Il new deal renziano

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Dobbiamo rassegnarci all’evidenza che quello che in altri paesi sarebbe un buon leader di destra, in Italia sta a capo di un sedicente partito di centro-sinistra. Con una sinistra interna che sta attorno il 30% (divisa tra conservatori e progressisti reali).

Il restante 70% raccoglie un po’ tutto. Dirigenti diessini e democristiani (La Torre, Fassino, Franceschini), sostenitori della destra ultra liberista, fan di Margareth Thatcher, ex berlusconiani, ex bersaniani di ferro, giovani dirigenti che hanno cambiato qualsiasi corrente pur di finire in quella che alla fine ha vinto e via dicendo. Questo è il nuovo che si porta con sé Renzi.

E poi certo, c’è anche la base vera. Quella che ci crede, quella che popola la Leopolda o si lascia affascinare da discorsi molto ben costruiti ma che, a ben scavare, non offrono soluzioni e non danno idee.

Solo indicazioni di massima, tipo andare in guerra contro il sindacato, togliere l’IMU, tagliare le tasse per le aziende… roba mai sentita in Italia. Se si esclude Berlusconi, va da sé.

Faccio anche notare che tra gli entusiasti di Renzi al potere c’è già chi mi accusa, assieme ad altri, di estremismo bolscevico solo perché non mi lascio affascinare dal nuovo uomo della provvidenza. Vediamo quanto tempo ci impiegheranno a rispolverare perifrasi quali “toghe rosse”, “magistratura politicizzata” e amenità similari.

Apro una parentesi sulla questione LGBT. Dei tre ha vinto quello con la visione più fumosa. Ai tempi delle primarie 2012 aveva una posizione, il sindaco di Firenze, abbastanza accettabile a condizione che fosse l’incipit di qualcosa di nuovo e sicuramente migliore dei DiCo, chiamati in altro modo per non dispiacere i gayo-comunisti che lo supportavano, di Bersani.

Adesso qualcosa è cambiato. Innanzi tutto perché abbiamo già visto cosa sono in grado di fare certi gay renziani inebriati dal potere: ottenere agevolazioni per se stessi e il proprio partner in barba alle migliaia di coppie che nulla hanno in questo paese (ma loro sono contro la casta, si badi), fare leggi sull’omofobia insultando il movimento LGBT e ricevendo lodi da Bindi, Binetti, Buttiglione e altri teodem. Queste le premesse.

Poi mettiamoci una campagna elettorale per le primarie che ha di fatto cancellato il dibattito su questi temi. Non una parola sui diritti civili nel programma di Renzi. Nel confronto pubblico ha pure preso in giro Civati che si dichiarava per il matrimonio, sostenendo che non possiamo chiedere la piena uguaglianza perché il suo partito non può concederla. E loro, Renzi e le sue truppe, sarebbero quelli che cambieranno profondamente il sistema. Chissà perché, tuttavia, il sistema diventa graniticamente fermo quando si tratta di affermare certi diritti…

In base a tutto questo io resto della duplice idea che:
1. non ci si può fidare di questa gente, proprio per le premesse di cui sopra;
2. occorre dimostrare, a livello di movimento, massima unità sulla richiesta del matrimonio se vogliamo davvero ottenere qualcosa.

I gay renziani ovviamente già imprecano contro la mancanza di lungimiranza del movimento, sostengono la rivoluzionaria idea che è meglio poco che niente (come se la storia dei PaCS non avesse loro insegnato nulla) e che chi parte dal presupposto della piena uguaglianza tra eterosessuali e persone LGBT è un estremista. Bolscevico magari. Poi magari fino a qualche giorno fa si strappavano le vesti al suono del nome di Mandela…

Proprio per queste ragioni io non mi fido. Poi certo, si può anche rimanere stupiti favorevolmente. Ma ricordiamoci chi c’è in quel 70% che ha votato Renzi. Giovani inclusi che già accusano di comunismo chi, come me, vorrebbe solo che l’articolo 3 della Costituzione venisse pienamente applicato. O che non ti rispondono nemmeno quando chiedi loro come mai nella segreteria appena nominata non c’è nemmeno un responsabile con delega sui diritti civili. Per dirne una, eh!

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11 thoughts on “Il new deal renziano

  1. Ripartirà il trito refrain berlusconiano, poi grillino e ora renziano del lasciamolo lavorare, diamogli una possibilità, siete i soliti disfattisti e tutto questo perché non si legge non dico tra le righe ma neanche le righe più dichiaratamente e palesemente fumose, righe scritte con l’intento di “arrivare a tutti” per non prendere impegni con nessuno che altrimenti si dividerebbe il fronte della vittoria che ormai conta più dell’oggetto conteso, “Tanto par bella la lode del vincere, indipendentemente dalla cagione, dallo scopo per cui si combatta!” diceva il Manzoni. Già vedo il deja vu, prepariamoci alle accuse di disfatta perché non abbiamo tifato a sufficienza, perché non ci abbiamo creduto fino in fondo a questo mirabile progetto di cambiare verso, come se avendo l’obiettivo di percorrere la distanza da A a B ci accorgessimo nostro malgrado che l’errore è sempre stato voler testardamente raggiungere B e non tornare ad A, cambiando verso, appunto.

  2. Quoto in pieno il commento di antonio e il tuo post, Elfo.
    Ammesso che Renzie riesca a schivare tutte le trappole che gli metteranno all’interno del Partito Democristo (perché, ricordiamocelo sempre, è stato eletto come SEGRETARIO DEL PD, NON come Presidente del Consiglio!) e che quindi arrivi sano e salvo a Palazzo Chigi come sogna; ammettiamo pure che nel frattempo riesca a influire davvero sul Governicchio attuale (dai talk show di ieri, tutti ben proni al fiorentino, non sembrerebbe: marcia indietro su Cancellieri, baci-e-abbracci con Letta), Renzie cadrà sui fatti, soprattutto in materia di diritti civili (sui quali, a dir la verità, non ha promesso un bel niente!!).
    Il vero problema è un altro: se per caso dovesse riuscire a imporre una qualche schifezza in stile DiDoRe (o Din Don Dan o HaiKu Lo o La La Li La La La), la lotta per noi sarebbe ancor più dura perché ci troveremmo una stragrande maggioranza di gay “new deal”, “moderati”, “credenti”, “accomodanti”, “ammiccanti”, “realisti” (nel senso di monarchici…) che attaccheranno in maniera mortale quel che resterà del cosiddetto “movimento” relegando me, te e i quattro gatti che difendono la propria dignità e il proprio diritto all’eguaglianza ex-art.3 Cost. al rango di rappresentanti di noi stessi. Affossando così definitivamente ogni possibilità anche solo di dibattito.
    Confidiamo fiduciosi nell’ennesimo disastro, anche se la matrice democrista e scoutista di quest’uomo mi fa paura. Almeno tanto quanto i populismi Grillin-berlusconian-forzanovisti.

  3. hai scritto parecchie falsità sui gay renziani soprattutto su chi tra loro lavora con Renzi da anni su questi temi e ha contribuito alla sua posizione netta e chiara che era più avanzata di quella di Cuperlo.

  4. qualche pensiero:

    1) io non sono così toccato dall’elezione del nuovo segretario e non ci vedo niente di grave per una ragione semplicissima: la consulta ha abolito le liste bloccate. d’ora in poi i parlamentari, quelli che materialmente dicono sì o no, li scegliamo personalmente noi. da questo momento, quindi, io posso cominciare a prendere in considerazione perfino l’idea di votare pd se e solo se candida qualcuno che mi piace da impazzire… ma non è tempo adesso di elezioni, per cui, osserviamo.

    2) sindacati. io sono molto arrabbiato con i sindacati che non pensano ai giovani disoccupati ma solo a chi ha cassa integrazione e che hanno fatto l’accordo con profumo per i tfa speciali abolendo quelli ordinari. la differenza, oltre che a nuocermi tanto, sta nel fatto che i corsi ordinari erano tenuti dalle università, quelli speciali invece sono tenuti dai sindacati stessi. bella presa per il culo! posso dire di apprezzare landini, che vuole più democrazia dando ai lavoratori diritto di voto, ma il sistema sindacato fa cagare: ti propongono sempre ricorsi assurdi solo per dare lavoro ai 4 avvocati che lavorano per loro. sembra che il lavoratore esista per soddisfare le esigenze del sindacato e non viceversa.

    3) merito. porca puttana! viva il merito! io ho superato il concorso a cattedre di italiano. ho del merito? merito di essere valorizzato dallo stato? o devo vedere gente che non ha mai dato prova di conoscere il latino insegnare balbettii nei licei classici? posso vedere qualche professore ignorante licenziato o quantomeno costretto a colmare le sue lacune? sono cattivo? e se sono cattivo, chi ha creato un sistema che non dà neanche una supplenza a chi ha una preparazione da bomba che cos’è? un nemico dell’umanità?

    4) tasse. le tasse sono altissime e la gente non ce la fa a pagare. tagliare gli sprechi e le ruberie per alleviare i cittadini è la primissima cosa da fare, come sta facendo egregiamente crocetta in sicilia. se questo non è di sinistra, ebbene, allora io sono di destra. meglio essere di destra che non vedere il dramma di chi lavora, dà lavoro ed è tartassato inutilmente da tasse elevate e difficili da pagare. le tasse giuste sono quelle non usate per i furti, furti di ogni tipo, dai biglietti clonati dell’atac agli incarichi dati ad amici degli amici, agli appalti, alle tangenti, alle luci dei ministeri tenute accese tutta la notte.

    5) produzione. io voglio una sinistra che mi dica come pensa di far fare soldi agli italiani. turismo, beni culturali, energie rinnovabili, meno burocrazia, snellimento delle procedure, tagli ai costi della politica (il mieli ha muccassassina. perché i partiti non possono finanziarsi in modo analogo?) e finanziamenti e banche più eque. alla fine, la ciccia è questa. io voglio prospettive, grandi prospettive, non dibattiti estenuanti su imu e cazzate simili.

    6) gay. sono divertito dal fatto che un anno fa bersani era per il modello tedesco e renzi per quello inglese mentre ora renzi si è detto per il modello tedesco. è come se il pd fosse un organismo vivente che ha bisogno di determinati ruoli e, quando un interprete di un ruolo viene meno, il sistema si muove perché nessun ruolo sia scoperto. io non darei la colpa a renzi. la darei piuttosto ai deputati del movimento. sono loro che devono sensibilizzare gli altri, non viceversa. sensibilizzare qualcuno non è impossibile. lo sanno tutti i gay che hanno fatto con successo coming out con i propri genitori. è necessario anche che noi non deviamo dalla linea obbligatoriamente intransigente. i deputati sono manifestazione del popolo che li elegge. è necessario che noi stessi non abbiamo quei comportamenti accomodanti che tanto fanno la gioia di chi non ha capito niente della vita umana. e poi punire e premiare gli onorevoli sulla base di questo criterio. adesso le preferenze ce ne danno la possibilità e la responsabilità.

    sentivo il bisogno di puntualizzare alcune cose di politica economica. sulla politica del movimento ti do ragione ma a differenza tua non vedo la partita chiusa dal nuovo segretario perché ora contano i deputati eletti. spetta al movimento non fare i bravi ragazzi e guidare i suoi rappresentanti a fare altrettanto.

    dario, se vedessi il tuo nome in qualche lista, sarei felice di scrivere accolla accanto a un simbolo rosso, verde o bianco che sia.

  5. Ma ancora credete all’istituzione del matrimonio in Italia per via spontanea e parlamentare? L’unico modo realistico per cui si otterrà, fra 20anni, sarà: 1) perché l’Europa (i cui paesei nel frattempo avranno già tutti approvato il matrimoni egualitario) ci intimerà di farlo ,aprendo una procedura di infrazione; 2) sono cambiati gli attuali vecchiacci della Consulta, e finalmente prenderanno atto dell’incostituzionalità dell’attuale legislazione rispetto l’art. 3 della Costituzione, giacché il famigerato art. 29 non prevede affatto la diversità dei sessi fra i nubendi.
    Piuttosto, che il momento LGTB sia veramente lungimirante e non finisca per provocare un autogol come in Croazia!

  6. Intanto è stata sconfitta la casta Dalemiana. E’ già qualcosa. Dai tempo a Civati, se e’ capace e determinato saprà emergere. Che ci vuoi fare, non sono fra i pessimisti e i catastrofisti in servizio permanente effettivo (non mi riferisco a te, sia chiaro) Piuttosto, non mi è piaciuto lo scandalo delle tessere e nem,meno il far pagare due euro per votare, con tutti i soldi che il PD si è beccato col finanziamento pubblico dei partiti. Trovo le argomentazioni di Fabrizio abbastanza condivisibili. Renzi non mi convince troppo, ma rimango possibilista.

  7. #Elfo
    Anch’io spero sempre di essere smentito ma da quando sono nell’Associazionismo (1998), ho visto solo concretizzarsi il peggio che avevo immaginato, salvo la parentesi (ben presto svanita) del 2000. Con un limite, ancora: quello paventato da Remo, un qualche autogoal definitivo in stile croato.

    #calicata
    Ci spieghi gentilmente la “posizione netta e chiara (…) più avanzata di quella di Cuperlo” che avrebbe Renzi sul tema dei diritti civili? Perché a me è sfuggita (ma ammetto la mia sbadataggine).
    Aldilà di questo, quando capirete dalle parti del PD che se volete dipingervi come veramente “progressisti” anche in materia sociale, dovete abbracciare senza se e senza ma l’idea di una pluralità di modelli familiari? Capisco l’imbarazzo per i tanti (troppi) talebani cattolici che avete dentro (fai un salto qui nelle Marche e capirai cosa voglio dire…), ma forse sarebbe ora di farli crescere sul tema della laicità dello Stato e non di assecondarli nel loro obbedire pedissequamente ai desiderata (pardon, alle imposizioni) vaticane!! Tantopiù che molt* di loro sono in situazioni personali e familiari “irregolari” rispetto a quella Dottrina nella quale credono ferreamente! In ogni caso, compito di un partito che si definisce progressista e moderno dovrebbe essere ALMENO quello di avviare un dibattito su questi temi, non di affossarlo preventivamente!!!

    #Fabrizio
    Condivido quasi tutto quel che hai scritto. Da “rappresentante sindacale per caso” quale sono stato per 4 lunghi anni all’interno dell’Azienda che poi mi ha messo alla porta, posso dirti solo tre cose: 1) La struttura sindacale va rivista, forse rifondata. Perché è stata creata in condizioni fordiste con una struttura capitalistico-produttiva che è profondamente cambiata (in peggio); 2) Tutta la legislazione italiana degli ultimi 20-25 anni è stata congegnata in modo da depotenziare i Sindacati e il potere contrattuale della forza lavoro eliminando a priori la POSSIBILITA’ EFFETTIVA di difendersi, spostando tale compito al sistema giudiziario (ulteriormente limitato dalla sempre più frequente “monetizzazione” delle sanzioni che in nulla migliorano la vita di chi ha subìto licenziamenti o danni da lavoro). In tal senso il discorso veramente fuorviante dei renziani secondo cui la contrapposizione di classe è finita, è un bluff mostruoso che pagano giovani, sottoccupati, disoccupati. E, particolarmente dopo la Legge Fornero, anche i dipendenti!; 3) Nel mio piccolo, ho visto il comportamento di lavoratrici e lavoratori sindacalizzati e non… Oggi mi (e ti) pongo questa domanda: le lavoratrici e i lavoratori si meritano un sindacato, in Italia?

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