Il conto alla rovescia

Dev’essere la crisi dei quaranta che avanza.

Svegliarsi presto la domenica mattina e mettere musica da stillicidio interiore.
Fare bilanci interiori e trovarli tutti in rosso.
Guardare il lato destro del letto e vederci non tanto il vuoto, ma tutto il caos che c’è stato senza che nessuno si sia fermato davvero.
Fissare le pareti della tua stanza, che è come l’avevi disegnata nella tua testa, ma che non ti appartiene davvero.

Pensare che volevi festeggiare, ma poi cosa?, e allora rimetti mano alla lista delle persone che volevi invitare, cancelli tutto, spegni la mente e cestini. Perché ogni momento che passa è un secondo in meno, un conto alla rovescia. E quello che hai per le mani non ti somiglia nemmeno un po’. O forse troppo poco. Ma è pur sempre un salvadanaio vuoto quello che rischi di rompere.

E allora guardi fuori e ti accorgi, in tutto questo, che si è addirittura messo a piovere.

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