soliti idioti non potevano fare una parodia più azzeccata della coppia di omosessuali. Non sono religiosa, assolutamente lungi da me credere in qualche ”dio”, e non sono etero. Tuttavia credo che le parole del Papa siano state qui travisate. Travisate a causa della malizia con la quale, giustamente, guardiamo alle parole della figura stessa di ponteficie. Insomma, fare un sinodo per parlare delle DIFFICOLTA’ delle famiglie con un figlio omosessuale é una COSA GRANDE. E UNA COSA BELLA. Ovvio che il papa non dica, sì siate gay e sposatevi pure nella mia chiesa..grazie al cazzo, é il papa! Come é ovvio che non dica , shalla sposatevi ma divorziatevi quando vi pare….é il papa! Come , d’altraparte é ovvio che Luxuria ci vada fino in Russia x fr valere i nostri diritti….é Luxuria! Inoltre il papa ha detto che, ascoltando i fedeli che lamentavano IL PROBLEMA DELLE LORO FAMIGLIE rispetto al fatto di essere omosessuali, ne é rimasto colpito e quindi nel sinodo si é parlato di COME aiutare queste famiglie, cioe’: sono il papa, siamo la chiesa, come dico a una famiglia cristianissima ”fattela pia’ a bene nel nome di Dio se tuo figlio/a é omosessuale?”. Questo ha voluto dire sto papa del quale, a me, non frega proprio nulla. Pero’ per onesta’ intellettuale vanno scritte cose dette, e non interpretazioni di queste ultime. P.s. Cerchiamo dallo stato e dalle istituzioni rispetto o dignita’, tolleranza e non razzismo, pari diritti.. Non dalla che per definizione deve solo rompere le scatole e ammonire col ditino le pecorelle smarrite. Non siamo pecore, siamo cittadini, che amano altri cittadini dello stesso stesso, come ci sono cittadini di sesso di diverso, di diversa estrazione culturale e sociale. TUTTI i cittadini devo essere uguali (ma davanti alla legge allo stato e alle istituzioni..davanti al sacerdote…beh, sono cazzi di chi ci va! Grande Papa che ha preso in considerazione il problema del bigottismo nelle famiglie cristiane che, IN EFFETTI, mette in DIFFICOLTA’ i ragazzi. Lo so che non é un problema essere omosessuale ma lo É, nella realta’ delle cose, per molte famiglie!). Peace, e leggete meglio ;)

  6. cara Flame, dire “il papa è il papa” significa fare un grosso favore al pensiero omofobo. Il papa, su certe questioni, dovrebbe solo tacere o, al massimo, chiedere scusa. Proprio perché è il capo di un’organizzazione omofoba che tanto danno ha già fatto. Non voler vedere questo e buttarla sul qualunquismo – il “cosa mi frega delle parole di un pontefice”, per intenderci – ci rende silenziosamente complici di millenni di violenza.

  7. Mi permetto di dissentire parzialmente, caro Elfo: quelle affermazioni vanno contro argomentate, anche perché sono diventate (ahinoi) una sorta di “comune sentire”. Chiudersi a riccio serve a poco, purtroppo: dobbiamo almeno tentare di affermare le nostre ragioni anche smontando gli argomenti più truci. Se non riusciremo a mettere in crisi questi impauriti dalle certezze (pseudo)granitiche, almeno forniremo armi dialettiche a chi tali idiozie si trova a doverle controbattere nella vita reale (cosa che a me è capitata spessissimo, per esempio…).

  8. condivido quanto ha scritto Luca! premesso che la chiesa cattolica continua a fare schifo, è una melassa di ipocrisia e corruzione, che Bergoglio è stato scelto come un operazione di marketing per coprire il marciume interno ecc ecc…e premesso che condivido anche la parte finale del tuo discorso, quando ci si aspettavano parole più forti e tirate di orecchie contro l omofobia e l odio di alcuni gruppi cattolici…. ma anche te ElfoBruno a volte sei troppo fazioso!! Bergoglio Non ha parlato di sfortuna ma di situazioni ‘un po inedite’ frase che per quanto possa sembrare viscida e ipocrita, e tipica da ‘prete buono di campagna’(Bergoglio appunto), è comunque un ‘passo avanti’ rispetto ai suoi predecessori nello stile e nel linguaggio, che prima di lui parlavano solo di malati e peccatori, immorali e via dicendo… È un linguaggio ambiguo che permette un filo di dialogo e confronto (e anche cambiamento) con alcuni settori della chiesa che prima non esisteva…di sparigliare anzi le carte dentro la chiesa stessa che si sa è sempre più divisa al suo interno e Bergoglio la tiene unita a gran fatica..mentre prima l argomento nelle parrocchie era tabù assoluto. Non se ne parlava e basta! E poi cosa c entra il diritto al matrimonio con il discorso del papa??il suo è un discorso puramente teologico , non c entra niente con l ambito civile.. ma come proprio noi che rivendichiamo la laicità dello Stato pretendiamo che il papa sia favorevole ai matrimoni gay ?! È assurdo!!!prenditela piuttosto con la redazione del Quotidiano.net e con il titolo omofobo che NON corrisponde nemmeno all intervista come tu stesso hai ammesso.

  9. esimio commentatore anonimo, quando scrivi “mentre prima l argomento nelle parrocchie era tabù assoluto. Non se ne parlava e basta!” dai prova di non sapere che prima, ma anche adesso, l’argomento è e viene trattato come peccato. Ed io non pretendo che il papa cambi idea, ma che taccia nel suo proferire idee omofobe. Tutto qui. Poi ognuno è libero di ingrassare il suo carnefice come meglio crede.

  10. ma quando mai si ingrassa il proprio carnefice? Continui a travisare il senso del discorso, semmai il contrario, lo si mette in difficoltà allargando la spaccatura interna alla chiesa! fingi tu di non sapere la lontananza di molti fedeli dai precetti ufficiali della chiesa : già nel lontano giubileo del 2000 i papa boys lasciavano tappeti di preservativi sul prato di tor vergata..a scorsa estate c è stato il documento dei giovani Scout che riconosce apertamente l’amore omosessuale e chiede proprio alla gerarchia di aprire un dialogo su questi temi!! prima nelle parrocchie il sesso era tabù e non se ne parlava proprio perché era scontato come peccato, oggi invece la crescente difficoltà per le divisioni interne costringe a parlarne sempre di più…bisogna allargare questa spaccatura, denunciare le contraddizioni di Bergoglio, ma non rendersi nemico tutto il mondo cattolico in blocco… altrimenti così facendo sei tu a ingrassare il carnefice, ricompattandolo.

  11. E’ che tu ci perdi ancora tempo, questo è il guaio.
    Non dico con Bergoglio che come direttore marketing della rinomata multinazionale ci sa fare eccome, ma con questi chiesaroli, biblisti e acefali vari.
    Io non metto in dubbio che l’afflato verso il non conoscibile spinga verso la semplificazione bruta, è un principio noto dai tempi del dio fulmine, il dio fuoco, il dio fiume, il dio Maria De Filippi; dico che è esercizio comune di tutti i cattolici quello di chiamare dio la propria ignoranza. Peggio, di chiamare dio la propria voglia di ammmore. Ora che i religiosi in genere siano i peggiori quando non visti è prassi comune, è tipico di certe personalità involute il volore un padre padrone che li osservi, li giudichi ma poi in fondo in fondo li perdoni; ma che siano anche capaci di confrontarsi criticamente su un terreno di logica comune questa è l’illusione. Ad ogni piè sospinto tireranno fuori qualche riga di quel tomone polveroso pieno di incesti, violenze sessuali, omicidi, genocidi, misoginia e uso consapevole della malvagità. Tutto squisitamente intepretato, soprattutto i deliri di Saulo, in chiave moderna a parte i 4 sfondoni sull’omosessualità (Saulo qualcosa ci nascondeva misà ;). I cattolici lo sanno di essere in via di estensione e, per farsi notare, strillano come le oche del Campidoglio quando nn si ingozzano o non giocano a poker (per dire eh…).
    Quindi no, non si può discutere con chi crede che esista un dio uno e trino atemporale e onnisciente che ha mandato suo figlio che poi è suo padre che ha ingravidato sua madre attraverso l’altra appendice alata che poi è sempre lui. Non si discute con chi dice “tutto questo è stato creato per ammmmore” e con ‘tutto questo’ intende 200 mila anni di homo sapiens (dei quali solo il 5% documentati seriamente) e ben 150 milioni di anni di dominio dei dinosauri, per non parlare di centinaia di milioni di anni di organismi elementari. Se ha creato per ammmore noi che ci siamo da così poco tempo, figurati che passione orgasmatica potesse (anzi possa pardon lui è atemporale) provare verso i rettiloni. E ovviamente in miliardi di anni di storia dell’universo, milioni di galassie che contengono milioni di stelle ognuna col proprio sistema solare, guarda caso ha scelto proprio la terra per parlare un qualche centinaio di anni ad un gruppo di pastori per poi tornare a tacere. Ma pensa te oh… Io non dico che chi crede a questo feuilleton sia paragonabile a chi crede al mago Galbusera, giammai (anche perché gli ultimi citati almeno mangiano i biscotti), ma dico che, e lo diceva pure Nietzsche, “un credo irrazionale si difende solo irrazionalmente” e irragionevolmente. Quindi come si può chiedere spirito sociale equo, ponderatezza e comprensione della modernità a chi chiude il proprio intelletto in un breviario per sancire l’universalità del proprio diniego? Non si può e non si deve. Una cosa è la gestione della società plurale ed eterogenea, un’altra sono le credenze personali che devono avere valore solo in un contesto privato, per quanto sia dolorosa la scomparsa di tutti i vari babbo natale nel corso della nostra esistenza. C’è una differenza enorme tra credere e amare l’idea di farlo. In mezzo ci passala buona fede.

    Postilla per i soliti copiaincollisti biblici che si dichiarno fieramente cattolici. Se lo siete come dite, avete accettato 10 dogmi espliciti che nn hanno evidenze bibliche quindi state credendo a qualcosa che persone come voi, ma nn in vena di romanzoni d’appendice, vi hanno imposto di credere nei vari concili di Nicea, Toledo, Lateranense ecc. Credete solo in ciò che è scritto? Bene allora nn credete al Purgatorio, all’Immacolata Concezione, all’assunzione di Maria, all’infallibilità papale ecc. Se ci credete oltre qualunque evidenza, persino di ‘buon senso religioso’, siete semplicemente degli yes-man esclusi dal confronto (ma in pole position per la vicepresidenza di un ministero nell’era di Renzi, scegliete voi quale nn importa) , se non lo fate le vostre posizioni cattoliche sono invalide perché cattolici non siete. Ohibò, di che morte morire?

  12. Concordo appieno con il tuo articolo.
    Il Papa “buono per il marketing” non è poi così diverso dal suo predecessore!
    Ma non mi preoccupano le cose che dice (…son sempre le stesse che dicevano i suoi predecessori, cambia solo la modalità…), ma mi preoccupano tutti quelli che incantati dal vescovo di Roma, si riavvicinano alla Chiesa (leggi “cadono nella trappola clericale”) pronti per un nuovo lavaggio del cervello (contro la secolarizzazione e quindi anche al riconoscimento dei diritti che la nostra comunità lgbt richiede da ormai troppo tempo), e ancora di più mi preoccupano – e sono in tanti – quelli più conservatori ancora, tipo Massimo Socci, che ha pubblicato un best seller dal titolo “Non è Francesco” mettendo in dubbio la validità del conclave che ha eletto questo vescovo di Roma, considerato da Socci come troppo “morbido” per le sfide che la Chiesa deve affrontare!

  13. Caro Meursault, si potrebbe essere d’accordissimo col tuo discorso, fatto sta che di gente che crede nelle cose che scrivi ce n’è, e tanta. E se basta un sorriso ruffiano per avvicinarne altrettante, forse sarebbe più intelligente capirne i motivi per (tentar di) contrastare queste visioni fantastiche; marchiarle di stupidità mi sembra quantomeno riduttivo. Ancor di più se pensiamo che chi cresce in questo “benedetto” Paese è impregnato comunque di questa “cultura”, volente o nolente.
    Da qui la necessità di controbattere efficacemente e con pazienza a chi, per qualunque motivo, ha deciso di abdicare più o meno completamente all’ir-razionale o all’a-razionale: la cronica assenza di visioni differenti ci ha impigrito e ha favorito chi ha potentissimi, raffinatissimi e rodatissimi mezzi millenari di persuasione da mettere in campo.

  14. Spesso ci si dimentica che sono due; il poliziotto buono e il poliziotto cattivo, ovvero il papa buono e il papa cattivo, ruoli diversi stesso servizio. Non credo nemmeno alle spaccature all’interno della chiesa o al dibattito all’interno della chiesa, la chiesa è maestra in queste cose. Penso alla “teologia della liberazione”. Che fine ha fatto? Consegnata alle “squadre della morte”, dal papa polacco e liste di sacerdoti e vescovi fatte forse dallo stesso Bergoglio. Al massimo posso dare un abbraccio di augurio e solidarietà con chi vuol dialogare con loro, ma il giorno che diventerò masochista, preferisco dedicarmi ai giochi BDSM.

  15. Cara Ida, io ho tecnicamente abiurato la mia fede cattolica anche per i motivi che esponi tu. Il problema non è VOLER O NON VOLER dialogare: il problema è che veniamo su TUTT* intrisi di cultura cattolica, volenti o nolenti. E che ci dobbiamo confrontare con milioni di persone che si dichiarano cattoliche, tra cui moltissime persone LGBT. E che, sciagura delle sciagure, il Vaticano ce l’abbiamo in casa. Che vogliamo fare? Sbattiamo le porte in faccia a tutte queste persone tacciandole di stupidità e tiriamo avanti per la nostra strada? In quanti saremo, e soprattutto: quali risultati riusciremo a ottenere? La battaglia per il divorzio non ci ha insegnato nulla?
    Se tu o altr* avete soluzioni alternative, vi leggo con estrema attenzione.

  16. @ Luca Perilli. Forse non mi sono spiegata bene; io non parlavo delle persone ma delle gerarchie ecclesiaste, con le persone sono disposta al dialogo con tutte.

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