Comunione, omofobia e liberazione

20130823-122327.jpgPuntuale come una condanna da santa inquisizione, anche quest’anno a Rimini si incontrano gli adepti di quell’organizzazione religiosa estremista più nota ai più come Comunione e Liberazione.

Anche quest’anno si punterà il dito contro matrimonio egualitario, interruzione di gravidanza volontaria, scuola pubblica e laicità in generale e si pretenderà che la politica italiana tutta finanzi (coi soldi di credenti e non) i continui attacchi che chiesa cattolica, Vaticano e fan club integralisti di sorta operano contro la democrazia. In nome degli interessi non di uno solo, come nel caso del berlusconismo, ma di una casta, tra le tante, che è quella legata agli affari (intesi come business) religiosi.

Quest’anno la kermesse si colora di rosso-sangue. Quello della comunità LGBT. Infatti l’edizione bolognese di Repubblica denuncia la presenza di in banchetto, proprio al meeting di Rimini, per raccogliere le firme contro la legge contro l’omofobia.

Evidentemente l’identità cattolica non può fare a meno di identificarsi in negativo per cui si è cristiani se non si è gay e se non si appoggiano elementari conquiste di civiltà (ammesso e non concesso che la farsa sulla legge portata avanti da Scalfarotto e Leone sia improntata in quella direzione e sappiamo tutti benissimo che non lo è).

Con ogni evidenza essere cattolici, per qualcuno a Rimini in questi giorni, coincide con il disprezzo delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans, attraverso il pensiero, le aggressioni, le violenze e gli omicidi. Perché questo significa essere contro una seria legge contro l’omo-transfobia.

Segue il solito teatrino degli scandali incrociati: qualcuno grida che i ciellini siano omofobi (che è come dire che i nazisti siano tali) e i ciellini dichiarano che sono a favore di tutte le differenze, salvo poi essere omofobi davvero (visto che sono contro matrimonio, adozioni, leggi di tutela, ecc).

Il capolavoro di questo balletto dell’ipocrisia arriva con la piroetta dell'”a mia insaputa”. CL ospitava il banchetto, senza sapere cosa si faceva in quel banchetto stesso.

Meno male che non fosse una raccolta per una legge per vietare la piena libertà di espressione alle donne, il loro confinamento nelle cucine domestiche, la condanna alla lapidazione per il sesso fuori del matrimonio e amenità similari. Sarebbe stato coerente con quanto scritto nella Bibbia, dal Levitico a san Paolo.

Per fortuna, o per paraculismo, i cristiani DOC non leggono più certe pagine fondative del pensiero cattolico. Si limitano solo a Sodoma e Gomorra. D’altronde stiamo parlando di froci. Pardon, di peccatori.

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8 thoughts on “Comunione, omofobia e liberazione

  1. Sodoma e Gomorra NON c’entrano con l’omosessualtà, i sodomiti sono xenofobi cole i leghisti, odiano gli stranieri…come gli angeli che visitarono LOT.

  2. Io preferisco concentrare le mie energie sui miei veri avversari: Gli/le LGBT che sostengono il PD e SEL.

    Il resto al momento mi interessa poco.

  3. un gay del piddimenoelle probabilmente ti risponderebbe con una filippica vittimista, lanciando strali contro di te e allo stesso tempo denunciando come lo hai “offeso senza argomentare”

    Non essendo del piddimenoelle ti rispondo semplicemente dicendo che i cristiani anti-gay esistono ovunque.

    quello che esiste altrove e manca da tanto, troppo, tempo qui é un’ opposizione laica e pro-gay

    L’italia é l’unico paese occidentale in cui il dibattito pubblico é dominato dalla destra cristiana. Non esiste un movimento LGBT comparabile a quelli che esistono nei paesi vicini e lo spazio della sinistra politica é occupato da un partito di centro-destra, liberale, cattolico che non sostiene i diritti lgbt.

    Allora tu comprenderai che per me l’urgenza non sia tanto concentrare le mie energie sui cristiani (che hanno tutto il diritto di raccogliere firme su quello che gli pare, tra l’altro…per quanto questo mi possa dispiacere) quanto su quelli che continuano a votare e sostenere per lo status quo, per chi candida supercattolici a bizzeffe e, a 6 anni di distanza dai DIco, ci propone un’altra leggina inutile e vuota.

    anche perché io mi sarei anche rotto un pò i coglioni di questo eterno presente senza speranza, sai?

  4. Faccio mio l’amarissimo sfogo di Eitan aggiungendo solo una piccola chiosa: il movimento LGBT non viene da Marte, ma dall’Ita(g)lia. Forse sarebbe ora di dare un’occhiata a chi ne fa parte e si scoprirebbe che, a parte poche menti illuminate e disposte veramente a lottare, la maggioranza è composta da persone preoccupate di nascondersi bene e di farsi i cazzi propri (in tutti i sensi). La stragrande maggioranza delle persone LGBT pensa di non avere diritto di piena cittadinanza in questo Paese e crede che questo sia il migliore dei mondi possibili. Purché non gli tocchino le feste del week-end, saune e battuage e nessuna rompa i coglioni a chi sta tanto discretamente e appartatamente in coppia. Altro che “eterno presente senza speranza” (hai letto Fusaro, per caso!?), con gente di questo genere siamo direttamente al “senza speranza nunc et semper”!!!

  5. @Perilli: Mi fa piacere tu abbia apprezzato il mio sfogo ma debbo dire che non condivido quasi nulla di quello che hai scritto.

    Sono decenni che, ad ogni mia venuta in Italia, vi sento ripetere sempre le solite frasi. Basta no?

    Non vado a saune né faccio cruising ma tra un gay “superficiale” che va alle feste, si diverte, non vota il pd e non si fila quelli di arcigay e un “attivista” che vota elezione dopo elezione PD/SEL e sostiene arcigay sceglierò sempre il primo. senza esistazione alcuna.

    Ps:
    Ho letto Fusaro ma la frase non é ispirata da lui.

  6. @Eitan: La superficialità è un “difetto a prescindere” per qualsiasi essere umano. Diverso è essere tranquillamente “leggeri” e non iscritti ad alcuna associazione ma avere coscienza dell’intangibilità della propria dignità e della piena titolarità dei propri diritti in quanto cittadine e cittadini di un Paese medio-occidentale. Questa coscienza da noi manca nella stragrande maggioranza della cosiddetta “comunità” LGBT. Io ho alcuni amici all’estero e noto che su questi punti c’è una percezione di sé completamente diversa rispetto a qui. Il che non significa che altrove non vi siano problemi, tutt’altro! Ma che sui diritti non si transige e si rivendicano fino a ottenerli.

    Sul resto sono molto amareggiato: se vogliamo che le nostre istanze vadano avanti ci dovrà essere qualcuno che nel sociale e in politica le porti avanti! Anche ammettendo di poter condividere i tuoi giudizi molto “tranchant” su Pd/SEL (che non mi sembrano proprio la stessa cosa, visto almeno come si sono collocati in Parlamento dopo la formazione del Governo delle Larghe Intese) e su Arcigay (senza la quale in Italia non sarebbero nati neanche i locali di divertimento: in pochi ricordano che in tempi di irruzioni poliziesche anche in ville private dal vago “odore” di feste a partecipazione omosessuale, l’intuizione dei fondatori di Arcigay fu di proteggere tali locali grazie al “paravento” del Circolo Privato), quali sarebbero le alternative che proporresti? E soprattutto CON CHI le costruiresti?

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