Perché non firmerò i referendum dei radicali

Premetto subito: alcuni di essi sono giusti, come quello sulla Bossi-Fini o come il quesito sul divorzio breve. Altri, quelli sulla giustizia, irricevibili perché dipingono la magistratura come un problema, quando invece sappiamo tutti che i giudici in Italia hanno garantito la tenuta democratica del paese. E non dimentichiamo che qui da noi molti di essi sono addirittura morti, per renderlo migliore.

A parte questo, spiegherò meglio le ragioni per cui non posso firmare per i referendum dei radicali.

Io credo che aver chiesto di essere sponsorizzati da Berlusconi abbia dato un valore politico di parte alla tornata referendaria nella sua interezza. Firmare e votare quei referendum ha il significato simbolico (e diciamolo, anche reale) di fare di Berlusconi la vittima di una giustizia deviata, quando invece la verità è che i criminali dovrebbero andare in galera. Anche per sempre, in base alla gravità del reato.

Adesso, Pannella avrà giocato d’astuzia, ma è stato comunque molto poco avveduto, in primo luogo perché questi referendum non passeranno mai (ce lo vedo il PdL a votare contro la Bossi-Fini) e in secondo luogo perché ha perso il voto di quanti e quante, pur reputando giuste le battaglie radicali, le hanno viste sacrificate e svendute all’altare del berlusconismo per un po’ di pubblicità.

Mi è stato detto di non guardare all’errore mediatico ma di considerare la giustezza dei quesiti e il loro contenuto, perché sarebbe un errore mescolare le due cose. Peccato che il primo a non aver creduto sul valore dei quesiti stessi e ad aver prestato il fianco a questo mescolamento di piani, per mere strategie di marketing, sia stato proprio il leader radicale.

Purtroppo questo autogol inficia tutta la campagna referendaria, ormai aderente alla causa berlusconiana in toto. Non si più più scindere il contenuto referendario (lecito in alcuni casi, irricevibile sulla giustizia) dal messaggio veicolato (Berlusconi è un leader credibile che firma i referendum perché vittima della giustizia italiana).

Continuo perciò a rimanere della mia idea: non posso avallare il berlusconismo, men che mai dietro il paravento della presunta (e tradita dai radicali in primis) “nobiltà” referendaria.

P.S.: faccio notare che il mio post di ieri sulla delusione per i radicali mi ha portato, da parte di alcuni iscritti/e, a pubblico biasimo (e ci sta), depennamenti dalle amicizie sui social (perché loro erano quelli che tutti/e possano esprimere liberamente un’opinione), insulti, tentativi di discredito personale (mi sono sentito dire “poveri alunni”, come se un’opinione politica potesse inficiare una professionalità), una lettera di qualche solerte militante alla presidenza nazionale di Arcigay per un mio post su un gruppo Facebook e qualche vaffanculo. Evidentemente l’alleanza con il leader del PdL sta portando i suoi primi, evidentissimi risultati.

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9 thoughts on “Perché non firmerò i referendum dei radicali

  1. Hai ragionissima. I radicali li ho conosciuti tanti anni fà in occasione della mia adesione alla L.I.D., ma il pezzo forte comunque era il coraggioso Loris Fortuna,vero padre del divorzio e capace innovatore del diritto di famiglia, i radicali lo hanno aiutato in un momento difficile in cui anche i socialisti lo avevano mandato allo sbaraglio, loro e l’onorevole Baslini, liberale,lo hanno aiutato, ma erano momenti in cui si riusci a sostenere la legge con la grande mobilitazione delle persone, il partito socialista si riprese un poco di spazio, devo dire che il pci, per il quale simpatizzavo, mise il cappello sulla legge solo al momento del referendum….. comunque non avrei mai creduto che i radicali sarebbero diventati così banderuole da inseguire anche l’ex cavalliere, non possono esistere motivi che giustifichino la legittimazione di quella persona. ciao m.teresa

  2. Completamente d’accordo con te. Anch’io non ho firmato pur avendo simpatizzato in passato x i Radicali e mi son beccato qualche riprovazione ma… chissenefrega!!

  3. come se fosse la prima volta che i radicali appoggiano berlusconi. è ovvio: il partito radicale è di destra, è anzi l’unico partito rimasto uguale a se stesso dal ‘700 a oggi. a me non piacciono. anche quando li vedo al pride mi sorge il dubbio che della mia vita a loro non importi nulla, che cerchino solo una piattaforma per farsi pubblicità, che siano solo nemici della chiesa cattolica e che stiano con noi solo perché ritengono che questo farebbe infuriare qualche arcivescovo.
    poi qualcuno mi dice che esagero e che ho solo pregiudizi contro gli atei. io allora chiudo gli occhi, immagino la faccia di capezzone e capisco.

  4. Difficile trovare sul web posizioni nette e distinte contro questi assurdi (almeno alcuni di essi) referendum, Questa considerazione è stata trovata per caso ad un indirizzo a me sconosciuto. Sembra il mio rozzo pensiero scritto in maniera intellettuale. Complimenti. Io penso che le firme necessarie per la presentazione le riusciranno a raccogliere, adesso che hanno il PDL alle spalle. Comunque, spero non si arrivi al quorum del 50 % quando, e se, si faranno. Io qualcuno lo voterei, ma se passa uno, passano tutti.

  5. Carlo, temo che la mossa di Pannella abbia nullificato tutta la campagna referendaria. Adesso i partiti non daranno mai il loro ok a tutta l’operazione. Non che prima fossero interessati, ma adesso la scusa…

  6. Pingback: Perché non voterò i referendum radicali | ceragiolipiero

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