Le parole ulteriori

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E poi c’è la regola del fuoco: mai, e sottolineo, mai sprecare parole ulteriori con chi non ha il tempo che tu hai utilizzato per proferirle in passato.

Nel senso che va marchiata nel cuore, come se fosse ferro rovente. Perché ha la stessa sacralità di un rito di iniziazione.
E tutto il resto delle cose da dire è inutile, a partire da questo momento.

On air: The Muse, The time is ranning out (per caso, lo giuro)

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Rom e romani

gli italiani un popolo razzista

gli italiani un popolo razzista

Due pensieri estemporanei su quello che sta succedendo qui nella capitale:

1. praticamente, cari “italiani” dimmerda, vi hanno trasformato in razzisti per potersi arricchire a vostre spese e sulla pelle di rom e immigrati. Questo insegna lo scandalo romano di questi giorni. Ma voi prendetevela solo con quei poveri disgraziati di Tor Sapienza, mi raccomando

2. non è che se vi dite a favore dei diritti dei gay e poi vorreste mandare ai forni rom o altra categoria a scelta siete dei gran fighi, eh! Il principio è sempre quello che fa rima con fascismo.

Fa tutto parte di quel “buon senso” popolare che discriminazioni sulle categorie percepite come estranee, raccontate come pericolose e trattate come criminali. È la stessa dinamica che ha già coinvolto gli ebrei. E che oggi è usata contro i soggetti fuori norma, dalle persone migranti a quelle LGBT. Vi piaccia o meno, fate parte di questa subcultura del disprezzo.

Così, per dire.