A quel 40% LGBT che ha votato Pd

Questo sarà un post molto amaro, lo dico fin d’ora. Un post che mi alienerà simpatie e possibilmente mi allontanerà da persone con cui ho avuto rapporti di collaborazione e amicizia. Ma arrivati a questo punto, mentre lo sfacelo è totale e nessuno se ne accorge, non ha poi così tanta importanza.

È un post che dedico agli elettori e alle elettrici LGBT di Renzi, nello specifico, e del Pd più in generale.

Ai primi dico: cari amici gay e amiche lesbiche renziani/e, vi informo che avete dato la vostra preferenza e il vostro tempo a una forza politica che vi tratta come froci. Così, da tenere in mente quando da oggi in poi la mattina andrete a pettinarvi allo specchio. E per voi non aggiungo altro, perché sarebbe un inutile spreco di parole. 

A chi invece ha votato il partito e il progetto politico, tra molte incertezze e non pochi mal di pancia, farò una semplice domanda: per quale ragione dovrei lottare per voi e accanto a voi, per ideali quali il matrimonio, la genitorialità, la lotta all’omofobia, la vera uguaglianza giuridica, quando poi avete dato fiducia a chi, in questi anni, ha sempre tradito su questi temi?

Ho sentito oggi Renzi che ribadiva le sue priorità, tra queste non c’è stato il benché minimo accenno alla questione LGBT. Eppure voi lo avete votato lo stesso e adesso sembrate addirittura felici. Anestetizzati e felici. Mi spiegate perché dovremmo continuare, a questo punto, fare ancora un pezzo di strada insieme? In nome di quale progetto?

Ho sentito esponenti di associazioni di città anche importanti che mi dicevano «altrimenti chi votare?» e allora mi spiegate la ragione per cui poi mi invitate a partecipare ai vostri pride, a discutere insieme di politica, di futuro, di speranza, se i primi siete voi a non avere un progetto (anche politico) di speranza?

Perché mettete i like sui miei articoli contro le Sentinelle in piedi, Costanza Miriano e qualsiasi altra declinazione del fronte omofobo, se poi date fiducia a un partito che reputa queste persone come soggetti con cui interloquire politicamente? Cosa è cambiato dai drammatici giorni della legge sull’omofobia a ieri, per essere ancora più chiari?

Quando a giugno scenderemo in piazza per gridare che vogliamo pari dignità, accanto a chi dovrò farlo? Perché volere uguale dignità è prima di ogni altra cosa un atto politico e c’è poco di dignitoso nel delegare il proprio futuro a un partito che al massimo ha legiferato sui DiCo per poi non votare manco quelli.

Come pensate, in buona sostanza, di risultare ancora credibili quando col vostro voto rendete vani tutti gli sforzi e ogni tentativo di costruzione di una cittadinanza, che nel nostro caso non è data per scontata, ma va costruita, giorno dopo giorno, con atti forti e concreti?

Perché è vero che non esiste un voto gay e che ognuno è solo in questa terra, e quelle cose lì, ma nonostante questo la voglia di mandarvi affanculo e di dirvi “i diritti fateveli fare da Marianna Madia e Ivan Scalfarotto” è tanta, lo ammetto.

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3 thoughts on “A quel 40% LGBT che ha votato Pd

  1. Premesso che io non ho votato per cause di forza maggiore, e che se avessi potuto andare a votare avrei votato Lista Tsipras, ti chiedo: ma che modo di ragionare è questo, Dario?

    Erano elezioni per l’Europarlamento, si trattava soprattutto se scegliere, in ciascuno Stato, una forza politica europeista oppure una anti-europeista. All’interno di queste due macro-categorie, c’erano forze più moderate e meno moderate. In Italia gli elettori (anche quelli GLBT) hanno scelto soprattutto forze europeiste (PD, Lista Tsipras, FI, NCD) due più progressiste, due conservatrici. Si doveva decidere su temi molto importanti, quali: tenere i parametri della UE così come stanno, oppure cercare di cambiarli. Tenere o no l’Euro come moneta. Forse sono temi che non ti interessano, ma non puoi negare che siano rilevanti e che a tanti interessino. Anche a tanti LGBT, guarda.

    Il PD ha portato seggi al gruppo dei progressisti dei Socialisti e Democratici e quasi tutti gli eletti del PD sono politici che non si opporranno ad eventuali direttive gay-friendly. Quando si voterà per le politiche, ognuno farà la sua scelta, ma se poi capita che il PD vince o va bene, non è che ti puoi arrabbiare con i conoscenti e gli amici LGBT che sceglieranno di sostenere il PD, ti pare? Devi accettare un fatto: se mai l’Italia migliorerà i diritti civili dei cittadini LGBT, sarà solo perché quei temi avranno fatto breccia nel PD. Non in altro modo. Magari accadrà fra 30 anni, ma sempre e solo se quei temi avranno convinto il partito di maggioranza relativa dell’area progressista.

  2. #Sciltian: il Pd è un partito che su certe questioni prende ordini direttamente dal Vaticano, ha fatto fallire il rapporto Estrela e di fronte alla CEDU l’attuale governo sul caso del matrimonio a Grosseto ha fatto sapere che non muoverà un dito. Abbiamo il maggior numero di deputati nel PSE e nulla mi vieta di pensare che trasformeranno quell’accozzaglia di partiti morenti in una versione europea dell’attuale partito catto-excomunista che ci governa in intima alleanza con ex fascisti ed ex berlusconiani. Lo stesso partito della legge Scalfarotto, per intenderci. Scusa se penso che chi ha votato tutto questo assomiglia di più alla figura di Giuda Iscariota che a quella di Harvey Milk, ma è quello che penso e non capisco per quale ragione dovrei appassionarmi al destino di una mandria di individui autoproclamatisi orto. Di finocchi.

  3. Condivido ogni singola riga. Il PD è sempre stato un veleno per i diritti della comunità. E se il PD ha sbancato alle europee è proprio perchè su di esso è confluito l’elettorato clericale, ormai disaffezionato all’anziano puttaniere. Il giovane cazzaro pare più angelico. Figuriamoci quanto lavoreranno per i diritti delle coppie di fatto.

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