La dignità di Matthew

Matthew-Shepard_omosessuale_omofobia

Matthew Shepard, ucciso dalla violenza omofoba

Era il 12 ottobre 1998: Matthew Shepard moriva dopo le torture inferte dai suoi aguzzini omofobi. Per capirne la violenza, vi dirò solo che venne trovato agonizzante, qualche giorno prima, legato a una staccionata. Il viso era talmente tumefatto che venne scambiato per uno spaventapasseri. Il volto era completamente ricoperto di sangue, ad eccezione del solco lasciato dalle sue lacrime.

12 ottobre 2014: entro su Facebook e vedo i soliti post omofobi. Ad essere sotto attacco è un libro che spiega, dentro gli asili nido, che esistono anche le coppie omogenitoriali: “Questi lavaggi del cervello negli asili nidi sono tollerabili? Degradano la dingità umana” scrive sul suo profilo tale Filippo Savarese, vicino a Manif pour tous, con tanto di refuso.

Chissà se il buon Filippo ritenga che massacrare di botte un ragazzo di vent’anni legato a una staccionata sia ugualmente qualcosa di degradante, per la dignità degli esseri umani. E se così fosse, ci dovrebbe spiegare come mai torturare e uccidere un ragazzo gay da una parte e spiegare a scuola, dall’altra, che si possono avere in classe compagni/e figli/e di una famiglia arcobaleno sia la stessa cosa.

Perché quel libro che suscita tanto scalpore dovrebbe servire affinché nessuno venga più sbeffeggiato, deriso, discriminato e, in ultima istanza, ucciso per la sua diversità.

cos'è la dignità umana per gli omofobi?

cos’è la dignità umana per gli omofobi?

Naturalmente, se cresci ragazzi e ragazze all’idea che ci siano persone di serie A e di serie B, magari da disprezzare o verso le quali riservare trattamenti a parte, poi è inevitabile che per qualcuno sia normale calcare la mano. Sia con un compressore ai danni di un ragazzino obeso, uno stupro a una donna, una coltellata a un “frocio”, ecc. La matrice è la stessa.

Una legge seria contro l’omofobia – non la pagliacciata che il Pd ha approvato alla Camera – servirebbe a creare un clima culturale per evitare questo tipo di brutalità. Manif pour tous, che protesta contro tutto questo, da che parte sta? Secondo me, così facendo, continuando a diffondere terrorismo psicologico contro le persone LGBT, si contribuisce a rinvigorire quelle basi culturali per nuove violenze, psichiche e fisiche. Non vorrei che un domani il figlio di Savarese, per una sciagurata ipotesi, venisse scambiato per gay e preso in giro, o picchiato, o torturato e ucciso. Chissà se questa prospettiva sarebbe ugualmente degradante, per persone come Filippo e le varie groupie omofobe.