La notte in cui il web gridò #freeluxuria!

Gay è ok! #freeluxuria

Gay è ok! #freeluxuria

Tutto è bene quel che finisce bene: Vladimir Luxuria è stata rilasciata. Ciò mi permetterà di fare alcune considerazioni su quanto successo nelle ore convulse del suo arresto.

Innanzi tutto: ancora una volta sono le persone trans a dimostrare il coraggio che serve. Ieri a Stonewall, oggi a Sochi. Questo le fa onore.

Preoccupanti e discutibili, invece, (per non dire peggio) i commenti di lettori delle maggiori testate on line, che vanno dal “se l’è cercata” a “però i marò li lasciano in India…” fino a “una mossa per farsi pubblicità”. Doloroso che questi commenti vengano da persone LGBT (chissà perché, per lo più maschi).

Non ci si fa pubblicità mettendo a rischio la propria incolumità fisica e psichica. È andata, contrariamente a molti altri italiani, a protestare contro una legge ingiusta. Non capire questo e cadere nel solito cliché dietrologico, fa capire quanto siamo indietro a livello di comunità. Invece di essere uniti e solidali, ci si diletta a fare il pelo su sotterfugi che andrebbero quanto meno dimostrati, con prove alla mano. E invece.

Infine, per una volta, pronta e decisa la reazione del movimento LGBT.  Sui social l’hashtag #freeluxuria è subito entrato nei trend nazionali. Migliaia di condivisioni. Un vero e proprio “bombing” per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica. Dovremmo essere un po’ più operativi anche tra piazza e palazzo. Saremmo sicuramente un paese all’avanguardia, sul tema dei diritti civili.

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10 thoughts on “La notte in cui il web gridò #freeluxuria!

  1. Ma pubblicità è l’unica cosa che voleva: trombata dagli elettori, l’unico modo che aveva per far vedere che esiste, era andare a farsi mettere in gattabuia in Russia. Così come quel demente di Paone l’unico modo che ha per mettersi in mostra e di farsi elettere tra le fila di un omofobo in Calabria

  2. #Piddu: siamo tutti in attesa di avere le prove di quanto stai asserendo. Oltre a sapere cosa fai tu per aiutare la tua comunità di riferimento. E no, andare su Grindr non significa esser solidali.

  3. Ricordo una cosa di Vladimir che mi rimase impressa: l’atteggiamento da gran signora che ebbe con quel cafone del “grande” giornalista Enrico Mentana che ammiccava alla parola “dietrologia” asserendo che era un termine a cui lei era di certo molto sensibile.
    Ecco, i cafoni di tutte le risme stanno ovunque.
    Anche tra i “grandi” dell’informazione.
    A me non frega un tubo che Vladi cerchi presenzialismo e visibilità: almeno a Sochi qualcuno c’è andato e si è esposto in prima persona.
    A parlà sò tutti bboni, si dice dalle mie parti.

  4. Caro #Piddu, di quale pubblicità avrebbe bisogno Vladimir Luxuria visto che, a quel che ne so, in politica non vuol tornarci e visto che non mi pare abbia problemi di serate, inviti televisivi e di vendite del suo ultimo libro? E se pure fosse: chi glielo fa fare, visto che potrebbe farsi pubblicità altrettanto efficacemente in situazioni ben più sicure??
    Mi associo invece a #Elfo: ancora una volta sono le persone trans a prendere il coraggio di azioni che dovrebbero riguardare noi gay e non solo (in questo caso politici e atleti in particolare); Stonewall non sarebbe mai accaduta se fosse stato per i gay maschi che frequentavano quel locale, ricordiamocelo bene.

  5. “Stonewall non sarebbe mai accaduta se fosse stato per i gay maschi che frequentavano quel locale, ricordiamocelo bene.”

    Appunto, ma è il deficit generalizzato di senso storico che f***e noi italiani lgbtie

  6. Eh no.
    Adesso non essere d’accordo con qualcosa che fa una persona di testa sua e’ essere dietrologici e essere indietro? E chi lo decide? Chi ha il patentino dell’avantologico?
    Caro Elfobruno, io critico quello che ha fatto Luxuria con tutto il diritto di farlo. E non accetto i tuoi giudizi dietrologici su chi fa una critica *politica*.
    Siamo in un movimento, le cose si fanno assieme. Far parte di un movimento significa anche questo: organizzarsi per fare le cose assieme. Vogliamo fare qualcosa per le persone LGBTQ russe? Bene, perche’ non abbiamo organizzato un viaggio di 100, 500, 1000 persone pronte a farsi arrestare e provocare un incidente politico?
    Questa baracconata non ha cambiato di un nanogrammo la vita dei gay in Russia o in Italia.
    E criticare un gesto isolato che non ha senso e’ doveroso. L’ultima volta che una persona ando’ sola in Russia per i diritti umani degli omosessuali fu il 1977, Mosca, Angelo Pezzana. In Piazza rossa, da solo perche’ non c’era nessuno disposto a seguirlo. Circondato dal KGB di Breznev.
    A quel tempo ci ando’ solo lui. Ora la persona che ha dato spettacolo da sola poteva invece fare un appello e essere alla testa di 1000 persone pronte a farsi arrestare. E invece no, tutto da sola.
    Io ho tutto il diritto di essere rispettato nella mia critica, visto che ci metto la faccia.
    Rispettato anche da te.

  7. #Galvani: criticare un comportamento è legittimo, ci mancherebbe. Associare una persona trans alla prostituzione per criticarne l’operato è, nel mio pianeta, un atto di transfobia. Poi, ribadisco, ognuno faccia i conti con la propria coscienza. Io non posso rispettare questo tipo di procedure e a quelle alludo.

  8. Elfobruno, hai attribuito, sbagliando, la transfobia a una fetta della popolazione maschile gay invece che a un singolo stupido.
    “Doloroso che questi commenti vengano da persone LGBT (chissà perché, per lo più maschi).” Questo e’ altrettanto sbagliato e si chiama pregiudizio. Fossero stati tre, da un paio di aree geografiche, avrei capito che avevi ragione a parlare di un fenomeno, sebbene minoritario. Uno che a Roma dice una cosa volgarissima e idiota su una di Roma non autorizza nessuno a estendere la casistica a “perlopiu’ maschi”. Se hai altri casi, ti prego, pubblicali e io ritiro la mia invettiva. Altrimenti ti invito a cambiare quel giudizio perche’ nel tuo articolo non e’ fondato.
    Capisco cosa intendi, ma non e’ quello che mostra il tuo articolo.

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