Perché la famiglia cattolica ha bisogno dell’odio?

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“Cesso di pseudo-donna infame, pettena franxe (lesbica in senso dispregiativo), schifo, camionista, spero che in coda non ci siano troppi zingari prima di me, se arriviamo in consiglio finisce male.”

Amorevoli parole che la consigliera del comune di Venezia, Camilla Seibezzi, ha dovuto leggere sul profilo Facebook di un suo “collega” di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, non nuovo a questo di aggressioni verbali ai danni delle persone LGBT.

Ma la cosa ancora più grave è che mentre elencava gli insulti rivolti alla sua persona, solo perché donna omosessuale, il presidente del consiglio comunale l’ha stoppata. Seibezzi, per protesta, ha lasciato l’aula. Tutto questo accadeva durante la commemorazione del presidente Mandela, da cui evidentemente il centro-sinistra (e men che mai la destra becera) nulla ha imparato. Solidarietà umana e politica alla consigliera, “rea” di voler vivere la sua vita nella dimensione della dignità umana.

Ma non è tutto.

Al Parlamento Europeo si discuteva, in questi giorni, di approvare una risoluzione che chiedeva il diritto all’interruzione di gravidanza in luoghi pubblici e clinicamente sicuri (ovvero, strutture ospedaliere dove vengono rispettati gli standard igienici).

Questo provvedimento non era voluto per incrementare le pratiche abortive, ma perché anche grazie alle politiche restrittive delle destre in vari paesi, sta aumentando l’aborto clandestino.

Indovinate chi ha fatto fallire la cosa, mandando in minoranza la risoluzione? I cattolici del Pd, un drappello di integralisti religiosi capitanati da elementi quali Patrizia Toia, Silvia Costa e Vittorio Prodi. Grazie a questa gente, adesso migliaia di donne in Europa non avranno il diritto all’assistenza garantita per legge a livello comunitario. Ciò significa che si incrementeranno le pratiche clandestine, soprattutto laddove vi sono forti concentrazioni di donne migranti.

Il provvedimento, tra l’altro, rischiava di aprire secondo questi signori alla fecondazione per le donne omosessuali. E si sa, quando c’è da difendere la norma eterosessista (e di fare un dispetto a gay e lesbiche) cattolici e destre becere sono sempre in prima linea.

Peccato che il “rispetto” per la “vita” di questa gente non coincida col rispetto per la vita di milioni di persone. E chissà perché, dentro certi ambienti clerico-conservatori, si sente l’esigenza di insultare le persone LGBT e di mandare le donne dai macellai per tutelare famiglie che mai accederebbero a certe pratiche di civiltà.

Chissà perché l’alleanza di cattolici e fascisti ha bisogno dell’odio verso donne e omosessuali per portare avanti le proprie istanze.

E chissà che Renzi, nuovo segretario del Pd, non metta fine anche alle carriere politiche di chi, a Strasburgo, lavora in direzione dell’odio.

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5 thoughts on “Perché la famiglia cattolica ha bisogno dell’odio?

  1. Tanto per rallegrarci, persino in Australia la Corte Suprema ha abrogato la legge che allargava il matrimonio alle coppie gay nella capitale Canberra… Che sia cominciato veramente il declino culturale e la nuova barbarie stia avanzando? Che il modello russo-vaticano stia per “sfondare”?Tutto lo fa supporre.
    Quanto ai cosiddetti movimenti per la vita, io comincerei a chiamarli con una brillante locuzione di Loredana Lipperini contenuta nel suo libro “Di mamme ce n’è più d’una”: essi NON sono movimenti “pro-life” ma “NO-CHOICE” perché lavorano (e bene, ahinoi) per LIMITARE LA LIBERTA’ DEGLI INDIVIDUI DI AUTODETERMINARSI dietro la maschera della difesa di vite biologiche, che spesso definire tali è quantomeno controverso, non solo filosoficamente ma persino scientificamente.
    Il vero problema è: mentre i religiosi stanno agendo in maniera impeccabile (certo, facilitati dalla crisi generalizzata e dai potentissimi amici che detengono soldi e mass-media), i laici dove sono? Ho contribuito a far nascere una Consulta per la Laicità delle Istituzioni qui nelle Marche: volete sapere com’è andata? Liti su liti tra le tante (troppe?) Associazioni laiche che si dividevano continuamente sui processi decisionali e sulla struttura della Consulta stessa. Risultato concreto: una sostanziale paralisi, dopo un paio di grossi e significativi eventi e un paio di interventi importanti sui Consultori, la Consulta è caduta nel silenzio più totale. A questo punto toccherà prendere esempio dall’architettura istituzionale pietrina per tentare una riscossa!??

  2. #Luca: scusa ma non amo il catastrofismo e i toni vittimisti. L’Australia ha detto che è incostituzionale la dicitura “matrimonio”, ma non ha mai abrogato le leggi pro-gay, quali civil partnership e adozioni. Se vogliamo fare un favore agli omofobi continuiamo con questo piangerci addosso. La lotta per i diritti non è mai una volta per tutte, ma dire al nemico che sta vincendo è il modo migliore per farlo vincere davvero.

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