Gli 11 settembre

11settembre1973

ci sono due 11 settembre

11 settembre 2001: ricordo che ero in giro a Catania. Cercavo casa. Mi chiamò un’amica al telefono, Katia, per avvisarmi: «accendi subito la TV!» Venni poi a sapere, chiamando a casa. Andai subito all’associazione in cui facevo volontariato, per cercare di capire meglio. Perché era tutto troppo confuso, troppe parole, le stesse della paura. Trovai Lucia, un’altra amica, che mi disse: «lo sai che siamo in guerra, vero?»

Avevo ventisette anni, quel giorno. E tutto si è avverato, così come mi è stato detto.

11 settembre 1973: il Cile sprofonda in una dittatura sanguinosa e crudele, grazie al supporto del mondo occidentale. Il presidente Allende, socialista e democraticamente eletto, venne spodestato per gli interessi dell’occidente. Lo stesso che appoggia i golpe militari, ma che poi prova orrore per il terrorismo.

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12 thoughts on “Gli 11 settembre

  1. Per me l’11 Settembre è sempre quello del 1973. L’altro è una pagina orribile ma troppo confusa sulle reali responsabilità e soprattutto troppo mediatizzata e drammatizzata ad arte ad uso e consumo dell’allora Amministrazione-Bush: quanti “11 Settembre” nel mondo ci sono e ci sono stati senza che i riflettori dei nostri mass-media si accendano? E quanti sono stati causati più o meno direttamente da noi?
    A chi mi accuserà prontamente di “antiamericanismo d’antan” rivolgo una semplice domanda: quali effetti pratici e reali ha avuto la famosa “guerra di civiltà” dichiarata da Bush jr. e portata avanti praticamente senza soluzione di continuità dal liberal Obama? Vi siete mai informati davvero sull’attuale situazione geopolitica in Medio Oriente (e quindi sui pericolosissimi disequilibri mondiali)?
    Due consigli di lettura prima di attaccare insultando: la rivista “Limes” e il post sull’ISIS apparso sul sito di WuMingFoundation. Mi permetto di consigliare anche le corrispondenze dal Medio Oriente (realmente sul posto) di Radio Popolare/Popolare network che danno spesso voce a operatori delle ONG operanti in quelle terre martoriate, poi dibattiamo.

  2. l’ho letto il post di wu ming e lo condivido a parte la solita premessa che spiega che comunque gli americani sono stronzi (e certo la politica americana ha le sue nefandezze e i suoi gravi errori sulla coscienza come ad esempio il golpe anti-Allende ma anche aver sostenuto i mujahidin anti-sovietici in afghanistan, e mi sembra che ora possiamo dire che tanto la guerra di Bush per rovesciare Saddam Hussein quanto l’entusiasmo anche di sinistra per le varie “primavere” arabe erano errori), e osservo che giustamente rimproverano Obama di essere rimasto “fermo come un paracarro” ma mi chiedo, se invece fosse intervenuto anche militarmente come avrebbe dovuto fare, la sinistra estrema non l’avrebbe accusato di essere guerrafondaio eccetera?

    per quanto mi riguarda poi le responsabilità dell’attentato alle Torri Gemelle sono chiare (Al Qaeda) comunque rispetto chi la vede diversamente

  3. Non imputare all’intero Occidente le colpe di Nixon e Kissinger. L’orrore di questi due avvenimenti è uguale, ma gli effetti del più remoto sono stati riparati (in Cile c’è la democrazia) per quello più recentesono ancora in corso. E il terrorismo (islamico e non) è nemico non solo dell’Occidente, ma di tutta l’Umanità.

  4. @Paolo: gli Stati Uniti hanno una colpa “primigenia”: aver fatto credere che democrazia, rispetto dei diritti umani e capitalismo fossero una triade inscindibile. Oggi sappiamo quanto nessuno dei tre fattori sia dipendente dall’altro (neanche la diade democrazia-diritti umani!!). Inoltre una pretesa potenza mondiale (dico pretesa perché ormai i centri di potere tendono a spostarsi verso Russia, Cina, India, Sud-Est asiatico) può permettersi una così cattiva intelligence da non conoscere neanche le reali dinamiche “sul campo” prima di predisporre una controstrategia efficace!? Resta il fondatissimo sospetto che quella guerra serviva solo ai magnati del petrolio col “contentino” patriottardo per gli ignorantissimi popolani degli States (analfabetismo a livelli da terzo mondo, negli States. Altro che democrazia!).
    @Rainbowman56: giustissimo quel che dici. Ma non si combatte uno sciame di mosche colpendolo a cannonate. Forse proprio l’Italia poteva fornire un esempio (o almeno uno spunto) alla tronfia amministrazione Bush di come si potrebbe affrontare una minaccia terroristica, noi che l’abbiamo vissuta nel nostro interno, foraggiata all’epoca anche da USA e URSS. Non certo dichiarando la “guerra di civiltà”!!
    @tutti: qualcuno ha notato che la strategia cilena è stato il prodromo di quel capitalismo “selvaggio” (cioè monetarista e predone) teorizzato da Milton Friedman e dispiegato poi politicamente dal duo Reagan-Thatcher di cui oggi siamo vittime anche noi?

  5. bè non mi pare che Obama abbia avviato una “guerra di civiltà”, a occhio e croce la pratica dei targeted killing avviata da Bush ma potenziata da Obama mi sembra eticamente preferibile ai bombardamenti indiscriminati che fanno molte vittime civili.
    Per inciso sono fra quelli che pensa che uccidere Osama Bin Laden senza processo sia stato giustificato e se al-Baghdadi dovesse morire nello stesso modo non avrei nulla da ridire, credo che la minaccia terroristica e questo terrorismo particolare non sia affrontabile limitandosi al diritto penale ordinario che si usa contro la criminalità comune o organizzata, L’Isis non è composta da criminali comuni nè da malavitosi ma da persone che hanno scelto politicamente e consapevolmente di essere nostre nemiche (e non solo nostre).
    quanto al modo in cui l’Italia affrontò il proprio terrorismo interno (in particolare il terrorismo “rosso”) non mi pronuncio ma devo dire che mettere le BR sullo stesso piano morale di Al Qaeda mi sembra offensivo per i brigatisti ..sai non credo che i Wu Ming e molta parte della sinistra radicale e antagonista sarebbero d’accordo con te nell’indicare il metodo italiano contro il terrorismo come modello positivo o esempio da seguire.

  6. La “guerra di civiltà” fu inaugurata da Bush jr. e di fatto non è mai stata “accantonata” da Obama. Non mi pare abbia prodotto grandi risultati sullo scacchiere mediorientale e continuare a bombardare pur di non appoggiare il PKK e il suo equivalente siriano nella lotta (di gran lunga più efficace e laica) contro l’ISIS per far piacere alla Turchia e alle islamisti e monarchie del Golfo Persico, non mi sembra una mossa che produrrà buone cose. E tralascio naturalmente l’aspetto umanitario (a pagare saranno principalmente i civili e in particolare bambine e bambine, ma questo è un dettaglio ormai irrilevante per l’attuale opinione pubblica democratica imbevuta di “realpolitik”…) e le ricadute fondamentaliste (popoli super oppressi sono facile preda di fanatismi religiosi di ogni risma: se rispuntano qui per una crisi economica, figurarsi in teatri di guerra!!).
    Quanto ai WuMing, li seguo molto attentamente, sono affascinato dal rigorosissimo lavoro intellettuale che conducono con una coerenza e una integrità esemplari, ma il fatto che siano o meno d’accordo con un’opzione piuttosto che con un’altra non segna le opinioni che cerco di farmi informandomi.
    E poi ti prego, anzi, ti SCONGIURO: non chiamare “sinistra radicale e antagonista” quella che andrebbe semplicemente chiamata “sinistra” e basta. La paccottiglia “riformista” che abbiamo conosciuto e che conosciamo altro non è che una destra mascherata… che da noi assume un mieloide saporastro democristo, perdipiù.

  7. Luca se davvero credi che Obama stia facendo la guerra alla civiltà medio-orientale..bah! Secondo me ti sbagli di grosso. Che poi gli USA non appoggino il PKK per evidenti ragioni politiche (leggi: hanno bisogno della Turchia) è vero, io ho simpatia per la lotta laica socialista e femminista del PKK mi chiedo però quanto i laici socialisti libertari di quelle terre, mi chiedo quanto siano rappresentativi di quei popoli, lo dico perchè ogni volta che negli ultimi anni nei Paesi di cultura musulmana si è potuto votare liberamente hanno vinto partiti religiosi più o meno “moderati” ma non certo laici e socialisti: successe in Algeria negli anni ’90, è successo in Turchia con Erdogan, è successo nella Tunisia e nell’Egitto post-primavera
    Ok possiamo anche chiamarla sinistra come vuoi (a me ormai importa poco) resta il fatto che se vai a dire ai Wu Ming che il modo in cui lo Stato Italiano affrontò i gruppi armati degli anni ’70 era un modo pienamente democratico e rispettoso dei diritti umani..credo che ti smentirebbero

  8. Obama ha “smorzato i toni” ma non ha saputo/potuto cambiare la sua politica estera. Non oso immaginare cosa accadrà se i Repubblicani, oggi “ostaggio” del Tea Party, dovessero riconquistare la Presidenza…
    È verissimo quel che dici sulle cosiddette “rivoluzioni arabe” e sul ruolo del PKK, ma forse anche qui dovremmo ricordarsi la nostra storia europea: quanto ci abbiamo messo per passare dal sovrano-Dio (cattolico o protestante o anglicano, un po’ come oggi sono le monarchie sunnite o sciite o di altre confessioni musulmane) alla Rivoluzione Francese? E cos’è accaduto appena passata la fiammata rivoluzionaria? Gli “acuti” strateghi statunitensi hanno studiato un po’ di storia? Dubito. (Così come dubito di Renzi, Mogherini e omologhi europei…). Inoltre, quante volte sono stati imposti cambiamenti poco “desiderabili” quando faceva comodo!? Il Cile insegna, a tal proposito…
    Quanto alla lotta al terrorismo, sarebbe interessante confrontarsi con i WuMing (cosa peraltro molto molto semplice da fare: basta lanciare una discussione su Giap!, il loro blog attivo): sto leggendo il loro ultimo, bellissimo romanzo “storico” che affronta proprio il tema della “controrivoluzione” partendo da punti di vista estremamente eccentrici. Beh, non mi sembra che siano così indulgenti col “popolo”, semmai fanno una disamina davvero profonda di tutte le dinamiche che si scatenano quando si attuano sconvolgimenti sociali di grossa portata. Di certo le cose sono ben più complesse di come ci vengono semplificate, o di come vorremmo semplificarle.

  9. P.S.: …quel libro (“L’armata dei sonnambuli”) andrebbe letto anche da tante persone LGBT, impegnate e non, per capire cosa si scatena quando si porta avanti una “rivoluzione sociale”… chissà se con un minimo di disincanto, di realismo e di strategia in più non si riuscirebbe a incidere maggiormente sul mondo sociale e politico di questo disgraziato Paese di sperimentazioni politiche estreme?

  10. Pero’ e’ bene ricordare, per la completezza dell’informazione, che la prima, primissima azione di politica estera messa in atto dal democraticissimo Allende fu di aprire cordiali rapporti diplomatici con la Corea del Nord. (La Corea del Nord !!!!)

    Forse Allende, oltre che miope, era anche un po’ troppo impulsivo: le rivoluzioni, per essere vittoriose, devono dotarsi di una certa dose di pragmatismo e i rivoluzionari devono muoversi con cautela dopo aver messo il sederino sulla poltrona del Potere.

    Altrimenti si guasta il meccanismo rivoluzionario e arriva Pinochet.

    Forse e’ per questo che Matteo il Berluschino si ispira ancora molto a Silvio il Berluscone ed insieme al Grande Pregiudicato guida la rotta rivoluzionaria dell’Italia post-demo-Kristiana e post-Komunista per farla rinascere “piu’ bella e piu’ forte che pria”.

    Le rivoluzioni vanno fatte con una certa dose di intelligenza politica, cautela e gradualita’ tenendo sempre buoni gli estremisti rivoluzionari troppo “impulsivi” che rompono le uova e finiscono sempre con l’aprire le porte alle restaurazioni “alla Pinochet”.

    Matteo il Berluschino non e’ mica scemo: i contro-rivoluzionari non li elimina: li rottama piano piano dandogli sempre l’opportunita’ di sfogare la loro disperata frustrazione. Fino a quando si riciclano in modo ecologicamente sostenibile.

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