Ecco cosa ha detto davvero Barilla

nobarillaAncora sul caso Barilla: cerchiamo di capirci. Come ho già detto nell’articolo pubblicato ieri, certe considerazioni era meglio tenerle per sé. Nessuno pretendeva spot con presenze gay e nessuno vuole che il marchio sia gay-friendly. Ci si augura, in linea di principio, che le dichiarazioni delle persone che rendiamo ricche con i nostri soldi non siano offensive.

Ma vediamo di ricostruire la vicenda, attraverso la trascrizione delle esatte parole dette da Barilla alla Zanzara (per chi vuole sentire l’audio può cliccare qui). Per una maggiore chiarezza, evidenzierò in grassetto le frasi infelici, dal mio punto di vista, e poi cercherò di spiegare perché esse riconducono a una visione discriminatoria delle persone LGBT.

Il contesto era il seguente: si parlava di famiglie multietniche e di integrazione degli stranieri. Guido Barilla fa notare che la sua azienda aveva già fatto uno spot con una bambina cinese che mangiava spaghetti. Quindi Cruciani chiede perché non fare uno spot con una famiglia gay. Ecco come prosegue il dialogo tra i due:

Barilla: «Diciamo che noi abbiamo una cultura vagamente differente. Per noi…»
Cruciani: «In che senso, scusi?»
Barilla: «Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane uno dei fondamentali valori dell’azienda… eh la salute, la famiglia, il concetto di famiglia…»
Cruciani: «Cioè non fareste mai uno spot…»
Barilla: «No, non lo faremmo perché la nostra è una famiglia tradizionale.»
Altro ospite: «Eh ma la pasta la mangiano anche i gay pero!»
Barilla: «E va bene, se gli piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, se non gli piace e non ci piace quello che diciamo faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’altra, ma uno non può piacere sempre a tutti per…»

Quindi, e lo dice Barilla stesso, per loro il concetto di famiglia è quello sacrale, ovvero, quello confessionale: fin qui nulla di male, nel senso che ognuno può credere ciò che vuole – anch’io posso far finta che la realtà non esista, ma ciò non impedisce alla realtà di esser tale – ma come è agevole vedere, il signore in questione fa una distinzione tra valori morali, legando per altro il concetto di famiglia tradizionale e sacra a quello di “salute”.

La mia domanda è: ma la famiglia fatta da persone dello stesso sesso è una famiglia non sana? Forse il patron del famoso marchio di pasta, nel suo intimo, pensa questo.

Non contento di aver fatto queste equazioni, forse a livello inconscio, rincara la dose: se ai gay piace questa realtà bene, altrimenti vadano altrove. Tipico atteggiamento dell’arrogante, con la verità assoluta in tasca. Come già detto, anche Rosy Bindi disse una cosa del genere alla festa dell’Unità di Roma due estati fa. L’Italia è questa, non c’è spazio per le rivendicazioni dei gay. Se vi piace è così, altrimenti ci sono gli altri paesi.

Mi chiedo quale sarebbe la reazione delle persone che si sono riconosciute in tali dichiarazioni se il loro capo, di fronte a una richiesta di miglioramento delle condizioni lavorative, avesse detto loro: “qui si fa così, se non vi piace potete sempre licenziarvi”.

Ma continuiamo con la vera chicca della vicenda:

Cruciani: «Cioè lei non farebbe mai uno spot con una famiglia omosessuale seduta a un tavolo.»
Barilla: «Non lo farei, non lo farei, ma non per mancanza di rispetto agli omosessuali che hanno diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri, ma perché non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica…»
Cruciani: «E che significa senza…»
Barilla: «Tra l’altro la donna, per tornare all’argomento di prima, ha un ruolo fondamentale che è la madre che è il centro concettuale di vita strutturale di questo…»
Cruciani: «Ma poi non è detto che la madre che serve la colazione come nei vostri spot poi non vada a fare il lavoro da manager magari.»
Barilla: «Scusi, ma ci mancherebbe altro, ma sua moglie non fa uguale? Mi moglie tutte le mattine…»
Cruciani: «Io vivo da solo.»
Barilla: «…fa la colazione per tutta la famiglia e poi va a fare il suo lavoro.»

Ebbene, a mio giudizio le frasi peggiori sono proprio queste. Tornerò dopo sul perché quel “disturbare gli altri” è irricevibile. Merita un approfondimento speciale, invece, la considerazione che ha il nostro della figura della donna. Soggetto – o forse dovremmo dire “oggetto”? – che può anche lavorare, se vuole, ma dopo aver assolto i suoi obblighi in cucina.

Angelo del focolare in primis. Visione tipicamente maschilista di chi, evidentemente incapace di metter sui fornelli una caffettiera, vuole che le donne siano al servizio degli uomini. Mi fa strano che nei commenti al mio articolo precedente, molte lettrici non si siano sentite offese da queste parole, ma d’altronde si sa, dopo un po’ ci si affeziona alle proprie catene. Abbastanza triste, converrete.

Ma andiamo avanti:

Cruciani: «Certo… ma infatti! Siamo alla follia. Senta però è interessante quello che mi ha detto lei: la famiglia gay no, però… ehm… io rispetto, però… qual è la frase?, mi sono scordato.»
Barilla: «No, io ho detto che rispetto… io rispetto tutti, facciano quello che vogliono senza infastidire gli altri.»
Cruciani: «E che vuol senza “dire infastidire gli altri”, scusi.»
Barilla: «Beh ognuno ha il diritto a casa sua di fare quello che vuole senza disturbare le persone che sono attorno ricchiedendo più o meno diritti che sono più o meno leciti, per esempio, qui ci addentriamo su fatti che sono un po’ lontani dalla pubblicità però che sono un fondamento comunque dei valori che…»
Cruciani: «Lei è contro il matrimonio omosessuale ad esempio, contro le unioni di uomini.»
Barilla: «No, il matrimonio omosessuale pensi che io lo rispetto, perché tutto sommato riguarda le persone che vogliono contrarre matrimonio, io una cosa che non rispetto assolutamente è l’adozione nelle famiglie gay, perché questo riguarda una persona che non sono le persone che decidono…»
Cruciani: «Però lei sa benissimo che i figli nati da famiglie omosessuali, ci sono tantissimi esempi, possono crescere tranquillamente e invece possono crescere male…»
Barilla: «Certo che crescono tranquillamente, devo dire che io che sono padre di alcuni più… primo padre… so le complessità che ci sono nel tirare su dei figli, spesso mi domando quali sono le complessità – già che ce ne sono tante così – quali sono le complessità di tirare su dei figli con una coppia dello stesso sesso
Cruciani: «Però non capivo l’espressione “purché non disturbino gli altri”…»
Barilla: «Esatto, un essere umano è un essere che può essere disturbato dalle decisioni di altri…»

Arriviamo quindi al nodo della vicenda. Essere omosessuali per Barilla è più o meno indifferente, ma ad alcune condizioni:

  1. vivere il più possibile in ombra il proprio modo di essere
  2. non richiedere diritti “più o meno” leciti
  3. non avere il diritto alla genitorialità.

Barilla sa che possono venir su dei bambini sani e felici anche nelle coppie omosessuali, ma il problema non è questo. Lui che è padre eterosessuale sa già quali sono le difficoltà per crescere un figlio. La condizione del gay o della lesbica, nella sua ottica, diviene uno svantaggio in più nel processo di crescita del bambino.

Ritorniamo sempre allo stesso punto: un gay o una lesbica non possono essere genitori come tutti gli altri perché, appunto, omosessuali. Ma proprio questa visione della realtà è di stampo omofobo. E, soprattutto, collide con una realtà di decine di migliaia di famiglie omogenitoriali che allevano i loro bambini e le loro bambine nel pienezza della dignità della persona.

E ritorna il discorso che una persona LGBT possa potenzialmente turbare, con la sua stessa esistenza, le vite degli “esseri umani”, operando anche una bella distinzione tra chi rientra nel rango umano (e si sente disturbato dalla presenza dei gay) e chi evidentemente è altra cosa.

Per quelli che “l’omofobia non esiste”, per quelli che “ha solo detto il suo pensiero, che male ha fatto”, per chi sostiene – e anche qualche omosessuale ha peccato, diciamo così, di ingenuità – che dobbiamo smetterla di “fare vittimismo”, questo impasto eterogeneo di perbenismo, di concessioni a corrente alternata e di dichiarazioni poco felici rientra nella libera e semplice libertà di espressione.

Il che può essere pure, nessuno lo mette in discussione. Ma le parole non sono mai neutre e hanno un valore molto specifico.

Le parole di Barilla non lasciano spazio a molte interpretazioni: per il nostro, puoi essere gay a determinate condizioni. Altrimenti dai fastidio. E ribadisco: se io dicessi a un nero o a un ebreo che possono essere tali ma fino a un certo punto, verrei tacciato di razzismo. In democrazia tutti e tutte possono essere ciò che vogliono, nei limiti della legalità semmai, e non certamente in modo parziale per non disturbare la maggioranza di chi si sente “normale”. Non si capisce perché per le persone LGBT si fanno deroghe, quando vengono insultate, in nome della semplice libertà di espressione.

O forse il perché si capisce, ma a quanto pare la pretesa del “rispetto” per le opinioni del signor Barilla coincide con il non tollerare che gay, lesbiche, trans, ecc, abbiano una propria idea in merito.

Tutto questo altrove ha un nome ben preciso. Comincerei, fossi in chi sostiene la legittimità delle parole riportate, a confrontarmi con questa realtà. Chissà che non abbia qualche sorpresa.

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20 thoughts on “Ecco cosa ha detto davvero Barilla

  1. mi scuso della divagazione, io penso pure che fra il “basta che non diano fastidio” di Barilla e il “se uno è gay e cerca il Signore” di papa Cecco che ha così entusiasmato le anime belle non ci sia tutta questa differenza, ma so di essere una cattiva persona…

  2. E comunque, come al solito, le lesbiche non esistono, visto che il problema della famiglia omosessuale è la mancanza della donna…

  3. caro elfobruno, tutto il dialogo tra cruciani e il sig Barilla, è anche peggio, delle frasi estrapolate.
    Anche poi le smentite che ha fatto, hanno un vago suono di arrampicamento sugli specchi. Un abbraccio, Lorenzo

  4. Più che omofobia (per me c’è, ma solo come sottofondo culturale), io nelle parole di Barilli leggo tanta confusione: lo stesso si contraddice, in primis, quando dice “senza infastidire gli altri”, che non penso significhi che “i gay devono vivere nell’ombra”, ma che per lui non devono rompere le scatole per chiedere “diritti più o meno leciti” (?), salvo poi dire di essere perlomeno a favore del “matrimonio gay” ,che però – e qua casca l’asino – in Italia non esiste, ed è quindi è veramente difficile chiederlo senza infastidire qualcuno.
    Per il resto, sottofondo culturale a parte (di cui non gli faccio specificicaemte uan colpa, essendo ancora matrice comune di molte persone, anche lievemetne gay-friendly), quello che mi ha dato maggiormente fastidio è stato l’invito a rivolgermi pure ad altre marche, frase per me irricevibile da parte di un uomo d’industria e che credo non avrebbe mai rivolto a un’altra categoria di consumatori.

  5. senti, ma ti rendi conto che ti sei messo quasi a fare lo spelling del discorso di quel pirla…io non capisco tutto questo caos mediatico intorno a questa vicenda…come se barilla fosse il ministro delle pari opportunità. Lui è a capo di una azienda e la loro comunicazione è sempre stata di un certo tipo e mi sembra coerente con quanto ha espresso…poi può aver usato alcune espressioni poco adeguate…ma minchia non ha fatto uno spot contro i gay…scusa ma non è barilla che deve far politica, non lo hanno eletto ministro delle pari opportunità…è tipico di questo paese del cazzo in cui viviamo…accettiamo che i nostri rappresentanti istituzionali pronuncino frasi discriminatorie agghiaccianti e poi speriamo che barilla, balotelli e gente simile faccia le crociate per i diritti delle persone…maddai!! chiudo la mia sbrodolata dicendo che sono a favore di qualsiasi tipo di famiglia, anche un uomo e un frigorifero o una donna e un tavolo per me possono essere famiglia…giusto per non rischiare che questo commento venga interpretato come omofobo o discriminatorio…

  6. michiamoblogjamesblog: mi occupo di linguaggio e di questioni di genere. E alcuni gay che conosco hanno bollato la cosa come “politica aziendale”. Volevo solo spiegare il mio punto di vista, tutto qui… ;)

    P.S.: se c’è uno che non tollera le dichiarazioni di certi politici, quello sono io.

  7. Non liquidiamo sempre i moti di indignazione spontanei con il solito “eh ma è un pirla, ignoriamolo, sono altre le cose importanti!”
    Le dichiarazioni di Barilla, dal punto di vista del linguaggio, sono molto gravi. Barilla dice: “Non lo farei, non lo farei, ma non per mancanza di rispetto agli omosessuali che hanno diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri, ma perché non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica…”
    Perché come “la pensano gli omosessuali”? Barilla ci lascia intendere che la sua, nei confronti degli omosessuali, è una mera divergenza di opinione. Il vero nodo della faccenda è che l’omosessualità non è una ideologia, una corrente di pensiero, uno stile di vita. Un omosessuale è omosessuale, allo stesso modo in cui è una persona è bianca o nera; la differenza fra un eterosessuale o un omosessuale non sta in una diversa concezione della vita, ma nell’essere diversi.
    Pertento è assolutamente impossibile relegare l’affermazione di Barilla nell’ambito della libera espressione del pensiero, perché Barilla non sta contestando l’opinione o le azioni di qualcuno (hanno il diritto di FARE quello che vogliono), ma sta contendando il modo di essere di una categoria di persone.
    Per questo il suo pensiero è affine al razzismo o all’antisemitismo, perché lui non approva le persone per ciò che SONO, non per ciò che pensano o ciò che fanno. Tanto che gli omosessuali, per non disturbarlo, devono fingere di non esserci, cioè essere se stessi solo all’interno delle mura domestiche.
    Per ciò che riguarda il diritto di una azienda a fare ciò che vuole: Barilla dovrebbe vendere pasta, non un’idea di famiglia. Non sta alla Barilla, una azienda, spiegare agli italiani cosa è una famiglia e cosa no: che faccia della buona pasta, che è quello che compete ad una azienda che produce pasta. La gente compra una pasta perché è buona, perché c’è un ottimo rapporto fra qualità e prezzo, non certo perché chi la produce insieme al pacco di pasta cerca di venderci la sua visione del mondo…

  8. Barilla ha detto cavolate omofobe e ispirate al conservatorismo più gretto e non c’è nemmeno da discuterne. Ciò dettonon penso che una manager che poi qualche volta cucina per sè e per i propri cari sia una “affezionata alle sue catene”..io evito di giudicare

  9. Mi associo a Ricciocorno, e aggiungo: è chiaro che “Le lesbiche non esistono”. Infatti le donne sono solo quelle che portano in tavola la pasta (Barilla) per una famiglia etero. Non solo, ma lui è così moderno che queste donne servizievoli le immagina pure “multitatskng”: manager, (ma perché non operaie, e magari impiegate in una ditta di pulizie?) che si accollano gratuitamente tutto il lavoro di cura e di servizio domestico, e che poi escono a guadagnarsi da vivere, per sé e per la loro bella famigliola etero che se ne sta seduta a tavola ad aspettare di essere imboccata. Olé. a proposito, come mi ha fatto notare una mia amica, la vera donna tradizionale non compra la pasta di produzione industriale, ma la pasta se la fa in casa. E così i sughi, per dire. Potenza creativa della pubblicità che fa passare per “tradizione” quel che devono venderci.

  10. vi state indispettendo su quel che dice questo tizio ma ha espresso un suo concetto di famiglia tradizionale e se ha caratteristiche omofobe o meno saranno pure fatti suoi non è di certo grazie a lui che gli omosessuali non hanno quelli che loro chiamano “stessi diritti” non è questo il contesto giusto ne’ per approfondire un tema tanto complesso con uno che nella vita non ha fatto altro che produrre pasta;cioè in Italia c’è una forte omofobia generica smettetela di farne un caso nazionale solo perchè lui è ricco..soliti Italiani pecoroni e invidiosi..! Se non è capace di fare la colazione è normale che chieda alla moglie,magari anche solo per il piacere di farsela fare non per un dovere imposto o di natura matriarcale..ma smettetela e pensate alle cose serie che lo Stato sta demolendo famiglie,omosex e non,..! Piantatela

  11. L’ha ribloggato su Lovely Records e ha commentato:
    Questo è il caso della settimana, se ne discute ovunque nei social network, e ne ho discusso a più riprese con mio padre e mia sorella.
    In casa mia, così come fuori di essa, sono sempre stata apertamente schierata a favore delle cause LGTB, mentre mio padre è più sul tono ‘Barilla’, famiglia tradizionale, rispetto per tutti ma sacrosante limitazioni … Senza le scuse finali. Mia sorella è seccata invece da tutto questo proliferare di ”gayismo nelle serie tv”, e chissà perché ogni volta cita proprio Glee, ma questa volta anche lei era d’accordo con me, nel dire che le affermazioni di Guido Barilla sono state offensive, doveva assolutamente correggere il tiro. Non avete idea di quante discussioni si facciano a casa mia su questo tema, e non dico in modo negativo. Mi piace che ci sia la libertà di parlarne, anche se abbiamo opinioni diverse. Anche se a volte mi sembra di sbattere la testa contro un muro.
    Purtroppo non sempre riesco a spiegare tutte le mie ragioni quando mi infervoro con i miei famigliari. Sono molto più brava con la penna, molto più razionale e lucida sulla carta. Le parole sulla lingua sono troppo calde quando vengono sfornate, per questo si dovrebbe aspettare a sfornarle, e poi passarci le giuste spezie sopra. Uno particolarmente bravo sulla carta è Elfobruno, e quando capitano cose del genere mi piace andare a vedere come ci ha rimuginato sopra. Non sempre sono d’accordo con lui, ma per il caso Barilla mi permetto di condividere parola per parola. Non si tratta solo di omofobia, si tratta di maschilismo, e si tratta di offendere senza ragione di farlo. E sottolineo, se al posto di famiglia gay, tu ci metti famiglia negra, famiglia di gialli, famiglia musulmana, il concetto non cambia. Sempre razzismo è. E a me i razzisti fanno schifo.

  12. Chissà perché a me, Roberta, la questione pare molto seria. Se anche secondo te “in Italia c’è una forte omofobia generica” magari parlarne serve.
    Il caso è diventato nazionale non perché questo signore è ricco, ma perché ne ha parlato alla radio all’Italia intera.
    E forse sì, “non è di certo grazie a lui che gli omosessuali non hanno quelli che loro chiamano “stessi diritti””, ma tanti Barilli insieme fanno una gran parte della nazione.
    E non è questa la prima né l’unica volta che, a partire da dichiarazioni discutibili, si innesca un discorso generale.
    Perché questa volta non se ne può discutere? Quando parlerà chi e in quale contesto si potrà farlo?

  13. Carola,bisogna che gli omosessuali stessi vadano per richiedere i loro diritti ma verso la Legge,perchè i Barillini di cui parli,rimarranno tali anche qualora dovessero esserne finalmente riconosciuti i suddetti..di gente che parla ce ne sarà comunque,alla radio sui social network etc..ecco perchè dico che nn fa la differenza..poi quando si tratta di omosessualità a me viene solo da dire “Maria,butta a ‘ pennaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” ahah simpatico modo per intendere che per me tutti siamo uguali e non c’è niente da discutere se non,ripeto,in termine di legislatura.L’opinione di molta gente.ahime’,rimarrà cmq invariata,il Signor Barilla non servirà nemmeno per fare propaganda all’omofobia! Sta solo pagando lo scotto del ragionare alla maniera tradizionale…

  14. Certo che con la parola ‘omofobia’ oggigiorno tutta Italia ci si riempie La bocca. Anzi tutto il mondo occidentale che va avanti con la pseudo cultura dei format americani.
    Non si può più avere un’idea diversa da ciò che la TV ci impone sia politically correct. Se uno coi suoi soldi vuole mostrare la propria idea di famiglia (certo non meno lecita di quella omosessuale e -tra l’altro- l’unica riconosciuta nel proprio paese ad oggi) vuene subito crocifisso come ‘omofobo’. Ha dunque ‘paura’ dei gay secondo voi?
    L’assurdità sta nel fatto che- per tutelare una minoranza (cosa sacrosanta e giusta)- si è finiti per sminuire la maggioranza. Non solo (per non essere ‘omofobi’) non di deve parlar male degli omosessuali (ripeto:cosa sacrosanta) ma si DEVE parlarne bene e pubblicizzarli. Per forza.
    Poveri noi.

  15. Roberta
    …bisogna che gli omosessuali stessi vadano per richiedere i loro diritti ma verso la Legge…

    Lo fanno. E per questo “infastidiscono”…

    …L’opinione di molta gente.ahime’,rimarrà cmq invariata,il Signor Barilla non servirà nemmeno per fare propaganda all’omofobia!…

    Dunque, non bisogna parlarne, non bisogna esprimere un parere?

    ray
    …Non solo (per non essere ‘omofobi’) non di deve parlar male degli omosessuali (ripeto:cosa sacrosanta) ma si DEVE parlarne bene e pubblicizzarli. Per forza…

    Dove lo hai letto? Non mi sembra che qualcuno abbia chiesto una cosa del genere…
    La discussione nasce da ben altre parole pronunciate da Barilla. Se leggi bene l’intervista capirai quali.
    Non è successo che una mattina ci si è svegliati e si è preteso che Barilla facesse uno spot con una famiglia arcobaleno.

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