E Vladimir aprì il vaso di Pandora

Tutto è cominciato con tale @ilComparello, che sul suo profilo Twitter ha scritto:

Transfobia su Twitter

Transfobia su Twitter

Che poi, molto probabilmente, non è stato lui il primo a lasciarsi andare in commenti come questo, ma è stato il primo che è rimbalzato sui retweet di chi si diceva indignato per un simile linguaggio. A tal punto che il nostro eroe ha cancellato il tweet stesso. Quando si dice la forza delle proprie idee…

Poi si sa, in Italia siamo tutti allenatori quando gioca la nazionale, vuoi non dire a Emma Bonino come fare il suo mestiere?

...e quelli su Twitter

i commenti su Twitter

Poi certo, a chi, sgomento, fa il paragone marò-Luxuria bisognerebbe spiegare la differenza tra l’esporre un cartello e l’accusa di omicidio.

Non mancano, ancora, star in declino che cercano di aprirsi un varco nei meandri della notorietà come il redivivo Red Ronnie:

redronnie

E ancora, se la filosofia “anale” di molti commenti sui social la fa da padrona (e qui non riporto, ma basta rivedere il tweet d’apertura per capire di cosa si sta parlando) e il paragone coi marò indigna le menti di chi è sempre più preoccupato delle italiche sorti – ma vorrei vederli, questi eroi, come si comportano di fronte a uno scontrino non fatto – il terzo filone di commenti verte su frasi del tipo: «lo ha fatto per farsi pubblicità».

Luxuria attaccata anche su Facebook

Luxuria attaccata anche su Facebook

Il dramma del personaggio citato è che scrive pure su una pagina gay-friendly. Non so se sia gay o “vicino” alla causa, ma di certo certe affermazioni non giocano a favore di questa teoria. Il nostro infatti, continua infatti così:

LUXURIA summonte 2

“sotto le mura di Piramide…”

L’elenco di questo tipo di insulti, provocazioni, allusioni e dietrologie è enorme. Basta farsi un giro per il web per averne la reale dimensione. Il caso Luxuria ha dimostrato che l’Italia non è un bel paese, per quanto riguarda il rispetto delle persone trans e per la questione omosessuale più in generale.

C’è molto da fare se vogliamo che questo paese non diventi il corrispettivo mediterraneo della Russia. E c’è molto da lavorare anche dentro la comunità LGBT.

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11 thoughts on “E Vladimir aprì il vaso di Pandora

  1. veramente non c’era bisogno del caso Luxuria per sapere che l’Italia non è un bel paese ma anzi un paese razzista, sessista, omofobo. i social network ce ne offrono la prova ogni giorno, questo avvenimento è stata solo una triste conferma. sono disgustata.

  2. Dario, sono stato un bel po’ sul sito del Fatto dove, tra gli oltre 1400 commenti solo un parte esigua sembrava partorita da un essere senziente. Ho comunque deciso: non voglio farmi il sangue amaro sull’idiozia altrui, tanto più che molti, per stile e accanimento sembrano veri e propri troll. No, non i simpatici abitanti delle caverne sui fiordi, purtroppo…

  3. scusate….. ma al di là degli insulti gratuiti (ed omofobi) DEPRECABILI, alla fine, molti si sono resi conto della mancanza di spessore di Luxuria, e di quello che si crede di essere e di fare. Mi spiace, ma il movimento (oramai defunto) LGBTQ, dovrebbe iniziare a ripensare alle proprie azione e al senso della sua esistenza/missione.
    Aggiungo, che invece di spostare il “fuoco” su di noi che, obiettivamente, abbiamo il dubbio (o la certezza) di una strumentalizzaizone della “causa” (insomma; esistono sempre e comunque i “mezzi politici e diplomatici” se si vuole proprio far qualcosa, piuttosto che queste pagliacciate), dovreste agire ed imporvi, perchè “i pesci grossi” (le cosiddette associazioni gay maggiori in Italia), non vi dirigano più! Basta con questa maniera “verticale di agire; io faccio – tu mi segui!
    +VOGLIAMO SPESSORE ED ETICA, invece di dire e chiaccherare di nulla, invece di costruire politicamente qualcosa.
    Ma Dico: se da vent’anni queste associazioni non hanno fatto nulla, mentre in altri paesi più machisti e cattolici, ci sarà UN PERCHE’?
    QUALCUNO SI VORRA’ PRENDERE LA RESPONSABILITA’ DI UN FALLIMENTO??
    e poi, altra cosa, non vi azzardate a dire che chi non appoggia Luxuria, è “Pro” Putin! Cacchio!
    NON STRUMENTALIZZATECI!!!
    ed iniziate ad essere seri e costruttivi!
    L’epoca del “seguirvi”, solo perchè si sia omosessuali, E’ FINITA!!
    It’s Over!!!
    anche perchè, essere omosessuali, non è un valore di per sè, come al contrario lo sono le persone “non gay”, che ci (mi) appoggiano ancora.
    NONOSTANTE LO SCHIFO!

  4. #mario Marcello: l’atto di Vladimir non è stato commissionato da nessuno. Semmai le associazioni hanno espresso solidarietà per un’azione che ha comunque fatto parlare (ancora) della condizione dei gay russi. Questa è un’evidenza oggettiva. Se tu mi conoscessi sapresti quanto io sia critico contro il movimento. Ma non mi pare che i cosiddetti scettici abbiano creato realtà alternative e vincenti. Se ci riuscite mi fate un favore così farò il frocio da vetrina o contemplativo.

  5. L’unica cosa che mi sento di dire, è che adesso (e solo adesso) si parla della repressione russa, ovviamente tacendo su quanto avviene negli altri paesi, perché, c’è poco da fare, l’omofobia è un affare globale (qui ce l’ho con l’America, non con Luxuria).
    Il gesto di Luxuria, coraggioso per carità, credo possa servire poco in uno stato come la Russia, ne parliamo e straparliamo noi qui (che abbiamo, come hai fatto vedere, altri omofobi da combattere), ma a Sochi la notizia non ha avuto alcuna risonanza, ecco, credo sia stato un gesto non stupido ma poco utile, soprattutto perché penso che il suo obiettivo fosse l’opinione pubblica russa e non quella italiana.
    Ha sbagliato il modo unicamente perché i russi sono ancora indifferenti al problema, e, spero di esagerare, ma provocazioni del genere possono addirittura motivare violenze e repressioni.

  6. ma vogliamo o no fare POLITICA e non le carnevalate provocatoie?
    c’è, al contrario, da pensare… sul fatto che alla manifestaizone erano in 100 piuttosto che 5.000. Magari, un sano atteggiamento autocritico sul proprio agire, sarebbe doveroso. O magari siete un pò troppo superbi, da credere che “tutti gli altri” se ne freghino?
    Insomma….. siate seri!
    I dati raccolti, (e non le mie parole) dovrebbero servirvi da specchio…..

  7. ah, l’invidia… è innanzitutto cecità, incapacità di vedere (questo significa il termine) gli altri. quanti poveri cristi non hanno la forza di guardare vladimir! non riescono a tollerare il suo coraggio e la sua chiarezza semplice e radicale. devono trovare il complotto, preferiscono parlare di sessualità priapesca.
    tanto di cappello a una donna coraggiosa che crede nelle sue idee e ci prova con tutto il suo essere a portare una liberazione. niente di nuovo sotto il sole: anche nel 1969 se non era per una travestita…

  8. Scusate, ma quale vaso di Pandora avrebbe scoperchiato? No, lo chiedo perché praticamente non se n’è accorto nessuno a parte i due soliti lanci dell’Ansa, che comunque si fanno pure per il cane che morde il bambino. Non mi pare che sia squarciato il velo d’omertà che ancora giace sulla sistuazione dei ragazzi gay russi, torturati, picchiati e anche in qualche caso anche uccisi.
    E’ stato solo quel che è apparso: il gesto di una prima donna contanto di cortigiani mediatici (le Iene) a seguito, solo per far vedere che esiste, magari per rilanciarsi come “figura pubblica” alle prossime elezioni che si terranno.

  9. ma infatti! “molto rumore per nulla”. e’ che quando si organizzano situazioni del genere, c’è chi ha il compito di fare da “cassa di risonanza” ad un personaggio triste e non rappresentativo (ma questa, è una mia opinione… anche se leggo abbastanza condivisa).
    Si sa; per manterene “un nome” (inesistente!) e sponsor (eventi estivi come il Gay Village), immagino si abbia necessità di continui travasi di sangue. Anche quando lo stesso, è di un povero ragazzo assassinato…… (Vedi tutto lo sciacallaggio in onore del povero Daniele Firulli).
    Naturalmente, io ho le spalle larghe per poterlo dire e prendermi i “vaffanculo” gratuiti (ed ovvi) dei Lorsignori.
    Sarebbe bello che le stesse persone che nelle associazioni preferiscono un mutismo, si facessero invece sentire.
    Come sempre, io credo moltissimo nell’azione delle varie associazioni nel proprio microcosmo (zona di azione); ma non in quello nazionale (che più semplicemente non esiste).
    Chissà cosa accade, nel momento in cui dal “microcosmo” si passa al “macrocosmo”? Quale meccanismo scatta?
    IN OGNI CASO, LA GENTE HA DIMOSTRATO, UNA SECONDA VOLTA, DI NON ACCETTARE NE’ CONDIVIDERE LE LORO AZIONI; erano in 100 davanti all’Ambasciata Russa.
    Magari, adesso che sono nella minoranza, qualche dubbio dovrebbe scattargli.
    Ma non ci credere troppo…..

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