Una ragione in più

abbraccioPoi ogni tanto mi viene voglia di andare a vivere in una città con il mare, così l’inverno sarebbe più struggente e avrei una ragione in più per cercare un abbraccio sincero e imprescindibile.

E, per inciso, mi odio quando paleso la mia fragilità.

On air:

Max Gazzè, Sotto casa
Likke Li, I follow rivers
Pink, Try
Dido, Here with me

 

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14 thoughts on “Una ragione in più

  1. Corre voce che noi uniamo le nostre forze, non c’è niente di più falso, noi mettiamo insieme le nostre debolezze. Occorre esercizio per capirlo, non odiare la tua fragilità, è ciò che rende umani.

  2. Ho sempre considerato le persone “senza cuore” persone maggiormente in grado di vivere senza soffrire, di essere appunto più forti.

    Mi chiedo: ha senso essere “umani” in un mondo che non lo è? Credo che questi inneggiare alle nostre debolezze siano solo dovute al sostrato di una cultura “buonista” che ci vuole, appunto, più fragili, quindi manipolabili.

    Il mondo appartiene al pesce grosso che mangia il più piccolo. Rinunciare alla fragilità è una questione darwiniana.

  3. non mi sembri buonista e tanto meno manipolabile. attribuisco all’ amore una potenzialità rivoluzionaria e all’amore gay una qualità ancor più intransigente e assoluta. l’amore è forte e fragile insieme, in alcune sue forme è alla base della continuazione della specie (visto che citi darwin…) e questo fatto mi riconferma nelle mie convinzioni.

  4. Il punto, caro Elfo, e’ che non si può “tecnicamente” rinunciare alle nostre debolezze, le si può al massimo limitare, mascherare, ma esse ce le porteremo nella tomba. E poi, altro problema: chi stabilisce quali sono le debolezze e quali sono i nostri punti di forza? Spesso ciò che noi bolliamo come debolezze si rivela essere il contrario e viceversa…

  5. Infine, il mondo umano e’ profondamente “darwiniano”: cose come guerre e olocausti sono tipiche e naturali della nostra specie. Nessun altro animale o vegetale è capace di arrivare a tanto. Così come di amare incondizionatamente e senza un ritorno immediato.

  6. #Massimo: continuo a credere che il cosiddetto amore sia solo una mistificazione, una sorta di un’allucinazione collettiva con scopi di controllo sociale.

    #Luca: la prossima volta scriviamo tutto in un unico commento? :)

  7. elfo, non è la prima volta che i nostri punti di vista divergono in maniera inconciliabile, pazienza, probabilmente la divergenza è dovuta a fraintendimento oppure alla banalizzazione interpretativa che i “social media” comportano, oppure a differenti modi di costruire i propri scudi difensivi. Per tentare di rimediare ai primi due punti rimando a qualcosa di più articolato che scrissi tempo fa. Quanto al pensiero di Darwin, faccio lo stesso, per suggerire una lettura meno di vulgata. Per quanto riguarda il terzo punto invece la mia esperienza è appena sufficiente per me e non ho alcun elemento riguardo alla sua correttezza e tanto meno alla sua trasmissibilità. Un saluto.

  8. Si dice che tre indizi facciano una prova, le canzoni citate erano casuali e in quell’ordine?

    Sai, è molto facile pensare che le persone senza cuore siano più forti delle altre, è un modo di vedere che riscontro molto, troppo spesso nei gay e sono fermamente convinto che questa visione del relazionarsi con gli altri come una forma di contrapposizione e la disillusione nei confronti dell’amore al punto da considerarlo come sottolinei tu una mistificazione, se non uno strumento di sottomissione, siano tipiche del nostro inquadramento sociale, non crediamo nell’amore semplicemente perchè non c’è stato concesso fino a poco tempo fa se non in maniera clandestina e spesso pericolosa oltre che socialemnte penalizzante (e lo è tuttora) e crediamo che le persone senza cuore siano più forti di noi perchè ci illudiamo che diventandolo anche noi riusciremmo a stare emglio con noi stessi… anche se chi ci ha provato ti direbbe che non otterresti altro che essere più solo…
    Sono mie convinzioni personali ovvio, dettate dalle mie esperienze compresa la mia accettazione piuttosto tardiva e i paragoni immancabili che trovo con le mie esperienze etero precedenti quindi potete essere tranquillamente in disacordo con me ma vi prego comunque di pensare come molti dei problemi che abbiamo dipendano semplicemente dal”essere gay. Non lo dico con disprezzo o abbattimento non la trovo ne una cosa negativa ne dispregiativa, dico semplicemente che per un gay molte cose e in primis le relazioni con gli altri sono qualcosa di più complicato che per gli etero e questo pesa purtroppo non solo sul nostro modo di pensare ma addirittura di agire rendendoci, soprattutto agli occhi di chi ci disprezza, ancor più “diversi” di quanto non lo siamo in realtà.

  9. #Antonio: non è che bisogna essere sempre d’accordo su tutto. O necessariamente dello stesso avviso, eh… :)

    #Marco: le canzoni le ho scelte a caso, perché fanno parte della mia colonna sonora dell’inverno scorso. Non so se a livello inconscio ci sia un nesso, considera che parlo pochissimo l’inglese e non so nemmeno di cosa trattano nello specifico. Max Gazzè mi piace molto e non riesco bene a inquadrare il messaggio della canzone, ovvero, non riesco a capire se sia una poderosa presa per il culo della religione in quanto tale (e a me piace vederla così) o se sia il tentativo di un credente di recuperarne il lato sano (che va bene per chi crede, ma non mi potrei riconoscere in quel messaggio in quanto sostanzialmente ateo). Le altre mi piacciono per la musicalità, per quel che recepisco dei testi, ma ripeto, non mi ci sono soffermato più di tanto. Potrei anche concordare su quello che dici, al di fuori di un punto: il problema non è nell’essere gay, ma nella visione che la società ha dell’essere gay. L’omosessualità non è una causa di per sé, è la lettura e la dinamica sociale nei confronti della diversità a creare il problema. Ad ogni modo mi farebbe piacere capire cosa intendi quando parli di indizi che fanno una prova. Sono molto curioso in merito.

  10. #Elfo: Per quanto riguarda la questione degli indizi è semlicemente una mia analisi in base ad alcuni tuoi post precedenti e a questa tua particolarità (devo dire ammirevole) di esporre i tuoi stati d’animo in maniera anche poetica, non propriamente sulla tua persona, per carità non mi permetterei mai soprattutto in base a poche frasi in rete, diciamo sul modo di “ragionare” di molti membri della comunità gay di cui penso di poterti considerare un rappresentante degno di stima. Ma è un discorso forse un po tedioso da fare qui anche se mi piacerebbe confrontarmi in merito. :)

    Sul discorso dell’essere gay forse non sono stato abbastanza chiaro ma intendevo esattamente quello che intendi tu.
    L’unica differenza che c’è nella nostra comune visione è il punto da cui parte la riflessione. Io non ritengo che essere gay sia in alcun modo un problema, dico semplicemente che è da sempre una condizione penalizzante, esattamente come lo era essere donna almeno fino al secolo scorso o un nero americano 60 anni fa, e credo che questo sia innegabile, che poi ciò dipenda dal modo in cui la società ci inquadra, considera o giudica è ovvio, come credo sia ovvio e innegabile che millenni di persecuzione e confinamento ci abbiano portati ad essere più cinici e disillusi e che questo generi comportamenti che troppo spesso sono usati come arma contro di noi da chi ci denigra.

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