Unioni civili: Renzi pensa all’apartheid, Alfano detta la linea

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unioni civili renziane: nuove panchine per “froci”?

Qualche giorno fa Aurelio Mancuso, una delle maestranze LGBT nel Partito democratico, su Twitter gioiva del fatto che nel programma “Mille giorni” fossero sparite le unioni civili. Il fatto, in verità, era già grave di per sé: la piena dignità della persone LGBT e dei loro affetti non è prevista in quello che dovrebbe essere l’ennesimo (e velleitario) piano di salvezza della nazione, la sua riqualifica morale e la sua proiezione verso le magnifiche sorti progressive della democrazia compiuta, di tipo europeo. Come a dire: la civiltà sta da una parte, i gay dall’altra.

Mancuso, ovviamente, parlava in buona fede: consapevole che il suo governo avrebbe potuto partorire solo l’ennesimo orrore legislativo – e questo la dice lunga sullo stress psichico al quale sono sottoposti i gay che militano dentro il Pd – la prospettiva di lasciar fare alle due camere, magari con maggioranze trasversali, era più accattivante. Peccato che il parlamento e il suo partito siano gli stessi che hanno prodotto la legge Scalfarotto… Ma si capisce pure che quando fai il gay di partito non hai quell’agibilità politica che ti permette di essere lucidamente critico verso un governo di cui non ti fidi e un partito che non ti (pre)vede, proprio perché gay.

Ad ogni modo, Mancuso aveva ragione: nella prospettiva che si facesse una legge a totale svantaggio delle famiglie arcobaleno, meglio lasciare le cose come stanno. Alla peggio la senatrice Cirinnà avrebbe avuto il suo fulgido momento di gloria, seguito dalla polvere del cassetto in cui sarebbe stato accantonato il suo testo. Lo stesso cassetto, per intenderci, in cui è stato sepolto il ddl contro l’omofobia.

E invece no. Il governo le mani sulle unioni civili ce le vuole mettere eccome! E con una di quelle peripezie che solo un partito come il Pd potrebbe concepire che, a sentire l’Huffigton Post, anche l'”ala progressista” del partito – mica una pleiade di deficienti qualsiasi – la bolla come un errore. Sia perché rallenterebbe i lavori già avviati in commissione Giustizia, sia perché, in altre parole, fa proprio schifo: perché si vogliono fare sì le civil partnership, «ma con un approccio legislativo differente per renderlo meno indigesto a coloro che si oppongono alle unioni omosessuali». E cioè: «Il testo Cirinnà è molto semplice perché rimanda sostanzialmente ai diritti delle coppie coniugate, un dettaglio che suscita lo sconcerto dei cattolici nonostante non sia prevista l’adozione. Il governo vuole invece imitare il procedimento legislativo adottato dalla Germania, che ha creato una legge ex novo come unica fonte normativa per le unioni civili».

Insomma, traducendo: il testo Cirinnà ha l’errore di equiparare i diritti delle coppie gay e lesbiche a quelli del matrimonio e i cattolici non vogliono. La filosofia del nuovo testo pare orientata – se l’Huffington dice il vero – a mettere nero su bianco che questi diritti, pur analoghi, non hanno nulla a che fare con esso. Si vogliono riconoscere i diritti, e bisogna poi vedere quali, ma non le unioni in altre parole. Come fu con i DiCo.

La soluzione, dunque? Creare un istituto a parte, un vero e proprio ghetto giuridico, dove infilare le vite di gay, lesbiche e prole annessa. Questo istituto a parte – che di fatto sancisce, come in diversi paesi post-sovietici, che il matrimonio è solo tra uomo e donna – dovrà poi passare sotto la scure della mediazione con il gruppo di Alfano e con Scelta Civica, quei due gruppuscoli di miracolati omofobi che hanno già tuonato contro le stepchild adoption e contro la reversibilità della pensione. 

Il rischio, dopo mesi di fanfara mediatica a cui hanno contribuito anche numerosi elementi gay e qualche testimonial lesbica, è di ritornare sul vecchio mantra: “meglio poco che niente”. E in nome di questo si potrebbe arrivare in conclusione a un DL che non prevede nessun diritto matrimoniale, ma pochi provvedimenti di natura privata. 

Possiamo dire grazie, nell’ordine:

  • al presidente del Consiglio, che voleva portarci in Europa anche sui diritti civili e ci sta scaraventando nel Sud Africa degli anni settanta
  • ai gay e alle lesbiche presenti nel Pd, che non sanno più cosa fare per convincere se stessi/e ed altri/e della bontà del loro partito, ma ormai ridotti all’equivalente di “servizio buono” da mostrare nelle occasioni ufficiali (che non si dica che nel Pd non ci siano froci in casa)
  • alla popolazione LGBT che ha contribuito a regalare a Renzi quel 40,8% con cui non solo sta distruggendo la democrazia nel nostro paese, ma in virtù del quale farà un provvedimento – semmai ci riuscirà – che sancirà la definitiva separazione tra diritto per la cittadinanza tutta e leggi ad hoc per la gay community. Roba da chiedervi i danni, morali e fisici.

Ovviamente c’è il rischio che nemmeno quest’ennesima legge blanda e offensiva veda la luce, considerando anche il fatto che, con tutta evidenza, su certi temi sono proprio l’Avvenire e il Nuovo Centrodestra a dettare la linea a Renzi. Ma esattamente come per la legge Scalfarotto si porrà un nuovo tassello a vantaggio dell’omofobia in questo paese: ieri, l’odio verbale contro gay, lesbiche e trans è passato come forma di pensiero da tutelare (grazie ancora Ivan) e domani i nostri sentimenti potrebbero essere definitivamente visti, e per legge, come qualcosa che non trova spazio nella giurisprudenza riservata alla “gente normale”.

La cosa veramente drammatica, infine, è che gente come Mancuso – ma anche Alicata, Viotti (quello che ha votato per l’omofoba Toia a rappresentare anche le sue istanze, per capirci) ecc – sta in quel partito perché “senza il Pd non otterremo mai nulla sul piano della piena uguaglianza”. E invece, anche grazie a loro o a causa della loro ininfluenza, la prospettiva sembra essere quella di nuove “panchine per negri”. 

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7 thoughts on “Unioni civili: Renzi pensa all’apartheid, Alfano detta la linea

  1. La tua analisi è lucidissima e condivisibile. Credo tuttavia che debba valere soltanto come uno sfogo personale, poiché non credo che riesca a convincere i gay all’interno del PD. Quelli sono irrecuperabili :-(

  2. con un governo Pd-Sel sarebbe forse conplicato per via di fioroni e i suoi ma possibile avere il matrimonio paritario, con NCD è totalmente fuori questione, sarà tanto se riusciranno a ritirare fuori i dico

  3. …come direbbero i militanti LGBT piddini: “i diritti sono sacrosanti, ma i numeri in democrazia sono quelli che contano”. Oppure: “la politica è mediazione e noi facciamo quel che le forze reali consentono di fare”. E comunque: “meglio portare a casa un risultato che il nulla di tutti questi anni, poi si può sempre migliorare”. Peccato solo che in Italia non ci sia nulla di più definitivo delle cose provvisorie, Flaiano dixit. Poveri noi. A parzialissima discolpa di Mancuso, Alicata, Concia & co. dico solo che raccogliamo i frutti di una (non) comunità che non ha mai riflettuto seriamente ed estensivamente sulla propria identità collettiva e sul suo ruolo sociale: acciecati dall’assolutizzazione delle nostre storie personali, abbiamo creduto che il luogo di incontro (possibilmente con risvolto sessuale immediato) fosse l’unica modalità sociale auspicabile e possibile per noi. Oggi scopriamo che per poterla mantenere dobbiamo ghettizzarci al buio e che l’unico ruolo sociale alla luce del sole che ci viene riconosciuto è quello di badanti dei nostri genitori (per chi ce l’ha), altrimenti siamo degli inutili (quando non nocivi) “signore e signori Nessuno”, malgrado lavorassimo e pagassimo le tasse. Elfo, sii sincero: quante persone LGBT conosci che si percepiscono a pieno titolo UGUALI alle altre eterosessuali in nome della propria intangibile dignità? Io molto, molto poche. Troppo poche.

  4. Sarebbe una cosa comica se non fosse che la faccenda riguarda il futuro delle relazioni di molte persone. Una legge sulle unioni civili fatta dalle linee guida degli alleati di centro destra e dall’ala cattolica del Pd, no ma è cabaret non politica.

  5. Visto che Renzi è un fan di twitter ho lanciato l’ashtag #noghettocivile per protestare contro la sua idea di scrivere le Unioni Civili a sei mani con Alfano e Giovanardi. Già c’è la proposta Cirinnà che è limitativa, affidarne la stesura a due omofobi significa non solo limare ulteriormente i diritti, ma anche offendere tutti coloro che credono nella parità dei diritti (e dei doveri). E’ come se scrivesse le leggi razziali col Ku Klux Klan, non mi sembra una buona cosa.

  6. Ma perché non vi svegliate? Perché non smettete di votare PD e non votate il Partito Radicale come faccio io? Il PD prende solo in giro.

  7. Quando capiremo che il PD sui temi dei diritti civili è PERFETTAMENTE D’ACCORDO con le posizioni dei più retrivi centristi (che, del resto, va sempre a cercare politicamente)?

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