Piagnisteo democratico

Ilda Curti, Pd

Ilda Curti, Pd

Scrive Ilda Curti, consigliera comunale ed assessora del Pd a Torino, nonché civatiana:

Dal programma per le Primarie di Matteo Renzi ‪#‎cambiaVerso‬
1. Ius soli
2. Quote rosa
3. Coppie gay: civil partnership, stepchild adoption
4. Violenza e odio: approvazione di una legge contro l’omofobia e contro la violenza sulle donne.
5. Testamento biologico.
No, l’abolizione dell’art.18 non c’era. Il resto si. Se la politica è compromesso (e vabbè) le frontiere ideologiche si forzano anche nell’altro verso. Non pervenute azioni di forzatura sui punti da 1 a 5. Gli unici “simboli ideologici” da forzare evidentemente sono i nostri ‪#‎QuousqueTandemAbutere‬

Vorrei ricordare a Curti che questo succede quando si sta in un partito che di sinistra ha solo l’elettorato: quello che per altro si fa piacere qualsiasi cosa, perché poi non è così diverso dai cattolici con cui litigava negli anni sessanta in quanto a dogmatismo.

E questo, insieme a molte altre cose, dimostra quello che ho sempre sostenuto: il Partito democratico è uno dei più grandi errori della storia dell’Italia contemporanea, dopo il fascismo (che ha distrutto la libertà in questo paese) e il berlusconismo (che ha ridicolizzato e ferito la democrazia).

Con l’avvento del Pd si sta distruggendo il concetto di sinistra, rendendolo uguale a quella destra post-ideologica, ultraliberista e possibilista in fatto di convivenza con malaffare, disprezzo delle regole, depotenziamento democratico.

Ci sono molte persone per bene dentro il Pd, questo l’ho sempre pensato. Ma cos’altro deve accadere per capire che continuando a rimanere in quel soggetto non si fa altro che dare ossigeno a quelle forze che poi, con la loro azione politica reale, inducono Curti, Viotti e Civati stesso a scrivere cose del genere? Non sarebbe l’ora di depotenziare questo progetto autoritario e antidemocratico? Per andar dove, mi si chiederà. Vi ricordo che alle ultime europee il 45% degli elettori e delle elettrici se ne è rimasto a casa. Vogliamo cominciare da lì? A meno che non si concepisca il proprio agire politico solo come piagnisteo, va da sé.

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4 thoughts on “Piagnisteo democratico

  1. 1) Lo Ius soli e’ una cazzata: in Europa non lo vuole nessuno ad eccezione dei soliti
    internazionalisti comunisti terzomondisti buonisti testine di minchia.
    Tra l’altro, dal “vostro” punto di vista, non capisco che interesse abbia la
    comunita’ LGBT a riempire l’Europa di omofobi afro-mediorientali-musulmani:
    quelli che li omofobi li impiccano.
    2) Le quote rosa stanno diventano una specie di positive discrimination per cui si
    rischia di preferire un’analfabeta come la Kyenge al posto di un’individuo
    perlomeno alfabetizzato.
    3) Delle coppie gay, civil partnership, stepchild adoption, al momento attuale, non
    gliene frega niente a nessuno (a parte i diretti interessati) perche’ le priorita’ sono,
    in Italia e in Europa, riuscire a conciliare il pranzo con la cena e tutto il resto della
    quotidianeita’ afflitto dalla crisi economica.
    4) Della violenza, l’odio e della approvazione di una legge contro l’omofobia e contro
    la violenza sulle donne: IDEM come sopra.
    5) Del Testamento biologico: IDEM come sopra.

    6) Dell’Art. 18 si parla da un ventennio: il Resto del Mondo ci chiede di abolirlo
    perche’ nel Mondo siamo gli unici ad averlo inventato sotto la forzatura della
    Sinistra reazionaria e conservatrice.

    La Sinistra (quello che ne e’ rimasto) deve saper distinguere tra le cose da fare subito e quelle da fare dopodomani.
    Altrimenti dopo un Ventennio di inutile anti-berlusconismo (Silvio il Berluscone continua a governare tranquillo e inossidabile) si passera’ ad un Ventennio di anti-renzusconismo e i Ventenni perduti saranno due, per un totale di quarant’anni.

    Quanrant’anni a rincorrere le cose che si possono fare domani o dopo-domani ignorando quelle che si devono fare OGGI sono un po’ troppi.

    Matteo il Berluschino e Silvo il Berluscone l’hanno capito. Sono solo gli “zucconi” che non capiscono, ma siamo ottimisti.

  2. #Gustavo Ulivi:

    1. un tempo nessuno voleva il voto per le donne e la libertà per i neri, ma c’è sempre un paese apripista. Liquidare una conquista di civiltà come roba da comunisti insulta per lo più te stesso;

    2. questo commento non merita risposta e ti riporto a quanto detto prima: insulti solo te stesso;

    3. 4. e 5. vedi il punto 1. (anche se non saremmo apripista, ma seguiremmo la più civile Europa che legifera in merito a diritti civili e problemi etici anche in tempo di crisi, poi il fatto che esistano cavernicoli con diritto di voto, non vuol dire che l’unica soluzione ai mali contemporanei sia la vostra clava post-ideologica);

    6. una politica del lavoro efficace passa attraverso leggi sulla corruzione (hai presente Expo?), sul falso in bilancio, sulla giustizia certa, sull’espatrio dei capitali, ecc. Non è togliendo diritti a chi ce li ha già che rassicuri imprenditori stranieri (che non vengono da noi proprio perché abbiamo la classe politica che abbiamo) e persone che entreranno in un mondo del lavoro dove saranno usate e buttate via senza giusta causa.

    Capisco che avere il ducetto di turno ringalluzzisce il ricordo di antiche italiche glorie, ma il primo ventennio è finito appeso a un palo, in un famoso piazzale milanese. Io mi ispiro alle grandi democrazie dell’occidente laico, non certo alle dittature di questo o quel colore o a qualche buffone travestito da leader. Tu sì?

  3. Se permetti, Elfobruno rispondo io al punto due di Gustavo, perché mi hanno un po’ scassato questi signori con la loro presunzione e spocchia, basata solo su pregiudizi. (da intendere pregiudizio come opinione basata su superstizioni e ignoranza in mancanza di fatti concreti). Non riesco più a tollerare, questi signori che si sentono in dovere di offendere o dubitare delle capacità professionali di una persona solo in base al sesso all’orientamento sessuale o al colore della pelle. Che poi sono gli stessi che ti mandano in parlamento gente come Bossi, Calderoli, Borghezio o il Trota che per avere una laurea, l’ha dovuta comprare in Albania.. Gustavo ignora, ma tanto non fa differenza, che la Kyenge è laureata in medicina, e conosce diverse lingue.. ma per il solo fatto che non è nata in padania ed ha un colore della pelle non gradito ai bevitori di acqua del po.. questo la rende in’abile e incapace a qualsiasi cosa.. ci tengo anche a precisare che la mia non è una difesa politica, dal momento che la Kyenge, non appartiene al mio partito politico.
    Sollevo Gustavo a rispondermi, perché non avrà risposte da me : io con i fascisti, omofobi e razzisti, non ci parlo..
    Chiedo di nuovo scusa di questo mio intervento scomposto a Elfobruno.. e un’abbraccio…

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