Il giro di boa

La bellezza del tramonto in estate, qui sempre dietro gli Iblei.
E la bellezza del tramonto dell’estate.
Gli ultimi scampoli.
I messaggi degli amici e delle amiche, sparpagliati qua e là.
Il viola della sera.
La pigrizia delle cicale. Come se la pigrizia, poi, fosse un disvalore.
Il sonno dei gatti.
La propria indolenza, nell’incertezza tipica di ogni crepuscolo interiore.
Che poi sto solo cercando di dire che non so se andare a mare o se poltrire il resto del giorno nella mia stanza.
I profumi della cucina di casa.
Le voci, di là. E quelle interiori.
Il venticello, gentile e dispettoso.
Tutti i pensieri. Tutti.
L’attesa dei temporali estivi. E l’auspicio dell’arcobaleno.
Il bacio che non c’è.
I buoni propositi, che per stavolta non scriverò, perché poi vanno via come sabbia tra le mani.

E il giro di boa, che sempre accade in momenti come questo, a metà agosto, in quella vibrazione tra ciò che è, ciò che sta finendo e quello che accadrà, come sempre.