Diamo una lezione all’omofobia!

il pregiudizio, immagine di Maria Gonzales

Occorre partire da lontano. Perché il pregiudizio ricorre sempre, con formule sempre uguali. È già successo, in passato. Gli ebrei, ad esempio. Venivano considerati destrutturanti, per la comunità, poiché le loro tradizioni – il loro modo d’essere – segnavano una diversità incolmabile con gli altri, i cosiddetti normali. Si diceva che volessero conquistare il mondo, attraverso sette segrete. E si pensava che fossero un pericolo per i bambini: per la Pasqua ebraica, infatti, la leggenda diceva che gli ebrei rapissero e uccidessero i piccoli cristiani per impastare il pane azzimo con il loro sangue.

Anche delle persone LGBT si dicono, mutatis mutandis, le stesse cose. Sono un pericolo per la società di oggi, addirittura per la pace! (ricordate Ratzinger?), sono organizzati in lobbies per imporre il loro stile di vita attraverso la politica e i media e, soprattutto, si confonde troppo spesso l’omosessualità con la pedofilia.

Il pregiudizio, a ben vedere, non ha molta fantasia. Ma non si pone problemi a diversificare le sue vittime: donne, gay, ebrei, neri, rom, malati, ecc.

Le cause del male

Il pregiudizio nasce dal sessismo

Com’è possibile tutto questo? Attraverso il linguaggio. La narrazione biblica ci insegna che già migliaia di anni fa si era compreso che le parole hanno la capacità di costruire realtà. Se le parole che usiamo sono buone, verrà fuori una realtà migliore. E se invece usiamo parole malvagie, costruiremo un mondo cattivo. L’omo-transfobia è fatta solo di parole malvagie, così come il razzismo, il maschilismo, il sessismo, ecc. Non piacerebbe a nessuno di noi essere insultato con termini quali “frocio”, “brutta lesbica”, “sporco negro”, “puttana” e via discorrendo. Ma è quello che accade, a moltissime persone. Faccio notare, ancora, che si viene insultati perché non si è maschi come si dovrebbe essere, secondo la mentalità comune. O perché donne. O perché di pelle o religione diversa, sempre secondo il senso comune. Mai perché maschi eterosessuali bianchi.

Perché accade? Perché l’omo-transfobia è figlia del sessismo e sorella gemella del maschilismo. Il sessismo è quella mentalità che pretende che essere maschi (ed eterosessuali) sia la condizione privilegiata. Poi ci sono le donne, da usare a proprio piacimento. E nel gradino più in basso, tutti gli altri e le altre.

Quando noi diciamo a una lesbica che è un maschio mancato, le diciamo che per avere dignità, poiché non è “donna” come vuole la società, avrebbe dovuto essere altro da sé. Quando diciamo a un gay che è una femminuccia, lo paragoniamo al genere femminile come se fosse un insulto. Per gli omofobi, a ben vedere, essere femmine è una grave colpa. Ne consegue, quindi, che chi non è omofobo, sia egli eterosessuale o meno, ama davvero le donne e più in generale tutte le persone per quello che sono.

Matthew Shepard, assassinato per omofobia

L’omofobia fa male a tutti/e

Faccio notare un altro aspetto controverso della vicenda: trattare l’omo-transfobia come una questione limitata alle persone LGBT è il modo migliore per fare del male all’intera società. Essa non colpisce solo gay, lesbiche e trans. Fa danni a chiunque, senza che ce ne rendiamo davvero conto.

Fa male innanzi tutto alle persone LGBT, con i discorsi di odio, le discriminazioni, la stigmatizzazione, gli insulti, le violenze, gli omicidi.

Fa male a chi compie questi atti, perché trasforma le persone da esseri umani in criminali.

Fa male alle famiglie, perché se si scoprono con un figlio omosessuale o una figlia lesbica, c’è il rischio che la pace finisca al loro interno.

Fa male alla salute pubblica perché, per fare un solo esempio, l’HIV viene vista come una cosa che si prendono solo i gay e questo porta moltissimi eterosessuali ad abbassare la guardia.

Fa male all’economia, perché in molti, ad esempio, non possono accendere un mutuo perché lo stato non garantisce le famiglie formate da persone dello stesso sesso (e noi sappiamo quanto avremmo bisogno di un’economia più florida in questo momento storico!).

Fa male agli adolescenti, perché molti si suicidano quando vittime del bullismo a scuola. Ci sono casi in cui chi si uccide dichiara di essere gay. Ci sono altri casi in cui qualcuno, magari pure eterosessuale, si è lanciato da un balcone perché era solo “sospettato” di esser tale. E quando ciò avviene, a farne le spese non sono solo i ragazzi che decidono di farla finita, ma le scuole nella loro interezza su cui ricade la colpa e la vergogna per quello che è successo. Vivreste bene sapendo che pesa il sospetto, sulle vostre vite, di aver contribuito alla morte di qualcuno?

Verso il futuro 

Giuseppina La Delfa, presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, sposa la sua compagna

Quando in TV vi dicono che le persone LGBT vogliono distruggere la società fatevi una bella risata e spegnete il televisore. La verità sta da tutt’altra parte. Noi siamo parte integrante di questa società e non vogliamo distruggere nulla. Semmai vogliamo rendere il mondo di oggi un mondo migliore, più aperto, più libero e più accogliente.

Se sentire dire frasi quali “se tutti fossero gay, non ci sarebbero più figli e il genere umano si estinguerebbe”, ricordate a queste persone che nessuno di noi vuole che tutto il mondo sia gay, che non è possibile che tutti diventino omosessuali, che non siamo una chiesa che ha il bisogno di convertire gli altri per esistere. No. Noi vogliamo solo poter amare in pace le persone con cui stiamo e poterci innamorare di quelle con cui un giorno staremo. E ricordiamo pure che in Italia ci sono centomila bambini/e nati/e da persone LGBT.

Il mondo dei diritti, quello che esiste già in moltissimi paesi dell’occidente e di nuova democrazia, ammette che tutti i tipi di famiglia e tutte le forme di amore e sessualità (purché legali) abbiano la stessa cittadinanza. Il mondo dell’omofobia, invece, ammette un’unica forma di famiglia e nessuna concessione all’amore. Deciderete voi cosa essere, domani. Per quale squadra tifare, tra queste due.

Le cose cambiano, ISBN Edizioni, Milano, 2013, € 7,90

Vi faccio notare, infine, che è solo una questione di tempo. Come è già successo in passato con la libertà di professare la propria fede, con la liberazione degli schiavi, l’uguaglianza dei neri e delle donne, la fine delle persecuzioni degli ebrei. Il riconoscimento dei diritti delle persone LGBT è un altro capitolo dell’evoluzione della società umana. Possiamo rallentare il percorso – e sarebbe solo una preziosa perdita di tempo – ma non possiamo evitarlo. E invece noi dobbiamo decidere da che parte stare: se essere la macchina del tempo che fa muovere la storia, oppure se essere, di quella macchina, la polvere che vi si deposita sopra.

***

P.S.: questa “lezione” era stata pensata per l’incontro di ieri con le scuole romane, in occasione della presentazione del libro Le cose cambiano. Purtroppo gli allievi e le allieve invitati/e non hanno potuto raggiungerci per un altro impegno sopraggiunto. Spero di poter parlare con loro, in futuro, degli stessi argomenti qui trattati e di organizzare, quanto prima, un’altra presentazione di questo progetto, davvero importante per il futuro delle nuove generazioni.

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13 thoughts on “Diamo una lezione all’omofobia!

  1. Il massimo che avrete in Italia sarà la possibilità di un unione legale,ma in quanto alle adozioni,non succederà mai,a costo uccidervi uno per uno,casa per casa,sauna per sauna,discoteca per discoteca.

  2. @Louie, che belle parole, così profonde e forti. Chissà se sono dettate da puro spirito religioso o semplice dedizione politica.
    Ad ogni modo mi dispiace deluderti, te e quelli come te, non ci riuscirete mai. Ci avete già provato abbondantemenete senza riuscirci e che ti piaccia o no in questo stesso momento stanno nascendo omosessuali e magari li hai pure intorno (fratelli o sorelle, figli o figlie, amici, parenti) senza nemmeno saperlo. Finchè esisteranno gli esseri umani esisteranno i gay, quindi fattene una ragione e se proprio vuoi ottenere il risultato di eliminarci tutti dovresti prima eliminare tutti quelli che gay non sono, che ne so magari comincia da te.

    E pensare che non sono per le adozioni e, secondo me, le unioni legali sarebbero già una bella conquista…

  3. #Luoie: segnalerò questo tuo commento alle autorità competenti.

    #Marco: se si è esseri umani in toto, lo si è anche di fronte al concetto di matrimonio. Poi ognuno sarà libero, a legge ottenuta, di non sposarsi se si è contrari. Idem per quanto riguarda la genitorialità.

  4. Pingback: A costo di ucciderci tutti… | Elfobruno

  5. Pingback: Legge sull'omofobia - Pagina 10

  6. Pingback: DIAMO UNA LEZIONE ALL’ OMOFOBIA!

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