Liceo Mariotti: gli allievi difendono il prof di religione

Per completezza di informazione: mi ha scritto Francesca Saccomandi, una studentessa del liceo di Perugia di cui si è parlato, e molto, ieri su tutti i media per il famigerato questionario sulle “colpe” dell’uomo. Riporto integralmente la sua lettera:

A nome della classe 3b, del liceo classico A. Mariotti.

Di recente sul web si è scatenato un putiferio mediatico dovuto ad una foto, pubblicata su un social network, che mostrava un questionario sottoposto alla nostra classe durante l’ora di religione. A fare scandalo è stata proprio la consegna del questionario, che recitava: “Attribuisci un voto da 0 a 10 in ordine di gravità sulle principali colpe di cui ci si può macchiare” e che citava in elenco, fra “omicidio” ed “infedeltà coniugale” anche le discutibili voci “omosessualità” e “metodi contraccettivi”.
Da qui, Omphalos Perugia ha deciso di diffondere, nel mondo virtuale e non, l’idea che nella nostra scuola si utilizzino metodi educativi impregnati di omofobia, antiquati e discriminatori.
Il fatto in sé sembrerebbe più che legittimo, se non che a nessuno è venuto in mente di verificare cose fosse effettivamente successo in classe: il questionario è sì stato distribuito, ma con tutt’altro scopo.
Pur essendo noi d’accordo riguardo l’incredibilità di una consegna del genere, del tutto inapplicabile e straripante di pregiudizi, vorremmo fare presente i reali obbiettivi del questionario. Quest’ultimo viene distribuito in Terza liceo (e cioè all’ultimo anno di superiori) proprio perché ci si aspetta un approccio maturo e distaccato anche riguardo alla forma (sbagliata) in cui viene espresso.
Il professore di religione ha infatti subito specificato che il compito non era che l’estratto di un’indagine sociologica di anni ed anni or sono. Ci ha tenuto a precisare come la voce “omosessualità” non fosse giustificabile. Ma soprattutto, non richiedeva nient’altro che un confronto diretto su temi come l’aborto o il suicidio, anch’essi presenti nella lista.
L’esercizio era infatti mirato a provare, in una classe in cui giustamente convivono le opinioni più disparate, che pur vivendo secondo un pensiero relativista vi sono e saranno sempre dei livelli che nessuno di noi saprebbe valicare.. per fare un esempio, si è riscontrato che l’intera classe ha considerato l’infanticidio una colpa gravissima, a prescindere dalle inclinazioni culturali di ciascuno.
Non era dunque che una semplice discussione sul concetto di “bene” e “male”, non secondo la morale cristiana, ma l’etica personale.
Il fatto è che, probabilmente con troppa leggerezza, una copia della fatidica lista è stata resa pubblica su facebook, ed ha catturato l’attenzione di numerosi bloggers, giornalisti e gestori di pagine web contro l’omofobia.
Quello che ci lascia basiti non è tanto la risonanza della foto pubblicata, che estrapolata dal suo contesto farebbe infervorare chiunque, ma le invenzioni dei giornalisti a scopo di creare polemica. Sono infatti continue le supposizioni e le illazioni quasi diffamanti rivolte alla nostra scuola, dove, senza ombra di dubbio, non siamo formati a questo tipo di schietto e povero giudizio su temi tanto importanti.
Al Liceo classico Mariotti non si insegna l’omofobia.
Ci dispiace che associazioni che dovrebbero svolgere un lavoro costruttivo per la comunità, come Omphalos Perugia, ritengano che sia necessario questo genere di esagerazione e continua rincorsa allo scandalismo per operare in favore dei diritti per gli omosessuali.
Ci piacerebbe far sapere loro che nel piccolo ambiente in cui viviamo, sta diventando difficile trovare chi si ostina a perpetuare una mentalità omofoba.
Siamo in un liceo classico. L’amore fra Patroclo e Achille è programma di quarto ginnasio.

La giovane allieva si lamenta, perciò, della “semplificazione” giornalistica e mediatica per cui il suo insegnante sarebbe stato accusato e ingiustamente di omofobia. Ho risposto così a Francesca e alla sua classe:

“Cari studenti e care studentesse del Liceo Mariotti,

adesso io non metto in discussione che la finalità del progetto fosse altra rispetto a quella che si può desumere dalla lettura di quel test. Ma permettetemi di farvi notare che il linguaggio – come voi fate notare in questo spazio – non è qualcosa che va trattato con leggerezza.

Innanzi tutto, viviamo in un tempo tecnologico, per cui si poteva benissimo cambiare il questionario, magari eliminando le voci ritenute controverse dal vostro stesso insegnante.

In secondo luogo, il problema non sta solo nella presenza della parola omosessualità, ma anche in altre voci, ugualmente discriminatorie.

Il test parla chiaro: c’è un novero di colpe e tra quelle c’è l’omosessualità. Forse il vostro insegnante non vuole farvi arrivare a questa semplificazione ma di fatto vi ha sottoposto un documento in cui essere omosessuali o hiv positivi è visto alla stregua di uccidere bambini e stuprare donne.

Cosa avrebbe detto un ebreo se avesse letto, in quell’elenco, la dicitura “essere giudei”? E un africano come avrebbe reagito di fronte a un “essere neri”?

Forse le intenzioni del vostro docente non sono cattive e infatti ho cambiato, come mi è stato richiesto, il titolo del mio articolo per correttezza nei vostri confronti. Ma gli effetti sono quelli di disseminare, anche a livello inconscio, il pregiudizio per cui in una rosa di peccati e reati esistono tipologie di persone destinate a esser viste e raccontate con le categorie del “male”.

Forse al vostro professore sarà dispiaciuto che un aspetto della sua vita – il suo insegnamento – sia stato banalizzato e tacciato di omofobia di fronte a un documento a dir poco controverso, ma adesso forse sa qual è il trattamento che la sua chiesa riserva, con le stesse identiche dinamiche seppure invertite, a chi viene accusato di “omosessualità”.

Rifletterei su queste questioni, prima di difendere un atteggiamento considerato solo troppo leggero. Io credo che ci sia della pesantezza in tutto questo e l’aspetto gravoso della vicenda sta proprio nel fatto che da quell’elenco non siano state tolte le voci che richiamano determinate condizioni personali e le scelte individuali, confondendole con crimini e reati.”

Annunci

23 thoughts on “Liceo Mariotti: gli allievi difendono il prof di religione

  1. Gentile Dario, leggo spesso i tuoi post, e devo dire che è raro trovare argomentazioni logiche così chiare e precise come le tue. Anche questa volta trovo logicamente incontestabile quello che affermi, ma penso siano parole totalmente sprecate. L’ultima parte della risposta della studentessa Saccomandi rivela il solito atteggiamento omertoso e doppio, che, nel sottolineare un presunto eccesso di scandalismo delle associazioni LGBT, richiama il classico “fai quel che vuoi ma fallo a casa tua”. Se ancora mi fossero rimaste parole, non le direi a chi continua a puntare il dito, non ho bisogno di convincere nessuno, ma a chi viene preso continuamente di mira. E’ ora, da tanto tempo, di ribellarsi, a muso duro, senza scuse. Il prezzo da pagare è alto? Non sempre, a volte sono solo 10 minuti di imbarazzo e, anche se così non fosse, bisogna finirla, non è più tempo di abbassare la guardia. Un questionario del genere, al liceo, avrebbe scatenato le mie ire: Internet non aveva questa diffusione (parliamo di 12-13 anni fa), ma in classe sono sicura ci sarebbe stato il putiferio. Qui invece si continuano ad alzare scudi a difesa di chi sta in cattedra. Ma scherziamo? Chi volete che ci conceda rispetto e uguaglianza se non siamo noi a conquistarceli?

  2. Io credo che se un insegnante semplicemente si fermasse a pensare che nella propria classe potrebbe sedersi una ragazza o una ragazzo omosessuale, che magari, non è dichiarata o dichiarato, o che sta facendo i conti con la propria identità e il proprio orientamento sessuale, capirebbe immediatamente la gravità del gesto che compie sottoponendo quel questionario, datato ma che in fondo considera accettabile. Io a sedici anni, in terza superiore, sapevo già di essere gay ma non avevo il minimo coraggio di parlarne con nessuno. Se avessi preso in mano quel questionario, con qualsiasi premessa o tentativo di edulcorarlo, sarebbe stato comunque uno di quei giorni in cui mi sarei sentito un po’ morire dentro. Non parliamo poi del fatto che avrei voluto sapere i voti dei miei compagni o di come mi sarei sentito nel corso di una discussione in cui sarei potuto essere uno dei “temi” senza la forza di espormi e di potermi difendere in nessun modo. La vergogna dell’insegnante e del liceo è giusta e doverosa, pure troppo poca.

  3. Non so, nemmeno io ne parlavo con nessuno, al liceo, ma non passavo dall’altra parte della barricata. Tale era il mio espormi, come anche l'”estremismo” con cui parlavano il mio corpo e i miei atteggiamenti, che qualcuno se l’è fatta e me l’ha fatta qualche domanda. Da parte mia, e me la facevo sotto, risposta sempre aperta: non so, può darsi, e via dicendo. Forse, e lo posso capire, per un uomo è diverso, e conta l’ambiente.
    Certo è che la risposta della studentessa rivela una paraculaggine incredibile, che mi fa paura ancora più del prof di religione. E poi, se le persone, quando parlano, sono abituate a pensare che è impossibile che abbiano proprio di fronte a loro un/una omosessuale, non è forse perché glielo sbattiamo in faccia un po’ troppo poco?

  4. Bene hai fatto a contestare e buoni i tuoi argomenti, mentre gli argomenti della lettera sono, a dir poco, scivolosi ed ambigui.
    La studentessa ha fatto il compitino per cavare dai guai il professore di religione (che solo a scriverlo che qualcuno insegna a scuola religione mi viene l’orticaria) scrivendo sotto dettatura di un folto gruppo di suggeritori, in cui immagino, neanche tanto nascosto, anche il dirigente scolastico.
    Siamo nel campo del “sono stato frainteso”, “è decontestualizzato” ma soprattutto…”il liceo non è omofobico”, mantra di tutti gli istituti che hanno visto morire studenti perseguitati dall’omofobia più o meno palese e più o meno tollerata… e ci mancherebbe solo che un liceo si definisse fieramente omofobo!

  5. È solo una sensazione, o un’intuizione o magari un pregiudizio, non lo so, ma così, a caldo, dubito che il professore di religione abbia davvero fatto quel distinguo.

  6. Questa lettere è evidentemente il parto di un burocrate:mi rifiuto di pensare che una studentessa di terza liceo possa scrivere una frase del genere: “Pur essendo noi d’accordo riguardo l’incredibilità di una consegna del genere, del tutto inapplicabile e straripante di pregiudizi, vorremmo fare presente i reali obbiettivi del questionario.”
    Rilevo, inoltre, ancora l’incongruenza della frase “un’indagine sociologica di anni ed anni or sono” con la presenza nella lista della “esportazione dei capitali”, argomento venuto alla rinarta non più di due o tre anni fa.
    Nella lista ci sono poi altre assurdita come il “non credere in dio” o l'”uso di contraccettivi” rubricati come colpe

  7. @principekamar:
    «C’è qualcosa che non va, perché sul Fatto Quotidiano si dice che non ci siano state spiegazioni alla consegna se non dopo la protesta di uno studente»

    Sul Fatto Quotidiano si potrebbe leggere anche che Bertone la sera fa festini con giovani fanciulle sedate… Non per questo è necessariamente vero.

    @Remo:
    «Questa lettere è evidentemente il parto di un burocrate:mi rifiuto di pensare che una studentessa di terza liceo possa scrivere una frase del genere: “Pur essendo noi d’accordo riguardo l’incredibilità di una consegna del genere, del tutto inapplicabile e straripante di pregiudizi, vorremmo fare presente i reali obbiettivi del questionario.”»

    Hai così scarsa fiducia nelle capacità di una diciottenne/diciannovenne?
    Sta pur sempre studiando in un liceo classico, dove l’insegnamento della lingua italiana dovrebbe essere uno dei capisaldi. Non ti pare?

    Il problema è forse il termine “consegna”? Non vedo cosa ci sia di così peregrino in quella frase…

    «Rilevo, inoltre, ancora l’incongruenza della frase “un’indagine sociologica di anni ed anni or sono” con la presenza nella lista della “esportazione dei capitali”, argomento venuto alla rinarta non più di due o tre anni fa.»

    Essì! Proprio due o tre anni fa… Tanto per fare un esempio:
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/08/17/esportazione-di-capitali-il-lloyd-adriatico-si.html 1985, due o tre anni fa! E basta fare una ricerchina per trovarne altre decine.

    «Nella lista ci sono poi altre assurdita come il “non credere in dio” o l’”uso di contraccettivi” rubricati come colpe»

    Ti sembrerà assurdo (non me ne meraviglierei affatto), ma anche l’uso di contraccettivi è immorale per la Chiesa cattolica.

    Sul non credere in Dio valgono invece le altre considerazioni da me fatte in precedenza e confermate dal commento della studentessa: l’intento era quello di far ragionare su ciò che è per ciascuno di noi male e ciò che è bene.

  8. Sì, infatti perché prima del rientro dei cosiddetti “capitali scudati” l’esportazione dei capitati all’estero era un argomento talmente presente nella coscienza degli italiani da essere inserito nella lista, vero? vada a cagare assieme alle sue melense supercazzule!.
    Ribadisco che una lettera così stilisticamente mal scritta, solo la mente bacata di un burocrate poteva partorirla.
    Per il resto lascio che sia l’autore del blog a riponderle, visto lo spam che ha lasciato.

  9. Remo scripsit:
    «Sì, infatti perché prima del rientro dei cosiddetti “capitali scudati” l’esportazione dei capitati all’estero era un argomento talmente presente nella coscienza degli italiani da essere inserito nella lista, vero?»

    Il fatto che non fosse ridondato come è attualmente non significa che fosse argomento ignoto ai più. Suvvia un po’ di elasticità mentale! È pur sempre “prerogativa laica” no?
    La mia obiezione verteve solo sulla sua iperbole per cui sarebbe venuto alla ribalta “non più di due, tre anni fa”, contro ogni evidenza giornalistica.

    «vada a cagare assieme alle sue melense supercazzule!.»

    La saluto calorosamente anche io! E la invito altrettanto a vivere serenamente i rapporti dialettici.

    «Ribadisco che una lettera così stilisticamente mal scritta, solo la mente bacata di un burocrate poteva partorirla.»

    Sarebbe mal scritta? Pensavo che il problema fosse opposto! Anche perché ultimamente ne sono usciti di articoli che evidenziano il decadente livello medio di italiano degli studenti universitari… Di che meravigliarsi dunque?

    Questa semmai è una prova dell’autenticità.

    «Per il resto lascio che sia l’autore del blog a riponderle, visto lo spam che ha lasciato.»

    Ma almeno sa il significato della parola spam? Così, giusto per dire!

  10. Un altro commento scandalizzato di un’altra studentessa del liceo classico in questione, Camilla Vivenzio:
    http://www.umbria24.it/perugia-arcy-gay-questionario-di-religione-al-mariotti-sulle-colpe-delluomo-tra-furto-e-guerra-anche-lomosessualita/212813.html

    «Se non sapete le cose state zitti. Non era un compito in classe, era semplicemente un questionario NON SCRITTO DA LUI che ci ha proposto per confrontarci su certe tematiche. Prima però ci ha detto di non prenderlo assolutamente seriamente. Siamo alunni grandi e vaccinati e non ritengo che persone adulte siano in grado di essere traviate da un semplice questionario di confronto. Questa scuola non ci insegna a disprezzare gli omosessuali o quant’altro. Non fate discorsi infondati a cui poi credono tutti. Siete l’esagerazione in persona, non sapete come sono andate le cose perché non penso che nessuno di voi che ha scritto l’articolo fosse lì presente in ciascuna classe a cui è stato sottoposto. Ognuno ha dato la sua opinione sulle varie ” colpe ” e il professore non si è messo a criticare chi avesse dato un voto pari a 0 per l’omosessualità o l’infanticidio o l’omicidio o cose simili! Lui se ne è stato zitto ascoltando i suoi alunni confrontare i propri pareri. Siete veramente delle persone cattive, avete attaccato un professore che non aveva alcun intento oltre quello di farci confrontare. Mi stupisco di come esistano persone del genere, che pur di scrivere ” gossip ” su qualunque cosa che accade in questa regione fanno di tutto e soprattutto la amplificano a livelli clamorosi. Se vi piace tanto scrivere gossip andate a scrivere su Novella 2000 o su Donna moderna va.»

    Anche questo non è propriamente un testo foscoliano, ma mi auguro che Remo possa concentrarsi sui contenuti: parafrasando “non c’è notizia, solo fuffa. Inventatevi meno boiate, nulla giustifica il gettare fango senza conoscere”.

  11. Suppondo sia inutile fa notare come la lista non è stata carpita di nascono da un militante dell’arcigay, ma portata a conoscenza dell’associazione da uno studente.

  12. Hysteron proteron: credo che ti sfugga l’evidenza che, per quanto buone fossero le intenzioni di quel docente, semplicemente quel documento per come esso è redatto è semplicemente insultante nei confronti di milioni di persone che hanno un orientamento sessuale specifico e/o vivono situazioni personali come la convivenza o i rapporti prematrimoniali e vedono il loro modo di essere e di vivere associato a stupri, violenze sui minori, reati fiscali e amenità similari.

    Mi pare che qui si stia procedendo per l’assurdo opposto per cui, siccome a presentare quell’elenco è un docente di religione, bisogna avere prudenza anche solo a sollevare obiezioni.

    Quel foglio così com’è è un insulto verso uomini e donne liberi/e di vivere la loro vita secondo la propria idea di libertà. Di questo quel docente deve comunque risponderne. Il resto è fuffa, a cominciare dal tuo goffo e pedante tentativo di difesa acritica e pregiudiziale.

  13. “l’intento era quello di far ragionare su ciò che è per ciascuno di noi male e ciò che è bene.” Come? Giudicando un’umanità per quello che è, (intrinsecamente cattiva secondo santa romana chiesa, che Dio c’è ne scampi e liberi di questa chiesa) o giudicandola per quello che fa?

  14. @elfobruno:
    «credo che ti sfugga l’evidenza che, per quanto buone fossero le intenzioni di quel docente, semplicemente quel documento per come esso è redatto è semplicemente insultante nei confronti di milioni di persone che hanno un orientamento sessuale specifico e/o vivono situazioni personali come la convivenza o i rapporti prematrimoniali e vedono il loro modo di essere e di vivere associato a stupri, violenze sui minori, reati fiscali e amenità similari.»

    Dunque anche gli atei, o i tanti giovani che convivono dovrebbero essere scandalizzati da questo questionario e gridare allo scandalo.
    Chiaramente così non è.

    Il questionario resta quello che è: una provocazione e un invito a dei giovani diciottenni a ragionare con la loro testa, senza annichilirla ascoltando in continuazione il lavaggio del cervello che ultimamente i media stanno facendo a favore delle comunità LGBT. Ragionare con la propria testa significa saper discernere il bene dal male.
    Nel caso specifico della parola “omosessualità” ciò vuol dire sapere che l’omosessualità non è una colpa, né un peccato.
    Ma sapere anche che l’omosessualità può portare a colpe e a peccati esattamente come ogni altra condizione umana.

    «Mi pare che qui si stia procedendo per l’assurdo opposto per cui, siccome a presentare quell’elenco è un docente di religione, bisogna avere prudenza anche solo a sollevare obiezioni.»

    Sollevare obiezioni è un conto. Diffamarlo con ogni organo di stampa è un altro.
    Mi pare superfluo doverlo dire…

    «Quel foglio così com’è è un insulto verso uomini e donne liberi/e di vivere la loro vita secondo la propria idea di libertà. Di questo quel docente deve comunque risponderne.»

    Io trovo un insulto alla mia libertà il non poter esprimere le mie idee.
    Ho letto altri tuoi messaggi pochi minuti fa, e sei tra coloro che mi imprigionerebbe per le mie idee. Mi fai paura, e come te molti altri attivisti LGBT.

    Ricordatevi cosa è stato dell’uomo ogni volta che è stato privato della sua libertà per ideologie: le crociate, il comunismo, il nazismo…

    L’ideologia del gender è sempre più proiettata verso simili aberrazioni. E questo fa paura!

    «Il resto è fuffa, a cominciare dal tuo goffo e pedante tentativo di difesa acritica e pregiudiziale.»

    Mentre la critica acritica e pregiudiziale è sempre lecita, se di stampo “attivista LGBT”? Siamo al delirio puro!

  15. @perdamasco:

    «“l’intento era quello di far ragionare su ciò che è per ciascuno di noi male e ciò che è bene.” Come? Giudicando un’umanità per quello che è, (intrinsecamente cattiva secondo santa romana chiesa, che Dio c’è ne scampi e liberi di questa chiesa) o giudicandola per quello che fa?»

    Il giudizio spetta solo a Dio.

    Quanto alla malvagità dell’uomo: non credo ci sia bisogno della Chiesa per ricordarci di cosa è capace… Purtroppo la stampa non fa che ricordarcelo, e relega a trafiletti irrisori il bene di cui è comunque capace, se segue la sua vera natura, che è quella creaturale, per giunta privilegiata (quella di figli nel Figlio).

    Conoscerai senz’altro questo passo evangelico stranoto di Matteo 7:
    “Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.”

    Che il Signore ci liberi, che *ce* ne scampi e liberi da tutti questi pregiudizi ideologici che non fanno altro che alimentare l’odio verso “il diverso” (etero, omo, bisessuale che sia).

    Buon cammino!

  16. Perfettamente d’accordo con la risposta di Elfobruno. Si possono cercare tutte le giustificazioni che si vogliono, ma nella prima riga del questionario c’è scritto “principali colpe di cui ci si può macchiare”. Quindi omosessualità, così come l’ateismo (ad esempio), è vista come una colpa: c’è scritto!

  17. Hysteron proteron: c’è una differenza tra promuovere un certo tipo di condotte e descriverle come non nocive per la società. I media, pur tra mille sbagli, provano a sostenere che l’omosessualità è una condizione come un’altra e mentre questo avviene, la chiesa cattolica narra il fenomeno come aberrazione o da condannare o di cui aver pietà a determinate condizioni.

    Quel questionario non parte da una visione serena del fenomeno, perché lo proietta in un ambito di peccato e va a confluire tra le categorie del male. È come se io dicessi: tra questi elementi, tutti sicuramente sbagliati, cosa per voi lo è di meno? Se quindi seguissero voci quali “andare a messa, avere rapporti eterosessuali, credere in Dio” mi chiedo cosa avrebbero da dire i sensibilissimi cattolici.

    Mi pare per altro che tu, quando dici che anche l’omosessualità può portare a colpe e peccati, parti dal presupposto che il fenomeno vada considerato come in un gradino più in basso rispetto alla norma “naturale” dell’eterosessualità, mentre se dovessimo ragionare con le tue categorie interpretative, andrebbe ricordato che l’eterosessualità fino a ora ha garantito all’umanità quasi il 100% delle “colpe” descritte in quel foglio – a cominciare dagli infanticidi, tipico male delle famiglie composte da padri e madri, sposati o meno.

    Mi fa sorridere il fatto che tu ti senta minacciato e offeso per la mancanza di spazi in cui poter blaterare le tue convinzioni, ma se contiamo il numero dei tuoi interventi qui su questo blog, tra questo articolo e altri, mi sembra che tu ti sia preso molte occasioni di dire la tua senza che nessuno ti abbia impedito di farlo.

    Il resto della tua dissertazione lo annovero in quel vittimismo strumentale che connota il linguaggio religioso e ad esso vicino, per cui impedire a chicchessia di diffondere odio verso il diverso significa, in automatico, essere anticristiani.

    Ciò dimostra, per altro, che essere cristiani nella tua ottica significa poter esprimere odio verso le minoranze. E credo che non siate abbastanza coscienti del ridicolo in cui vi getta questo atteggiamento. Ma contenti voi.

  18. Pingback: Il voto su “colpe” come omosessualità, ateismo e aborto” - A ragion veduta

  19. Io credo che il prof abbia fatto il discorso e che tutto si sia svolto come dicono gli studenti, e anche che essendo in buona fede non si siano minimamente resi conto di quello che è successo, altrimenti avrebbero fatto presente che un test del genere, anche se usato come termine di paragone per evidenziare i cambiamenti di costume, non era eticamente accettabile, neppure come “documento d’epoca” perchè sapendo TUTTI come la chiesa cattolica ancora oggi stigmatizza omosessualità, interruzione di gravidanza, l’uso dei contraccettivi etc, è chiaro che fare una lista del genere riconduce a una visione (superata? non credo ) di alcune CONDIZIONI che chi si trova a viverle sulla propria pelle paga pesantemente; forse non a Perugia, ma in altre città italiane sicuramente, bastano i suicidi ed i pestaggi per fugare ogni dubbio di sorta.
    Se istitutissero il premio “bon ton” sulle modalità di svolgimento dei programmi ministeriali, questo istituto non credo si classificherebbe molto in alto.

  20. Indagine sociologica?!? E serve un’indagine sociologica a scrivere quelle quattro cazzate???
    E’ tutto un modo del professore per coprirsi…..

  21. Pingback: Il voto su “colpe” come omosessualità, ateismo e aborto – UAAR | NUOVA RESISTENZA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...