Europee 2014: due sole opzioni di voto

20140524-110407-39847398.jpg

Scrivo questo post mentre sono in viaggio, visto che tornerò in Sicilia per votare per le elezioni europee.

Per la prima volto dopo anni torno senza quel sentimento di logoramento interiore, perché vedo segnali importanti di cambiamento. Credo che allo stato attuale solo due partiti siano votabili nel panorama italiano: la Lista Tsipras e il Movimento Cinque Stelle.

Su quest’ultimo credo che sia un voto di protesta, valido, democratico e legittimo. Ancora di più se si pensa che i suoi principali detrattori, dopo anni di demonizzazione reciproca, ora invitano a votarsi l’un l’altro. È una scelta che dà un volto alla rabbia e per chi fa psicoterapia come me sa che la rabbia non va ingabbiata o rimossa. Semplicemente, la si lascia andare. Per poi fare in modo che essa si trasformi in cambiamento. Credo che il M5S sia ancora fermo alla sua pars destruens. Per tale ragione, seppur credo sia una scelta legittima (e più nobile di mettere una croce su Pd o qualche alleato mobile), non lo voterò.

Dall’altra parte rimane la Lista che fa capo al leader greco. Con tutti i limiti che ci sono nella sua formazione italiana, a cominciare dalle solite liti tra i partitini che la compongono. Ma qui non si vota per Diliberto o Vendola, bensì per una visione di Europa che dice no allo strapotere delle banche, alla sottomissione della politica alla finanza, alle larghe intese che tutelano chi genera crisi e fa pagare le conseguenze a chi vive del proprio lavoro.

Domani in altre parole si sceglie tra la rabbia e l’alternativa. Al di là di questo rimangono le carriere politiche di chi lavora contro gli interessi della società civile e prende ordini da chi poi non ha tanto problemi a delocalizzare, a distruggere le economie dei paesi più deboli, ad affamare la gente solo perché i guardiani di aride parole quali spreadh e PIL hanno deciso che non è poi così importante rovinare la vita altrui.

Concludo con un monito ai soliti piddini: non vengano a battere cassa o a scandalizzarsi, qualora le intenzioni elettorali non coincidano con le loro aspettative. Il voto non è una sorta di omaggio feudale, da pretendere e di cui disporre a piacimento. Un voto è una scelta di fiducia e c’è ben poco di che fidarsi da chi per anni ha detto che era diverso da Berlusconi per poi farne interlocutore privilegiato. L’epoca delle cambiali in bianco è scaduta almeno dal 2013 (se non prima). Se non l’hanno capito nonostante il tempo trascorso, non meritano di sedere nemmeno in una assemblea condominiale. Insieme a tutto il resto, sia ben chiaro.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...