A Roma, il marcio per la famiglia

Oggi a Roma, alle 15:30 a piazza SS. Apostoli si terrà una manifestazione “per la famiglia”, promossa dal coordinamento di associazioni omofobe, conosciuto col nome di Manif pour tous.

Lo scopo di queste persone è quello che non venga riconosciuta nessuna legge a sostegno delle persone LGBT. Ferocemente contrari alla legge Scalfarotto – che evidentemente non hanno mai letto, visto che questa tutelerebbe a livello giuridico proprio questo tipo di espressioni di pensiero – il raduno cattolico integralista (al quale aderiscono, per altro, diverse realtà anti-abortiste) di oggi parte da queste premesse: «La legge sull’omofobia è una legge che intende distruggere la famiglia naturale, basata sul matrimonio tra uomo e donna, quella di cui parla la nostra Costituzione agli articoli 29, 30, 31 e che lede irrimediabilmente la libertà religiosa e la libertà di pensiero e di opinione, descritta nell’articolo 21 della Costituzione».

Numerose le adesioni di parlamentari di (estrema?) destra. Tra i nomi più conosciuti: Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi, Lucio Malan, Giorgia Meloni, Alessandro Pagano, Eugenia Roccella, Maurizio Sacconi.

Questa gente non sa, tuttavia, che:

1. la “famiglia naturale basata sul matrimonio” in realtà non esiste. Se è naturale, non ha bisogno di un istituto giuridico per esistere. Se ha bisogno del matrimonio per essere famiglia, non è naturale;
2. in natura non esiste un modello familiare, esistono le cure parentali semmai. Il maschio feconda e va via, il più delle volte, e se torna è per uccidere i cuccioli e accoppiarsi di nuovo. I cuccioli sani sopravvivono, i cuccioli malati vengono abbandonati a morte certa… e via discorrendo;
3. nella storia dell’uomo non esiste un modello familiare univoco. Si pensi alle famiglie poligame, alle famiglie in cui è la donna ad avere il comando e l’uomo assume i ruoli domestici, alle famiglie collettive. Quello di famiglia è un concetto culturale che muta nel tempo e nello spazio;
4. la libertà religiosa non è un valore assoluto. Ognuno è libero di seguire la religione che preferisce e i dogmi che si ritengono validi, la legge prevede questo, ma l’appartenenza a una fede qualsiasi deve sottostare alle leggi vigenti, o sarebbero tollerati, in nome di tale “libertà”, sacrifici umani, infibulazioni, sottomissione delle donne, compravendita di bambine per politiche matrimoniali (come ampiamente documentato sulla Bibbia), ecc.

Ne consegue che nessuna fede può tollerare atti di razzismo, incitamento all’odio o discriminazione all’interno del consesso civile. Quelli di Manif pour tous, vogliono che questo atto di legalità e di buon senso, che già viene osservato per neri, appartenenti ad altri religioni, donne e bambini, non si applichi anche alle persone LGBT.

Per questa gente – per esistere e per continuare ad avere un’identità politica – è fondamentale che si mantenga una situazione di squilibrio, di discriminazione e di violenza ai danni di una fetta della società, rappresentato in particolar modo da gay, lesbiche e trans.

Ci sarebbe da chiedersi, ancora, dove sono queste persone (e quegli stessi politici sopra menzionati) quando c’è davvero da difendere le famiglie dalle politiche fiscali dei vari governi, che tra tasse vecchie e nuove e i tagli ai servizi (scuola in primis) hanno impoverito concretamente la società italiana. Senza per altro riconoscere giuridicamente nessun diritto alla comunità LGBT.

Insomma, oggi a Roma manifestano quelli che vogliono l’aborto clandestino e le legnate per i gay, solo che chiamano tutto questo “famiglia naturale”.

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5 thoughts on “A Roma, il marcio per la famiglia

  1. “in realtà non esiste. Se è naturale, non ha bisogno di un istituto giuridico per esistere”

    seeeee bonanotte fiorellino

  2. ” Se è naturale, non ha bisogno di un istituto giuridico per esistere. Se ha bisogno del matrimonio per essere famiglia, non è naturale” Mi hai fatto ridere per almeno quindici minuti. Ho salvato il tuo articolo perché è una delle cose più divertenti che abbia letto. Grazie!

  3. Ottimo post, complimenti. Il punto 1 è perfetto come un aforisma wildiano! Suona come un’eresia, ma il matrimonio non è affatto naturale, concordo! Si potrebbe andare anche oltre e scardinarlo come istituzione… Judith Butler in un’intervista una volta ha detto, provocatoriamente, “perché pensare il matrimonio tra due persone, e non tre, o di più?” (cito a memoria, ma se interessa posso ritrovarla). Sul punto 2 aggiungerei, strategicamente, che ci sono “famiglie” animali in cui la femmina uccide i cuccioli e il maschio cova o nutre. Un’ultima notazione: sarebbe bello non reiterare il discorso dominante accomunando “donne e bambini” in un’unica categoria, che fa diventare le donne soggetti deboli da tutelare. Senza contare il dettaglio che le persone LGBT sono (anche) donne. Ma questa è dell’identità è questione complessa, si sa… Ciao elfobruno! :)

  4. non m’interessa scardinare il matrimonio. Per me l’importante è che ogni coppia, etero o gay, che vuole sposarsi possa farlo.
    e scrivere contro la sottomissione delle donne e la compravendita delle bambine non vuol dire “indebolirle”

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