Omofobia: ecco perché Paola Binetti andrebbe mandata in prigione

Il controverso (e al momento quasi inutile) ddl contro l’omo-transfobia che oggi si discuterà alla Camera, presenta due aspetti problematici che fanno la differenza tra una buona legge e la classica foglia di fico messa lì a far tacere le proprie coscienze.

In primis, l’aggravante di reato per i crimini contro le persone LGBT. Per far piacere al PdL, infatti, il Pd le ha eliminate. Una legge, perciò, che servirebbe a stabilire che una violenza basata su odio per orientamento sessuale e identità di genere presenta un problema in più rispetto all’odio generico, è stata di fatto azzoppata da chi l’aveva proposta in prima istanza.

Il secondo elemento tragico della vicenda è che questa legge, così com’è, non solo non punisce i reati sul linguaggio adottato, ma addirittura li favorisce. Se io oggi andassi in TV a dire che i neri sono creature inferiori e in quanto tali non devono essere tutelati dallo Stato avrei non pochi problemi in virtù della legge Mancino. E a ragione.

La legge voluta dal Pd, e frutto delle larghe intese, sostiene invece – proprio in deroga alla legge Mancino – che chi odia gay, lesbiche, trans, ecc, può continuare a farlo anche verbalmente per tutelare la libertà di religione e di pensiero.

Cosa accadrebbe, dunque, se il provvedimento venisse votato così com’è?

Una persona come Paola Binetti potrà continuare a dire in parlamento che essere omosessuali è una infermità mentale.
Un prete potrà incitare le masse di fedeli a vedere lesbiche e trans come peccatori destinati alle fiamme dell’inferno.
Un Cassano qualsiasi potrà blaterare frasi del tipo “i froci in nazionale mai, per carità”.

Ebbene queste persone andrebbero, a mio giudizio, sottoposte all’attenzione dei tribunali (e soggette a pene da multe pecuniarie fino al carcere) per queste affermazioni. Perché?

Facciamo un esempio pratico. Daniele ha quindici anni, gli piace il calcio, è cattolico e anche gay. Ascolta Cassano (o chi per lui) che lo apostrofa come “frocio” gettando un’ombra di non poco conto sulla sua autostima. Poi magari in chiesa si sente dire dalla persona a cui affida la sua anima che quelli come lui sono destinati alle fiamme eterne. E magari al tg ascolta qualche politico che lo etichetta come un malato di mente. Nel frattempo i compagni di classe di Daniele hanno sentito le stesse identiche cose in tv o sui giornali. E si sentono autorizzati a prendersela col loro compagno di classe, lo emarginano, lo dileggiano, lo fanno sentire completamente solo. Fino a quando Daniele si affaccia dalla finestra della sua stanza, si chiede che senso abbia tutto quel dolore a quell’età e decida di fare un salto giù, dal quarto o dal quinto piano. Vi sembra che stia esagerando? È quello che succede a molti/e adolescenti che fanno questo tipo di scelte perché non ce la fanno più a vivere in un mondo che li odia, prima di ogni altra cosa, proprio a parole.

Di chi è la colpa di questi suicidi? Di attori sociali come quelli su menzionati che con le loro dichiarazioni alimentano una campagna di odio collettivo che ha, come conseguenza, la disistima delle persone LGBT, il bullismo nelle scuole, i comportamenti discriminatori, fino ad arrivare alle violenze.

Secondo voi questa gente non andrebbe fermata? Per tale ragione una legge seria contro l’omo-transfobia dovrebbe comprendere, prima di ogni altra cosa, i crimini sul linguaggio utilizzato. Perché tutto comincia da lì. Poi questo non significa che chi è contro il matrimonio egualitario o contro le adozioni verrà automaticamente trasferito in cella. Così come oggi i leghisti possono definirsi contrari allo ius soli, solo per fare un esempio.

È il linguaggio a creare realtà effettiva. Un linguaggio intriso di odio, genera disprezzo e morte. La storia degli ebrei dovrebbe aver insegnato, in merito. Se non capiamo questo e diamo, al contrario, mandato affinché chi si esprime contro le persone LGBT abbia il diritto di farlo, mettiamo un pezzo in più in quella strada di mattoni rosso-sangue sulla quale si frantumerà la vita del prossimo Daniele (così come si sono già spezzate le vite di Marco, Matteo, Andrea…).

Poi se Paola Binetti dovesse andare in galera per quello che pensa e dice su gay, lesbiche e trans, pazienza! Potrà sempre pensarci prima di farlo. O affrontare, serenamente, il destino che spetta a chi commette un crimine.

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28 thoughts on “Omofobia: ecco perché Paola Binetti andrebbe mandata in prigione

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  2. L’AUTORE DELL’ARTICOLO PARLA DI LINGUAGGIO CHE “CREA LA REALTÀ EFFETTIVA”. BEH ALLORA RICORDI CHE CHI E’ GAY, LESBICA ECC…. CI NASCE E NON SCEGLIE NIENTE. E’ PROPRIO LA PAROLA SCELTA CHE ALIMENTA L’OMOFOBIA. IO POSSO SCEGLIERE DI ANDARE AL CINEMA A VEDERE QUESTO O L’ALTRO FILM,POSSO SCEGLIERE IL MIO COMPAGNO/COMPAGNA, MA NON POSSO SCEGLIERE LE MIE CARATTERISTICHE SESSUALI. STIANO ATTENTI AL LINGUAGGIO LE CARATTERISTICHE SESSUALI NON SI SCELGONO E’ COME NASCERE BIONDO O MORO FANNO PARTE DELLA PERSONA. NON CONTINUIAMO A FORVIARE GLI OMOFOBI PARLANDO DI SCELTA!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Tu scegli non il tuo orientamento sessuale, ma di viverlo in maniera serena anziché nasconderti come finto etero…

  4. aspettate! calma.. nell’articolo si parla di scelte in riferimento al suicidio,non all’orientamento sessuale che,si sa,non e’ una scelta.
    ad ogni modo,un bel articolo! io spero caldamente che prima possibile le cose cambino. l’italia non si merita buona parte degli italiani attuali..

  5. non ho mai parlato di scelte riferite all’orientamento, ho fatto un esempio ben preciso su cosa può spingere un ragazzo a togliersi la vita. È una cosa ben diversa.

    Ma anche quando fosse solo una “scelta”, se io scegliessi di essere gay non avrei comunque diritto al rispetto da parte della società che mi circonda? O accettiamo l’omosessualità solo come destino ineluttabile, mentre la critichiamo quando la si preferisce ad altre vie, magari ritenute più sane?

  6. Ciao, non ti dispiace vero se prendo libero spunto dal tuo post per un intervento in parlamento su un emendamento della Binetti, vero? =)

  7. domanda? ma se la domenica a messa leggo un brano della Bibbia in cui si condanna la omosessualità vengo arrestato, denunciato o che? e se leggo o scrivo che secondo me l’unione tra due uomini o tra due donne è contro natura (mio libero pensiero) vado nelle patrie galere? Lo dico perchè la legge così formulata questo prevede… e non mi sembra tanto liberale… al di la degli epiteti che vanno condannati a tutto tondo anche la parola “ciccione” che ha portato al suicidio molti ragazzi…

  8. http://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_e_leggi_antidiscriminatorie

    Massimo, praticamente in tutt’europa esistono leggi contro l’omofobia. Negli USA esiste da anni e le patrie galere di quei paesi dimenticati da dio pullulano se non addirittura straripano di bravi timorati di dio che hanno detto che l’omosessualità è peccato.

    Dai siamo seri, nessun giudice, attivista, o quant’altro si sognerebbe di condannare qualcuno che dice che l’omosessualità è peccato o perchè è contrario alle unioni omosessuali in fondo per la chiesa il sesso in generale è peccato, anche quello etero se non esclusivamente e assolutamente finalizzato alla riproduzione (una volta si diceva una botta, una tacchia).
    Certo se poi nella tua lettura, in un discorso pubblico o in televisione cominci a dire che essere gay è un abominio (come mangiare gameberetti o carne di maiale del resto) e i gay sono malati e depravati, che i gay sono un male per la società e altre amenità simili tipo “Dovrebbe essere l’omosessualità punita?
    Sicuramente, il governo civile dovrebbe condannare e punire chi pratica questa abominevole attività.”
    In quel caso tu non stai esprimendo la tua opinione ma stai istigando odio e allora si che rischi la garela, se qualcuno si fa girare le scatole e ti denuncia ovvio, e anche a ragione.

    Ora però voglio fartela io una domanda, quante persone conosci che sono finite in galera per aver offeso con insulti xenofobi o antisemiti (compresi politici, calciatori, vari ed eventuali personaggi televisivi e non)? Immagino nessuna vero nonostante ne sentirai un paio di questi insulti tutti i giorni? Ecco, tranquillo, la stessa cosa succederà con quelli omofobi, certo se poi vai in giro e picchi qualcuno perchè è frocio il discorso cambia, se sul posto di lavoro o a scuola tormenti qualcuno con insulti omofobi fin’anche al suicidio la situazione è differente ma sono certo tu sia una persona intelligente e reputo inutile andare oltre con le spiegazioni.

    Un ultimo appunto un “ciccione” come lo definisci tu, è una persona sovrappeso che ha problemi a volte clinici, un “ciccione” può dimagrire, un ciccione non deve aver paura di nascondersi in quanto grasso, non deve crescere con la paura che lo scoprano, pensando che non troverà mai qualcuno che lo ami o lo apprezzi, che nel mondo “magro” non c’è posto per lui e in ogni caso con una buon dietologo e un po di attività fisica risolve il problema, per un gay non è così.

  9. Caro massimo, ci citi un caso di giovane “ciccione” suicidatosi per il suo sovrappeso?
    A scuola, ho conosciuto diversi “ciccioni” è francamente nessuno li prendeva in giro, solo uno, alle superiori, lo chiamavano cic-uan (all’inglese), ma era alto 1 e 90 per 110 chili, capirai anche tu che è veramente difficile sostenere seriamente che lo prendessero in giro, anche perché con un sol pugno li avrebbe abbassati tutti di 20cm, tutti. In compenso, però, ‘frocio’ e altri bei sinonimi simili erano insulti che viaggiano sulla bocca di tutti, verso tutti, e a tutte le ore della mattinata.

  10. io in un post ho avuto anche non poche riserve, nel caso in cui la legge fosse passata, nei confronti delle forze dell’ordine che avrebbero dovuto applicarla. Mi dispiace ma non ho fiducia nelle forze dell’ordine in questo frangente.

  11. http://www.girlpower.it/mondo/intornoanoi/la-prendono-in-giro-per-il-peso-si-suicida-a-14-anni.php

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/1-giugno-2011/non-sfila-scuola-perche-grassa-sedicenne-tenta-suicidio-190775248628.shtml

    @Remo… ne ho citati due prese da una semplice ricerca su google… tanto per essere chiaro.
    Vedete il problema dei gay è che si sentono gli unici ad essere oltraggiati per cui tutto il resto è noia come diceva una celebre canzone… e la dimostrazione me l’hai data tu Remo insieme con Marco che relega il fatto che si può dimagrire (magari qualcuno non ci riesce non credi?)… oppure il gigante grasso che rideva e che incuteva timore… complimenti per gli esempi. Potrei obiettare che un gay nerboruto non viene deriso ed allora?
    Quanto alla mia domanda nessuna risposta ottenuta… anche questo un segno del fatto che si vogliono imporre idee e non ragionarci sopra come si dovrebbe e magari tutelando tutti, nessuno escluso anche coloro che, seguendo la propria religione chiunque essa sia, vengono derisi ed apostrofati in maniera molto volgare…
    La legge contro l’omofobia è sacrosanta come è sacrosanta la legge contro coloro che prendono in giro chiunque “avvertano” diverso… ma va va necessariamente conciliata con il buon senso… ripeto la legge che la Camera sta per approvare implicherebbe per chi legge in Chiesa una Epistola di San Paolo o taluni brani del Vecchio Testamento l’immediata denuncia… implicherebbe il non poter dire che per me la relazione tra persone dello stesso sesso è innaturale… e francamente questo mi nausea…
    P.S. a scanso di equivoci sono gay, convivo alla luce del sole e mai, dico mai, nessuno mi ha apostrofato in maniera volgare (sia nel mio paesino di montagna di circa 200 abitanti che nella città di Roma dove vivo) ma se fosse accaduto avrei alzato le spalle… in genere ci si vergogna se si è in colpa ma se si è certi della propria onestà ci si ride sopra e si va avanti. Magari non è che in troppi si sentono in colpa? La vera rivoluzione, specie quella culturale come è nella fattispecie, parte da ognuno di noi magari iniziando a rispettare l’altrui pensiero anche quando l’altro non rispetta noi…

  12. Sig, massimo non si preoccupi potra ancora continuare a leggere le lettere di Paolo di Tarso, a fustifarsi col cilicio per la sua omosessualità, e continuare ad andarere a dire che nella sua chiesetta tutti la rispettano solo perché non le dicono “frocio” in faccia ma dietro le spalle, e pure a prestarsi come faccia dei gay cattolici che non vogliono il matrimonio perché il sesso tra uomini è innaturale. E’ contento ora?

  13. @Sic mi spiace per Lei… mi spiace per il suo odio verso persone che non conosce pronto, nella cultura di chi non è in pace con se stesso, a sputare sentenze verso chi non conosce. Evidentemente questa è la sua educazione… criticare, anche con frasi inopportune, chi è “diverso” da Lei… ma non è la stessa cosa che combatte? ah già si vuole garanzia per se stessi ma non per gli altri come ha dimostrato…

  14. Senta, vada pure a contrirsi per l’omosessualità tra salmi e pagine di san Paolo coi suoi amichetti alla Di Tovle e C., lei che è “in pace con se stesso”. Lo può fare quanto vuole, non è contento? questa legge per altro dichiara che “non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente. Ovvero assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni” quindi ora può pure andare a scuola a dire al ragazzino di 14anni che, se vuole, può curarsi, non è contento?
    Per il resto vada pure a cagare che con la sua idiozia ha già offeso oltremodo l’intelligenza di tutti i lettori di questo sito.

  15. Si faccia una buona camomilla che ne ha bisogno!
    P.S. ha un buon dizionario di insulti… magari possiamo applicare questa legge partendo da Lei che quanto ad odio può essere maestro…

  16. Massimo, un giorno ti spiegherò perché il tuo esempio con i grassi è un esempio di analfabetismo sociologico. Mentre ho già spiegato in qualche post passato perché penso che i gay credenti abbiano problemi seri di accettazione del sé.

    Adesso devo andare a pranzo e ho di meglio da fare che tentare di salvare chi vive nel peccato.

  17. Aspetterò con impazienza la lezione di sociologia ed ammirerò l’arrampicamento sugli specchi per giustificare due diversi tipi di violenza verbale… buon pranzo e buona mission… se pensi di vivere nel peccato! Io no!

  18. non sono io che dico che tu vivi nel peccato. È la tua condizione di gay credente che ti pone, alla luce della fede che professi, al di fuori di essa. È scritto sul catechismo ed è stato ribadito dal capo della tua chiesa fino a pochi giorni fa.

  19. ops dovresti informarti un tantino di più sul catechismo della Chiesa e sulle dichiarazioni del Santo Padre…

  20. Massimo, non solo sono informato, ma riesco pure a capire le cose che leggo e sento. Capisco che è una speranza di non poco conto sentirsi accettati da una realtà che vi considera peccatori, malati e perversi. Ma non è che ci si sia allontanati troppo da quella visione. Poi ognuno sceglie ciò in cui vuole credere. Io non ho bisogno dell’avallo di un vescovo o di un prete qualsiasi per pensare di avere piena dignità in quanto essere umano.

  21. appunto ognuno sceglie in cosa vuole credere ma non per questo essere tacciati di “bigottismo” o “represso” o similari… l’importante è vivere in pace con se stesso e con quelli che ti circondano… rispettare per essere rispettati. E soprattutto vivere da persone normali… io lo faccio, felice di farlo, felice di essere gay, felice di vivere con il mio compagno e felice che tutti quelli che ci conoscono ci considerano una famiglia… il resto è noia con tratti di odio…

  22. Che vi considerino famiglia quelli con cui vai a messa lo dubito, visto che uno dei cavalli di battaglia della chiesa e dei cattolici contro il matrimonio gay è proprio che una coppia di due gay non è familia, per loro, e quindi non merito riconoscimento.
    Comunque, contento tu, contenti tutti. Per quanto mi riguarda da gay cattolico non vivi in una pia illisione diversa di quella di ogni cattolicissimo ex-gay riguardo alla sua “eterosessualità”.

  23. Il vostro guaio è che pensate che il vostro ragionamento e le vostre “certezze” siano la verità assoluta e che tutto quello che non rientra nei vostri parametri sia illogico, irrazionale, innaturale. Non vi ponete mai il problema che, magari, qualcuno la pensi in maniera diversa e che viva la propria vita in maniera serena… o forse il solo pensare che qualcuno sia “diverso” da voi nel modo di pensare vi provoca “invidia”, “rancore” etc etc altrimenti non si spiegherebbe il perchè si danno sentenze su un diverso modo di pensare tipo non sei cattolico (chi te lo dice?) o vivi in una pia illusione paraganandoci agli ex gay…
    Tutta questa conversazione mi avvalora il pensiero che il problema dei gay sono gli stessi gay che da “emarginati vittime” si trasformano in “crudeli emarginatori”… ma chi può credere ad una persona che fa quello che non vuole essere fatto a se stesso? Con amicizia… e gratitudine per lo spazio concessomi.

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