Al Gender Bender, grasso è bello!

Sono sempre stato grasso dentro. E spesso anche fuori. Ho fatto tre diete, ho perso rispettivamente 15, 23 e 14 kg. Sono una fisarmonica. La mia psicologa diceva che ingrassare era il mio modo di espandermi in un mondo che non mi voleva vedere. E se affermo che sono grasso dentro, è perché col cibo non ho affatto un rapporto problematico. Riesco, anzi, a contenermi benissimo. Lo dico perché con esso ho, invece, un rapporto orgiastico. Paolo e Francesca, insieme a molti altri, finirono nel girone dei lussuriosi per la loro incontinenza sessuale. Ecco, nel mio caso Dante non potrebbe mettermi (solo) tra i lussuriosi o in alternativa tra i golosi. Dovrebbe creare un girone a parte per quelli come me. Per chi, con il cibo, ci fa l’amore. Anzi, molto spesso pure solo “sesso”. Ma sto tergiversando…

Tra un paio d’ore andrò a Bologna, per il Gender Bender. Mi ha sempre incuriosito questa manifestazione che si concretizza, anno dopo anno, in un’esplosione dell’essere. Quest’anno si parte dal concetto di “errore” per arrivare a porsi una domanda: ma quello che la gente pensa sia “sbagliato”, alla fine dei conti lo è davvero? Una domanda che, a parte la mia (ormai ex) grassezza, mi ha accompagnato per tutta la vita. E che forse ha accompagnato anche molti e molte di voi: “cosa c’è che non va in me?”, per poi realizzare, e lì comincia il processo di liberazione, che forse a non averci capito una mazza sono proprio gli altri. Ma sto tergiversando ancora…

Cosa c’entra l’esser ciccioni con il Gender Bender, mi direte voi. Beh, non so se può interessarvi, ma ho scoperto che in programma c’è questo film tanto carino, Big gay love, di Ringo Le, che parla di un ragazzo realizzato e adorabile, ma con un piccolo problema: «è piuttosto grassottello, il che fa di lui l’uomo che tutti adorano, ma che nessuno desidera».

Ci andrò perché la trama mi incuriosisce e perché parla anche un po’ di me. Perché molto spesso ci si sente poco amati perché ci si percepisce brutti e imperfetti, quando invece bisognerebbe capire il contrario e cioè che è amore anche quando si è più simili a un dipinto di Botero che a una scultura di Michelangelo.

Non voglio fare retorica e moralismo da quattro soldi (e milioni di pixel). Anch’io subisco il fascino dell’uomo ben fatto, sarei ipocrita a non ammetterlo. Ma, mi chiedo: quanta umanità lasciamo sfuggire inseguendo la forma? Che non vuol dire andar con chi non ci piace. Significa, semmai, di allargare il mondo in cui trovare e sperimentare il piacere e, chissà, anche un po’ di sentimento in più.

Si dice che l’esteriorità sia un male tipico dei tempi moderni e, soprattutto (ma questo non lo credo del tutto), del mondo gay. Credo che l’anima valga più del guscio. Credo che i gusci possano essere tanti e che ognuno possa trovare quello che più gli piace. Credo che sia un diritto anche avere un guscio più largo, se è così che ci si piace. Magari evitando di farsi scoppiare le coronarie con i grassi idrogenati, ma solo per una questione di salute. Poi il resto va da sé.

Quindi stasera ci si vede lì. Al cinema Lumière, in via Azzo Giardino 65 a Bologna. Poi magari si va a mangiare tortellini. E fanculo la dieta, almeno per questo week end.

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3 thoughts on “Al Gender Bender, grasso è bello!

  1. ok, dopodichè ognuno (etero o gay o bisex che sia) però non deeve vergognarsi di trovare attraenti certe persone e non altre

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