Matteo Renzi, tra profonde sintonie e persone per bene

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la profonda sintonia del Pd con Berlusconi

Michele Serra sull’incontro tra il segretario del Pd e Berlusconi ha scritto un’amaca in cui afferma due cose, una vera e una irricevibile.

Quella vera: il Pd è da vent’anni che inciucia con il leader di Forza Italia e ci ha fatto ben due governi insieme. Che Renzi riceva Berlusconi rientrerebbe dunque in una continuità di relazioni che caratterizzano la politica di quel partito.

La cosa irricevibile: in virtù di quei vent’anni di inciuci in cui niente è stato fatto per il bene di questo paese, questo incontro è un bene poiché pone le basi per la rinascita (l’ennesima) dell’Italia.

Su questa linea si collocano tutti i renziani, per cui Berlusconi è il leader della destra e in democrazia le riforme e le leggi elettorali si fanno con il contributo di tutti.

Tutto questo discorso cozza con alcuni elementi reali che sarebbe bene ricordare:

1. il leader della destra italiana non è un leader normale. Non è un Cameron o una Merkel, per intenderci. È un signore sceso in campo per evitare la galera, ha rovinato il paese e la legge lo ha per altro ritenuto colpevole di evasione fiscale;

2. la destra attuale ha cambiato la legge elettorale senza aver coinvolto la sinistra. Basta pensare al “porcellum”. Ancora una volta Renzi dimostra la subalternità della sua parte politica a una cultura che nega sostanzialmente i valori della Costituzione: la sua storia lo dimostra;

3. non è la prima volta che per il bene del paese si è coinvolto il leader della destra per ottenere riforme condivise da tutti. Ricordate la bicamerale? Berlusconi, già dato per spacciato, venne risollevato, rovesciò il tavolo delle trattative e durò altri vent’anni. Perché adesso non dovrebbe essere così?

4. Il Pd ha scelto una forza del 20% per cambiare la legge elettorale e fare le riforme. Dimenticando le altre forze presenti in parlamento, che rappresentano il 50% della popolazione italiana. Mi chiedo per quale ragione un evasore è ritenuto più affidabile di un Vendola, di un Monti o dello stesso Grillo (che è fuori di testa, ok, ma se in democrazia si deve parlare con tutti ci devono spiegare perché non parlare anche con un partito accreditato al 21/22%).

Concludo queste riflessioni con un dato. Personale. Guadagno, al lordo, quasi duemila euro al mese. Ne percepisco appena milletrecento. Do allo stato più di seicento euro di tasse mensilmente. Se gente come Berlusconi pagasse quanto gli spetta, forse sarei più ricco.

Renzi, ricevendo Berlusconi, ha dato uno schiaffo a questa realtà, offendendo milioni di contribuenti che le tasse le pagano (magari ancora illudendosi che sia un dovere pubblico, per il bene comune).

Chi pensa che aver ricevuto un delinquente sia un fatto di democrazia, in verità non la ama. È il classico italiano spaghetti-mafia-mandolino. È parte del problema, non certo la soluzione.

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3 thoughts on “Matteo Renzi, tra profonde sintonie e persone per bene

  1. Caro #Elfo,
    su un piano ideale il tuo commento non fa una grinza e lo sottoscrivo parola per parola.
    Ma se lo spostiamo su un piano di realismo politico, la maggior parte delle tue obiezioni restano poesia allo stato distillato puro (purtroppo e ahinoi).
    Tu sai quanto io sia critico nei confronti di Renzi e del PD, tuttavia mi tocca amaramente ammettere che, per ora, è sempre meglio l’iperattivismo amorale del berluschino del PD rispetto all’immobilismo ideologico e all’inciucismo ipocrita della passata nomenklatura piddina.
    Ti confuto punto per punto:

    1. E’ tempo di rassegnarsi all’idea che ATTUALMENTE quasi un terzo della popolazione italiana (oltre 7 milioni di voti attivi alle ultime elezioni nazionali) SI RICONOSCE PIENAMENTE in quel delinquente e nelle sue battaglie personali. Per queste persone tu come insegnante sei poco più che un parassita inutile, uno dei tanti impiegati statali che dovrebbero “imparare a lavorare” invece di ricoprire un ruolo che non serve a nulla perché, come sai, “con la cultura non si mangia” (mio padre è stato insegnante e preside, puoi immaginare con quanto dolore scrivo queste nefandezze). E’ un’anomalia tutta italiana con la quale, ci piaccia o no, tocca farci i conti e con la quale la pseudosinistra italiana è fino a ieri scesa a patti indicibili, tanto che si pretendevano nascosti.
    Con Berlusconi tocca quindi sporcarsi le mani: non ammettere una ovvietà del genere significa vivere nel mondo delle favole.

    2. Se Renzi sarà così bravo da saper imporre a Berlusconi la “sua” legge elettorale, avrà stravinto perché l’apparente subalternità si tramuterebbe in un patto preventivo e soprattutto chiaro, alla luce del sole: si realizzerebbe il suo slogan “ci tratto ora per non doverci governare mai più poi”.

    3. Renzi si gioca tutta la sua credibilità: se si “farà fregare” per l’ennesima volta dal Caimano, dovrebbe essere la sua fine politica (e forse anche quella definitiva del Pd). Qualche commentatore malizioso (D’Alimonte) oggi faceva notare che se Berlusconi ha accettato una legge del genere, probabilmente ne ha già verificato i vantaggi in caso di elezioni anticipate…

    4. Grillo/Casaleggio hanno scelto per l’ennesima volta la via del beato isolamento: è almeno già il terzo errore strategico che compiono in nome della “purezza della (loro) razza”. Se fossero stati furbi avrebbero dovuto accettare le sfide di Renzi e poi ribaltare il tavolo: evidentemente non ne sono capaci e attendono che il M5S abbia il 50%+1 dei voti (pari a seggi…!?). Le altre formazioni poltiche sono davvero inconsistenti o pronte ad allinearsi al loro capo di riferimento (penso a NCD, Lega e, spero proprio di no!, a SEL).

    Per la forza del punto 1) e per la capacità di influenza mediatica ed economica di Berlusconi, ogni considerazione sugli italiani onesti rischia quindi di scadere a patetico predicozzo, come dimostrano gli ultimi 20 anni.

    Ben più pericoloso, invece, è il merito della proposta di legge elettorale, la quale, ammesso che risulti costituzionalmente legittima (io qualche dubbio ce l’ho e soprattutto ce l’hanno diversi costituzionalisti), prevede un meccanismo che vuol programmaticamente abbattere una consistente parte di minoranze politiche e partitiche, concedendo fin dal primo turno un premio abnorme alle COALIZIONI vincenti e soprattutto premiando i partiti più grandi e le coalizioni di cui saranno egemoni assoluti, gettando così ai margini tutti gli altri. In nome di un decisionismo escludente che sa tanto di autoritarismo. Senza contare l’eccezione ai rigidi sbarramenti di ingressi riservata alle forze politiche con forte radicamento territoriale (i più ingenui pensino a Union Valdautenne e alla SVP, i più maliziosi pensino alla Lega e ai partiti personal-mazzettari del Sud!!)… Caliamo un velo pietoso, poi, sulle liste bloccate: i media mainstream già sono impegnatissimi a farci capire che solo noi e Lussemburgo le abbiamo, in Europa, e che dunque questa anomalia non va importata in Italia… forse è su questi aspetti che bisognerebbe discutere per poi contrastarli.

  2. Due considerazioni:

    1) il PD è democratico e dialoga con tutti
    2) Forza Italia è una delle principali forze politiche del Paese non può non essere coinvolta
    3) Scelta Civica, SEL, NCD sono forze minoritarie. Vanno ascoltate ma non possono essere più di quel tanto influenti
    4) Grillo non vuole dialogare

    Il risultato è che l’Italia ha una nuova legge elettorale. E’ questo che conta!!!

  3. Paolo, al momento io non vedo nessuna nuova legge elettorale. Semmai vedo un sacco di “farò”, affidati all’ego tracotante di Renzi in combutta con quello criminale di Berlusconi. Che magari farà saltare il tavolo sul più bello…

    P.S.: ma voi omofobi non riuscite nemmeno a contare fino a quattro?

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