L’idea geniale di Carrozza che punisce i prof

L’ultima invenzione del Ministero della “pubblica” istruzione, dopo mesi di inutilità sociale e dopo anni di distruzione sistematica del sistema dell’insegnamento in Italia, si qualifica come un provvedimento vessatorio e punitivo nei confronti della classe docente.

Da viale Trastevere arriva infatti l’idea geniale di questa legislatura in materia scolastica: «in quelle scuole dove i risultati dei test Invalsi sono “meno soddisfacenti”, cioè inferiori alla media nazionale, gli insegnanti si devono sottoporre a un programma di formazione obbligatoria che avrà il compito di aumentare le conoscenze e le competenze degli alunni, ma anche di incrementare le competenze di gestione, di programmazione e informatiche dei docenti». (Fonte: la Repubblica)

Per chi non lo sapesse, l’Invalsi è una prova nazionale che certifica, attraverso un sistema di domande aperte e chiuse, col sistema “crocette e caselle”, le competenze linguistiche e matematiche.

Questo provvedimento adottato dal ministero rischia di essere però oltre che umiliante per i/le docenti anche del tutto inutile, poiché  non terrebbe conto di due aspetti: il primo, che siamo in una società multietnica per cui l’abbassamento degli standard dell’italiano deriva anche dalle naturali carenze degli allievi e delle allieve di origine straniera (soprattutto per i non nati in Italia); il secondo, che nelle cosiddette “aree difficili” la dialettofonia è ancora una realtà fondamentale nei processi comunicativi e l’italiano è percepito come L2, per cui il docente può anche essere bravissimo, ma in certi contesti lavora con una base di non italianofoni. I test Invalsi non sono differenziati in tal senso e la loro filosofia è quella di valutare tutti e tutte, senza distinzione di condizioni personali, in base al raggiungimento di certi criteri dell’italiano standard.

Faccio un esempio concreto: se in classe arriva un cinese che non parla una parola di italiano a settembre e a ottobre arriva a una comunicazione di base, il sistema Invalsi non valuterà questo progresso ma la capacità dell’alunno (non importa se straniero o no, se analfabeta o meno) di mettere una X al posto giusto sull’uso degli ausiliari, sul plurale dei nomi in -cia e -gia e amenità simili.

Non è perciò facendo riempire caselle in un test tutto sbagliato che si valuta il valore degli insegnanti. A meno che non li si voglia colpire in quanto tali. E pare che questo governo, coerentemente con chi lo ha preceduto, proceda in questa direzione.

Evidentemente questo provvedimento è il risultato dell’ennesima ministra che è stata a scuola, per l’ultima volta, il giorno del suo esame di stato. Ovviamente la stessa obiezione si può estendere al restante Consiglio dei ministri, per le stesse identiche ragioni. Ne consegue che ci vorrebbero persone più competenti negli alti piani dell’amministrazione pubblica e del governo per affrontare i problemi reali del paese e non certo i rappresentanti di una borghesia medio-alta che non hanno contezza di cosa sia il paese reale. Fosse non altro per evitare figure pietose ai limiti dell’incompetenza da parte dei nostri ministri.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...