Serracchiani, voce di chi vuol rottamare la democrazia

Serracchiani rimbrotta la seconda carica dello Stato

Partiamo da un’evidenza: se le critiche di Debora Serracchiani a Pietro Grasso le avesse fatte il M5S, tra i banchi del Partito Democratico sarebbe successo il finimondo. E invece…

Credo che il fatto che un’amministratrice locale, forte dell’essere la voce del padrone, si scagli contro la facoltà della seconda carica dello Stato di ricordare al governo che sta operando contro la democrazia, sia un atto di una certa gravità istituzionale.

Poi, basta farsi un giro tra gli altri paesi per vedere che ci sono democrazie (Germania, Francia, Regno Unito, USA) che hanno il bicameralismo e che funzionano benissimo. Forse Renzi, prima di rottamare la democrazia, dovrebbe riconsiderare la qualità dei politici di cui si circonda e, a ben vedere, la stessa natura del suo governo.

Esecutivo che sta operando riforme epocali (e brutte) senza però aver avuto il mandato del popolo: si ricordi il sindaco di Firenze – il quale si configura sempre più come occupatore abusivo di palazzo Chigi – che il parlamento con cui si trova a dialogare ha un gruppo di deputati e senatori  eletto con il programma di Bersani, non certo con il suo. Anche se il dialogo non è la qualità migliore dell’attuale premier.

Il quadro poi si rende ancora più preoccupante se si pensa che anche intellettuali del rango di Rodotà e Zagrebelsky – e adesso si capisce perché il Pd non lo ha voluto presidente della Repubblica – ed altri/e legati/e a Libertà e Giustizia hanno lanciato un appello contro questa riforma che punta a dare all’Italia un premier-padrone, senza equilibri democratici forti. Come invece avviene in qualsiasi democrazia del mondo che non sia la patria di Putin.

La situazione politica attuale, che ci avvicina sempre di più all’est del Mediterraneo e dell’Europa (ricordiamoci la russificazione del Pd sulla questione LGBT), è quindi preoccupante e malinconica allo stesso tempo.

Preoccupante, perché Renzi sta portando avanti, né più né meno, la politica berlusconiana di destrutturazione della democrazia in senso autoritario.

Malinconica, invece, proprio se guardiamo a Serracchiani: ricordate, infatti, quando sembrava una speranza per l’Italia, prima di diventare voce di regime?

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Raccontami la tua triste storia del cazzo per tutta la notte

Invisible monsters

Su Facebook gira questo giochino, che devi scrivere un incipit di un libro e poi taggare un tot di persone… l’ho fatto, perché me l’ha chiesto la Daci. Ma non ho scelto un inizio e lo scoprirete leggendo le due pagine che ho ricopiato.

«Cara, la tua calligrafia è terribile» dice Brandy. «Adesso dimmi il resto.»
E comincio a piangere.
il resto, scrivo, è che devo mangiare cibo per poppanti.
non posso parlare.
non ho una carriera.
non ho una casa.
il mio fidanzato mi ha lasciata.
nessuno mi guarda.
tutti i miei vestiti. La mia migliore amica li ha rovinati.
Sto ancora piangendo.
«Che altro?» Dice Brandy. «Raccontami tutto.»
un bambino, scrivo.
un bambinetto al supermercato mi ha chiamato mostro.
Quegli occhi Burning Blueberry mi fissano come mai altri occhi mi hanno fissato per tutta l’estate. «La tua capacità di percezione è completamente fottuta» dice Brandy «Tutto quello di cui riesci a parlare è immondizia già accaduta.»
Dice: «Non puoi basare la tua vita sul passato o sul presente.»
Dice Brandy: «Mi devi raccontare il tuo futuro.»
[…]
Snella ed eterna divinità, la foto di Brandy mi sorride da sopra un mare di analgesici. Ecco come ho incontrato Brendy Alexander. Ecco come ho trovato la forza per non andare avanti con la mia vita precedente. Ecco come ho trovato il coraggio di non raccogliere gli stessi vecchi cocci.
«Ora» dicono quelle labbra Plumbago «mi racconterai la tua storia come hai appena fatto. Scrivila tutta quanta. Racconta quella storia, ancora e poi ancora. Raccontami la tua triste storia del cazzo per tutta la notte.» Quella regina Brandy punta verso di me un dito lungo e ossuto.
«Quando capisci» dice Brandy «che quella che racconti è solo una storia. Che non sta più succedendo. Quando realizzi che la storia che stai raccontando sono solo parole, quando puoi sbriciolarla e gettare il tuo passato nel secchio dell’immondizia» dice Brandy «allora riusciremo a capire chi sarai.»

Chuck Palahniuk, Invisible Monsters, pp. 45-46.

Che poi, a ben pensarci, è un po’ quello che sto cercando di fare con la mia vita.

Ventinove modi per essere più creativi

il video di To-Fu

il video di To-Fu

Sull’Internazionale ho letto un articolo, che riporta: «L’agenzia To-Fu ha realizzato questo breve video su come coltivare la vostra creatività in ventinove semplicissimi consigli.»

Li ho tradotti, dopo aver visto il filmato, alla bell’e meglio (il mio inglese è molto “de buc is on de teibol”) ed è venuta fuori questo elenco:

1. fai una lista di cose da fare
2. porta un taccuino sempre con te
3. prova la scrittura libera
4. sta lontano dal computer
5. smetti di abbatterti
6. prenditi delle pause
7. canta sotto la doccia
8. bevi caffè
9. ascolta musica nuova
10. sii aperto
11. circondati di persone creative
12. ottieni riscontri
13. collabora con gli altri
14. non arrenderti
15. fa pratica
16. permetti a te stesso di fare errori
17. va in posti nuovi
18. conta le benedizioni ricevute
19. riposa tanto
20. rischia
21. rompi gli schemi
22. non forzare le cose
23. leggi una pagina del dizionario
24. creati un contesto
25. smetti di cercare di essere perfetto
26. hai un’idea? Mettila su carta!
27. rendi pulito il tuo spazio di lavoro
28. divertiti
29. finisci qualcosa che hai intrapreso.

Molte di queste attività le faccio già, per altre mi devo impegnare. Tipo stare più lontano possibile dal computer… mi ci metterò d’impegno.

E chissà che non si riesca a essere davvero più capaci di portare bellezza nella propria vita.

Oggi sul Fatto Quotidiano: “Omofobia a scuola: il marchio di infamia”

l’omofobia avanza nella scuola e il governo che fa?

Oggi sul Fatto Quotidiano parlo di omofobia a scuola. Le ragioni?

Perché è urgente intervenire tra i banchi, contro certi fenomeni.
Perché fare un certo tipo di informazione non significa omosessualizzare nessuno (solo un idiota potrebbe crederlo davvero).
Perché i movimenti integralisti cattolici stanno operando proprio per fare in modo che non si lotti contro l’omofobia scolastica.
Perché la legge Scalfarotto ha reso possibile il clima culturale che permette tutto questo.

Riporto l’incipit del mio pezzo:

L’omofobia è un atto verbale, prima di ogni altra cosa, soprattutto se assumiamo il concetto biblico – e quindi cristiano – della parola come atto di creazione. Nella Genesi, Dio costruisce prima il mondo e poi fa l’uomo a sua immagine e somiglianza. Questa eguaglianza sta proprio nel fatto che l’essere umano è, come il dio creatore, l’unica specie dotata del dono del dire. E con le parole l’uomo definisce il reale, lo domina.

Buona lettura!

La russificazione del Pd: e i gay-dem che fanno?

Fassino sceglie l'omofobia?

Fassino sceglie l’omofobia?

Riassunto delle puntate precedenti: il sottosegretario Toccafondi tuona contro la lotta all’omofobia a scuola, perché educare i ragazzi e le ragazze al rispetto della diversità lederebbe la libertà di educazione dei genitori. Toccafondi è nel governo guidato da Matteo Renzi il quale, sulla questione, ha taciuto.

Segue il turno di Alfano: sulla legge regionale siciliana di estendere i mutui alle coppie gay e lesbiche, il leader (non c’è ironia) del Ncd si dice contrario, perché occorre dare i soldi alle famiglie “normali” (cit.). Anche su questo suo ministro, Renzi tace.

Infine, ultima puntata, a Torino un consigliere di Comunione e Liberazione si è scagliato contro alcune schede didattiche scaricabili dal sito del comune. Su quei documenti era scritto che l’omofobia è alimentata anche dai pregiudizi religiosi. Fassino, veloce e obbediente, ha fatto rimuovere i documenti incriminati.

Alla luce di tutti questi fatti, gravissimi a parer mio, mi faccio alcune domande: cosa stanno facendo i gay e le lesbiche del Pd? Hanno una qualsiasi voce in capitolo dentro il loro partito? Riescono a puntare i piedi e a ottenere, se non per la comunità almeno per se stessi, un minimo di considerazione e rispetto?

Di fronte a questo scempio del senso civico, che passa per le azioni dei dirigenti piddini e delle omissioni delle più alte sfere di quella formazione, faccio mie le parole di Enzo Cucco: dove sono i cattolici democratici, i non estremisti? Non sanno questi, insieme alla componente rainbow dello stesso partito, che il silenzio è complice?

Sembra che in Italia la lotta per le minoranze debba essere condotta nella più totale indifferenza delle altre categorie, come se la democrazia fosse una questione di compartimenti stagni. Succede anche questo in un paese che si permette il lusso di avere tre destre: una personalistica (FI), una clericale (i centristi) e una inutile (Pd).

Ma proprio di fronte a questa follia collettiva, il silenzio di coloro che si dichiarano amici e sodali della causa LGBT, per non parlare dell’inutilità della componente gay-dem, questo è davvero troppo in un partito che ha preso il nome dall’omologo americano ma pare guardare alla Russia nelle sue politiche sociali.

Oggi sul Fatto Quotidiano: “Quel ‘ma’ di Alfano che…”

Alfano tuona contro le persone LGBT

Ho scritto di Alfano e della sua fissa per le persone LGBT.

Ne ho parlato sul blog del Fatto. Si è scatenato un putiferio di commenti, molti contro il nostro ex vicepremier. Alcuni, invece, pro-omofobia. Il mondo è bello perché è vario e, nei casi in questione, anche avariato.

Per invogliarvi alla lettura, vi riporto l’incipit:

Che Alfano e il suo partito ne siano ossessionati non è un mistero. Già in passato il leader del Nuovo Centrodestra ha dichiarato: «Sui matrimoni gay e adozioni gay siamo pronti a uscire dal governo» perché «non si può pensare alle unioni civili senza pensare prima alle famiglie». E ancora, su Twitter, dopo un’apparizione a Che tempo che fa: «L’Italia non diventerà né una grande sala parto per immigrati né un grande locale Arcigay».

Buon blogging!

Dieci anni di Elfo Bruno

io, qualche anno fa...

io, qualche anno fa…

Tutto cominciò il 23 marzo del 2004. Avevo trent’anni, un cuore straziato e scrivevo del mio inutile amore.

Poi si aprì la breccia della passione politica e quello che doveva essere un diario su un due di picche è divenuto un blog che mi ha dato la possibilità di conoscere tantissime persone, di confrontarmi, di crescere umanamente e intellettualmente.

Adesso ho dieci anni di più, 3.033 post pubblicati, due libri sullo scaffale e oltre due milioni e mezzo di click, sia su questa piattaforma, sia sul Cannocchiale, dove tutto è nato.

E siccome mi piace cambiare, da qui a poco ci saranno altre novità per quanto riguarda questo blog e il suo formato. I contenuti, invece, rimarranno sempre quelli: diritti, varie umanità, lotta all’omo-transfobia, fregnacce, ricette e tutto quanto ha a che fare con il lato fucsia della forza.

Mussolini, la colpa di essere moglie (sul Fatto…)

il mio blog sul Fatto Quotidiano

il mio blog sul Fatto Quotidiano

…non l’avevo ancora scritto, qui. Ma da sabato scorso mi potrete leggere, con il mio nome e cognome, anche sul sito del Fatto Quotidiano.

Il mio primo articolo, che potete trovare qui, tratta proprio di Alessandra Mussolini e degli errori da evitare sulla sua persona.

Prima che mi assaltiate, sia ben chiaro: non la sto difendendo, né tanto meno minimizzo il suo pensiero. Dico solo che la sua omofobia non è diventata ancora più grave per quello che ha presumibilmente fatto il marito (deciderà il giudice). È grave di per sé.

Per il resto, buona lettura a tutte e a tutti!

Omofobia a scuola: quando si tocca il fondo

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il sottosegretario Toccafondi

La notizia è tanto fresca quanto odiosa: il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Toccafondi ha esternato contro la lotta all’omofobia nelle scuole.

Per questo esponente del Nuovo Centrodestra, un partito-farsa destinato a sparire nel nulla ma capace con la sua inutilità di condizionare l’azione del governo Renzi di cui è parte integrante, insegnare che le persone non vanno discriminate perché omosessuali o transessuali lede la libertà dei genitori di istigare, magari, ai loro figli a gridare parole come “brutto frocio” o “lesbica di merda” ai/lle compagni/e.

Chissà se per questo triste figuro varrebbe lo stesso principio in caso di razzismo o antisemitismo. Sarebbe interessante chiederglielo.

Secondo poi: ho chiesto su Twitter a due renziani di ferro – Scalfarotto e Alicata – cosa ne pensano a proposito. Al momento (ore 23:56 del 23 marzo 2014) dal creatore della legge sull’omofobia non arrivano risposte. Da Cristiana invece arrivano un post sul suo blog (e ciò è meritorio) e la dichiarazione che col progetto “Le cose cambiano” parlerà nelle scuole romane di lotta alle discriminazioni. Mi chiedo (e le chiedo) a questo punto a nome di quale Pd, perché mi pare che il suo partito non abbia problemi a permettere che iniziative di un singolo vadano in una direzione e le dichiarazioni degli esponenti del governo in quella diametralmente opposta. E mi spiace per Alicata, ma fanno più rumore le parole di Toccafondi, e temo anche più danni a quelle giovani generazioni che si dice di voler difendere. Al momento, ore 23:57 del 23 marzo 2014, nessuna risposta nemmeno da lei.

Per quanti/e cercano di giustificare l’alleanza Pd-Ncd in nome del peggio da evitare (ma i berlusconiani di Alfano sono peggiori tanto quanto quelli ortodossi), riporto le parole del mio amico Franco Buffoni: non è il prezzo che il Pd paga al governo, «quando poté scegliersi il ministro dell’Istruzione, scelse l’omofobo Fioroni».

Concludo questa pagina nerissima che cade per intero sul Pd di Renzi e sulla sua scarsa credibilità in fatto di questione LGBT, con una constatazione: la legge di Scalfarotto sull’omofobia apriva alle dichiarazioni omofobiche nelle scuole come atto di libertà di pensiero. Pensiamo al l’emendamento Gitti, a proposito. Quella legge giace ancora in Senato e pare destinata a rimanerci. Ma la cultura cattolica e reazionaria del nostro paese ne sta già raccogliendo i frutti. Ricordiamo ancora il veto a Luxuria al liceo Muratori di Modena. E oggi questa boutade a favore delle discriminazioni, sempre nell’ambiente scolastico.

Forse qualcuno dovrebbe farsi un paio di domande, darsi l’unica risposta possibile (avete sdoganato l’omofobia come forma di libertà di pensiero, cari i miei renziani) e possibilmente chiedere scusa. Ma sappiamo che per fare questo ci vuole umiltà e la capacità di ammettere di aver sbagliato. E qui mi fermo.

Quando le cose prendono forma

La vita è quando le cose prendono forma. Dentro un dolce, dentro una cura, nei desideri che sfioriamo da lontano, come tende abitate dal vento.

La vita è quella cosa per cui ciò che vuoi arriva quando non lo vuoi più e ciò che vorresti è sempre più scivoloso rispetto alla tua presa.

O riscoprire un demone in parole sfuggite al controllo. Ma per scovarlo, abbracciarlo e dirgli di non avere paura.

È quando realizzi che non c’è molto da dire in proposito: se non senti l’esigenza di abbracciarmi, se non fremi all’idea di vedermi, non ha senso niente di “noi”.