Credibilità renziana 2.0

Ivan Scalfarotto

No, non me la prenderò con Matteo Renzi, col suo “Enrico stai sereno”, con il mantra “no alle larghe intese” e col fatto che, fatto fuori il sereno Enrico, poi si è fatta l’accordo politico con Berlusconi per distruggere l’architettura istituzionale del paese e l’alleanza parlamentare con Alfano per andare al governo senza il passaggio elettorale. Questa ormai è storia.

Ricorderò, semmai, due astri nascenti – e si spera dalla vita politica molto breve – del renzismo rampante, che si configura sempre più post-berlusconismo de noantri (e diciamocelo tutta, già il berlusconismo the original non era poi così chic): Ivan Scalfarotto e Francesco Nicodemo.

Francesco Nicodemo

Il primo, nella postfazione al libro di Chiara Lalli, Buoni genitori, a pagina 248 dichiarava: «Due cose sono da fare subito. La prima è non abbassare il livello delle richieste, non accontentarsi di nulla che non sia la piena parità, insomma, non scendere a compromessi ed evitare che la discriminazione sia cristallizzata in leggi. La seconda è perseguire l’alleanza con tutta la comunità nazionale…»

Scalfarotto una volta eletto in parlamento è stato il creatore di un compromesso al ribasso che legittima le affermazioni omofobe dentro le scuole. Per non mettere a repentaglio le larghe intese, dirà poi, in un secondo momento. E quando il movimento LGBT gli ha fatto notare la pericolosità della sua legge, quello stesso è stato insultato.

Il secondo, invece, solo poco tempo fa tuonava contro due signori, De Gennaro e Moretti, colpevoli di aver determinato alcuni degli oscuri e inaccettabili mali italiani. Adesso che il suo leader li ha incoronati con una nomina fresca fresca nei ruoli chiave del sistema Italia, Nicodemo giustamente tace – non rientra nella logica del renziano il concetto di dignità rispetto a se stessi – ma qualcun altro, come il blogger Pasquale Videtta, gli ha fatto notare la discrasia tra ciò che egli diceva un tempo e il nuovo corso di cui è promotore.

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Ovviamente, il problema non sta nella sua mancanza di credibilità – la scuola scalfarottiana fa proseliti, evidentemente – ma in chi fa notare certe discrepanze sul concetto di coerenza. Basta leggere il carteggio on line in merito alla questione.

Questa è la gente che ci governa. Giusto per capire di chi stiamo parlando.

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