Cara Angelina, io quel salto l’ho fatto

La discussione nata sui due post precedenti, in giro per la rete, ha prodotto anche i commenti che seguono sui social.

angelina

Lascio a voi ogni considerazione ulteriore.

Ad Angelina, che chissà come mai ha poi rimosso le sue frasi dalla discussione sul gruppo Facebook di Famiglie Arcobaleno, racconto una storia. Quando ero bambino ero bullizzato sia a scuola, sia nella cosiddetta comitiva da condominio. Sono arrivato, ad un certo punto, ad avere allucinazioni uditive, e sentivo gli insulti che mi facevano anche quando non c’era nessuno a farmeli. A casa i miei, allora, non avevano gli strumenti culturali per capire cosa fosse l’omosessualità. Ero attaccato fuori e c’era silenzio dentro casa. Abitano, i miei genitori, ad un quinto piano di un palazzo. Sai, Angelina, quel bambino che ero quante volte ha guardato la finestra del bagno? Ebbene, forse quel tuo invito al suicidio dovevi farlo a quel bambino, venticinque/trent’anni fa. Perché io il salto l’ho fatto, ma verso una vita migliore. E vorrei rassicurarti sui miei genitori: viviamo a distanza, adesso, ma ci sentiamo tutti i giorni e quando torno a casa vengo sempre accolto dal loro affetto.

Non so, infine, Angelina, se sei omosessuale o “friendly”, né mi interessa saperlo, ma dire certe cose al rappresentante di una categoria che salti nel vuoto ne fa fin troppi – vedasi gli ultimi casi romani – forse è un concetto in linea con una certa ottica cattolica, ma è un concetto troppo poco umano.

Io la morte non l’ho mai augurata a nessuno. Tu sì.
Io non credo, tu sì. Sarà un caso? Io non credo. Appunto.

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5 thoughts on “Cara Angelina, io quel salto l’ho fatto

  1. cazzarola…’sta signora Angelina deve avere dei piccoli problemi irrisolti con se stessa per scagliarsi così violentemente contro un’altra persona….sta a vedere che tutta ‘sta fede la sta giusto un filo abbruttendo…

  2. Molti, troppi credenti usano la fede per nascondere a se stessi le proprie paure e le loro inadeguatezze che non sanno come affrontare altrimenti. Il loro odio è un odio anzitutto contro se stessi.
    Ogni tanto hanno bisogno di qualcuno che ricordi loro che il Gesù in cui dicono di credere affermò molto chiaramente che fa molte più stragi la lingua della spada.
    La cosa che a me spaventa è che di gente impaurita ce n’è sempre di più, in giro. E sappiamo bene cosa può fare la paura, specie se degenera in panico.

  3. Caro Dario, ti seguo regolarmente sul blog perché ti stimo, non ho invece seguito il thread sui social perché li evito come l’eritema solare e Angelina si qualifica da sola, però è vero che non manchi mai di esibire una certa supponenza che guasta sia il valore dei tuoi argomenti sia la tua scrittura. E mi riferisco non ai nemici, ma agli amici che schiacci inflessibilmente sui loro limiti, sulle loro motivazioni, sulle loro debolezze et tout le tralala.

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