Civil partnership: da scettico dico sì

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Ho letto il ddl sulle civil partnership presentato ieri al Senato dai parlamentari di Scelta Civica e dal Pd. Premesso che sono e resto per la totale uguaglianza, formale e sostanziale, e considerando che credo che le parole creino realtà concrete, per cui è fondamentale arrivare alla parola “matrimonio” da inserire nel codice civile anche per le persone dello stesso sesso, sono dell’idea che questa legge, qualora dovesse arrivare al voto finale così com’è, andrebbe sostenuta (salvo ulteriori miglioramenti, va da sé).

Credo che vada sostenuta, a livello di movimento, per una serie di ragioni.

È, al momento, il testo più avanzato (se si escludono i testi sul matrimonio già presentati in passato) dopo i vari DiCo, Cus, DiDoRe e paccottiglia giuridica varia. Istituisce una parità sostanziale in termini di diritti economici. Tutela le migliaia di situazioni affettive già esistenti. Istituisce l’adozione della prole da parte del partner.

Verrà, per tutte queste ragioni, osteggiato con il solito terrorismo ideologico da parte delle destre reazionarie e da parte degli estremisti religiosi di questo paese. Approvare questo testo costituirebbe una vittoria sul piano concreto e morale su quel tipo di pensiero che non solo ci vuole giuridicamente disuguali, ma anche inesistenti sul piano umano.

Riguardo all’istituzione del matrimonio, il preambolo dice chiaramente che nel panorama sociale ci sono nuove realtà familiari. Che queste realtà vanno tutelate anche in relazione a un contesto europeo avanzato. Dice che siamo famiglie. E afferma che la materia è in costante evoluzione. E qui sta la chiave lessicale di tutta la questione. Stiamo parlando di un provvedimento che nelle sue premesse apre a sviluppi futuri. Sancendo l’uguaglianza sostanziale sul regime patrimoniale, include la possibilità di quella formale.

Il movimento dovrà essere vigile, perché altre volte in passato siamo stati prima illusi, poi insultati. E questo non deve accadere mai più. Per questo dico: fiato sul collo dei partiti, sostegno vigile, nessuno sconto su questo testo così com’è. Ma sostegno.

Per aprire un varco nelle mura dell’omofobia di questo paese bello ma disgraziato. Per essere noi persone LGBT, con le nostre istanze, tra i protagonisti e le protagoniste del recupero democratico dell’Italia. Per renderla più accogliente, per noi e per chiunque. E quindi, un po’ meno fondamentalista, meno reazionaria, meno razzista, meno omofoba.

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13 thoughts on “Civil partnership: da scettico dico sì

  1. S’introduce un istituto fotocopia del matrimonio civile chiamandolo soltanto Unione civile. Mi sta bene (per adesso, visto che sostanzialmente si equiparano, o quasi).
    Rispetto – come bene dicevi in incipit – alle insulse sigle escogitate in passato, questo ddl rappresenta un grande passo avanti.
    Resta da chiedersi se avverrà ciò che – ahinoi – è successo col ddl sull’omo-transofobia.
    Ovvero se, in nome dell’unità della maggioranza filogovernativa, questo testo verrà stravolto, svuotato di senso e di efficacia.
    Staremo a vedere, ma non inerti.

  2. #Elfo
    La tua posizione (che comprendo ma non riesco a condividere in toto) è, ahimé, realistica.
    Tuttavia ci sono troppi se e troppi ma nella tua adesione scettica.
    Io continuo a essere fiducioso che non se ne farà nulla, come è sempre stato. Lo dico da tre post in qua: non ci sono i numeri parlamentari, c’è un controllo di destra e religioso troppo stringente sui mass-media (principalmente la tv), c’è troppa disillusione tra le persone LGBT.
    E su tutte, lo ribadisco fino alla noia, la finora naturale propensione del PD di partire da ottime posizioni per finire dalla parte dei nemici quando si tratta di scendere all’atto pratico: non vorrei che questa “propostona” sia il classico 100 costruito apposta per essere già abbassato sotto i 50 quando passerà per le immancabili trattative e “sensibilità ferite” di Parlamento e Paese (scommettiamo che se si avvierà l’iter di legge faranno fuori la parte sulla genitorialità e la decisiva definizione di pluralità familiare? Scommettiamo che troveranno il sistema per evitare un netto, chiaro e inequivocabile riconoscimento pubblico delle nostre unioni facendole uscire dall’art.29 Cost. per ricomprenderle nel genericissimo art.2?)…
    Scusa ma io sono molto più scettico di te: il PD finora ci ha tradito SEMPRE in favore dei clericali, sta a lui completamente l’onere della prova. Al momento quindi, quel ddl è l’ennesimo bel sogno: non ci casco a illudermi e a disilludermi di nuovo, troppa fatica per le mie spalle provate.

    P.S.: Finora la proposta di legge più avanzata in questa Legislatura l’ha fatta il M5S (che non ho votato e dubito che voterò, lo preciso a scanso di essere considerato fazioso!): in essa era previsto il matrimonio egalitario per tutti attraverso opportune modifiche al Codice Civile.

  3. Elfo mi fa veramente piacere sentirti parlare così, non tanto perchè mi piace la nuova (o presunta tale) linea del PD o perchè sia uno di quelli che dice “meglio di niente” ma perchè sono dell’opinione che da qualche parte bisogna pure cominciare e che il tutto e subito in questo paese non si può ottenere per mille buoni (o se preferite cattivi) motivi.
    E se anche tu dopo aver letto il testo sei di questa opinione io credo che la cosa giusta da fare, oltre che sperare non facciano retromarcia, sia impegnarci per far si che questo disegno di legge vada avanti senza assurdi compromessi e aberrazioni come è stato per il ddl Scalfarotto.
    E’ inutile andare avanti con la lotta dura e pura e sbraitare o urlare non ci porterà da nessuna parte, un passo avanti (se realmente tale) per quanto piccolo è comunque un passo avanti.
    Non gioco al ribasso credetemi, voglio la parità ma se questo significherà arrivarci passo per passo in maniera democratica e accettata dalla maggioranza civile allora forse è meglio procedere così.

    # michela, si hai ragione ma almeno avremmo la possibilità di sederci sull’autobus, fin’ora ci hanno tenuto fuori, poi magari con un po di pazienza e di impegno arriveremo anche a sederci al primo posto subito dietro l’autista :)

  4. Con l’attuale maggioranza o comunque con questo assetto partitico è impossibile che una proposta come quella presentate passi indenne le camere.

  5. Pingback: Unioni civili: facciamo chiarezza… | Elfobruno

  6. “accontentarsi” di un “primo passo avanti” mi pare un mancare clamorosamente il bersaglio.
    Ciò di cui c’è davvero bisogno in Italia, non è di “strappare” qualche diritto in più per le persone LGBT.
    C’è bisogno, invece, di suscitare un dibattito ampio, forte; anche duro, inevitabilmente.
    Per far capire a tutti che in gioco non c’è la “tutela” di una “minoranza” più o meno gradita: c’è, invece, il riconoscimento dei diritti di persone uguali alle altre!
    Per questo mi dispiace la “timidezza” del nuovo Segretario del Pd: solo la presa di posizione netta di un grande partito potrebbe suscitare quel dibattito che, solo, può riuscire ad abbattere qualche pregiudizio, a far maturare una coscienza civile su questi temi.
    Il mio timore è che si finisca per “concedere” un blando istituto giuridico pur di zittirlo, quel dibattito…
    Accettare un simile baratto sarebbe un errore davvero imperdonabile

  7. Pingback: Gasparotti e le “colpe” delle associazioni LGBT | Elfobruno

  8. Pingback: Come farà Renzi a fare una legge sulle civil partnership? | Elfobruno

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