Cose turche: l’omofobia non è un’opinione

Turchia gay-friendly

Turchia gay-friendly

«La Corte Costituzionale turca ha sentenziato che definire i gay con l’appellativo di “pervertiti” è incitamento all’odio». La notizia la riporta Gayburg, per cui potete leggerla direttamente lì.

Qui mi limiterò solo a un paio di considerazioni:

1. al prossimo che mi oppone la “questione musulmana” quando si parla di problemi mediorientali di vario tipo, con frasi come «se ti piace tanto l’islam, ricordati come vengono trattati i gay in quei paesi», ricorderò che se un paese è confessionale per le persone LGBT ci sarà sempre qualche problema di troppo. Se è laico, invece…

2. nell’articolo si legge che «la Corte Costituzionale ha anche dichiarato che l’incitamento all’odio nei confronti dell’orientamento sessuale è da ritenersi di uguale gravità a quello commesso per motivi di razza, etnia o colore della pelle», mentre noi abbiamo in bilico sulle nostre teste la spada di Damocle della legge Scalfarotto che permette di dire proprio un certo tipo di enormità a scuola, al sindacato, in fila alla posta, ecc.

Essere surclassati anche in questo non solo dall’est europeo – di recente la Croazia ha approvato le civil partnership esattamente come le vorrebbe il Pd, qui in Italia – ma anche da una fetta di mondo che l’occidente ritiene di serie B per questioni legate al diverso credo religioso, getta vergogna non tanto sul nostro paese, quanto su un’intera classe dirigente che si mostra sempre più inadeguata rispetto all’urgenza e all’importanza di certi temi.

Poi ognuno faccia le sue considerazioni in merito. E no, non sono un fan della religione islamica – così come delle religioni nel loro complesso – sia ben chiaro.

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3 thoughts on “Cose turche: l’omofobia non è un’opinione

  1. la Turchia, nonostante il suo governo ha ancora istituzioni laiche che preservano l’eredità di Ataturk

  2. La cosa più imporante da notare è che le istituzioni laiche in Turchia funzionano nonostante un governo autoritario, molto berlusconian-putiniano, di chiare simpatie islamiche. Davvero una lezione per la bigottissima Italia, prigioniera del Vaticano e dei suoi corifei italiani sedicenti laici.

  3. I giudici hanno scritto anche di più: i discorsi omofobi non hanno nulla a che vedere con la libertà di espressione o di stampa e “il governo ha il dovere assoluto di prevenire la discriminazione, l’emarginazione e l’odio rivolto contro le persone con diverso orientamento sessuale”.

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