Antonella era lella

ilmatrimoniodimariaCircola da un po’ questa storiella di una ex femminista lesbica, poi convertitasi al cattolicesimo e, infine, “guarita” e ritornata sulla retta via dell’eterosessualità.

Posso portare la mia storia personale, per restituire l’esempio: un tempo ero cattolico e poi sono diventato frocio. Direi che sono guarito pure io.

E come me molti altri e molte altre. Se, come pensano all’Avvenire, la normalità sta nel dato quantitativo, occorre ammettere che è più “naturale” scoprirsi gay e che gli invertiti sono quelli che mescolano, fino a sostituirle, sessualità e fede.

Speriamo solo che tutto questo non produca l’ennesima apparizione sanremese di Povia. Con un titolo del tipo Antonella era lella. Perché poi, per il resto, la notizia è di per sé inutile.

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17 thoughts on “Antonella era lella

  1. Anche nei titoli sei un genio, dovresti scrive per il Fatto Quotidiano o per l’HuffingtonPost.
    Buona giornata
    Claudio

  2. L’articolo inizia così: “Ho scoperto di essere lesbica quando lavoravo negli ambienti universitari” un po’ tardi cara mia, e per i primi venticinqu’anni che cosa c’hai fatto con quella cosina là in basso: i riccioli?

  3. esistono anche i bisessuali, esistono tanti modi di vivere l’orientamento sessuale ma vorrei dire che la lesbica non è una donna che non ha fiducia negli uomini e prova molta più complicità con le donne..la lesbica è una donna che vuole scopare altre donne. Punto.
    L’orientamento sessuale (etero, gay, bisex) riguada solo il genere delle persone che scopi e/o vorresti scopare.

  4. “un uomo integro nella sua mascolinita`”…,ma che e`, un libro di Susanna Tamaro?
    Poi buttare tutto sulle donne colpevoli (che novita`) di mascolinizzarsi perche` invadono il campo degli uomini lavoratori e` davvero meschino.
    Secondo me non l’ha neanche scritto una donna.

    Detto cio` Elfo Bruno, la tua trovata di Antonella era Lella e` da applausi! E come sempre post ben scritto e interessante. Ad maiora!

  5. storiella autentica come una moneta da 3€.
    se ne fabbricano da sempre, per riempire la Posta del Cuore delle riviste femminili e/o per diffondere stupidaggini e fandonie a favore di qualche più o meno ignobile causa. e L’Avvenire non è quotidiano più autorevole della media italiota.
    saluti da Tod

    p.s.: “ma che e`, un libro di Susanna Tamaro?” brava Milly!

  6. Non riesco a capire tutto questo odio verso questa ragazza… io la conosco di persona e quindi confermo la veridicità della testimonianza contrariamente a quanto dicono molti che commentano (senza sapere nulla) in questo blog.
    Che fastidio vi da questa testimonianza? uscire dall’omosessualità è possibile e questa ragazza c’è riuscita perchè lo voleva e lo riteneva necessario per la sua felicità.
    Ma a chi non vuole o non sente il bisogno di cambiare che fastidio da se qualcun altro l’ha fatto? non è strana questa cosa? rifletteteci. ciao.

  7. mettiamola così: io sono guarito dall’eterosessualità. Si può uscire anche dall’essere eterosessuali. E non c’è bisogno di andare da un prete che ti esorcizza. Viene naturale.

  8. come ho già scritto questa donna probabilmente non è mai stata lesbica..tutt’al più una bisex o forse una etero “confusa”. Una lesbica non è una che non si fida degli uomini, è una che vuole scopare le donne.

  9. Signor elfobruno, io non metto in discussione la possibilità di cambiare orientamento sessuale sia da etero a omo che da omo a etero, ma quello che non riesco a capire è perchè quando una persona etero diventa omo viene osannata e applaudita, invece il contrario (da omo a etero) non viene accettato, creduto e viene solamente criticato, tutto qui.

  10. forse perché:

    1. nessuno osanna i cambi di orientamento, tranne gli integralisti cattolici

    2. l’orientamento non segue regole relative a un decorso medico, per cui se orientato in un certo modo è sano, e al contrario è patologico

    3. sono i fondamentalisti cristiani a fare dell’omosessualità un orientamento dal quale “si può uscire” come se fosse una tossicodipendenza.

    La signora ha calibrato il suo orientamento sull’eterosessualità? Buon per lei. Ma questo non dimostra che essere lesbiche sia una malattia dalla quale si può guarire.

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