L’elemosina di Renzi a venti centesimi l’ora

Matteo Renzi

Se voi chiedeste condizioni di vita migliori – ovvero, trovare un lavoro e possibilmente mantenerlo, poter svolgere la professione che più vi fa sentire realizzati, avere reali possibilità di ascesa sociale, potersi sposare con chi si ama, avere servizi di qualità, ecc – se voi chiedeste tutto questo, dicevo, e vi dessero in cambio una monetina da venti centesimi all’ora, come la prendereste?

E se chi vi lancia quella monetina, ora dopo ora, fa parte di un partito che non fa nulla e mai nulla ha fatto per redistribuire davvero la ricchezza del paese, che sperpera capitali pubblici in aerei militari inutili, che non fa pagare l’IMU alla chiesa, che chiude gli occhi sui miliardi buttati nel gioco d’azzardo, che finge di togliere le tasse per cambiarne solo il nome, che non garantisce a tutti i cittadini e a tutte le cittadine la stessa dignità affettiva e quindi lo stesso diritto alla progettualità di vita comune (con ricadute anche economiche), di fronte a tutto questo come vi sentireste?

Perché non so se è chiaro, ma ai renziani entusiasti dell’aumento degli stipendi da parte del loro leader faccio notare che con 2,76 euro al giorno in più al massimo puoi farci colazione al bar, comprando anche la bottiglietta d’acqua minerale. Non si cambia di una virgola le condizioni di vita dei cittadini e delle cittadine, dei loro effettivi bisogni, della qualità dei servizi. Non ci paghi il mutuo, per intenderci. Forse le bollette e manco per intero.

Ci lamentammo, noi di sinistra, della berlusconiana questione dell’abolizione della tassa sulla prima casa come specchietto per le allodole. Poi arrivò Renzi, con le sue slide (per altro pure scritte male). Forse le persone meriterebbero qualcosa in più dell’elemosina del cialtrone di turno.

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3 thoughts on “L’elemosina di Renzi a venti centesimi l’ora

  1. Ricordo tempo fa, ero molto ingenuo, trovai nella mia buca delle lettere un volantino che prometteva un lavoro. Decisi di contattare il numero di telefono riportato e dopo uno scambio di battute sulla mia formazione mi fu detto che il gruppo si occupava di impianti di depurazione, mi fu detto di presentarmi ad un appuntamento dove sarebbero state illustrate le attività della società. Sede prestigiosa, la sala conferenze di un importante albergo di Roma. Mi ritrovai ad un raduno di promotori delle miracolose virtù della dieta Herbalife che tra entusiastici applausi e osannanti standing ovations presentavano in perfetto stile americano ex-obesi diventati aspiranti modelli di alta moda nonché patiti venditori dei taumaturgici estratti vegetali. Nei casi in cui la dieta aveva avuto esiti particolarmente felici era prevista la sfilata, con giro finale e sfondo fotografico di un irriconoscibile otaria con vaghe somiglianze con la silfide piroettante. Fui stomacato e andai via. Ecco, diciamo che adesso gli italiani si sono trovati nella loro buca delle lettere il volantino di un nuovo piazzista.

  2. Scusa Dario ma questo è uno dei commenti più leggeri che abbia mai letto a riguardo. Io prima di credere alle promesse (con date) di Renzi, voglio vedere i fatti approvati e i soldi dati nelle buste paga. Ma una volta che questo accadrà, criticare l’entità dell’aumento salariale è veramente da persone molto snob e con poco senso di realtà, considerato che l’incremento è il più ingente degli ultimi, quanti, 30 anni? Il riconoscimento sociale del mestiere dell’insegnante non passa solo da stipendi più pesanti, ma gli stipendi più pesanti per gli insegnanti sono uno dei problemi più urgenti nell’Italia di oggi, che contribuisce a creare riconoscimento sociale. Io resto scettico, voglio vedere le cose fatte e non solo quelle promesse, ma questo è un impegno calendarizzato di stampo socialista, che in Italia non si vedeva da veramente una vita.

  3. #Anellidifumo: non parlavo di riconoscimento del mestiere dell’insegnante. Era un discorso più generale. Mi dai ottanta euro (cioè mi prendi per fame), ma servizi sociali, diritti civili e dignità del lavoro sembrano ancora chimere. Ho letto analisti (a cominciare da ieri a Servizio Pubblico) che ne denunciano la demagogia. E chissà quanto ci costerà per il resto, perché sti soldi li paghiamo sempre noi cittadini. In un contesto in cui ZERO viene chiesto alle solite caste. Sarò superficiale, ma preferirei ottanta euro in meno e un paese migliore.

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