Il modo migliore

Mi scrive un tale Alby, in un commento al post sul suicidio del ragazzo romano. E mi scrive le seguenti parole:

il problema è che l’associazionismo gay italiano non è fatto per portare avanti le battaglie del mondo lgtb e per emancipare gli omosessuali, ma solo per soddisfare i pruriti di qualche ricchione che sente il bisogno di incularsi anonimamente in una sauna e ai capetti di tali sedicenti associazioni di avere un po dimeschino potere e relativi guadagni.

Alby dava ragione ad Antonio, che in un suo lungo commento dichiarava:

…ho comunque notato che anche solo parlare con omosessuali impegnati nell’associazionismo è impresa impossibile, ho notato tassi di chiusura, dogmatismo, intolleranza, arroganza altissimi e, del resto, non riesco a riconoscermi minimamente nelle realtà associative così come sono e che si pretende siano accettate pedissequamente.

Attualmente collaboro con tre associazioni. Stonewall a Siracusa, Arcigay a Catania e il Mario Mieli qui a Roma.

Stonewall si è distinta per un progetto ormai pluriennale contro l’omo-transfobia nelle scuole.
L’ultimo pride di Arcigay Catania ha avuto come tema la salute e soprattutto la questione dell’HIV, collabora con l’associazione Plus, con la quale fa sensibilizzazione sulle infezioni sessualmente trasmissibili.
Il Mario Mieli offre diverse servizi per la comunità, dallo sportello di aiuto psicologico, al test salivare per l’HIV, è convenzionato con gli ospedali romani per la prevenzione, ha tenuto in passato corsi di lingua straniera gratuiti e ha organizzato, come momento di socializzazione, le visite guidate per la città aperte anche agli esterni.

E queste sono soltanto alcune delle cose che queste associazioni fanno.

Faccio notare che i/le tre presidenti, che conosco personalmente, vivono del loro lavoro (quando ce l’hanno) e combattono con il precariato, un po’ come tutti e tutte noi.

Certa gente, prima di scrivere certe cose, dovrebbe un attimo passarsi la mano sulla coscienza. Perché è vero che il movimento LGBT ha molto da farsi perdonare. Ma la comunità ha la responsabilità oggettiva di aver fatto in modo che le cose arrivassero al punto in cui siamo. Nel bene e soprattutto nel male. Dov’erano – mi chiedo – moralisti e censori, quando bisognava costruire il mondo così come loro lo volevano?

Il modo migliore per cambiare le cose non è certo starsene a casa a macinare rancore e a puntare il dito, pardon, il mouse con l’unico scopo di gridare al mondo la propria indignazione. I sogni e le conquiste non sono delle cose che trovi già incartate in vetrina. Per quello esistono i fast food. La costruzione di una civiltà è altra cosa.

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37 thoughts on “Il modo migliore

  1. Alcuni (pochi a dire il vero) hanno effettivamente usato l’associazionismo come trampolino di lancio per carriere politiche fini a se stesse; molti di noi (gente comune) era troppo impegnata a nascondere e proteggere la propria identità per paura di dover affrontare la riprovazione sociale e non si sono mai messe in gioco in prima linea (e lo dico senza giudizio alcuno, ci sono anche io in mezzo). Troppo timorosi di far capire al resto d’Italia che i gay non sono solo politici o gente di spettacolo, ma anche il vicino di casa, il figlio, il macellaio, il medico, l’elettricista; gente “normale” accanto a tutti a cui è più difficile negare il diritto di viviere pienamente la società perchè già inseriti, già conosciuti e magari anche apprezzati e amati. La normalizzazione dell’immagine sociale deve essere opera di tutti, non di pochi. Senza nulla togliere alle Associazioni, che hanno avuto il merito di tenere viva l’attenzione e hanno lavorato per tutti gratuitamente e a costo di sacrifici personali enormi, quello che forse fa rabbia sono le divisioni interne che fanno il gioco della politica (divide et impera) e l’accettare compromessi che oggi, guardando il resto del mondo, non sono davvero più accettabili.

  2. #elfobruno
    Tu mi confermi esattamente quello che ho scritto nel mio commento: impossibile anche solo parlare.
    Ti faccio presente che io non ho puntato il dito verso nessuno, ho solo espresso il mio pensiero, vuoi forse proibirmi di avere un pensiero autonomo ? Se io non mi riconosco minimamente nell’associazionismo omosessuale, non mi riconosco minimamente nell’associazionismo omosessuale, vorresti forse impedirmelo ? Vorresti, forse, imporre un modo di vedere le cose “giusto” e unico (ovviamente il tuo) ? In ogni caso rifiuto categoricamente questo totalitarismo del pensiero, questa pretesa di un “abbraccio” onnicomprensivo che non accetta alcuna ribellione, io sono libero, sempre, comunque e in ogni caso di andare per la mia strada, che a te piaccia o no. Del resto, come ti ho già detto, io ho fatto tutto, ma proprio tutto, tutto, da solo, non devo dire grazie a nessuno, meno che mai al “movimento”, che il “movimento” ci sia, e ci sia stato, è per me assolutamente indifferente, non ne ho ricavato il benché minimo vantaggio e, fortunatamente, sono ancora vivo per potertelo dire.
    Non ho capito però se, adesso, non condividi più la frase di Pieralli, perché se continui a condividerla la domanda che ho fatto non ha, comunque, risposta, quindi ripeto: perché non riusciamo a costruire una comunità solidale ? La colpa è, secondo te, di gente inutile, cattiva e piena di rancore (come tu reputi, in modo sbrigativo e senza aver approfondito il mio pensiero, me) o è anche possibile che certi atteggiamenti (come il tuo, per esempio) non aiutino minimamente ? Perché non provi anche tu a passarti una mano sulla coscienza ? O sei così indiscutibilmente perfetto da non poter neanche prendere in considerazione la possibilità di un errore e da considerare offensiva la semplice ipotesi ?
    Io, comunque, a te (come ad altri) ho proposto solo di parlare, di interrogarsi molto profondamente e molto spietatamente, se neanche parlare è possibile vedi che gran cambiamento è possibile realizzare…non vuoi parlare ? Consideri un “reato” di lesa maestà il fatto che qualcuno abbia idee diverse dalle tue ? Coloro che non pensano quello che pensi tu sono, secondo te, comunque e in ogni caso, delle merde ? Amen, cosa vuoi che ti dica.
    Ultima cosa: io rispondo di quello che scrivo io non di quello che scrivono altri, cortesemente: non fare di tutta l’erba un fascio.

  3. ciao Dario, concordo con te fino ad un certo punto. E’ giusto quello che dici sui tanti ‘militanti’ nelle associazioni: persone di valore, precari come noi, amici; gente insomma con la quale si può condividere molto e alla quale va tutto il mio rispetto… Meno giusto trovo il finale del post: ma chi ti dice che stare a casa e non nelle associazioni, implicherebbe necessariamente essere ‘moralisti e censori’, o ‘puntare il dito o mouse’ sugli altri? Io credo che le persone abbiano solo espresso il loro punto di vista (anche se in maniera volgare come fa Alby), e non hanno censurato nessuno. Onestamente, quando ho provato ad avvicinarmi alle associazioni, ho provato cose simili a quelle descritte nei commenti…e credo che questo sia dipeso sicuramente da me, ma anche e molto, da loro (dal collante ideologico, dalla presunzione di fare una cosa giusta per tutti, e tante altre amenità…) E posso tranquillamente dire, non me ne vorrai, che il movimento gay italiano, non ha impattato minimamente la mia esistenza migliorandone le condizioni entro le quali si svolge. Ad ogni modo, nonostante i fallimenti eclatanti, insieme a tanti piccoli successi, non credo che esse siano da demonizzare, anzi come metti tu in evidenza, ci sono esperienze, iniziative, alle quali va il giusto riconoscimento.
    Però, io credo anche che ognuno abbia il proprio modo di ‘costruire una civiltà’, e onestamente non posso essere d’accordo sul fatto che quello delle associazioni gay, sia l’unico possibile, come mi sembra si possa dedurre alla fine del tuo post: questa mi sembra una forzatura enorme!… Forse, ti sei sentito attaccato?( Il che lo capisco, essendo tu, un militante). Ad ogni modo io credo che anche standosene ‘a casa’, o dove si vuole, e non facendo vita da associazione, (un giorno bisognerebbe però cominciare a smitizzare tutta una serie di cose), ma piuttosto portando la propria testimonianza e vivendo quello che si è, si possono cambiare molte cose. Forse anche di più di quello che sembrerebbe. Un saluto :)
    PS non sopporto ad esempio, quando qualcuno nelle associazioni parla a nome dei gay… Ma chi sono ‘sti gay? Ma con chi ce l’hanno? Non con me di sicuro. Ma come si permettono?

  4. L’associazionismo gayo è troppo impegnato a guardarsi narcisisticamente allo specchio per accettare le critiche e soprattutto per vedere il niente che riesce a fare occupato com’è a organizzare gayo pride e a farsi voce di vittime che a loro non si sarebbero mai rivolte, proprio perché non si riconoscono nello stereotipo omosessuale che queste associazione hanno o danno come riferimento alla comunità omosessuale e alla società.

  5. condivido pienamente la tua analisi! quelli che, come me, si adoperano quotidianamente per la Comunità a scapito anche della propria vita privata e/o professionale ne hanno fin sopra i capelli dei militanti della domenica o del social di turno! in questi giorni, avendo scritto due righe simili a queste tue come status fb di Arcigay Catania, a tutti quelli che rispondevano che facciamo troppo poco e cazzate del genere ho detto di venire in sede e mettersi a disposizione!

  6. Pingback: IL MODO MIGLIORE - Stonewall GLBT - Siracusa

  7. #antonio: parli di collante ideologico e di presunzione di fare una cosa giusta per tutti. Ma in relazione a cosa tu puoi dire che un’associazione, che si basa su una mission politica, sta facendo qualcosa di sbagliato? Quali sono i presupposti teorici per cui dai per scontato che nelle associazioni si sbaglia? Prova a iscriverti a un partito o a un sindacato e prova a mettere in dubbio la loro mission politica. Secondo te cosa ti direbbero? Ancora: tu dici che il movimento non ti è stato di alcun aiuto. La visibilità di cui puoi godere oggi, in Italia, secondo te chi l’ha creata? Cominciamo a rispondere a questa domanda.

    #len\y: esprimere un punto di vista non coincide con il proferire una verità assoluta o, più semplicemente, con l’aver detto una cosa condivisibile e giusta. Certa gente sa solo puntare il dito e non fa nulla. Me la prendo con questa categoria di persone. Tutto qui. Anche la mia è un’opinione. Se tutte vanno rispettate, non capisco perché la mia non possa avere cittadinanza.

    #Alby: io non vedo critiche, vedo accuse e volgarità. La critica è una nobile arte. A usare frasi con parole volgari o livorose, siamo buoni tutti.

  8. #elfobruno
    Suppongo che tu abbia sbagliato l’intestazione delle risposte…comunque:
    1) Tu non esprimi opinioni, tu offendi, c’è una profondissima differenza, anche gli omofobi dicono, come te, di esprimere solo “opinioni”, ricordalo. Tu hai parlato di me come di una persona inutile, cattiva, piena di rancore, hai parlato di me come di un’autentica merda, mi hai giudicato drasticamente senza conoscere nulla di me, queste sarebbero, secondo te, opinioni ? Quando si parla con qualcuno non ci si pone su un piano superiore e giudicante e, soprattutto, lo si rispetta come persona e nella sua diversità, io non ti ho mai attaccato personalmente, non ti ho mai offeso, ho parlato, sempre e solo, della mia diretta esperienza. Tu parli di moralisti, di censori, di persone che usano “parole volgari e livorose” ma faresti molto prima a guardarti allo specchio. Una curiosità: chi sarebbero i “…frocetti da tastiera…che non hanno mai alzato il culo…” di cui “cinguetti” ? Ne faccio parte, secondo la tua “opinione” ?
    2) Io vivo la mia vita, chi sei tu per dire che io non faccio nulla ? Quello che io, o chiunque altro, vuole fare o non fare, come lo vuole fare, con chi lo vuole fare e con chi non lo vuole fare, non lo devi certo stabilire tu, hai veramente grosse difficoltà a rispettare il prossimo.
    3) I partiti sono vari e opposti (o almeno così dovrebbe essere), il “movimento” si propone invece come onnicomprensivo (e incriticabile), è questo l’inaccettabile errore e l’inconfutabile differenza, vuoi capirla o preferisci fare finta di non capirla ? Io, del resto, non ho certo proposto di radere al suolo ogni sede associativa omosessuale, ognuno vada per la sua strada e faccia quello che ritiene giusto fare, io ho solo proposto di provare a costruire qualcosa di diverso o, almeno, di interrogarsi sul perché non si riesce a costruire qualcosa di diverso, evidentemente però è bastato questo perché tu sentissi messo in discussione il tuo totalitarismo ideologico e reagissi aggressivamente.
    4) La “costruzione di una civiltà” passa, prima di tutto, dal pensiero, se non si compiono elaborazioni concettuali, ideologiche profonde non si può costruire nessuna civiltà degna di questo nome, è semplicemente ridicolo (ed ipocrita) sfuggire, eludere, rifiutare il confronto (come tu fai) e pretendere poi di costruire una civiltà, tu non vuoi la civiltà ma solo il totalitarismo.
    5) La “visibilità” di cui blateri sarà una cosa importante per te, ciò che è importante per te non lo è necessariamente per gli altri, tienilo presente ed esci dal tuo solipsismo trionfalistico, per me, per esempio, è la classica, ed inutilissima, ciliegina sulla torta dove la torta non c’è. La mia visione dell’omosessualità è, evidentemente, profondamente e radicalmente diversa dalla tua ma siccome tu consideri la tua visione come l’unica, la sola, la “giusta” finisci per trarre arbitrarie (e ovviamente estremamente gratificanti e lusinghiere per te) conclusioni. Ti sta bene come risposta alla tua domanda ?

  9. #Antonio: partendo dal fatto che il riferimento alla volgarità era all’altro commento, in risposta al tuo, considerando che io sono uno degli appartenenti più critici del movimento (per cui cambierei molte cose) e ricordando sempre che esso si esprime a nome dei suoi appartenenti (quindi non vuole rappresentare chi come te non ne condivide la mission), ti faccio notare che non è nascondendosi che fai migliore la tua vita. E tutto il problema sta proprio nel punto 5 del tuo lungo e rabbioso commento. E su quella rabbia, fossi in te, mi porrei ben più di una domanda.

    Poi mi piacerebbe sapere qual è questa visione diversa dalla mia. Io voglio solo che nell’esercizio dei diritti le persone LGBT siano uguali alle persone eterosessuali. Tutti i diritti. Tu no?

  10. Mi spiace Antonio ma la visibilità, all’interno o meno di associazioni LGBT, è assolutamente fondamentale. Ognuno di noi deve mettersi in gioco e contribuire, secondo le proprie convinzioni, a rendere quotidiana l’accettazione e l’integrazione a tutti i livelli. Come pensi altrimenti di vivere una vita piena e non nascosta? E’ chiaro non serve sempre girare con un cartellone al neon “SONO GAY” ma non serve nemmeno nascondersi ed ignorare che le persone accanto a te sono la società che ti circonda e che devono avere la possibilità di confrontarsi con l’omosessualità per accettarla. Ognuno di noi può fare davvero tanto con la propria vita per aiutare gli altri che vivono nascosti ed è un dovere civico farlo. Altrimenti poi è inutile piangere sulle tombe di quei ragazzi che non hanno avuto altre vie di uscita o lamentarsi di quello che non fanno gli altri. Io l’ho fatto 15 anni fa in un ambiente machista e chiuso come le palestre, dovendo anche cambiare lavoro in alcuni casi ma alla fine devi essere tu stesso a discriminare con chi vuoi veramente stare e lavorare e non permettere agli altri di farlo con te.

  11. A rischio di passar per narcisista (cosa che comunque sono, come quasi tutt*!), riporto il mio post di commento alle cose che scriveva Dario sul giovane suicida.
    Comprendo lo smarrimento di chi si avvicina la prima volta ad una Associazione, è difficile cambiare punto di vista dopo anni di (auto)repressione e di bombardamento mediatico o “social”. Però Dario ha ragione da vendere, anche se sembra molto spigoloso, talvolta.
    Buona lettura, se vorrete.
    ___________________

    Cari Antonio e Alby,
    anch’io quando feci coming out (era l’ormai lontano 1995, avevo 28 anni) “incappai” in un brutto figuro che, prima di essere espulso, utilizzava la sua posizione all’interno del Direttivo di una Associazione LGBT locale per “rimediare carne fresca”. Anch’io, all’epoca, fuggii anche se riuscii a legare con un altro (allora) ragazzo e con una (allora) ragazza lesbica della stessa Associazione: pensate che la nostra amicizia dura tuttora!
    Mi trasferii una manciata di chilometri più in là e contattai un altro circolo della medesima Associazione: fui accolto da ragazze e ragazzi straordinari, semplici ma assolutamente consapevoli, impegnati e del tutto inseriti nelle loro piccole (o piccolissime, addirittura) realtà. Un sogno. Alcun* di loro vivevano felicemente in coppia, coabitavano, non si nascondevano ed erano perfettamente accettat*. Persone tranquille, equilibrate, spiritose, accoglienti. Anche con loro l’amicizia dura da quegli anni.
    Nel 2003 mi chiesero di impegnarmi attivamente: fino all’anno scorso li ho affiancati assumendomi impegni e responsabilità, mettendoci la faccia, sempre. Non ho mai guadagnato un soldo e non ho mai cercato un rimborso: per me la parola “volontariato” ha un senso etimologico ben preciso. Men che meno ho fatto carriera (anzi, mi sono inimicato un bel po’ di politici ipocritamente “aperti” ma poi rivelatisi al limite dell’omofobia, per non parlare di certi “tromboni” ecclesiastici); ho rischiato una querela (che ho evitato sfidando pubblicamente il Vescovo che me la minacciò); grazie alle persone che ho avuto intorno abbiamo risolto casi delicatissimi e portato l’Agedo e la Rete Lenford nella mia Regione, le splendide e sconosciute Marche.
    A fronte dei riconoscimenti pubblici che la nostra Associazione ha avuto, però, ho dovuto ingoiare i rospi di critiche pregiudiziali da parte di tutt* quell* che se ne stavano ben nascosti, lontani dalla vita sociale e ancor più da quella pubblica. Ho percepito molta ignoranza da “sentito-dire” e molta invidia verso chi, al contrario di loro, si permetteva di vivere a testa alta in tutti i luoghi della propria vita. E questo dopo aspri combattimenti, dopo sofferenze che solo noi persone LGBT conosciamo bene, dopo tentativi adolescenziali di suicidio (3, nel mio caso): nulla ci è stato regalato, tutto è stato conquistato giorno per giorno. Eppure… l’invidia e l’ignoranza (con l’annessa presupponenza) giocano questi brutti scherzi.

    Vedete, cari Antonio e Alby, lungi da me difendere a spada tratta l’associazionismo gay: la cosa che ho odiato di più da militante attivo è stato il tempo impiegato a cercar di ricucire rapporti interni dopo continui bisticci, distinguo politici che minavano gli scopi associativi, ad arginare ambizioni che poi si rivelavano vane in persone che avevano scambiato l’Associazione per un trampolino di lancio per le loro “alte” aspirazioni o per un (scusate il francesismo) troiaio dove “rimediare”…
    Inutile dirvi che queste persone sono finite piuttosto frustrate e inacidite.
    Ma anch’io mi sono scottato molto e purtroppo ho dovuto prendere atto di quanto siamo stati incapaci di compattare questa sedicente “comunità” e di darle una serie di idee che fungessero da “collante”, un buon esempio, delle buone pratiche che aprissero qualche speranza in più.
    Pur non rinnegando nulla di quel che ho fatto e pur essendo orgogliosissimo di aver lasciato a ragazzi e ragazze poco più che ventenni il timone dell’Associazione (ebbene sì, esistono anche giovani impegnat* in questo Paese!!), oggi mi sento ferito e sconfitto. Soprattutto dai tanti della mia generazione (io ho 46 anni) e da coloro che sanno solo distruggere, rósi nelle loro esistenze doppie o nel loro (voler) restare prigionieri della sola vita “mondana” gay; persone che sanno solo criticare e sfasciare, ben nascoste dietro i loro sfavillanti pc o il loro smartphone/tablet ultimo grido ben equipaggiati di tutte le app che gli permettono di rimorchiare sesso mordi-e-fuggi. Salvo poi lamentarsi pure di quello!!
    Ecco, cari Antonio e Alby: mi auguro che voi non facciate parte di queste ultime categorie di persone. In ogni caso, un suggerimento: uscite a sporcarvi le mani, poi, quando avrete le unghie nere dalla fatìca, tornate a scrivere. Ok?

  12. #elfobruno
    1) La mia rabbia è consequenziale alla tua aggressione, non mistificare, non giocare a fare lo psicologo, sei molto presuntuoso se credi che con me possano funzionare simili “giochetti”, credi forse di essere l’unico che conosce la fiaba del lupo e dell’agnello ? Comunque sei caduto proprio male, l’agnello si sa difendere da aggressioni immotivate, pretestuose e arroganti.
    2) L’unico errore di Alby è stato, secondo me, un errore di ingenuità, ha generalizzato (che è sempre sbagliato) e ha usato parole volgari, così si è scoperto (pur dicendo sostanziali verità) e tu hai avuto gioco facile a recitare la parte del “grand’uomo”, del “superiore”, quando in realtà tu sei il primo a generalizzare ed ad usare parole volgari; tu non hai fatto proprio nessun distinguo quindi le parole del tuo articolo anche a me si riferivano, di nuovo, non mistificare ora che sei messo alle strette.
    3) Io non mi nascondo come un ladro, da cosa mai evinci una simile deduzione ?
    4) Ti piacerebbe sapere quale è la mia visione ? Quanti anni avremmo a disposizione per conversare ? Però, non ero solo una merda per te ? Non ero solo uno squallido “frocetto” ? Non mi avevi già giudicato e condannato ? Che ti interessa allora, vai per la tua inconfutabilmente “giusta” strada, è contraddittorio, da parte tua, voler perdere tempo con inutili “frocetti”.

    #Vince Morgiardo
    La tua stessa visione esistenziale e civile è altamente contestabile, tu parli come se esistesse, se potesse esistere, un solo modo di porsi nei confronti della vita e della civiltà umana, non è minimamente così. Anche tu, evidentemente, hai grossissime difficoltà ad uscire da una visione unica, totalizzante, dogmatica. Ti faccio comunque notare che mentre voi magnificate e mitizzate in modo dogmatico l’importanza del “coming out” nella realtà i ragazzi non si rivolgono al “movimento” e si gettano dall’undicesimo piano, c’è qualcosa che non quadra e molto, non ti sembra ? Non si può sempre scaricare tutta la colpa all’esterno, forse ci sono persone che hanno bisogno di essere aiutate in modo diverso, senza tutti questi rigidissimi dogmatismi che finiscono per imprigionare invece di liberare, tu (non a caso) parli degli omosessuali come “cose”, strumenti, soldati di un esercito (si parla infatti di “militanti”, le parole sono importanti…) che devono essere funzionali e proficui per una rigida e univoca causa ideologica decisa a priori e che non deve essere mai oggetto di discussione, io preferisco guardare agli altri come persone, come esseri umani, per me non c’è causa ideologica che tenga di fronte ad ogni singola e irripetibile vita umana, deve essere l’ideologia a seguire l’uomo non il contrario; io non “devo” fare nulla di nulla, eventualmente, “voglio”, tu, evidentemente, preferisci il “devo” per te e, quello che è peggio, anche per gli altri, per me tutto ciò è prigione non libertà, serve a ben poco fare “coming out” se ti rinchiudi immediatamente in un’altra prigione, la libertà è qualcosa di troppo complesso e ambiguo per ridurla a certe ridicolaggini, a schemini infantili, o ci si interroga seriamente e profondamente su cosa è veramente la libertà e su come la si raggiunge o è inutile persino parlarne. Non si può ridurre la vertiginosa complessità del mondo, la labirintica, proteiforme natura umana a uno schemino buono per tutti, la cosa che più mi irrita nel “movimento” è proprio il suo paradossale rifiuto della diversità, il suo dire implicitamente: “siamo diversi ma dobbiamo essere uguali nella diversità”, no, il punto è proprio questo, non siamo minimamente uguali neanche nella diversità ed estrapolare arbitrariamente una caratteristica dalle vite delle persone e farla assurgere a discriminante è un procedimento profondamente sbagliato, io comunque non sono un omosessuale, sono una persona, un essere umano con una infinità di caratteristiche, se si vuole entrare in contatto con me si deve entrare in contatto con Antonio non con un omosessuale, la mia libertà è quella di Antonio non quella di un omosessuale, io me ne fotto della libertà degli omosessuali, voglio la libertà degli uomini, voglio la mia libertà.
    Io, comunque, ho detto proprio che è sommamente inutile piangere e non mi sono mai minimamente lamentato di quello che non fanno gli altri ma, al contrario, ho proposto di fare qualcosa di alternativo e di compiere un’approfondita e spietata analisi.

    #Luca Perilli
    Perché parli di persone “che sanno solo distruggere” ? Dove, in quale modo avrei fatto questo ? Dove, in quale modo ho potuto suscitare in te anche solo questo sospetto ? Cosa è, paranoia ? Comunque se, come, quando, in che modo, con chi mi “sporco” le mani lo decido solo io, a mio insindacabile giudizio, non certo tu, sicuramente mai con questo “movimento”, perché o siete disposti a mettere in discussione tutto (TUTTO, NIENTE ESCLUSO), a confrontarvi REALMENTE con me e con il mio pensiero e allora posso anche prendere in considerazione l’ipotesi, oppure NIENTE, in generale se qui, o da qualsiasi altra parte posso esprimere il mio pensiero, dialogare, confrontarmi in modo adulto e fra pari, posso essere interessato, in caso contrario ASSOLUTAMENTE NO, le strade si separeranno ed ognuno seguirà la propria, vorresti cortesemente spiegarmi dove è il problema ? Dovete essere però veramente molto, molto, molto fragili, molto, molto, molto insicuri se la semplice esistenza di qualcuno, di un pensiero diverso rispetto a voi e a ciò che pensate, vi mette in crisi, vi getta nello sconforto, se lo percepite come “distruttivo”, insomma sareste proprio identici a certi omofobi paranoici che reagiscono nello stesso, identico modo (ma guarda il caso…) nei confronti degli omosessuali, dell’omosessualità. Il “movimento” comunque, non è il detentore della verità, le sue scelte non sono le uniche scelte possibili, la sua strada non è l’unica strada possibile, fatevene una ragione, il vostro è solo un confuso, rozzo, infantile ed inefficace desiderio di totalitarismo, condito, a volte, di arroganza, altre di melassa, io però non sono più un ragazzino, non sperare quindi che io ci caschi. Ultima cosa: io scrivo quanto mi pare non ho certo bisogno del tuo OK.
    P.S. Se in futuro avremo ancora occasione di dialogare ti consiglio di evitare molto, molto accuratamente questo zuccheroso tono da “maestrino”, in caso contrario il tono delle mie risposte sarà sempre questo.

  13. ciao a tutti. Credo che la discussione stia andando troppo sul personale, che è sempre un male perché si confondono le proprie esperienze, con quelle che invece possono avere un valore per tutti, e di più. Ribadisco quanto ho detto prima, facendo notare però che non ho alcuna intenzione di demolire il lavoro delle associazioni e delle tante persone che ci militano, alle quali ripeto, va tutto il mio rispetto. Non credo tuttavia Dario, che alcune conquiste come la ‘visibilità’ siano solamente frutto del loro lavoro, o forse lo sono state fino ad una ventina di anni fa. Insomma un conto è il lavoro pionieristico di molte associazioni a cavallo fra i settanta e metà degli anni novanta, un conto è quello che è venuto dopo, rispetto al quale c’è il lavoro anche di singole personalità che con le associazioni non hanno avuto mai nulla a che fare, e forse anche di un momento storico diciamo, nel quale le forze in atto sono state ben altre, (quelle socioeconomiche direi), e ben poco è stato conquistato dal movimento gay italiano in quanto tale. Ciò detto ognuno è libero di fare come crede, e non esistono valori assoluti, perfino il coming out, personalmente non credo che abbia sempre e comunque un valore politico…
    #LucaPerilli
    il tuo intervento prova un po’ quello che cerco di dire; a me sembra che tu non abbia una netta posizione , e racconti il bello e il brutto, come accade per ogni esperienza umana. Quindi apprezzo e condivido. Per piacere però, e questo lo dico a tutti, evitiamo in questo spazio espressioni paternalistiche del tipo ‘sporcatevi le mani prima di parlare o scrivere’. Fanno ridicola un’esperienza che alla fine hai fatto per te, non per gli altri. Insomma: che ne sai tu di come la gente si è sporcata le mani, e pur non militando, abbia potuto innescare pensieri, riflessioni, visibilità negli altri? Ecco, è esattamente questo tono del ‘noi abbiamo lavorato per voi’, che non si capisce, che è incomprensibile… Se hai fatto del volontariato e hai deciso di militare, fare il coming out, ecc., mi auguro (e spero) che tu lo abbia fatto per assecondare un tuo desiderio, non il mio, e non a nome mio comunque, e a nome di tanti altri.
    #Antonio
    condivido alcune cose, ma a me sembra che tu prenda un po’ troppo sul personale quello che si dice. Non ti sembra di sentirti troppo attaccato?

  14. #len\y
    Prima di tutto ciao anche a te.
    Solitamente sono una persona estremamente pacifica ma è vero che quando sono attaccato in modo immotivato, pretestuoso, arrogante, quando vedo negli altri supponenza, mancanza di rispetto tendo a reagire in modo esagerato, solitamente se mi danno uno schiaffo tendo a restituirne due, tre… altri mi hanno già fatto notare più volte queste mie caratteristiche e ne sono perfettamente cosciente ma ognuno di noi ha la sua natura e, francamente, mi piace anche questa mia natura istintuale e non ho nessuna intenzione di provare a cambiarla. Non vorrei però che tu pensassi che io aggredisco il pensiero altrui in quanto tale, se lo facessi commetterei lo stesso identico errore di chi aggredisce me, non sono così stupido, sono anche capace di riconoscere un mio eventuale errore, se le argomentazioni addotte sono logicamente, razionalmente convincenti, e non sono così debole e infantile da non saper chiedere, in questo caso, scusa. Io penso che bisogna rispettare il proprio interlocutore, che però può essere criticato, in modo razionale, finché si vuole. Ti ringrazio comunque per l’attenzione.
    Sostanzialmente condivido tutto quello che hai scritto.

  15. #Antonio: al solito, vittimismo, aggressività gratuita e incapacità di produrre argomenti. E ti piaci pure così. Contento tu…

    P.S.: mi fa solo ridere l’idea che un intero movimento debba mettere in discussione se stesso di fronte al pensiero di un soggetto anonimo che non dice nemmeno qual è il suo pensiero. Siamo al delirio. E per favore, evita toni minacciosi, che qui nessuno si spaventa, al massimo ci si annoia.

    #len/y: ti sfugge un aspetto basilare della vicenda, ovvero una tradizione storica di riferimento alla quale si è agganciato il movimento. Quella falsariga noi seguiamo, quella della piena uguaglianza. Il ciclo che ne è derivato avrà innescato poi una sua autonomia, ma non riconoscere il valore culturale del lavoro associativo significa non conoscere la storia del movimento LGBT. Per altro, ribadisco che il movimento non parla a nome di tutti i gay, le lesbiche, i/le bisex e i/le trans d’Italia, ma parla in nome di chi crede nella mission della piena uguaglianza. Poi i gay che si vergognano di esser tali, o quelli che hanno una diversa posizione possono benissimo associarsi e lottare per qualcosa di contrario e diverso. Certo per fare questo ci vuole visibilità, il computer non basta. Capisci quindi perché la visibilità è importante?

  16. #elfobruno
    Al solito, chiusura, dogmatismo, malafede, arroganza, supponenza, rifiuto del confronto. Guarda, se hai la ridicola ed infantile esigenza di avere l’ultima parola, se vuoi continuare a recitare la parte del grand’uomo, del superiore che non si degna neanche di rispondere a tono, se ti danno fastidio i miei commenti abbi almeno il coraggio di dirlo chiaramente, il blog è il tuo e a me non l’ha certo prescritto il dottore di scriverci, così potrai continuare nella tua ridicola recita con tutti i tuoi estimatori, tranquillo e beato. Tu comunque hai, secondo me, le allucinazioni, 1) dove avrei detto che il “movimento” deve mettersi in discussione per me ? Ho solo detto che, condicio sine qua non, di un mio eventuale, ipotetico, possibile interessamento al “movimento” è vedere un atteggiamento diverso rispetto a quello che stai rappresentando, in modo così sfolgorante, tu stesso, possibilissimo però che anche se vedessi tale cambiamento non aderirei lo stesso al “movimento”, andate pure per la vostra strada ma chi vi tocca, evitate solo di offendere il prossimo. 2) Come, in quale modo ti avrei minacciato ? Anche tu paranoico ? 3) La noia è un fatto relativo, c’è chi si annoia ascoltando Mozart, per esempio. Non potrai mai immaginare quanto è gratificante per il mio ego sapere che annoio un individuo come te…
    Guarda comunque che il discorso sull’uguaglianza è infinitamente più complesso e ambiguo di come tu, semplicisticamente, lo poni, uguaglianza rispetto a che cosa ? Certo, per esempio, una donna che oggi ha “pari opportunità” di andare a torturare un prigioniero in Iraq, ha vinto una battaglia di uguaglianza, il problema è che questa uguaglianza si è realizzata rispetto a un modello patriarcale, maschilista, violento, sopraffattivo e in tutto ciò è il femminile (come categoria dello spirito) ad aver perso, se è questa l’uguaglianza che tu e il “movimento” volete a me questa “uguaglianza” non interessa, hai perfettamente ragione.
    Le monache di clausura hanno visibilità ? Ritieni che chi decide di passare la vita in un eremo, in un convento in Tibet abbia meno dignità umana rispetto a te ? Ritieni che siano persone inutili che vivono una vita inutile ? Ritieni che solo le tue scelte abbiano dignità e meritino rispetto ? Ritieni che sia meglio che una ragazza si getti dall’undicesimo piano piuttosto che trovi pace in un convento di clausura ? Che razza di essere mostruoso sei ?
    Un omosessuale non deve certo vergognarsi di quello che è, perché questo vorrebbe dire che ha un conflitto irrisolto con sé stesso, questo però non vuole automaticamente dire che allora deve necessariamente volere l’integrazione, può desiderare la “fuga” da questo mondo e questo desiderio di “fuga” merita rispetto, al pari di qualsiasi altra scelta, te l’ho già detto, nel tuo
    arrogantissimo dogmatismo hai un’assoluta incapacità a rispettare il prossimo e la sua diversità.

  17. X Antonio: hai fatto degli esempi illuminanti. La fuga di qualcuno può essere anche rispettabile (anche se francamente non so a cosa porti: le volte in cui l’ho praticata o in cui la pratico i problemi si ingigantiscono e basta, ma forse è un problema mio!), tuttavia quando diventa di massa o ideologia corrente è semplicemente resa al più forte, sconfitta personale e sociale.

    Sul concetto di uguaglianza invece poni questioni molto interessanti: a mio parere sarebbero da approfondire e da confrontare. Per quanto riguarda i movimenti LGBT posso dirti che il concetto è riferito alla parità di opportunità e trattamento con le cittadine e i cittadini eterosessuali.

  18. #Luca Perilli
    Sconfitta e successo sono concetti estremamente relativi, personali, opinabili.
    La “fuga” (intesa come rifiuto di adeguamento a una norma, come distacco da una realtà contingente, come inadattabilità al mondo, come ricerca interiore) è sempre rispettabile, ti rendi conto che fai gli stessi, identici discorsi che fanno certi “moralisti” omofobi ? Noi non scegliamo di essere come siamo, se è discutibile il desiderio di “fuga” di qualcuno allora lo è anche l’omosessualità, visto che entrambe non sono scelte razionali ma pulsioni istintuali. Cosa diresti se io dicessi che l’omosessualità è rispettabile solo in alcuni casi ? Che l’omosessualità è una cosa che io non capisco ? Che, in ogni caso, l’omosessualità è un pericolo per la società ? Che l’omosessualità è, comunque, una cosa sostanzialmente negativa da cui il singolo e la società devono difendersi ? Tu usi gli stessi, identici “argomenti”. Il problema, eventualmente, è che questo desiderio di “fuga” non assuma forme autodistruttive, questo però vale anche per l’omosessualità. Credo che tu abbia dei grossi pregiudizi nei confronti della “fuga”, che tu abbia una visione semplicistica del mondo e dell’essere umano, parli, per esempio, di “resa al più forte”, quindi se io in una giungla incrocio una tigre e questa mi sbrana vuol dire che la tigre è superiore a me ? Ci sono diversi tipi di forza e diversi tipi di debolezza e vincere sul piano fisico non vuol dire vincere su quello spirituale, ognuno comunque vive e “vince” a modo suo, chi poi vince realmente non lo so io ma non lo sai nemmeno tu, in ogni caso non puoi proporre la tua idea di vittoria come un dogma di fede buono per tutti e devi rispettare chi vuole percorrere una strada esistenziale diversa dalla tua.

    L’approfondimento e il confronto è proprio quello che il “movimento” non vuole, che tu, come singolo, lo voglia ti fa onore ma non posso fare a meno di farti notare che sei l’unico (riconducibile al “movimento”) che mi ha risposto e che, pur nella discordanza di opinioni, non mi ha offeso, dileggiato, trattato con sufficienza e supponenza, il titolare di questo blog, per esempio, ha usato frasi assolutamente inaccettabili, inqualificabili (tanto che mi chiedo se ha ancora un senso intervenire in un simile blog e provare ad interagire con un simile primitivo e volgare individuo) e, lui stesso, del resto, sostiene di essere una delle voci più critiche del “movimento”, quindi figurarsi gli altri…con ancora più forza e convinzione affermo allora quello che ho affermato nel commento da cui tutto è partito, le eccezioni ci sono dappertutto, è ovvio, ma le cose non si valutano dalle eccezioni.

    Il problema degli omosessuali è, secondo me, lo stesso, identico problema delle donne, vogliono cambiare il mondo ma non vogliono assolutamente cambiarlo troppo, io penso che tutto questo sia manifestazione di un latente e grave complesso di inferiorità, omosessuali, donne invece di affermare la propria irriducibile, profondissima diversità preferiscono “addomesticarla” (dire: sì, sono donna, sì, sono omosessuale ma posso fare tutto quello che fa un maschio eterosessuale mentre non dovrebbero neanche fare il paragone, se non percepissero l’essere donna, omosessuale come un’inferiorità), invece di rivoltare il mondo come un guanto, invece di rigettare quest’ordine, questa struttura, questo modo di vivere preferiscono diventare brutte copie di maschi eterosessuali, maschi eterosessuali che, evidentemente, appaiono a loro come superiori, vincenti, invidiabili, “giusti”. La forma del mondo non è certo casuale ed è una forma maschile ed eterosessuale, se non femminilizzano, omo sessualizzano (che vuol dire infinitamente di più che avere un trattamento giuridico uguale agli etero) il mondo le donne, gli omosessuali non lo farà certo nessuno e il mondo continuerà ad essere maschile ed eterosessuale. Lo ripeto: questa “uguaglianza” a me non interessa, poi ognuno vada per la sua strada e tenti di perseguire gli obiettivi che vuole.

  19. #Antonio: io comincerei a chiedermi, fossi in te, se qualcuno ha davvero interesse a leggere i tuoi commenti inutilmente rancorosi, lessicalmente elefantiaci e riducibili, tutti e indistintamente, nella frase “il movimento mi fa schifo perché non è come lo voglio io”. Quello che tu consideri un insulto è solo un invito a sporcarti le mani: vuoi che questo movimento ti assomigli? Lavoraci e da dentro. Altrimenti sarà per sempre lontano da quello che sei. Tutto qui. Se non si ha l’umiltà di capire questo, al sicuro dietro il proprio anonimato e sulla propria tastiera, non si va molto lontani da ciò che è. Poi se smetti di intervenire pazienza. Non si può piacere a tutti.

  20. #Antonio:
    Ti ringrazio delle tue considerazioni.

    Posso chiederti l’età (io 46 compiuti da un mese) e se ti definisci omosessuale? Io sì, anche se devo confessarti che qualche interesse per le donne l’ho sempre avuto ma mai praticato perché nettamente prevalente quello verso gli uomini. E’ stato un bravissimo psicologo gay dichiarato a farmi accettare quel 20% di eterosessualità che abita in me, e lo ringrazio davvero tanto perché solo dopo averla accettata mi sono sentito un gay davvero libero.

    Interessanti i tuoi distinguo sulla fuga, li condivido in pieno (anche perché alcuni li pratico anch’io: se vedo una tigre ti assicuro che scappo a gambe levate e mi nascondo pure!!).
    Io però non mi riferivo a quel tipo di fuga, bensì a quelle decisioni che talvolta prendiamo di non affrontare PIU’ o MAI quelli che percepiamo come problemi: il tuo esempio mi ha evocato quel genere di “fuga definitiva” (o pretesa tale). Affrontare la nostra sessualità è uno di questi problemoni, e se ci arrendiamo al più forte (che può essere una pulsione inconscia o un condizionamento sociale) di norma non si arriva mai a risultati positivi, solo a pericolose rimozioni.

    Sulle tue critiche al “movimento”: è vero, talvolta noi “combattenti” siamo spigolosi, “tranchant”, facciamo fatica a (ri)metterci nei panni di chi non è (ancora?) entrato nella “logica di guerra” perché spesso è il risultato di dolorosissime rielaborazioni personali che di norma abbiamo pagato molto care. Forse anche noi siamo vittime di un processo di rimozione e abbiamo bisogno di riscoprire e praticare un po’ più di empatia: ti ringrazio per il suggerimento di cui terrò debito conto. Resta sempre valido il mio invito a provare a “sporcarti le mani”. Con i tuoi tempi, ovviamente.

    Le tue ultime considerazioni sono davvero interessanti e mi suonano come musica per le orecchie. Da 46enne, però, ti faccio notare che certe rivoluzioni culturali così radicali (e, dal mio come dal tuo punto di vista, auspicabili) passano necessariamente per fasi intermedie in cui intanto si cerca di raggiungere obiettivi realistici che stanno lungo quella strada. Quello che tu evochi è un (bel) obiettivo finale: prima però di arrivare a veder eretto un grattacielo è indispensabile costruire piano dopo piano. Solidamente e alla regola dell’arte, con tanta fatica. Ecco, il “movimento” prova a fare proprio questo. Vieni a darci una mano? Portati elmetto e corda per non precipitare, dobbiamo costruire il grattacielo più alto del mondo!! Parlo sul serio. ;-)

  21. #elfobruno
    Che tu non avessi il benché minimo interesse a leggere i miei commenti era più che evidente. Credevo, comunque, che questo blog fosse un luogo dove poter esprimere opinioni e non un centro di reclutamento del “movimento”. Dovresti però mettere un avviso: “severamente vietato esprimere opinioni”, sarebbe più onesto da parte tua.
    Il “movimento” non mi piace, è vero, ma questo non vuol dire che mi faccia schifo e, meno che mai, che io possa minimamente avere la ridicola pretesa ( che tu solo mi hai attribuito) che il “movimento” si adegui a me.
    A prescindere dall’articolo di partenza in cui trasformavi una mia civilissima opinione in un’accusa (coda di paglia ?), in cui mi invitavi a passarmi la mano sulla coscienza (accidenti…!), in cui mi davi del “moralista”, del “censore”, in cui recitavi la parte del grand’uomo, del superiore e mi trattavi come un povero cretino (una semplicissima domanda: “chi accidenti credi di essere per poterti permettere di giudicare così il prossimo senza neanche conoscerlo ?”), ci sono i tuoi deliziosi, incantevoli “cinguettii”, permettimi di ricordarteli :

    30 ottobre (poco dopo la pubblicazione dell’articolo)
    io mi sarei anche rotto di sti frocetti da tastiera che criticano il movimento ma non hanno mai alzato il culo per far niente per la causa.
    30 ottobre
    ho scritto un post sui froci inutili. E ho scaricato le ire di inutili froci.
    1 novembre
    poi ci sono i frocetti livorosi, quelli no pride e no visibilità, perché gli etero sennò poi chissà che pensano, che mi tediano sul blog
    3 novembre
    e ad ogni modo ho il blog infestato di velate rancorose. Qualcuno ha un antiparassitario da consigliarmi?

    1) “Frocetto” te lo dici da solo, non ti devi permettere, mai e in nessun caso, di dirlo a me.
    2) “Inutile” sarai tu, non io.
    3) “Velata” è un termine osceno, so bene che non l’hai inventato tu ma anche tu lo usi, visto che sei spalmato in modo acritico (a prescindere da quello che vai blaterando) su certe posizioni ripugnanti. Perché mai si usa un termine al femminile riferendosi a dei maschi ? La risposta è semplicissima e banalissima: perché il “movimento” è intriso fino al midollo di una “cultura” oscenamente e volgarmente maschilista e in modo consequenziale si dà del femminile come forma di disprezzo e, infatti, in questo senso tu lo usi. Che diresti se io avessi un blog e cinguettassi: “ho il blog infestato di schifosi froci. Qualcuno ha un antiparassitario da consigliarmi ?”. La tua ultima frase è semplicemente nazista ed è evidentissimo che tu pensi da nazista.
    Spero mi risparmierai la disgustosa manfrina del: “erano solo battute”, “stavo scherzando”, su certi argomenti, sul rispetto verso gli altri, non si scherza.
    Ripetilo ancora che non mi hai offeso.
    Comunque non temere, avrei avuto qualcosa da dire anche sui tuoi più recenti articoli ma ho deciso che è sommamente inutile cercare di interagire con un individuo come te, perdo solo il mio, preziosissimo, tempo, se in futuro interverrò ancora sarà solo in risposta ai commenti di qualcuno (sempre se tu non consideri, pure questo, una forma di “parassitismo”, in tal caso abbi almeno il coraggio delle tue idee e delle tue scelte, dillo chiaramente e io non farò mai più neanche questo). Tieniti tutte le tue presuntuosissime, arrogantissime, superficialissime “certezze”, la tua volgarità, la tua malafede, sono felicissimo di non piacerti.

  22. #Luca Perilli
    Prima di tutto grazie a te.
    “Omosessuale” è una parola che detesto profondamente e intrinsecamente mistificante. Ci sono uomini che amano con ogni goccia del loro sangue una sola donna in vita loro e solo con quella donna hanno rapporti sessuali, ci sono, per contro, uomini che fanno sesso con mille donne non amandone nessuna e, in realtà, disprezzando profondamente le donne, metterli insieme nella stessa categoria “eterosessuali” è solo una volgarissima, ripugnante mistificazione, in realtà stiamo parlando di persone inconciliabilmente diverse e diversamente dovrebbero essere considerate; è una forma di becerume intellettivo estrapolare, in modo totalmente arbitrario, un elemento dalle vite delle persone e farlo assurgere a discriminante. Se comunque senti anche tu la pressante esigenza di compiacere questo becerume… sì, sono omosessuale.
    Sono più vecchio di te.
    Fuggire da sé stessi non è mai possibile, la “fuga” di cui io parlo è, in realtà, esattamente il contrario: desiderio di aderire più profondamente a sé stessi, si fugge il mondo non sé stessi. Curiosamente ho una percezione analoga a certi paranoici, omofobi, pseudoreligiosi per quanto riguarda l’omosessualità, la percepisco come una “prova”, la differenza sostanziale è però che loro la vedono come una “prova” a cui si deve resistere, in cui una stupidissima (ma presuntuosissima e caparbia) mente deve resistere al cuore, alle viscere, io la vedo invece come una “prova” in cui il cuore e le viscere devono dimostrare la loro forza nei confronti di una stupida mente e se non ci riescono denunciano la loro intrinseca debolezza. Spesso, secondo me, l’omosessualità viene vissuta in modo drammatico perché cuore, viscere, mente non riescono a trovare un’armonia, in alcuni casi si può cercare una soluzione facendo vincere la mente, in altri casi, facendo vincere le viscere, quasi mai però vince il cuore ed è un vero peccato perché io penso che, in realtà, sia il cuore ad avere moltissimo da insegnare alle viscere e alla mente.
    Forse non ti è chiaro ma io, a modo mio, mi sto già “sporcando le mani”…La “logica di guerra” è proprio quello che io rifiuto, io non sono in guerra con il mondo (e mai lo sarò), semplicemente, per quanto possibile, rifiuto il mondo.
    Tu, secondo me, sottovaluti moltissimo il femminile, l’omosessuale, come, del resto, moltissime donne e omosessuali, il loro complesso di inferiorità è, secondo me, anche una difesa inconscia; c’è, secondo me, nel femminile, nell’omosessuale una potenza distruttiva spaventosa, annichilente e le donne, gli omosessuali, forse, la percepiscono in modo confuso e se ne difendono facendo le brutte copie, cercando di ridurre ai minimi termini la loro natura e le sue logiche conseguenze. Distruzione e creazione sono termini relativi, spesso non si può creare qualcosa se non distruggendo, annichilendo altro, ti faccio un esempio, se tu stai facendo un bellissimo sogno e qualcuno ti sveglia il tuo bel sogno sarà irrimediabilmente distrutto e tu ti ritroverai nella dimensione della veglia, la coscienza distrugge l’inconscio ma è anche vero che l’inconscio distrugge la coscienza, non puoi essere sveglio e sognare ma non puoi neanche sognare ed essere sveglio. Sei proprio sicuro di sapere esattamente a cosa porterebbe la vittoria totale del femminile, dell’omosessuale ? Sei proprio sicuro che un “grattacielo” cosi incredibilmente alto non ci potrebbe, alla fine, fare entrare in contatto con “qualcosa” che non avevamo minimamente previsto ? Io non lo so, ovviamente, ma ho il preciso e lancinante sospetto (forse mi sbaglio…) che questo “qualcosa” potrebbe essere totalmente diverso da quel paese dei balocchi che tu sembri auspicare, te lo ripeto: la vita è ambigua, sfuggente, indecifrabile.

  23. #Antonio: mi pare che stai esprimendo tutto quello che ti pare, senza alcuna censura.

    Il mio profilo Twitter è pubblico, non hai fatto nessuna scoperta eclatante.

    Cerca di non confondere l’autocommiserazione con il concetto di opinione. E prima di chiederti cosa ha fatto il movimento per te, e ha fatto, posso garantirtelo, chiediti cosa hai fatto tu per tutti/e noi.

  24. Dove per impegno associazionistico leggasi: mettere su dei brutti carri di cartapesta unti palestrati che si agitano al ritmo di “ballo ballo” della carrà (signori e signore: la cultura gay!), e riempire la settimana ‘culturale’, collaterale al Pride, di conferenze sulla forza innovatrice di Carmen Russo nella mai defunta Fininvest. Mirabilissimo anche l’impegno dell’arcigay nell’includere nel tesseramento locali di cruising e saune dove fare prevenzione è un’utopia, mentre si riesce con un certo successo a collezionare malattie veneree in ordine squisitamente alfabetico. Mirabolante il Mieli poi che fa delle darkroom del muccassassina la punta di diamante del proprio autofinanziamento. Taccio per carità sulle fantasmagoriche imprese del DiGay Project. Se questo è quello che fanno sul campo i cosiddetti attivisti gay, meglio farebbero a starsene a casa. Limiterebbero i danni, almeno.

  25. #Antonio grazie!
    Mi mancavano questi dettagli:
    il ‘frocetto’ da tastiera…come anche il ‘frocetto’ livoroso… ‘velata’…
    Bah! Molto deludente direi.
    Eccone un altro (pubblico, comingoutizzato, con le mani sporche di sicuro) che però al fondo di una polemica (molto interessante, fra l’altro) non sa dire di meglio, se non ‘frocio’ per delegittimare l’altro. Anzi frocetto. O ‘velata’.
    Naturalmente sorvolo sul come tali insulti rispecchino anzitutto come uno si vede.
    Dario, che delusione però!
    Visto che ho partecipato a tale discussione, chissà, forse ce l’avevi anche con me…
    Tranquillo, ‘sto frocione da tastiera lascia il tuo blog. (Frocetto no, è troppo poco per me).

  26. #len\y: veramente non ti conosco e non ho mai polemizzato con nessuno dei tuoi commenti. Ti faccio solo notare che il linguaggio usato in quei tweet andrebbe contestualizzato (il copia&incolla fa tanto Emilio Fede) e sicuramente i termini sono utilizzati in chiave ironica. E l’ironia si sa è merce rara, ma non cara. Poi se vuoi andare fai tu, qui non si deve necessariamente piacere a tutti/e. Ma non mi pare di averti mai mancato di rispetto e hai sempre potuto esprimere le tue idee in modo assolutamente libero.

    #Meursault: vedo che pur essendo molto critico col movimento (che è una realtà politica) sei molto informato circa il milieu commerciale (che fa da sponda a quello politico, finanziandolo). Non so che tipo di esperienza hai tu con le realtà gay italiane e sicuramente non è biasimabile l’idea di fare del circuito politico uno strumento di liberazione e non un pretesto per interessi altri. Ma tu descrivi il movimento solo come comitato d’affari e così non è. Ti invito a leggere le seguenti attività delle associazioni con le quali io collaboro:

    1. CCO Mario Mieli

    Roma, 13 novembre, ultimo incontro di formazione sulle malattie sessualmente trasmissibili – http://www.mariomieli.net/fatti-furbo-batti-il-virus-3.html
    Roma, 17 novembre, Flash Mob per il Transgender Day of Remembrance 2013 – http://www.mariomieli.net/flash-mob-per-il-transgender-day-of-remembrance-2013.html
    Roma, 17 novembre, Welcome per i/le nuovi/e arrivati/e (dove si parla di orientamento e identità di genere) – http://www.mariomieli.net/la-f-e-la-m-non-sono-le-uniche-lettere-ce-ne-sono-altre.html
    Roma, novembre 2013, Adesione alla campagna NoiNo.org (contro il femminicidio) – http://www.mariomieli.net/adesione-alla-campagna-noino-org.html

    sempre al Mieli, poi, ogni mercoledì c’è la riunione del gruppo giovani, e personalmente sto curando alcune presentazioni di libri, con autori e autrici di fama nazionale.

    2. Arcigay Catania

    Catania, 12 novembre, cineforum, “I ragazzi stanno bene” – http://www.mariomieli.net/la-f-e-la-m-non-sono-le-uniche-lettere-ce-ne-sono-altre.html
    Catania, 13 novembre, laboratorio di formazione politica, “Gaye conversazioni” – http://www.arcigaycatania.com/content/gaie-conversazioni-si-riparte

    e sempre Catania è in prima linea contro le malattie sessualmente trasmissibili, tanto da aver preso parte a un progetto di prevenzione di dimensione nazionale e da collaborare con l’associazione Plus, di Bologna.

    3. Stonewall GLBT Siracusa

    Nell’attesa che aggiornino il sito – http://www.stonewall.it/cosa-facciamo/ – ti faccio notare che l’associazione già da anni porta avanti un progetto contro il bullismo nelle scuole e che ha già attivato il proprio programma culturale, attraverso il cineforum, la presentazione di libri a tematica LGBT e la creazione di progetti culturali di contrasto all’omofobia.

    Come vedi esiste un movimento politico sano, fuori dai giochi di potere che lavora nel territorio e per il territorio. Poi esiste una comunità che da una parte può scegliere queste iniziative (oltre Mucca e le discoteche) o decidere di rinchiudersi in una sauna a non far nulla per il benessere collettivo. Per me è legittimo non essere in prima linea, nessuno deve fare qualcosa che non sente di fare.

    Ma qui ci si scaglia contro la stessa esistenza di queste realtà, molte delle quali lavorano sulle situazioni di disagio effettivo e, ripeto, nel territorio. Decretare, dall’alto della propria tastiera, che tutto è marcio e che nessuno fa qualcosa di veramente utile – e poi magari chi dice queste cose è il primo a non far nulla e/o a percepirsi come persona non degna di pari dignità perché omosessuale – è un torto grave alle persone che a livello gratuito prestano il loro tempo per rendere migliore la devastata situazione italiana. Situazione devastata a partire proprio dalla comunità LGBT non certo migliore del suo movimento.

  27. Pingback: Il movimento LGBT che piace a me | Elfobruno

  28. #Antonio
    Tu stuzzichi molto la mia radice culturale di stampo saussuriano… per non parlare delle considerazioni sul linguaggio fatte da un Foucault o da un Adorno!
    La parola “omosessuale” non piace neanche a me perché, come certamente saprai, ha un’origine medica neanche troppo neutra; tuttavia dobbiamo riconoscere che per rendere reale qualsiasi persona o fenomeno è necessario un processo di “sostantivizzazione”: in pratica, dobbiamo poter nominare persone e cose per riconoscerle come esistenti.
    Dunque, tra l’anonimato e una brutta parola, opto per la brutta parola. Impegnandomi, insieme ad altri, a farla evolvere verso definizioni più consone e positivamente caratterizzanti. Dobbiamo dichiarare chiusa per sempre l’era dell'”amore che non osa dire il suo nome”, secondo la celeberrima frase di Wilde.
    Per me “omosessuale” altro non è che il nome di una delle caratteristiche personali di ognun* (come i capelli brizzolati, l’altezza, il peso, il sesso biologico, ecc.), non un elemento discriminante e discriminatorio! E indica semplicemente la (prevalente o totale) attrazione sessuale e sentimentale verso persone del proprio sesso biologico. Tutto qui. Forse tu stai caricando un po’ troppo il significato della diade “etero” e “omo”-sessuale.

    La divisione tra mente e viscere la cui mediazione può venire (solo?) dal cuore credo sia applicabile a qualunque Essere Umano: ognun* di noi la vive quotidianamente e forse la nostra esistenza si realizza interamente in questa perenne tensione. Essendo una dinamica universale, non ne vedo un’applicazione specifica alla sola omosessualità.

    I meccanismi di creazione/distruzione sono anch’essi universali e intimamente connessi alla struttura di ogni Essere Umano: non credo affatto a quelle teorie che identificano solo nel femminile (coinvolgendo l’omosessuale in quanto percepito come “donna mancata”) l’origine del Male o del Disordine. Il film di Lars Von Trier “Antichrist” rappresenta un’ottima sintesi di queste per me bizzarrissime tesi che affondano la loro consistenza nella misoginia biblica e nel patriarchismo di cui gronda.
    Ti preciso anche che io non aspiro a una società interamente femminilizzata e “omosessualizzata”, cosa che non vuole neanche il da te vituperato “associazionismo gay”! Noi ci battiamo per una società in cui possano convivere il più armonicamente possibile maschile e femminile in un ambito di uguaglianza sociale per chi vive i propri sentimenti e le proprie attrazioni sessuali sia verso persone di sesso biologico uguale al suo, sia verso persone di sesso biologico opposto o indefinito. Tutto qui. Ti invito a riflettere invece sul fatto che il patriarcato imposto dalla nostra cultura giudaico-cristiana (per limitarci all’Italia) impone un modello unico che contrappone irrimediabilmente maschile e femminile elevando il primo e biasimando sistematicamente il secondo. E’ ora di integrarli (magari mediando col cuore?), non di sostituire al patriarcato un non meno esiziale matriarcato!!

    Il grattacielo cui mi riferivo metaforicamente è la costruzione di una uguaglianza almeno giuridica e di cittadinanza all’interno del sistema sociale nel quale viviamo, non mi riferivo a visioni escatologiche così impegnative! Né mi illudo che quell’uguaglianza possa costruire un “paese dei balocchi”. Di certo, però, renderebbe molto più vivibile l’esistenza di tante persone condannate a una morte sociale di fatto, che spesso si traduce drammaticamente in morte fisica. Questo obiettivo non può che confliggere con chi difende lo statu quo. Per questo parlo di “guerra”. Ogni diritto è una conquista, e una volta conquistato va difeso.

    Tu dici di rifiutare il mondo… anche a me non piace e non piacciono le sue logiche, però qui ci è dato di stare, perdipiù per poco tempo. E allora avverto come preciso e profondo dovere etico-morale spendere questo poco tempo che ho a disposizione per cercare di migliorare il più possibile la mia e la altrui esistenza. Per questo combatto senza sottrarmi.

  29. #Antonio
    Buongiorno! Non lo faccio mai causa Alzheimer congenito che mi affligge, ma stamattina mi sono imbattuto in una citazione che vorrei dedicare a te, a me, a Dario e a chiunque ha la pazienza di leggerci:
    “Il mondo non è stato attrezzato per l’allegria. La gioia va strappata a viva forza” (Majakovskij)
    Mi sembra un buon motivo per buttarsi in questo putrido mondo. ;-)

  30. #elfobruno
    Il problema non è la censura, se avessi censurato commenti come i miei ti saresti automaticamente autodefinito come autentico pezzo di merda, non l’hai fatto e io non solo ti riconosco questo merito ma ti dico che questo è l’unico elemento che mi dà qualche vaga speranza in un quadro altrimenti disastroso e disperato. Il problema è però la tua assoluta chiusura, il tuo totale rifiuto del confronto, che accidenti parlo a fare, perché accidenti dovrei continuare a perdere ore scrivendo lunghissimi commenti con una persona che non sa fare altro che ripetere ossessivamente le sue stesse, identiche, striminzite frasi, i suoi stessi, indiscutibili, stereotipati dogmi, come un disco incantato ? Te lo ripeto per l’ennesima volta (sperando che sia l’ultima), 1) io non mi sono MAI E POI MAI chiesto cosa il movimento ha fatto per me. 2) Ti posso assicurare con assoluta, inconfutabile certezza che il fatto che l’intero movimento omosessuale esista non ha cambiato di una virgola la mia vita, poteva benissimo non esserci e la mia vita sarebbe stata assolutamente identica, se devo ringraziare qualcuno sono solo coloro che hanno sconfitto il nazi-fascismo, non certo il movimento; voglio anche precisare che il fare in sé è irrilevante, anche il nazismo ha fatto, anche il fascismo ha fatto, anche la chiesa cattolica ha fatto, ecc…ecc…si può fare, si può fare moltissimo e farlo malissimo, il “fare” non è un argomento. 3) Cosa ho fatto, cosa voglio fare io per il movimento ? Mi sembra chiarissimo, un assoluto, totale nulla di nulla, io, se ancora non l’hai capito, del movimento me ne fotto come di più non si potrebbe, io mi interesso solo delle persone e solo per le persone sono disposto a mettere in gioco il mio tempo e la mia fatica. La mia imperdonabile “colpa” è di avere le spalle larghe, di non avere più bisogno di nessuno, la mia imperdonabile “colpa” è di essere adulto e quindi totalmente refrattario al vostro lavaggio del cervello, al vostro voler usare, strumentalizzare il prossimo. Io non voglio costruire nessun mondo, il mondo non mi interessa proprio, al massimo, se potessi (ma non so neanche da dove iniziare), vorrei costruire una comunità di fratelli ma una comunità di fratelli disinteressata al mondo, credo che ci siano strutture psichiche che sarebbero infinitamente più a loro agio e felici in una simile comunità piuttosto che nella vostra ma questo, nel vostro arrogantissimo dogmatismo, voi preferite non capirlo. 4) Ho detto e ho ripetuto fino alla nausea che non propongo minimamente la scomparsa del movimento, lo ripeto, ognuno vada per la sua strada e faccia quello che ritiene opportuno, sono anche convinto che sicuramente ci saranno brave persone nel movimento, persone in buona fede ma, se è per questo però, sono convinto che anche nel nazismo ci fossero brave persone in buona fede, il problema non sono le persone, le eccezioni ma l’ideologia ed è con quella che non potrò mai avere niente a che spartire. Trovo comunque grottesco, esilarante (ed estremamente eloquente del tuo modo aberrante di “pensare”) che ti vadano benissimo dei depravati che si ritrovano in dei porcai sponsorizzati dal movimento (che per il movimento non fanno nulla di nulla) ma non sopporti minimamente quelli che queste amenità non hanno mai praticato ma hanno lo scandaloso, inaccettabile ardire di pensare con la loro testa, di non farsi infinocchiare e non fanno, consequenzialmente, nulla di nulla per il movimento, molto, molto divertente. Se dopo queste ennesime precisazioni vuoi capire bene, se non vuoi capire bene lo stesso.
    Perché mai continui a dire delle assolute ovvietà ? Lo so bene che il tuo profilo Twitter è pubblico, guarda che, se non te ne sei accorto, c’è il collegamento sul tuo blog, basta cliccare…devo comunque segnarmi questa tue parole “CONTESTUALIZZARE” e “IRONIA”, che strano però sono le stesse identiche parole che usano certe squallide e merdose mezze calzette di politici quando fanno una figura di merda e non sanno come venirne fuori…Mi dovrò proprio ricordare queste parole quando un omosessuale viene denigrato, offeso, ridicolizzato su Twitter, su Facebook ma anche a scuola o al lavoro, questi poveri cretini di omosessuali non sanno proprio CONTESTUALIZZARE, questi deficienti non riescono proprio a cogliere L’IRONIA, sono così stupidi poveretti, non capiscono che si scherza, se poi si gettano dall’undicesimo piano è evidente che la colpa è solo loro che sono troppo stupidi e non sanno CONTESTUALIZZARE e cogliere L’IRONIA. Alla faccia ovviamente di tuoi sbandierati e disgustosamente ipocriti programmi contro il bullismo e l’omofobia, mi chiedo sinceramente come tu faccia a non vergognarti a scrivere certe cose così abominevoli e ipocrite. Io non ho fatto nessun copia e incolla, le frasi sono riportate integralmente e, del resto, tutti possono andare a controllare, abbi almeno la dignità di assumerti la responsabilità di quello che scrivi.
    Ultima cosa: mi spiegheresti dove, come mi sono autocommiserato ? O oramai sei nel pallone e scrivi parole a vanvera ?

  31. #len\y
    Di niente!
    Sono comunque sicuro che quegli insulti si riferivano pure a te, del resto se controlli bene le date e la contemporanea attività del blog ti renderai conto che, almeno per gli ultimi, solo noi due esprimevamo opinioni divergenti, Alby non scriveva più ma nei tweet si usa il plurale, cosa non casuale visto che stiamo parlando di un linguista…elfobruno dice di non averti mancato di rispetto ma a me sembra un’affermazione totalmente ridicola ed ipocrita.

  32. #Luca Perilli
    Buongiorno anche a te.

    Io non carico proprio nulla, prendo semplicemente atto che si mettono insieme persone inconciliabilmente diverse in categorie totalmente arbitrarie, tu, secondo me, semplifichi troppo, se il termine “bianco” fosse percepito, inteso come sinonimo di “nazista”, io mi ritroverei accomunato a Hitler, posso forse negare di essere bianco ? E poi, perché mai il fatto di avere poca melanina nella pelle dovrebbe essere oggetto di classificazione ? Non vedo proprio minimamente la necessità di appiccicare etichette addosso alle persone, io sono realissimo aldilà di qualsiasi mia definizione, la definizione è un’esigenza altrui non mia, la classificazione, l’etichettatura è, in realtà, l’aberrante desiderio di ridurre la vertiginosa e sfuggente complessità del mondo, dell’essere in dimensioni controllabili (che ci si vuole illudere siano controllabili), io, in realtà, non sono minimamente definibile, come non è minimamente definibile la vita, il nome dato alle cose crea semplicemente una realtà fittizia, illusoria che si vuole però spacciare per reale, crea separazioni, antitesi arbitrarie. Il discorso sarebbe lunghissimo e complesso e forse non è questa la sede opportuna per farlo, mi sembra però che tu attribuisci una valenza negativa alla non definizione perché la vedi come un tentativo di rifiutare ciò che si è ma se io amo un uomo, amo un uomo, c’è poco da rifiutare o da non dire. Mi irrita comunque dover ogni volta fare precisazioni e distinguo e non capisco perché tu mi hai fatto una simile domanda, cosa è cambiato adesso ? Hai capito di più di me ? Non credo proprio…

    La tensione fra mente, viscere, cuore è sicuramente umana e non specifica dell’omosessualità, non puoi negare però che nell’omosessualità assume spesso forme drammatiche e autodistruttive, non mi risulta, per esempio, che qualche eterosessuale abbia mai cercato di “guarire” dalla sua eterosessualità né mi risulta che nessun eterosessuale si sia mai ucciso perché eterosessuale, persino la tendenza alla promiscuità sessuale è molto più facile che scivoli verso l’auto distruttività negli omosessuali di quanto non accada per gli eterosessuali. Gli eterosessuali possono avere, ovviamente, conflitti dilanianti ma credo che certi grovigli di mente, istinto, cuore siano specifici dell’omosessualità, almeno di un’omosessualità vissuta all’interno di questa cultura, un omosessuale deve, tendenzialmente, superare un ostacolo per trovare in sé un’accettabile armonia e lo deve superare anche quando è un privilegiato psichicamente, in un eterosessuale per trovare conflitti dilanianti dobbiamo invece cercare strutture psichiche disastrate.

    L’altra volta mentre scrivevo l’ultima parte del mio commento mi rendevo conto che le mie parole erano alquanto sibilline, il problema, anche in questo caso, è che il discorso è estremamente complesso e ridurlo e renderlo comprensibile in poche righe è impresa disperata, credo proprio che non ci siamo capiti…io, comunque non ho mai auspicato la distruzione totale del mondo maschile per sostituirlo con un mondo femminile, non almeno come tu lo hai inteso, il problema, piuttosto, è nella tua smania attivistica e pragmatica, smania che è prettamente maschile ed eterosessuale, ne sei cosciente ? Tu parli di “tappe intermedie”, ma quali sarebbero queste tappe intermedie ? Che una donna torturi prigionieri in Iraq ? A me questo sembra andare nella direzione diametralmente opposta e contraria, le donne, gli omosessuali hanno oggi sicuramente più spazio e potere di un tempo, vedi forse il benché minimo accenno di femminilizzazione, omo sessualizzazione del mondo ? Io non ne vedo nessuno, anzi, il mondo è maschile ed eterosessuale come non mai. Secondo me le “tappe intermedie” proprio non esistono, o si rifiuta questa struttura, questo potere o si rimane imprigionati in questa struttura, in questo potere e si cambia tutto per non cambiare nulla nella sostanza, quello che forse non ti è chiaro è che un pensiero femminile, omosessuale distacca dal mondo per sua stessa natura, mi sembra fortemente contraddittorio da parte tua auspicare la femminilizzazione, l’omo sessualizzazione del mondo quando invece vuoi rimanere ben legato a una struttura maschile ed eterosessuale, tu vuoi, in realtà, un mondo popolato di maschi con forme fisiche diverse e di eterosessuali che si accoppiano anche fra di loro, vuoi solo un cambio di forma lasciando però intatta la sostanza. La distruttività a cui alludevo invece è proprio in un rifiuto irriducibile di un mondo maschile, non in un matriarcato concreto e reale, esiziale come e quanto il patriarcato, in un rifiuto di un inesistente moto lineare per sostituirlo con un moto circolare che non va da nessuna parte e torna perennemente su sé stesso. Il discorso sarebbe lunghissimo e anche in questo caso forse non è questa la sede opportuna.

    Ti ringrazio per la citazione che hai dedicato a me (e ad altri), sei veramente molto gentile ma, se avrai la pazienza di leggermi, penso che capirai che sono lontanissimo da questi entusiasmi, non credo nelle rivoluzioni, l’unica rivoluzione in cui credo è quella dentro sé stessi. Del resto non mi sembra proprio che questa gioia Majakovskij sia poi riuscito a strapparla…

  33. #elfobruno
    A proposito di censura…vedo che il mio lunghissimo commento indirizzato a te è in moderazione, devo sentirmi lusingato ?

  34. #Antonio: i commenti troppo lunghi WordPress li mette in moderazione in automatico. Come vedi, hai potuto esprimere ancora una volta la tua posizione, come sempre arrogante e basata sull’ignoranza. Il resto si valuta da sé. Ad ogni modo deve essere triste avere come valvola di sfogo la pagina di una persona che non stimi. Evidentemente il movimento o parte di esso a qualcosa ti serve… ;)

  35. #elfobruno
    Ignoranza di che cosa ? Come al solito fai affermazioni indecifrabili.
    Certo che il mio commento si valuta da sé, come si dovrebbe valutare altrimenti ? Perché continui a dire ovvietà ?
    Io vorrei capire cosa vuoi, vuoi l’ultima parola ? Dillo chiaramente e ti darò pure quella. Ti ho detto e ripetuto che basta una tua parola e non scriverò mai più sul tuo blog, perché non la dici questa parola ?
    Scusami se te lo dico chiaramente ma tu non hai capito nulla di nulla, io non scrivo tanto per me ma per te, mi indispettisce vedere una persona di quarant’anni ancora così gravemente immatura, se tu fossi realmente un uomo e non un ragazzino avresti, fin dal primo momento, detto: “rispetto la tua posizione ma io la penso diversamente” e ci saremmo potuti confrontare civilmente, e ti assicuro che il confronto, il dialogo serve a tutti, pure a te. Tu invece, immaturo come sei, hai bisogno di credere che esistano certezze assolute e indiscutibili (l’unica, inconfutabile certezza, te lo posso assicurare, è che non esistono certezze) e ti chiudi a riccio cercando (per difenderti) di denigrare, ridicolizzare, offendere il tuo interlocutore e pretendendo pure che tale interlocutore non reagisca. Parlane con il tuo analista…
    Poi pensa e credi quello che vuoi.

  36. #elfobruno
    P.S. Ti avviso che ci deve essere un malfunzionamento (???) di WordPress, ho scritto commenti più lunghi del mio penultimo commento e non sono stati mai messi in moderazione.

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