Io e la mia ossessione

verso la democratura renziana?

verso la democratura renziana?

Curiosa la vita. Quando fino a non molto tempo fa i miei articoli erano rivolti contro il folle piano di Berlusconi e del suo partito di trasformare l’Italia nell’equivalente europeo di una repubblica ex-sovietica – una di quelle in stile Uzbekistan et similia per intenderci – le mie critiche venivano considerate come un atto di civismo (oltre che di cinismo). Adesso che me la prendo col Partito democratico per le stesse identiche ragioni, militanti e simpatizzanti mi accusano di nutrire una vera e propria ossessione.

Adesso, avrò sicuramente turbe psichiche sul fatto che questa classe dirigente, che io considero di miracolati/e – classe divenuta “intellighenzia” solo perché quella che l’ha preceduta non era nemmeno buona a dosare lo zucchero da mettere nella tazzina del caffè – sta demolendo la democrazia nel mio paese. E visto che ci vivo, qui in Italia, forse la cosa mi rode un po’.

Però intendiamoci su alcuni principi di base: avremo ben presto una camera sola, i cui eletti e le cui elette saranno nominati/e da un uomo solo, il quale si sceglie le persone con cui poi fare il bello e il cattivo tempo sul nostro futuro, la nostra vita e i nostri destini ultimi. Nessun contrappeso reale, nessun equilibrio di poteri. Il capo decide, il parlamento approva. Chi dissente, rischia di non esserci più. Se questo sistema che tanto piace a Renzi e al suo fan club fosse stato già operativo negli anni passati, avremmo Berlusconi come presidente della Repubblica con un sistema istituzionale, sociale e politico a dir poco agghiacciante. Qualcuno dovrebbe quindi spiegarmi perché mai sotto i governi di Forza Italia prima e del PdL poi questa prospettiva era il male assoluto e adesso, invece, sembra essere l’unica strada possibile.

Sempre questo gruppo dirigente – che si gloria di avere teste pensanti del rango di Debora Serracchiani (che ti dice serenamente che non si può votare secondo coscienza sulle riforme costituzionali), Ivan Scalfarotto (che insulta le associazioni LGBT che gli fanno notare che forse la sua legge è un attimo omofoba) o Maria Elena Boschi (o del nulla assoluto, ma con la giusta dose di arroganza), solo per citarne solo alcuni/e – sta approvando una legge elettorale che non ha uguali nel mondo civile e democratico, per cui larghe fasce di elettorato verranno tagliate dalla rappresentanza nelle istituzioni con soglie di sbarramento bielorusse. E di fronte a perplessità e obiezioni, che dovrebbero essere il sale della democrazia, sempre questa mediocre classe dirigente risponde con insulti e ricatti: si fa così, se vi piace e se non vi piace si fa sempre così. Questo è il sentire comune del nuovo corso del Pd.

Stiamo diventando un paese in cui l’opposizione viene retrocessa quotidianamente al rango di dissidenza. In cui se critichi un premier che al momento ha solo prodotto slogan e leggine di mero consumo elettorale – spacciate per redistribuzione del reddito – vieni bollato come menagramo, gufo, pessimista, massimalista, settario, fanatico, “comunista” e, per ultimo, come mentalmente poco equilibrato. Come un ossesso, appunto… ricordate quale regime ti faceva diventare malato di mente se non la pensavi come il leader?

In altri contesti civili, questa “ossessione” rientra in una fenomenologia ben definita: quella che fa capire la differenza tra chi ci tiene all’equilibrio democratico e chi, invece, ha un’idea della politica o come sistema di partito – per cui esso non è il mezzo, bensì il fine – o come atto di ossequio verso l’uomo nuovo e forte (e signore/i mie/i, stiamo parlando di Renzi, uno che a scuola verrebbe considerato uno sfigato mal vestito, non so se abbiamo l’esatta dimensione di chi è l’oggetto della vostra venerazione).

Insomma, a me fa male vedere che un gruppuscolo di persone mediocri sta trasformando il nostro paese in una democratura, in nome di un pragmatismo che sembra funzionale al mantenimento del potere politico e non al benessere della società. Ma se lo faccio notare, il problema a quanto pare è mio e della scarsa propensione del mio cervello di partorire pensieri sani. Poi, ok: democrazia, purtroppo, è anche accettare che la massa si lanci nel burrone dell’autoritarismo perché ritiene giusto che così debbano andare le cose. Ma siamo in un sistema democratico, appunto, anche se non si sa ancora per quanto tempo. Fino a quando la Costituzione non sarà considerata un definitivo e inutile orpello, e questa è la lettura di certi renziani rispetto alla nostra Carta fondamentale, sarà mio diritto agitare quel batacchio che avete attorno al collo per ricordarvi che a) c’è il precipizio, oltre quella lieta radura fatta di buone intenzioni e b) non siete pecore, anche se pare che vi piaccia questa nuova condizione di società ovina, che pare aver sostituito l’antico popolo bue.

E fino a quando sarà possibile dirlo, io dirò che a me questo Pd, questo premier e le persone di cui si circonda mi fanno orrore, a livello istituzionale e politico ovviamente. Proprio perché siamo in democrazia. Nonostante un partito il cui nome sta pervertendo il significato della cosa (leggetevi Orwell, a questo proposito). E nonostante voi che gli andate dietro, in buona sostanza.

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7 thoughts on “Io e la mia ossessione

  1. Ecco, benissimo hai fatto a citare Orwell perché giusto al suo 1984 stavo pensando prima di scorrere le tue ultime righe.
    Sarebbe ulteriormente” simpatico” chiarissero i motivi per cui, dovendone” a tutti i costi” eliminare una, si accaniscono proprio sulla camera che più dovrebbe dare garanzie di controllo, il Senato, a dispetto di quella che, per almeno gli ultimi vent’anni, s’è dimostrata la mano servente di poteri vari ma di certo non quello giudiziario.
    E questa è la mia personalissima “ossessione”, fatto sta che sono ormai 4 anni che da me il “piddi” non vede segno più e credo sarà così per molto ancora se non cambia verso.
    “Vincere” nella vita lo si può proclamare solo dopo aver raggiunto l’obiettivo. .. ecco il “piccolo” inghippo piddista.

  2. Anche secondo me il disegno di riforma istituzionale non è da votarsi così com’è, perché se ne può approvare di migliori con l’appoggio del M5S*. Ma non è che allora mi metto a togliere la voce a tutti coloro che la pensano diversamente da me. Il problema è questo, non l’essere contrari al progetto di riforme del PD. Poi, ça va sans dire, credere davvero che l’attuale dirigenza del PD possa diventare autoritaria è avere una fiducia immensa nelle capacità autoritarie/dittatoriali di Renzi & co., una cosa che nemmeno il più imbevuto di dottrina dei renziani può davvero credere. Se poi tu non vedi differenze fra Renzi e Berlusconi e i loro rispettivi entourage, questo a mio modestissimo parere è un problema di mancanza di prospettiva storica, filosofica, morale ed etica, oltre che di obiettività. Ma posso sempre sbagliarmi, eh, magari Renzi è il Diavolo in persona e l’unico che se n’è reso conto sei tu.

    *Che per altro nell’ultimo mese è sceso dal pero e sta, guarda tu, discutendo al tavolo delle riforme con il PD: sono diventati complici anch’essi? Oddio, e quanti sono in Parlamento gli autoritari a questo punto? Il 96%?

  3. #Anellidifumo: niente, non ce la fai a comprendere che il defollow è stato fatto solo perché non riesci a relazionarti a me senza essere sgradevole.

  4. In appoggio ad elfobruno posso dire che il Gastaldi mi tolse la possibilità di commentare sul suo blog per una semplice divergenza di opinioni. E’ sempre chi ha un pessimo cuoco che si lamenta di essere stato avvelenato, diceva Dickens ;)

  5. Meursault, la cosa non me la ricordo, ma dopotutto c’è un fattore: chi cazzo ti conosce? Qui la questione è la conoscenza personale unita alla censura.

  6. Dario, guarda caso divento sgradevole proprio nel momento in cui cominciamo ad avere delle opinioni differenti. Finché scrivo per una decina d’anni contro Scalfarotto, o Marione Adinolfi, o Giovanardi, o le politiche omofobiche dei vari partiti italiani, sono amicone tuo e tu amicone mio. Come dissento dalle tue opinioni divento “sgradevole”. Sei proprio senza ritegno. Ha ragione chi dice che hai perso lucidità. Che brutta vecchiaia anzitempo.

  7. Vero che in Italia ogni tragedia si trasforma in farsa e dunque l’orrore di questa (contro)riforma costituzionale probabilmente scivolerà nel ridicolo, tuttavia non posso non notare quanta coerenza vi sia nel lungo cammino del PCI-PDS-DS-PD: cosa aspettarsi da un partito che veniva chiamato “l’altra chiesa” (in contrapposizione alla Chiesa Cattolica), che è campato sul “centralismo democratico” (ovvero sull’accettazione convintamente supina della linea politica del leader e del suo gruppo dirigente con tanto di “autocritiche” per i dissenzienti), che ha inventato il compromesso storico e che, una volta liberatosi della matrice ideologica comunista, s’è subito buttato ideologicamente coi suoi omologhi (il cattolicesimo con tanto di Papa-re!) e politicamente ha comprato chi ha disprezzato: Berlusconi?? Questi “ciarloni” potrebbero davvero partorire la peggiore e più pericolosa riforma istituzionale che neanche Berlusconi si sarebbe mai sognato di fare!! Del resto, con una FI in disintegrazione libera, perché perdere tempo, fatica e denaro a rifondarla quando c’è già pronta (ed operante) la sua bella copia!? Berlusconi, che scemo non è, lo ha capito benissimo e, per dirla alla Fitto, “s’è lasciato ipnotizzare da Renzi”! Sul tema dei diritti il PD è altrettanto coerente con la sua storia: ieri era roba da degenerazione borghese, oggi da radical-chic!
    Per anellidifumo: mi permetto umilmente di consigliarLe la lettura de “La banalità del Male” e di “Le origini del totalitarismo”, scoprirà che non sempre le dittature nascono da grandi geni, e che, quand’anche lo fossero, sicuramente si perpetuano grazie a persone molto, molto mediocri. E spesso pure ignoranti.

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