Canone RAI? I gay devono “non pagare”

la presidente RAI, Anna Maria Tarantola

Ieri sera guardavo uno dei tanti spot della RAI, di quelli che ti invitano a pagare il canone pena la trasformazione di un familiare in una creatura mostruosa e inquietante, e ho scritto su Twitter: «la pubblicità del canone Rai è uno dei tanti buoni motivi per non pagare il canone.»

Stamane ho trovavo questo commento di risposta: «l’unico motivo è la disonestà … il resto sono panzane (detto da uno che lo paga sempre).»

Adesso lasciamo perdere che chi lo ha scritto è un renziano, e che dai renziani non accetto patenti di nessun tipo – non dopo che il loro leader ha riabilitato e dato agibilità politica a un delinquente comune – ma vi do un paio di buone ragioni per cui le persone LGBT devono non pagare il canone.

Ricordate il film Tutto su mia madre, di Almodovar? Più volte rimandata, poi programmata in prima serata, la pellicola – un capolavoro assoluto – ha subito un vero e proprio muro di fuoco,  per i temi trattati: quelli della sessualità e dell’amore tra donne e tra una donna e una trans.

Stessa sorte per I segreti di Brokeback Mountain. Il film, dopo mille polemiche, è stato sì trasmesso ma la scena del bacio tra i due cow boy è stata eliminata.

Non parliamo della miriade di programmi pomeridiani e non, nei quali la questione omosessuale viene ancora presentata come macchietta o come perversione. E i grandi talk show politici semplicemente ignorano la questione LGBT. Ballarò non ha mai trattato l’argomento, per fare un esempio.

Fa eccezione per il caso recente di Vespa, dove però è stato invitato l’immancabile Giovanardi, e la costante di questi programmi è invitare sempre un omofobo, come a voler dimostrare che i sentimenti d’odio contro le persone LGBT devono avere cittadinanza in questo paese. Ma a ben vedere, sul suo profilo Twitter il presentatore di Porta a porta pubblicizzava la cosa in termini di “guarigione”.

Dulcis in fundo, alla recente udienza con il pontefice Bergoglio, la presidente RAI Tarantola ha deliberatamente escluso tutte quelle coppie che non fossero regolarmente sposate. Conviventi e coppie gay/lesbiche sono stati trattati come parenti di cui vergognarsi.

Ergo: o ci ignorano, o ci descrivono come malati, o come mostri o come potenziali protagonisti di barzellette. Fermo restando che su di noi chiunque può dire la sua.

Voi andreste a comprare in un supermercato o in una boutique che vi tratta in questo modo?
E allora, mi spieghereste la ragione per cui un gay, una lesbica, un/a trans dovrebbe dare il proprio denaro alla RAI?

Abbiamo pochi margini di disobbedienza fiscale in questo paese. Non pagare il canone a una TV che ci tratta da reietti è un dovere morale specifico. Farlo ci renderebbe complici di una televisione che si fa promotrice di omofobia manifesta e indiretta.

P.S.: poi sarebbe buona cosa non guardare per nulla RAI e Mediaset e, come me, preferire il web e lo streaming.

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19 thoughts on “Canone RAI? I gay devono “non pagare”

  1. scusate ma… io sono d’accordo che la RAI non e’ il massimo… pero’ se non rispettiamo le leggi con cui non siamo d’accordo, dove si va a finire?
    inoltre non supportando la RAI andiamo indirettamente a favorire Mediaset, che non e’ anche peggio?

  2. No, Anna Rox, le leggi si rispettano quando sono fatte per il bene comune e di tutti, altrimenti non saremmo cittadini, ma sudditi di un monarca assoluto e dispostico. In questo caso il canone Rai è solo un obolo pagato, direttamente di tasca nostra, a un carrozzone pubblico che non solo ti dà mediamente programmi di pessima qualità, ma pure un sacco di pubblicità, esatament come il suo diretto concorrente, la Mediaset: allora, delle due, o l’una o l’altra!
    Se a questo ci mettiamo pure che il telespettatorie viene praticamente trattato come un cretino, e le pubblicità per il caneno ne sono una riprova, e che interi settori della società sono trattati a pesci in faccia mentre altri con i guanti dalla festa, per il primo non pagare divene ancora più lecito.

  3. Io penso che il canone vada pagato comunque, perchè siamo cittadini dello stesso Stato, al pari degli altri. Se vogliamo vedere sulla RAI programmi gay friendly, dobbiamo votare coloro che difendono le nostre ragioni, e convincere gli altri a fare altrettanto. Non pagare il canone è un atto, nel suo piccolo, antidemocratico.

  4. La penso come Lore e Anna Rox. Per fare un paragone con la sanità (è un’esagerazione, ovviamente): non è che se 1 ospedale su 100 funziona male allora non pago più le tasse che vanno a finanziare il servizio sanitario nazionale. Così facendo non solo non influirei minimamente sulle sorti di quell’ospedale, ma andrei addirittura a danneggiare gli altri 99 che funzionano bene. Tra l’altro vorrei sottolineare che il canone Rai è uno tra i più bassi d’Europa e anche in altri paesi europei sulla tv pubblica c’è la pubblicità, come dimostrano i dati (qui trovate una bella innografia a riguardo http://veesualize.it/2014/01/il-canone-si-vede-i-canali-meno/). Non capisco come mai ci sia questo accanimento sul non voler pagare il canone Rai, mentre ci si indigna molto meno per cose ben più gravi. Sono invece d’accordo che la Rai vada migliorata, inserendo anche programmi o film che trattino in maniera adeguata il tema LGBT. Chiudo dicendo che lo spot Rai non sarà un capolavoro, ma di sicuro è sopra il livello della pubblicità media che si vede in TV. Bisogna solo essere in grado di distaccarsi dall’odio verso questa imposta e possedere un minimo di senso dell’umorismo.

  5. Quello del non pagare il canone Rai è un cavallo che ogni tanto cavalca anche la Lega, ogniqualvolta la Rai manda in onda qualcosa che non le garba. Se vogliamo metterci sullo stesso piano… Il punto è cambiare la Rai, non azzopparla. Il non rispetto delle regole non è mai la soluzione, per chi vuole piena cittadinanza, altrimenti non la merita.

  6. D’accordissimo con tutto ciò che è espresso nell’articolo.
    Ma più che non pagare una tassa io ho tagliato la testa al toro, nel mio appartamento, non posseggo Televisione, e ho fatto eliminare anche la presa dell’antenna dal muro… ci si può benissimo informare attraverso internet.
    La televisione è uno strumento pieno di ottime potenzialità, ma non sfruttate, per lo meno nella nostra buffa e un pò triste Italietta…

    Buttatela proprio, e il non possederla renderà più onesta la battaglia contro ogni forma di discriminazione indiretta o manifesta espressa nella RAI e non solo….

  7. La Rai è anche radio: al netto dei GR (monopolizzati dal Vaticano tramite il loro potentissimo e inamovibile direttore) sono d’eccellenza e molto gayfriendly, Radio2 e Radio3 in primis. Lato televisivo, Rai5, RaiStoria e RaiScuola hanno ottime programmazioni. Il problema sono le reti generaliste e l’eccessiva influenza politica e vaticana nella direzione generale e di rete.

  8. io invece dico che il canone rai non si deve pagare troppe pubblicita e fare vedere solo disastri che alla fine la gente dice faccio anchio cosi tanto mela cavo lo stesso …finitela …

  9. Io preferisco di più pagare l’imu, che almeno è proporzionata alla casa, che non il canone cioè un balzello odioso di ben 113.5€, praticamente la metà di quanto quest’anno ho pagato per la casa: e per avere cosa? programmi che vedrei su qualsiasi tv commerciale. Da rai5 a raistoria e raiscuola tutti hanno almeno un sostituto commerciale più che valido, io oramai guardo esclusivamente Focus perché sono schifato dai programmi e dai film di 20anni fa che ti propinano in consinuazione sia la rai che mediaset.
    In più mi devo sorbire la pubblicità e pagare megastipendi a dirigenti e conduttori messi più per nomine politiche che per meriti reali.

  10. MA VOI STATE SCHERZANDO SPERO CON QUESTI COMMENTI ASSURDI… IL CANONE RAI è PIù SUBDOLO DI TUTTA LA POLITICA CORROTA DI QUESTO PAESE… considerato che si paga per la RAI ma viene poi spacciato per TASSA DI POSSESSO SUL TELEVISORE (ditemi se questo non è un raggiro mafioso, altro che Berlusconi)!!! e oltretutto non si può pagare una cosa che alla fine è uguale alle tv private che con la pubblicità riescono a fare tutto e spesso sono avanti rispetto ai palinsesti della RAI sempre tardiva, proprio perchè l’impegno di fare televisione diminuisce quando c’è un introito sicuro (quello dei canoni) …e vogliamo considerare anche il fatto che la pubblicità sulla RAI non dovrebbe proprio esistere. ?! Oltretutto io vorrei poter essere libero di non guardare una televisione che non mi rappresenta (sopratutto quando mi si chiede di pagarla). Come mai questo non gli va bene? Allora a questo punto esigo che i miei 113 euro siano ripartiti a tutte le emittenti televisive. Questa sarebbe democrazia. LADRI loro… e contibuenti raggirati voi! Aprite gli occhi.

  11. Anche io ho eliminato del tutto la tv preferendo internet come fonte di informazioni. Liberarsi della televisione è stato liberatorio come smettere di fumare, un risparmio dei soldi canone e di programmi beceri dannosi per il cervello.

  12. #Anna Rox: mai sentito parlare di Raiset? :)

    #Lore: purtroppo devo contraddirti. Siamo sì cittadini dello stesso Stato, ma non certo al pari degli altri.

    #Marcello Bandierini: il mio non è un invito a non pagare le tasse – ogni mese do 700 euro della mia busta paga allo Stato, pago il biglietto dell’autobus, chiedo sempre lo scontrino ai bar e nei negozi – ma un tentativo di riflettere su un modo generalizzato di creare discredito verso un’intera categoria. Ribellarsi è un dovere, in questi casi.

    #Malina: il solito commento di chi, dall’alto di non si sa bene quale cattedra, ammette i diritti di una minoranza solo se la minoranza si dimostra migliore della massa. La stessa che ha ridotto, magari, l’Italia nel paese disastrato che è.

    #Andrea Priorelli e #Enrico: vi informo che il canone va pagato anche se possiedi un computer con connessione a Internet.

  13. Enrico ma ti pare una soluzione? ..e se io volgio un televisore per vedere dvd? che faccio li appendo al muro e me li guardo? la tassa sulla tv è una tassa assurda… e la rai è una ladra.

  14. Per me sì, è stata una soluzione. Ma è anche vero che non tutti vogliono rinunciare alla tv, quindi hai ragione: la rai è una ladra.

  15. In ogni paese la televisione di Stato esprime e impone l’ideologia di genere dominante. Da noi c’è la RAI, vediamo cosa fa la BBC, con due soli esempi: nel 1990 (ripeto: nel 1990) la BBC ha PRODOTTO e mandato in onda lo sceneggiato in tre puntate “Oranges are not the only fruit”, tratto dal famoso romanzo LESBICO di Jeanette Winterson. Nel 2002 la BBC ha fatto la stessa cosa con il film “Tipping the Velvet”, trasposizione cinematografica del romanzo LESBICO di Sarah Waters, una delle più apprezzate romanziere contemporanee. E si potrebbe continuare…
    Inoltre, in NESSUNO dei canali radio della BBC si sente un solo secondo di PUBBLICITA’. Ecco, io il canone della BBC (anche se non è perfetta e ha pure dei difetti), lo pagavo.
    PS “Tipping the Velvet”, letteralmente “leccare il velluto con la punta della lingua”, è un’espressione gergale lesbica per dire cunnilingus: lasciata così nel titolo del film della BBC.

  16. Ma siete italiani oppure guardate solo rete 4? Il canone RAI è stato abolito già anni fa, peccato che però, subito dopo, è diventata una tassa sul possesso di un televisore…

    Cioè io devo pagare lo stato perchè ho un cazzo di televisore?? Ma vaffanculo!!! Io il televisore ce l’ho e ho anche sky, guardo dal canale 300 in poi, penso di non guardare MAI rai o mediaset, quindi, che si trovino pure metodi più “scientifici” ed evoluti per far pagare il canone RAI, anche perchè se dovesse essere una tassa equa potrei chiedere di non pagarla e scegliere di farmi oscurare i canali relativi, perchè questa possibilità non c’e?? Ve lo siete mai posti quest problema?

    Il canone RAI è un altro modo per fottere soldi ai cittadini, ti faccio guadagnare con la pubblicità, ti pago l’iva quando compro il televisore, se vado al cinema sulla cazzo di benzina ti pago anche le accise per la guerra in Libia…ma fatemi il favore, se pagate il canone fate la carità ai politici corrotti, assolutamente comprensibile se usate i canali per i quali pagate il canone per informarvi, ma non rompte i coglioni a chi non lo paga, perchè ci sono 1000 motivi validi per non pagarlo contro 1 valido per pagarlo, sempre ammesso che il ragionamento “se c’e una legge va rispettata e basta” sia un motivo valido, per me esistono anche leggi fuffa che andrebbero del tutto abolite, e l’unico modo che si ha per farlo, volendo, è la cosiddetta disobbiedenza civile, oppure pensate di poter mandare una mail ai politici per far sapere la vostra idea???

  17. Il Servizio Pubblico è una “creatura” indispensabile e ha senso se è di qualità, se dà spazio a TUTTE le istanze della società che non troverebbero spazio altrove (soprattutto minoranze), se fa innovazione (sia tecnica che artistica) supplendo a quel che un privato non avrebbe mai interesse commerciale a fare. Quindi: se è sganciato dalle logiche di mercato e se ha come obiettivo prioritario la ricerca della qualità artistica e dell’indipendenza dell’informazione. Ottimi esempi di servizio pubblico ci sono in Svizzera, Austria, Germania, Regno Unito, Paesi Nordici, gli stessi Stati Uniti (il PBS, pur essendo di nicchia fa programmi soprattutto educativi di altissima qualità). L’ulteriore problema italiano è il sostanziale monopolio privato che rende anomalo l’intero panorama televisivo: abolendo la Rai, di fatto si abolirebbe quel pochissimo di concorrenza che c’è nel settore attualmente (non lasciamoci fuorviare dalla quantità abnorme di offerta nazionale sul digitale terrestre: la maggior parte di quei canali è prodotta da 3/4 gruppi, tra cui la Rai stessa!). Abbattere il monopolio Mediaset e riformare profondissimamente la Rai (non privatizzandola! Finirebbe in mano fatalmente a Mediaset o a De Benedetti, non ci sono altri grandi editori in grado di rilevarla) sono le due sfide che, temo, nessuna forza politica vorrà mai affrontare. E finché avremo il famigerato partito-azienda in Parlamento, poi…

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