Sissy Boy (vietato spezzare i sogni dei bambini)

Sissy Boy (la conferenza del signor S.B.)

Sissy Boy (la conferenza del signor S.B.)

Sissy Boy (La conferenza del Signor S.B.)

di Franca De Angelis
regia di Anna Cianca
con Galliano Mariani 

Teatro Lo Spazio, via Locri 42-44
Dal martedì al sabato ore 20.45 Domenica ore 17.00
Ultimo spettacolo: 9 febbraio 2014

***

Abbiamo avuto tutti/e un’infanzia e un’adolescenza. E non sempre è stata una passeggiata. Perché per molto tempo non sai chi sei e non sai cosa vuoi. E in un mondo di immagini e di identità, non importa quanto fittizie o granitiche, può essere difficile tracciare i confini del proprio sé.

Se sei gay, lesbica, trans o qualsiasi altra cosa, se rientri in una categoria “non convenzionale”, narrata il più delle volte come una non categoria, specie rara, monstrum latinamente inteso – ma come qualcosa da esporre per poi prenderne le distanze – il dolore diviene lacerazione. Una ferita tra ciò che sei e ciò che vorresti essere. Tra quello che vorresti e che ti è precluso. Il desiderio che coincide col dolore dell’essere.

Sissy Boy esplora questa dimensione della vita di moltissimi/e giovani omosessuali. La storia di Sergio, che da bimbo ama giocare con la sorella e con le sue bambole. La narrazione di un’infanzia “stuprata” dalle terapie riparative, dai nuovi santoni che tra qualche preghiera e mille violenze ridisegnano una natura ritenuta erronea, sbagliata, contro se stessa. Uccidendo le emozioni, inventando mani invisibili che attorcigliano le budella, che allontanano da ciò che si vuole, scaraventandoci verso quello che non siamo. Pervertendo il nostro essere. Rendendo doloroso ciò che è già difficile.

Un viaggio verso i sogni in frantumi, le crudeli ingiustizie della famiglia “tradizionale” pronte a declinare in tragedia, fino ad approdare a intere fette di vita non vissuta, sospesa, violata.

Una sapiente regia, quella di Anna Cianca, che distanza attore e pubblico nella narrazione della memoria, per poi annullarla nel rivivere l’esperienza della “cura” dell’omosessualità, quando il protagonista si immerge tra spettatori e spettatrici, incarnando i soprusi, facendo del suo corpo il testimone di strattoni, maltrattamenti, incomprensioni e silenzi.

Una pagina fondamentale per capire che molte persone LGBT avviate a queste terapie criminali hanno effettivamente un grosso problema: quello di un mondo adulto che non riesce a rispettare i sogni dell’infanzia e li traduce nella rinuncia al sorriso, al desiderio e alla rinascita.

Un dramma che abbraccia anche momenti gioviali e che ti fa capire la fortuna di saper dare un nome alle proprie emozioni, di riconoscere la persona che ogni mattino vediamo allo specchio. La fortuna di esserci ancora. Anche se quel processo di definizione dei nostri confini può esser stato difficile e doloroso, ma di certo non vano.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...