Del perché, a parer mio, il gay renziano non merita stima

raduno renziano

Purtroppo è più forte di loro: i gay renziani non vanno contraddetti (così come i renziani in genere) o reagiscono male. In questo sono abbastanza simili ai loro pigmalioni berlusconiani. Stamattina sono incappato in una discussione, che si prolungava già da ieri, con alcuni sostenitori del premier e del suo nuovo corso, che io critico in quanto tale. Ne è nato il solito flame, sul quale non voglio dilungarmi.

Faccio solo notare che seguono svariati insulti sul fatto che scrivo per il Fatto Quotidiano e amenità similari. Adesso, stiamo appunto parlando di persone LGBT o che nella vita si dicono friendly e poi il massimo che riescono a concepire per una coppia dello stesso sesso è una leggina a diritti dimezzati.

Andrebbe loro risposto in modo congruo, tipo:

Ma poiché credo che l’argomentazione sia qualcosa che meriti di più rispetto a centoquaranta caratteri – anche se il loro leader li ha abituati a “tanto”, temo – cercherò di spiegare una volta per tutte perché credo che, se sei gay e voti e sostieni Renzi, sei una persona non degna della mia stima. Procederò per punti:

1. il Pd – la cui coalizione ho votato nelle elezioni del 2013 – ha prodotto, per mano di collaboratori renziani, una legge contro l’omofobia che permette, a determinati soggetti e in specifici contesti (tipo scuole, chiese e partiti) di poter affermare frasi anche offensive contro le persone LGBT. Secondo la vulgata che sostiene tale legge, poter dire che essere gay è una malattia dalla quale si può guarire rientra nella cosiddetta libertà di pensiero

2. la legge sulle unioni civili, poi, dimostra ancora una volta la vera natura del leader e dei suoi seguaci. Non si vuole infatti un provvedimento che vuole far rientrare nel rango degli/lle uguali anche le persone LGBT, attraverso l’accesso al matrimonio, ma creare un istituto a parte per gay e lesbiche. Insomma, ci tengono lontani dal matrimonio, riservato alla massa dei normali, in quanto”froci” e “lelle”. Adesso capisco che per qualcuno questa può essere una conquista, o il massimo a cui aspirare, ma per me è un insulto alla mia dignità di essere umano e di cittadino

3. se questo è vero, quindi se l’insulto contro una categoria di persone rientra nella facoltà che abbiamo di esprimere opinioni su qualcuno e se quelle stesse categorie vanno trattate come oggetti “a parte”, a cui riservare quindi apartheid di tipo giuridico, sarò libero di dispensare dal mio concetto di rispetto e di stima quei gay e quelle lesbiche che votano per chi li tratta in un certo modo. In quanto gay e in quanto sostenitori del premier, appunto

4. ne consegue che posso utilizzare l’aggettivo “renziano” come connotato negativamente. D’altronde, lo facevo già – secondo l’uso linguistico del tempo – con i berlusconiani, verso cui tutte le persone affezionate al concetto di legalità nutrivano un sano disappunto, potrò farlo con le loro brutte copie.

Concludendo, la mia idea personale è che leggi come quelle proposte (e mai votate) non aiutano al raggiungimento della piena uguaglianza, ma segnano un solco tra la norma e lo scarto da essa. Ciò non vuol dire che io “rifiuto” queste leggi – se le dovessero mai approvare potrei al massimo evitare di avvalermene – né che abbia gli strumenti per fare in modo che esse non vengano votate. Più semplicemente, me ne distanzio, vista qual è la filosofia che le anima.

Poi, se democrazia è accettare che una massa numerosa, la cosiddetta maggioranza, vada unita e granitica verso un “nuovo verso” che per me è poco dignitoso, sempre il medesimo concetto di democrazia mi dà la facoltà di pensare che quel nuovo corso sia orripilante e di non avere stima alcuna per chi lo propina come unico possibile: si chiama, appunto, libertà di pensiero. Se vale per gli omofobi con cui fanno accordi e per i politici che eleggono, varrà anche per un comune cittadino che esprime le sue idee. O no?

Dulcis in fundo, ci sarebbe da fare un lungo discorso sul fatto che non è vero che dopo Renzi c’è il nulla, e semmai che visto il nulla che c’è intorno abbiamo Renzi come suo prodotto conseguente. Ma questa è un’altra storia che mi appassiona ben poco. Per il resto, a buon rendere.

P.S.: onde evitare confusione, e visto che mi è già stato chiesto, definisco “gay renziano” chi difende Renzi per tutto quello che fa, in modo acritico, o chi lavora per lui dentro il partito. Passi chi lo ha votato nell’illusione di avere un leader normale, purché smetta ad un certo punto.

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18 thoughts on “Del perché, a parer mio, il gay renziano non merita stima

  1. Hai dimenticato di riportare le tue “minacciose” frasi..da bimbominkia…Bell’articolo (se così si può chiamare) fazioso e diffamatorio (forse) .Lo leggerà il mio legale.

  2. PS. I rosso bruni esistono.OLtre alla faziosità (in malafede) di non riportare le tue risposte e provocazioni, sei anche ignorante.Evita di fare queste figuracce.Nessuno ha storpiato il tuo già insipido (io uso il mio nome) nick.

  3. #alexthemod: portagli i miei saluti. E visto che ci sei, se clicchi sulle parole in rosa, puoi trovarvi i link a tutte le discussioni. Buon pomeriggio anche a te.

  4. Cari ragazzi, è finito il Sinodo, hanno vinto i “conservatori” (strano, vero?) e il boy-scout ha già preso ordini: la famiglia è una, uomo-donna, tutto il resto va al massimo tollerato e misericordiosamente elargito giusto per tacitare le coscienze. Sempre preservando il “sacro” dovere di dichiarare in ogni dove che siamo dei poveri malati a cui si può al massimo riservare un po’ di pia e cattolica pietà.
    Il vero problema, caro Elfo, non sono i gay renziani, il vero problema è che la maggioranza della popolazione gay e lesbica italiana pensa che quello sia il massimo del rispetto possibile. Che, se ci pensi bene, equivale a quel che la maggioranza della popolazione etero pensa di se stessa quando crede che oltre Renzi ci sia solo il diluvio.

  5. #Alex: semplicemente, non volevo più vedere gli insulti ai miei danni. Aspetto la tua pratica, ovviamente. E ovviamente, continua a portare i miei saluti ai tuoi legali. :)

  6. Per dovere di correttezza ti devo chiedere (o se mi dai in via privata un contatto con i tuoi legali) se vuoi un incontro ufficiale per spiegare o avvalerci di un giudice di pace per mediare prima di altri passi ufficiali. Ci possiamo vedere al Mieli..così avrai la sicurezza di avere testimoni affidabili.

  7. Ho letto solo ora l’ennesima correzone (sei davvero onesto) alla tua risposta..ironica riguardo ai saluti. Allora come non detto. Che le cose vadano come devono andare.

  8. ma che strano, ti dico dove cercarmi e per magia non mi cerchi più… aspetto la lettera dei tuoi legali. Mandami una copia per mail, così non rischio di dimenticarmi di te.

  9. RENZI Chi?
    ( fra poco tempo la sua parabola ascendente di Astro lucente ineluttabilmente declinerà…. e sparirà come una lieve nebbiolina nell’aria fredda del mattino : i più scurrili dicevan come “una scoreggina nell’aria frizzane mattutina! “… )
    e Amen

  10. Arrivo qui’ dopo 2 anni e mi chiedo se ti e’ arrivata la lettera degli avvocati di Alex. Com’e’ andata a finire questa vicenda ?

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