Luxuria a scuola: i cattolici umiliano la democrazia e il sapere

Vladimir Luxuria

Il caso: Vladimir Luxuria era stata invitata al liceo Muratori di Modena per confrontarsi con gli studenti e le studentesse di quella scuola sul tema della transessualità. L’incontro era stato voluto dagli/lle alunni/e dopo una votazione democratica che aveva sancito l’evento. Alcune famiglie, tuttavia, si sono messe di traverso, minacciando che non avrebbero rinnovato l’iscrizione per l’anno successivo dei/lle loro figli/e. L’appuntamento è quindi saltato.

A colorare di grottesco una vicenda di per sé gravissima – perché non solo crea un precedente pericoloso, ovvero impedire che si tenga un’assemblea e tradendo così uno dei momenti di democrazia in un istituto scolastico, ma anche perché segna l’intromissione dei genitori nell’autonomia della scuola – ci pensa Giovanardi, con uno dei suoi soliti deliri: la scuola non è luogo di indottrinamento. I rappresentati cattolici protagonisti della vicenda, si sono trincerati dietro al fatto che mancava un contraddittorio.

Non so cosa avrebbe detto Vladimir Luxuria in quel contesto, ma inviterei tutti e tutte a riflettere sul fatto che si trattava di un’assemblea non finalizzata a convertire gli studenti alla transessualità, ma per parlare delle problematiche di un gruppo sociale. Niente di indottrinante – contrariamente allo studio della religione cattolica, nei nostri istituti – ma, semmai, qualcosa che avrebbe portato conoscenza di un fenomeno.

Magari si sarebbe scoperto, ad esempio, che “transessualità” non è sinonimo di “prostituzione”. E magari si capirebbe perché essa viene scelta da alcune persone transessuali. Forse si sarebbe parlato dei problemi che si incontrano a maturare il percorso di appropriazione della propria identità di genere. Non credo che serva contraddittorio per un processo di conoscenza, anche perché ciò che contraddice il sapere è, appunto, l’ignoranza.

O forse il problema è la transessualità in sé, ma questa sarebbe discriminazione. Forse Giovanardi e i genitori (presumibilmente cattolici), che hanno ferito la democrazia di questo paese, confondono l’omo-transfobia con la libertà di pensiero, forse anche grazie al nuovo clima culturale introdotto dalla legge di riferimento, votata nei mesi scorsi alla Camera, che permetterebbe di esprimere opinioni non costruttive (se non veri e propri insulti) contro le persone LGBT, proprio nelle scuole.

Dovrebbero chiedersi, infine, tutte le persone di buona volontà, se quando si tratta di altri argomenti, sempre per prenderne conoscenza, si debba chiedere, ad esempio, l’intervento di un antisemita per il tema della persecuzioni del popolo ebraico, la presenza di un razzista se si discute di integrazione e immigrazione, o l’opinione di un uxoricida se si deve parlare di femminicidio. A Vladimir Luxuria è stato chiesto di parlare di sé a condizione che ci fosse qualcuno che parlasse contro la sua vita. Mi chiedo quanti cattolici sarebbero disposti a farlo, nei confronti della loro fede. Eppure, il loro “diritto” di essere contrari a qualcosa per cui nutrono un pregiudizio – l’essere trans, nello specifico – ha coinciso con il fatto che si è impedito a una libera cittadina della Repubblica Italiana il diritto (senza virgolette) di esercitare la sua libertà di pensiero.

Annunci

23 thoughts on “Luxuria a scuola: i cattolici umiliano la democrazia e il sapere

  1. Sento il bisogno di dire che sono avvilita. Ho un figlio che va a scuola e sono avvilita, scoraggiata, amareggiata… Sono consapevole che il mio commento è inutile, ma davvero non riesco più a trattenere lo sconforto.

  2. Oltretutto questi genitori in allarme per il rischio che il loro indottrinamento cattolico, secondo cui omosessualità e ancor peggio transessualità e transgender sono incredibili deviazioni dall’ordine “naturale” del creato, questi bravi difensori della dottrina dicevo sono degli sprovveduti e degli incoscienti di fronte alla ovvia autoeducazione in merito dei propri pargoli, liceali non bimbi, a base di web..con tanto di youporn e materiale che invece di fornire un confronto umano o epatico strumentalizza e spettacolarizza il trans di turno. Facesse Luxuria un blog apposito di colloqio con gli studenti..forse censureranno i pc dei figlioli.

  3. Quello che più mi delude però è che la presidenza abbia accettato di annullare l’incontro per una che francamente è poco credibile posta dai genitori di 25 alunni se va bene: quale genitore cambia la scuola di suo figlio, costringendolo a cambiare tutti gli amici, solo perché a scuola c’è stato un incontro a cui semplicemente poteva non mandare il figlio?
    Il vero problema non è tanto l’arroganza dei cattolici quanto la pavidità istituzionale.

  4. Film già visto: nel 2008 a Recanati i ragazzi del locale liceo classico chiesero di incontrare una persna transgender per parlare della sua esperienza di vita. DUE SOLI GENITORI scrissero ai giornali locali e alla Preside una lettera indignata montando una polemica incredibile cui seguì più di un mese di botta e risposta tra il locale Arcigay, la scuola, gli immancabili dell’udc (da queste parti molto potente) e di tante altre forze politiche. Alla fine si accettò di fare l’Assemblea alla presenza di un prete e di uno psicologo che all’atto pratico preferirono lasciare interamente la parola all’amica trans. Fu lei a coinvolgere loro in un bellissimo incontro di cui poi furono tutti soddisfattissimi, tanto che ne parlò a lungo la stampa locale. I genitori “integralisti” e la preside ci fecero una figura di m…a. Oggi purtroppo noto che la campagna montata dai “Giuristi per la Vita” contro la teoria di genere, la “propaganda di genere” nelle scuole e contro la sanzione dell’omofobia in nome della “difesa della famiglia e dei figli” sta facendo sempre più proseliti e rischia di conoscere il successo che ha conosciuto in Francia. Con l’aggravante che da loro i diritti LGBT sono (ancora?) garantiti almeno per legge, qui c’è un deserto che rischia di cristallizzarsi per sempre. E per contro abbiamo pure l’associazionismo LGBT che ben conosciamo: quello, per capirci, che non riesce neanche a organizzare un Pride nazionale. Dove andremo a finire?

  5. Questa cosa mi rende una bestia!
    Ma ci rendiamo conto di essere nel 2014 e soprattutto che i nostri figli hanno il diritto di sapere ciò che loro stessi chiedono?
    PS (battuta che non piacerà a tutti) Io mio figlio non lo avrei mandato a scuola il giorno che si è presentato Renzi!

  6. Caro Elfobruno o chiunque tu sia, vorrei farti riflettere su alcuni punti che, evidentemente, non ti sono ancora ben chiari :

    1. Vladimir Luxuria ha tutto il diritto di essere un trans-gender e di vivere la sua vita come meglio crede fino a quando questo non costituisca un reato o leda i diritti di altri individui di qualunque altro sesso, religione o credo politico;
    2. è altresì chiaro a tutti coloro siano dotati di buona fede e tu non sei certo tra questi, che il personaggio pubblico Vladimir Luxuria è per il suo vissuto e le sue battaglie, tutte legittime anche se non tutte condivisibili, un personaggio fortemente schierato e provocatorio;
    3.smetti di fare la verginella dicendo che il suo intervento sarebbe stato assolutamente neutrale e politically correct perchè sai benissimo che non è così : il suo sarebbe stato un comizio;
    4.smetti di dipingere i cattolici come orchi dementi e oscurantisti, perchè questo ti rende parziale e razzista;
    5.la scuola italiana è democratica in funzione dei famosi Decreti Delegati ma non è l’Isola della tua personale Utopia, essa è uno dei meccanismi con il supporto del quale, bada bene supporto non è l’esclusivo apporto al quale tu ti riferisci, insieme ai genitori, quindi alla famiglia in primis ed alla Società Civile si formano i cittadini. I genitori, quindi, hanno non solo il diritto ma il dovere di controllare e sindacare su cosa e quanto la scuola stessa offre ai propri figli oltre al ben misero programma ministeriale perchè dalla scuola dipende comunque una gran parte della formazione dei loro giovani figli;
    6. il fatto che la legge 120 sia ridicola mi trova perfettamente daccordo;
    7. nonostante io non condivida nulla di quanto tu affermi sarò sempre qui a battermi affinchè tu abbia il diritto di affermarlo.

  7. #Paolo, cercherò di risponderti punto per punto:

    1. si dice una trans nel caso di Luxuria. Non riconoscerne l’identità di genere è una violenza, un po’ come dire a un cattolico che non è tale. Per altro la tua concessione è inutile, visto che già la Costituzione permette a chiunque di essere ciò che vuole;

    2. Vladimir Luxuria è un personaggio pubblico con una storia politica, allontanarla per questo motivo vi rende più simili ai fascisti che ai seguaci di Cristo;

    3. dovresti dimostrare quanto dici e non hai nessun elemento per farlo;

    4. non sono io che dipingo i cattolici come dementi oscurantisti, sono alcuni di loro che si comportano da tali;

    5. la scuola italiana funziona col concetto di libertà di insegnamento e nemmeno l’adesione a qualsivoglia fede o superstizione può contraddire questo principio costituzionale. Se non vi piace, potete sempre andare a vivere in Iran, dove la società è di tipo teocratico, come piace a voi;

    6. non conosco tale legge, ma non credo sia l’unica cosa ridicola della scuola. Certi genitori per altro sono la vergogna della scuola italiana e il caso modenese lo ha dimostrato;

    7. dubito fortemente che tu abbia questa sensibilità democratica. Di solito i cattolici omofobi operano per impedire che la Democrazia segua il suo corso e l’episodio di Modena è un ulteriore esempio di quanto dico.

  8. il fatto che tu travisi le mie parole, non sia in grado neanche di cogliere il senso compiuto di una frase in italiano e che non abbia alcun altro argomento se non l’insulto, l’aggressione e la violenza verbale ti rende assolutamente identico al fascismo che dici di disprezzare tanto. Le generalizzazioni, i luoghi comuni e gli ottusi stereotipi che usi sui cattolici non sono diversi da quelli che coloro che tu chiami razzisti utilizzano verso i negri, gli ebrei, i trans-gender, gli omosessuali, gli islamici ed i diversi da loro, i diversi da te. E’ inutile che citi l’Iran e altre frescaccie sul funzionamento della Scuola Italiana, essa funziona secondo i Decreti Delegati nonostante te ed il fatto che tu non li conosca e prima di parlare studia e poi studia e quando hai finito studia ancora. I nazisti nel ’33 usavano le tue stesse parole contro i cattolici, gli ebrei e gli zingari e sappiamo com’è finita. Se la tua vita è così triste che non trovi proprio niente di meglio di prendertela con i cattolici fai pure, se ciò ti rende felice non saremo certo noi ad impedirtelo. Comunque te e la tua rabbia mi fate molta pena.
    Abbi cura di te.

  9. #paolo: purtroppo per te sono un insegnante, ho svariati titoli e posso garantirti che riesco a distinguere tra chi ha un’opinione e chi va avanti per preconcetti. Tu appartieni al secondo gruppo. E ti faccio notare che l’approccio nazistoide è peculiare della tua chiesa e dei suoi supporter. Basta vedere cosa vogliono fare a Treno ai figli delle persone LGBT. Ti restituisco l’invito a studiare, temo che tu ne abbia un disperato bisogno.

  10. Il nostro paolo dovrebbe dirci cosa ci sia di democratico in una cinquantina di genitori che sospendono un incontro voluto e democraticamente votato dall’assemblea degli studenti, invece, semmai, di esonerare i propri dolci figliuoli da incontro propagandistico di Luxuria.

    P.S. La scelta è caduta su Luxuria, in quanto il liceo frequentato dalla figlia minore della Kyenge, la quale è in contatto con l’ex deputata.

  11. mi piacerebbe capire quale sarebbe,secondo Paolo,l’indottrinamento che porterebbe avanti Luxuria….temi che innescherebbe negli studenti la voglia di cambiare sesso? se avesse tale potere tutti i maschi vorrebbero essere femmine e le femmine vorrebbero diventare maschi,l’equilibrio rimarrebbe tale…ma mi pare un’emerita cavolata! non farebbe venir volia a nessuno di cambiare sesso,chi questa voglia ce l’ha,ce l’ha perchè è nato/a nel corpo sbagliato,e prima o poi troverebbe il modo di esprimere tale voglia,Luxuria o non Luxuria,la quale probabilmente invece,insegnerebbe loro come ci si sente,cosa si prova e quali sono i soprusi verbali e non che deve subire ogni giorno solo per il fatto di aver deciso di essere ciò che sentiva di essere,e questo non dovrebbe MAI essere considerato diseducativo! anzi,non si capisce cosa tu consideri reato,visto che dici che lei può essere cosa vuole finchè ciò non costituisca reato….dove sarebbe il reato?

  12. Permettendomi di rispondere secondo la mia esperienza del 2008, posso testimoniare che i ragazzi ci contattarono perché volevano ascoltare l’esperienza diretta di una persona transgender in quanto non si fidavano dei mass-media e perché non ricevevano alcuna informazione in materia sessuale nelle loro famiglie. Caro Paolo, perché molti di voi hanno così paura di una semplice testimonianza di vita? Cosa temete? Che si rompa finalmente il clima di totale omertà che vige nelle nostre cattolicissime famiglie in materia di sesso (per la cronaca, anch’io ho dovuto farmi una cultura tutta da me: per fortuna ho avuto genitori sufficiente liberali, oltre che cattolici praticanti, da incentivarmi a leggere e informarmi; cosa che oggi non riscontro più: la paura ha sostituito ogni possibilità di apertura).

  13. Sono avvilito dall’episodio scolastico e mille volte più sconfortato dagli interventi di Paolo, che dimostra esattamente quanto il noto “meccanismo di proiezione” (attribuire agli altri quello che si fa in prima persona e mille volte peggio) sia la cifra stilistica delle menti meno evolute: di chi insulta e accusa chi è educato di insultare, chi non comprende e accusa gli altri di travisare, chi aggredisce e accusa l’altro di aggredire, chi perseguita e accusa chi non lo fa di perseguitare, chi è ignorante (a cominciare dall’ortografia) e intima a chi sa di tornare a studiare, chi discrimina e accusa gli altri di discriminarlo, chi accusa persone pacate di rabbia e ha la bava alla bocca.
    Si curi.

  14. #Paolo hai scritto ” I nazisti nel ’33 usavano le tue stesse parole contro i cattolici, gli ebrei e gli zingari e sappiamo com’è finita.”

    …. ti sei dimenticato omosessuali .

  15. Signor Paolo,
    In merito al tuo punto uno, mi stupisce che essere trans sia considerato un vezzo e un vizio e che consideri un crimine sensibilizzare su questa tematica. Mi chiedo come si possa rischiare di impiantare nei giovani l’idea di subire operazioni su operazioni, umiliazioni e discriminazioni solo per stare a proprio agio con il proprio corpo. Sa, io considero un vizio il prete che accetta i coniugi Floriani in chiesa all’indomani del fatto di pedofilia del marito. Ma quello che non può Dio, può la chiesa, vero?
    In merito al tuo punto cinque, mi chiedo dove sia andato a finire il dovere dei genitori del figlio gay adottato che hanno restituito come un pacco postale alla casa famiglia (vada sul blog di Marida Lombardo Pijola del messaggero) perché “dava troppi problemi a scuola” (naturalmente il fatto di essere gay). Mi chiedo davvero dove si sia andato a cacciare il loro dovere.

  16. Tralasciando l’idiozia e il bigottismo di certi genitori cattolici, la cosa che mi fa imbestialire è vedere NUOVAMENTE ridicolizzata (e percepita come preoccupante) la voglia degli studenti di impegnarsi nel confronto con realtà diverse.

    Se proprio deve esserci una guerra culturale, la auspico fra giovani e vecchi…

  17. Pingback: Quando l’omofobia viene spacciata per libertà educativa – Un altro genere di comunicazione

  18. Caro Elfobruno,

    solo per curiosità, cosa ne pensi dell’episodio di Benedetto XVI alla Sapienza di qualche anno fa, cui è stato impedito di parlare? (http://2.andreatornielli.it/?p=140 – primo link a caso). Piccolo test di pluralismo, ti va di farlo?

    L’idea poi, per cui la religione cattolica sia “indottrinante” a differenza della discussione della transessualità (ma non sono sempre e comunque scelte individuali? Non è giusto essere informato?) qualifica questo intervento: banale e fastidiosamente fazioso. Chi sei, di grazia, per stabilire cosa sia indottrinante e cosa no?

    In ultimo, sarebbe interessante (a prescindere dalle modalità, di cui non parli, delle votazioni e decisioni prese) capire se in generale, in un liceo frequentato da (quasi tutti) minorenni, tra la voce dei genitori e quella degli studenti debba “vincere” quella dei secondi. Chi l`ha detto? O forse dire questo mi qualifica come un nostalgico patriarcale?

    Saluti,
    GGG

  19. Pingback: L'educazione alle differenze? A scuola la chiamano "strategia del gender" | NarrAzioni Differenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...