Lettera aperta a Cristiana Alicata sulle civil partnership

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Cara Cristiana,

questo post è un tentativo di dialogo, per una volta non arrabbiato (sai quanto mi feriscono certe questioni), che ha lo scopo di spiegarti perché non credo al progetto delle civil partnership proposte da Renzi.

Lo farò articolando il discorso su due piani, uno sostanziale e uno formale.

In primo luogo: la proposta di regolamentare i progetti affettivi delle persone LGBT con un istituto parallelo e dedicato non è uguaglianza ma equivalenza. Vuol dire che verremo trattati non da pienamente uguali ma da diversamente tali. Quando Rosa Parks non si alzò dal posto in autobus di fronte all’arroganza di un bianco, non inaugurò una lotta per l’equivalenza, ma protestò per potersi sedere negli autobus esattamente come i bianchi. Fai le dovute sostituzioni e capirai (anche se so che la pensiamo allo stesso modo) cosa voglio dire.

Dal punto di vista formale, mi si dice: il meglio è nemico del bene. O si addita chi come me vuole la piena uguaglianza, di essere un ostacolo oggettivo contro l’affermazione di diritti di base. Personalmente non ho incarichi di potere, non sono iscritto a nessun partito, non faccio la corte ai potenti (anche perché sono tutti decisamente poco sexy) e non ho mai deciso di votare sì o no rispetto a un provvedimento qualsiasi. Da libero cittadino sono un elettore che sceglie quale partito mandare in parlamento (e alle recenti elezioni ho votato una coalizione capeggiata dal Pd) e che si fa un’opinione in base a ciò che vede attorno a sé.

Ciò che ho visto fino ad adesso non lascia ben sperare. Ho visto Veltroni, già sindaco di Roma, far fallire il progetto delle unioni civili nella capitale votando con Storace.
Ho visto D’Alema, Bindi e altri alti dirigenti insultare le persone LGBT. Ho visto tuoi compagni di percorso a cui ho anche dato il voto alle primarie del 2005 (parlo di Ivan) prima dialogare con personaggi e forze politiche che ci dipingono come malati mentali o potenziali pedofili (hai presente Paola Binetti, vero?) ottenerne il plauso pubblico e poi insultare (a quanto pare è una moda) il movimento di cui faccio parte, perché reo di volere pari dignità giuridica a parità di doveri (le tasse le pago anch’io esattamente come Giovanardi).

Anche in questo caso siamo stati descritti come coloro che fanno fallire i percorsi parlamentari, quando mi pare evidente che questi si concepiscono pronti per essere abortiti non certo per colpa nostra ma forse di chi fa in modo che non abbiano il dovuto sostegno, sia dentro il parlamento sia fuori dai palazzi.

Adesso Renzi sta parlando di civil partnership alla tedesca, che è un po’ come dire una parmigiana alla francese o un tiramisù all’etiope. Suona male, con buona pace delle gastronomie dei paesi scomodati nell’esempio. Ed è un caso di sciatteria linguistica che getta poca chiarezza sulle reali intenzioni del Pd.

Leggo già, sul tuo profilo dove mi hai postato il tweet di Renzi o su Twitter, che “il meglio è nemico del niente”, mentre qui non si tratta di scegliere il più o il meno, ma l’uguale, appunto.

Anche perché questi discorsi poi diventano la strada maestra per proporre il peggio travestito da ottimale. Tipo quella legge che doveva proteggere le persone LGBT dai crimini d’odio e invece rende legali gli insulti contro di noi detti in chiesa o nei dibattiti politici. Anche lì ci dissero che il meglio era nemico del bene. E per non sbagliare hanno votato il peggio.

Sono stato cresciuto in un contesto sociale che mi ha insegnato il valore della dignità umana, valore che cerco di trasmettere ai ragazzi e alle ragazze a cui insegno. Faccio politica in un movimento che ha molte responsabilità per non essere stato un abile gruppo di pressione, ma le persone con cui io ho lavorato e lavoro non si sono mai arricchite con l’associazionismo, non ne hanno fatto un trampolino di lancio per carriere di sorta. Vedono il volontariato come un valore elevato, assoluto. Con queste persone ho appreso che c’è dignità solo se c’è piena uguaglianza. La politica del tuo partito, fino a ora perseguita, non va in questa direzione invece. Così come quella di tutta la politica italiana, per essere onesti fino in fondo (a parte qualche lodevole eccezione).

Mi pare che in Italia ci siano tre fazioni che si agitano di fronte alla questione LGBT: chi fa finta che i diritti di gay, lesbiche e trans non esistano; chi li tratta come capricci di cui ridurne la portata; di chi, come il mio movimento, crede nell’articolo 3 della Costituzione.

La proposta delle civil partnership non rispetta l’articolo in questione, ma crea cittadini più uguali degli altri e costruisce ghetti giuridici per noi che abbiamo la “colpa” di innamorarci di persone del proprio sesso. Questo lo trovo iniquo.

A questo aggiungiamoci il già visto. Promettere qualcosa, accordarsi per il peggio, non fare nulla.

Per cui mi perdonerai se ci credo poco, anzi, se non ci credo affatto. Spero ovviamente di essere smentito dai fatti, ma le magnifiche sorti progressive sui diritti civili le abbiamo già viste, magnificate e mortificate, da Prodi, Veltroni e Bersani. Perché con Renzi dovrebbe essere diverso?

Poi va da sé, un provvedimento che desse tutti i diritti delle coppie sposate con tutela dell’omogenitorialità almeno per quei figli già presenti nelle coppie gay e lesbiche, sarebbe sicuramente un punto di partenza.
Discutibile, per le questioni di forma e sostanza di cui ti ho parlato, ma in larga misura accettabile. A patto che sia, appunto, l’inizio di qualcosa di nuovo che vada verso la totale parità e dignità delle persone LGBT.

E poiché credo di essere una persona intellettualmente onesta e mi prendo la responsabilità delle cose che dico, sono disposto a offrirti una cena qualora venisse approvato un istituto equivalente con diritti uguali al matrimonio.

Perché per una volta mi piacerebbe scoprire di esser stato smentito. Fino a quel momento preferisco non credere. Perché quando arriverà la delusione sarò già abituato a quel sapore. In caso contrario, ti aspetto da Necci. O a casa mia. Scegli tu.

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25 thoughts on “Lettera aperta a Cristiana Alicata sulle civil partnership

  1. Ti leggo sempre con piacere e condivido pienamente ciò che scrivi. Grazie Elfo, materializzi in parole i miei pensieri

  2. Caro Dario,

    credo di avere risposto già qui: http://wordwrite.wordpress.com/2013/12/17/la-chiarezza-sara-la-nostra-ribellione/

    Sai bene che io voglio tutto come noi tutti e che mi sento solo parte di un percorso, ma l’asintoto è chiaro. L’ho anche detto in radio ieri: (qui http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20131217-pd-alicata-pd-su-matrimoni-e-adozioni-gay-stiamo-istruendo-matteo-renzi)

    Io penso che non era mnai successo che un segretario del PD mettesse la nostra questione tra i 3 punti con cui incalzare il governo….chiunque in tempi di crisi direbbe che Renzi è un pazzo.

    Dividiamo la questione in due:

    1) quello che può fare questo governo. Se farà le unioni civili alla tedesca con stepchiladoption è un miracolo visto che governiamo con Alfano e la Binetti (e sai che sono tra quelli che dal primo giorno non condivide queste larghe intese su nulla, non solo questo tema). Ora vediamo come stanno modificando il testo Marcucci che è già cambiato da quello di cui hanno parlato i giornali.

    2) quello che deve fare il prossimo governo a guida Renzi (come spero e spero presto)….ecco io sogno che la prossima campagna elettorale abbia il matrimonio come punto e non altro. Non so se saremo capaci di far fare anche questo salto a Renzi e al PD, ma lavoriamo su questo da anni e i passi avanti ci sono stati, questo nessuno può negarlo. Ma se governa metteremo quel primo paletto come è accaduto in Francia, in UK ed in Germania prima di arrivare alla pari uguaglianza. Non sto dicendo che è giusto. LO so che non è UGUALE. LO so benissimo.

    Quello che penso è che ognuno di noi in ogni sede debba dire cosa è giusto (cioé tutto) e non cedere mai. La politica poi ha altre strade piùà tortuose e incomprensibili a volte….ma penso che ciò che è accadtuto in Francia (prima Pacs poi Matrimoni) o in UK (prima CP ora matrimoni) e sta accadendo ora in germania (diversi stadi di unioni civili ora un’unione quasi identica al matrimonio e dibattito in corso per equiparazione) ci stia insegnando che a volte la strada politica è accelerata se si mette un paletto, quel paletto che nessuno ha mai messo.

    Sai anche che penso che l’omofobia si combatte diffondendo un’immagine di noi come cittadini uguali e non con una legge che punisce i bulli….io voglio una legge che punisce i bulli, ma un Paese che i bulli non li produce o ne produce sempre meno.

    Grazie per starmi sempre sul collo, fatelo con tutti noi, sempre ed ogni giorno.

    Spero di vederti a cena comunque, anche prima di quello che auspichi.

    Cristiana.

  3. @ Dario (elfobruno)
    “… ma in larga misura accettabile. A patto che sia, appunto, l’inizio di qualcosa di nuovo che vada verso la totale parità e dignità delle persone LGBT.”
    Il punto è proprio questo, Dario. Un’unione simil-nuziale per omosessuali allontanerebbe sine die qualsiasi ipotesi di sì all’apertura del matrimonio, proprio perché sarebbe un qualcosa in sostituzione (!) di tale apertura… per cercare di chiudere politicamente la questione del matrimonio istituendo un scimmiottamento-ghetto in cui confinare noi omosessuali, la nostra libertà di scelta, i nostri amori; uno scimiottamento-ghetto che consentirà a qualsiasi omofobo di turno e a qualsiasi politico, diciamo, timido, di andare avanti anni e anni a dirci “ora voi gay la vostra pari possibilità di scelta rispetto agli etero la avete, non veniteci a dire che siete discriminati, se c’è qualche ingiustizia rimasta si ritocchi la legge appena fatta, non si scomodi il matrimonio”. Ed è proprio questo fatto che la rende di per sé inaccettabile.
    Nel Regno Unito, Paese talmente open-minded che già nel 2002 -due anni prima dell’approvazione della civil partnership- ha dato il via libera all’adozione congiunta di minori da parte di coppie omosessuali, c’è voluto un decennio per passare, appunto dal ghetto legale della civil partnership all’apertura del matrimonio (apertura che, tra l’altro, in Scozia dev’essere ancora approvata in via definitiva e in Irlanda del Nord manco si vede)… e questo nonostante fino a tre anni fa fossero al governo i laburisti… In Germania sono passati ben 12 anni dall’istituzione del ghetto similnuziale per omosessuali e tutt’ora l’apertura del matrimonio è un autentico miraggio… e questo nonostante in parlamento ci sia da molto tempo una maggioranza trasversale di partiti che si definiscono categoricamente laici e progressisti (spd, die linke, verdi +, fino a pochi mesi fa, fdp) e nonostante i socialisti siano stati al governo del Paese fino al 2005 con i verdi e dal 2005 al 2009 in grande coalizione.
    Nella tollerantissima Danimarca ci sono voluti ben 23 anni -dico: ben 23 anni! dal 1989 al 2012- per passare dal ghetto similnuziale per omosessuali all’apertura del matrimonio… e anche lì nel corso di tutti quegli anni alla guida del Paese ci sono state forze politiche di ogni colore.
    Figuriamoci quanto tempo ci vorrebbe qui in Italia.
    Attenzione a dire che un’eventuale unione similnuziale per omosessuali potrebbe essere accettabile, un inizio: quella sarebbe con tutta probabilità da pietra tombale sull’eguaglianza tra etero e gay in questo Paese. Una disgrazia. Altro che accettabile.
    Un saluto.

  4. @ calicata
    Un’eventuale unione similnuziale per omosessuali allontanerebbe, al posto di avvicinare, l’apertura del matrimonio… in quanto renderebbe politicamente chiusa, in quanto surrogata, la questione matrimonio.
    Legiferare sulle unioni civili di modo che risulti affrontata e chiusa la questione delle convivenze in generale (coppie di fatto, anche attraverso uno strumento ad accesso volontario come il pacs, pure dotato molti diritti perché no) permetterebbe di dare adeguata tutela e una prima forma di riconoscimento alle varie realtà affettive tutte che esistono al di fuori del matrimonio e nello stesso tempo di far sì che l’altra questione, quella del matrimonio tra persone dello stesso sesso, rimanga aperta in quanto non ancora politicamente affrontata, men che meno risolta, attraverso un surrogato.
    Che le unioni civili siano per tutti, quindi… Niente scimmiottamenti-ghetto del matrimonio per favore.
    Un cordiale saluto anche a te.

  5. #Elfo:
    Sottoscrivo parola per parola il tuo post: è come se lo avessi pubblicato io.
    #calicata
    Come argomenta benissimo #breather, le Civil Partnership alla tedesca (o all’inglese? Non ho ben capito) sarebbero la pietra tombale di qualsiasi discorso o rivendicazione politica per il matrimonio egalitario e per le adozioni (io nutro dubbi persino sul riconoscimento dei figli già conviventi con coppie gay esistenti!). La mia esperienza sul campo purtroppo mi dice che l’approccio gradualista, che in questo caso punta all’equivalenza invece che all’uguaglianza, creerà un altro ghetto (ci chiameremmo famiglie in quel caso? I nostri partner saranno coniugi o cos’altro?) politicamente comodissimo poiché sancirà in via definitiva che la famiglia è una e eterosessuale. Sarà l’ennesimo, carissimo prezzo da pagare ai clericali. Con l’ulteriore vantaggio (per loro) di mettere a tacere per sempre il movimento LGBT accusandolo di massimalismo estremista.
    Ricorda sempre che in Italia non c’è niente di più definitivo del provvisorio!
    Comunque, le possibilità politiche che l’idea renziana passi in questo Parlamento, credo siano pari allo zero: Lega, Forza Italia e gli alleati centristi di Governo sono contrari a prescindere (Alfano dixit), il M5S è x il matrimonio, non gli parrà vero poter spu**anare per l’ennesima volta il PD, SEL è perennemente indecisa…

  6. Vorrei ricordare il faccia a faccia di Renzi con Gargamella quando si presentò per la prima volta alle elezioni interne del PD per diventare Segretario. Alla domanda diretta sui matrimoni e sulle adozioni per i gay disse ASSOLUTAMENTE NO, MAI. LA FAMIGLIA E’UNA ED UNA SOLTANTO: QUELLA TRADIZIONALE. Quindi di cosa stiamo parlando? Ho una figlia lesbica ed ESIGO per lei UGUALI diritti, non qualcosa di simile. ESIGO il Matrimonio. Niente altro. Renzi sta facendo ciò che i suoi compagni prima di lui hanno fatto trattando l’argomento “diritti dei gay e simil matrimonio”: fa promesse fasulle per accaparrarsi i voti del grande, grandissimo, bacino di voti che è quello omosessuale.

  7. Non capisco una cosa, premesso che la penso come tutti voi sulla meta da raggiungere. In Uk ein Francia e probabilmentevancein Germania si è arrivati o si arriverà al matrimonio dopo avere istituito un istituto equivalente (uk) o una firma light (franca, germania).cosa secondo voi impedirebbe lo stesso percorso in Italia?

    Qui il comunicato stampa del ddl Marcucci modificato,intanto, per cultura collettiva su ciò che sa accadendo in Senato:

    Roma, 18 dicembre- “E’ stato presentato in Senato il disegno di legge firmato da Pd e Scelta Civiva (primi firmatari Andrea Marcucci, Linda Lanzillotta, Laura Cantini ed Isabella De Monte) in materia di unioni civili e coppie conviventi. Il testo prevede di istituire il registro delle Unioni Civili, solo per le coppie gay, con l’equiparazione di tutti i diritti economici, compresa la reversibilità delle pensioni e l’introduzione del modello inglese della ‘stepchild adoption’ (adozione dei figli naturali e adottivi del partner).

    Il disegno di legge prevede inoltre l’istituzione del registro delle coppie conviventi,che prevede la condivisione dei soli diritti di ‘civiltà’, come l’assistenza sanitaria e penitenziaria, e la successione dei contratti di locazione.

    “La nostra proposta ha l’obiettivo di colmare il gap che ci divide dall’Europa- spiegano i senatori Marcucci, Lanzillotta, Cantini e De Monte- riconosce diritti fondamentali per le coppie gay e lascia inalterata la libertà delle persone, che pur in presenza di un rapporto affettivo, non vogliono dividere situazioni patrimoniali, acquisendo invece diritti civili essenziali.Abbiamo la convinzione- concludono i primi firmatari- che questo testo possa mettere d’accordo le forze politiche, senza ferire alcuna sensibilità”.

    Il disegno di legge è firmato anche dai senatori del Pd Bruno Astorre, Massimo Caleo, Stefano Esposito, Francesco Giacobbe, Manuela Granaiola, Mario Morgoni, Stefania Pezzopane, Francesca Puglisi, Francesco Scalia, Pasquale Sollo

  8. @ calicata…
    Io non ho scritto che qualsiasi unione civile impedirebbe di arrivare al matrimonio. Io ho parlato del tipo di unione civile a cui si riferisce Renzi: l’unione similnuziale per omosessuali. E’ quel tipo di unione civile che è un ghetto e allontana sine die, qui nel nostro Paese tendente all’immobilismo con tutta probabilità impedirebbe definitivamente, il sì all’apertura del matrimonio.

    Si faccia un’unione civile che sia non ‘per gay’ ma ‘aperta a tutti’ di modo che, a provvedimento approvato, l’unica questione che risulti politicamente affrontata, chiusa, sia quella delle convivenze. Non quella dell’apertura del matrimonio.
    A scanso di equivoci, faccio presente che l’unione civile aperta a tutti la si può fare di modo che dia a chi la contrae conseguenze legali persino pari rispetto al matrimonio (vedi la geregistreerd partnerschap olandese, la civil union dell’Illinois, l’union civile del Quebec, ecc); non per forza conseguenze legali minori (vedi il pacs francese, che comunque è ben corposo).

    Riguardo al comunicato stampa…
    la prima cosa che mi vien da dire è: si cancelli l’unione similnuziale per omosessuali, lasciando invece quella aperta a tutti, magari rendendola più corposa. O, in alternativa, l’unione similnuziale venga resa anch’essa aperta a tutti.
    Sto ghetto per omosessuali, mi si permetta, non è accettabile. Sarebbe umiliante e, ripeto come sopra, una disgrazia. Una disgrazia forse mitigata dalla presenza della (sacrosanta) unione civile aperta a tutti, ma sempre disgrazia resterebbe.

  9. Associandomi in toto alle critiche, dico anche che dobbiamo stare tranquillissimi perché stiamo parlando di aria fritta: non ci sono i numeri in Parlamento x approvare una roba simile. E poi i cattolici di ogni risma faranno fuoco-e-fiamme pur di difendere “il sacrosanto diritto dei bambini ad avere un padre e una madre”, quindi quel ddl è un mero esercizio di stile. Se ne riparlerà (forse) quando ci sarà un governo-Renzi, sempreché non sia di coalizione. Cioè, date le intenzioni di voto attuali, a babbo morto.

  10. …dimenticavo lo scenario peggiore, tipico dello stile cui ci ha abituato il PD fino ad oggi: lo “Scalfarotto-style”, ovvero: si parte con le migliori intenzioni e poi, per realismo politico, si media al ribasso fino a ribaltare il punto di partenza. Tipo legge a tutela dell’omofobia organizzata, per intenderci.

  11. Il ddl in approvazione prevede per i gay il modello tedesco piu’ avanzato, quello in vigore oggi e un’unione civile light per tutti. Io avrei trovato offensivo invece la questione di un’unione civile per tutti che fosse meno del matrimonio.

    In ogni caso l’europa ci insegna che si arriva al matrimonio in entrambi i casi: uk modello solo per gay ora matrimonio. FRancia Pacs per tutti ed ora estensione del matrimonio.

    Stiamo andando in quella direzione. Secondo me

  12. Perché la situazione italiana non è comparabile a quella di altri paesi europei:

    Per il semplice fatto che, in quei paesi sono state approvate leggi sulle unioni PRIMA
    che si imponesse al dibattito il matrimonio egualitario, in alcuni di questi paesi tali
    leggi hanno preceduto la stessa rivendicazione da parte del movimento gay.

    In Italia – ed è oggettivo – l’approvazione intervenendo con enorme ritardo, sarebbe
    inevitabilmente un “al posto di”

    Può essere che in Italia si arrivi, sia all’approvazione di una legge sulle unioni civili
    sia in un futuro più o meno lontano a quella del matrimonio, ma sarà un percorso in
    ogni caso diverso da chi ha approvato leggi sulle unioni quando il movimento chiedeva
    le unioni, il matrimonio egualitario quando il movimento ha chiesto quest’ultimo

    Renzi si era distinto da Bersani per il fatto di guardare all’Inghilterra piuttosto che
    alla Germania, apprendiamo ora che il suo modello è lo stesso di Bersani….e dopo ciò
    che è successo con Scalfarotto mi pare evidente a chiunque il pericolo di uno scivolamento
    progressivo verso il basso ( o il baratro )

    Perchè?

    Perchè è ciò che in Italia è sempre avvenuto ad oggi

  13. @ calicata
    L’Europa semmai ci insegna che creare un ghetto similnuziale allontana sine die qualsiasi ipotesi di sì all’apertura del matrimonio. Il che, nel nostro Paese… che è tendente all’immobilismo e non certo open-minded con per es il Regno Unito, che già anni prima di iniziare a dibattere di unioni civili dava il via libera alle adozioni congiunte di bambini da parte di coppie gay -e che comunque ha impiegato un intero decennio, nonostante sia stata governata da forze progressiste fino all’altro ieri, per passare dal ghetto similnuziale all’apertura del matrimonio-… sarebbe con tutta probabilità la pietra tombale su qualsiasi ipotesi di matrimonio egualitario.
    Non vedo poi perché mai parlare di unione civile per tutti come di un qualcosa che per forza deve dare conseguenze legali inferiori -la geregistreerd partnerschap olandese, la civil union dell’Illinois, l’union civile del Quebec, ecc sono unioni aperte a tutti con pari conseguenze legali rispetto al matrimonio- e in ogni caso non vedo come una ipotesi di unioni civili aperte a tutti con conseguenze legali inferiori si possa considerare offensiva: smettiamola di mischiare l’argomento delle convivenze con quello dell’eguaglianza tra etero e gay, sono due questioni diverse; mischiare le due questioni porta solo a provvedimenti-ghetto per omosessuali che, anche con tutte le conseguenze legali di sto mondo, non hanno minimamente l’importanza e la rispettabilità del matrimonio e anzi negano a chi vi accede, e agli omosessuali, tutti eguale dignità per caterve d’anni poiché fanno in modo che la questione dell’apertura del matrimonio sia considerata politicamente chiusa, in quanto surrogata.

  14. @ Luca Perilli
    Concordo… E spero veramente che avvenga quello che dici: che sta unione ghetto per omosessuali a cui si riferiscono non venga mai approvata, non veda mai la luce. Sarebbe un’autentica disgrazia per noi tutti.

  15. @ calicata
    Scusa ma la tua risposta proprio non la capisco.
    Mi viene il dubbio che tu effettivamente legga quello che ti viene fatto notare.
    Io non voglio l’unione ghetto per omosessuali, quel ghetto che ha ritardato di caterve d’anni… nel Regno Unito per un decennio, in Germania per ben 12 anni (e più), in Danimarca per ben 23 anni… l’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso nonostante vi fosse alternanza di forze progressiste e conservatrici al governo; quel ghetto che, nel nostro Paese tendente all’immobilismo, sarebbe con tutta probabilità la pietra tombale del matrimonio egualitario.
    Altro che ‘non potranno più fermarci’, il ghetto similnuziale per omosessuali sarebbe la nostra rovina.
    Si facciano unioni civili aperte a tutti… niente scimmiottamenti-ghetto del matrimonio per piacere.

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