E Scalfarotto rimase senza parole

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Ivan Scalfarotto

– Che altro avete chiesto all’onorevole Scalfarotto?
“Gli abbiamo chiesto perché l’Unar non acquisisce, come i suoi omologhi in tutta Europa, la giusta indipendenza, che lo smarchi dall’influenza della politica e gli permetta di fare il suo lavoro senza influenze esterne… quand’è che l’Unar avrà il mandato ufficiale ad occuparsi delle discriminazioni contro gay, lesbiche e trans.”

– Cosa vi ha risposto Scalfarotto?
“Niente.”

Vi invito a leggere quest’intervista su Gay.it, per certi aspetti illuminante, a Flavio Romani sulla situazione italiana rispetto alla questione LGBT. Per chi ancora crede che questo governo sia un interlocutore affidabile. E per chi nutre fiducia in persone come Scalfarotto, che appunto a domande specifiche risponde col niente.

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5 thoughts on “E Scalfarotto rimase senza parole

  1. La cosa più tragicomica è la maniera in cui Arcigay è venuta a conoscenza della Conferenza europea: grazie ai siti omofobi!!! E questo la dice lunga su tutta la situazione italiana, in particolare sulla “forza” delle associazioni LGBT quindi, a sua volta, sulla consapevolezza dei loro associati: i nostri politici sono pessimi, ma non è che i loro elettori e chi si astiene dal votare sia migliore. Ahinoi.

  2. @Ping > Basterebbe che le persone LGBT di questo Paese non votassero più partiti e candidati omofobi o dalle proposte troppo vaghe (non valutandoli però solo dalle campagne elettorali ma da come si sono comportati nella legislatura precedente!) e che le ns. Associazioni si decidano a considerare questo governo un avversario temibile almeno tanto quanto quelli che lo hanno preceduto. Sarebbe una rivoluzione.

  3. Ma cosa ci si poteva aspettare da Scalfarotto, che dicesse qualcosa?
    Mi chiedo anche io, da brava lesbica militante, perchè le Associazioni LGBT italiane non comprendono che il Governo ci sta osteggiando apertamente e non si uniscono per un’azione concreta.
    Grazie per il post e un abbraccio

  4. Pensare che anni fa io questo individuo lo ho pure votato.
    Il suo ruolo mi sembra essere quello della bandierina: messo lì per cercare di dare l’impressione che il PD abbia un qualche interesse nel tutelare le persone LGBTQ e acchiappare un po’ di voti. Ma non sia mai che si faccia qualcosa concretamente, pena ritorsioni dalla componente cattolica del partito e strali da Vaticano e CEI.

    E mentre lui e Renzi cianciano e hash-taggano su leggi che continuano a non arrivare il governo, attraverso i prefetti, mostra i suoi veri colori.

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