Sul Civati misogino di certi big LGBT

civatiIeri su Twitter leggevo della (presunta) boutade misogina di Pippo Civati durante la trasmissione In onda ai danni di Michaela Biancofiore, sottosegretaria di questo governo scellerato nonché berlusconiana di ferro. A sostenere questa teoria, in prima linea, c’erano importanti voci del movimento LGBT italiano e della politica di palazzo, come Aurelio Mancuso, ex presidente nazionale di Arcigay poi approdato in Equality Italia, e la ex deputata Paola Concia. Il giudizio di questi due rappresentanti delle istanze della questione omosessuale nel partito in cui militano è stato netto e implacabile: Civati ha offeso Biancofiore (magari mettendoci un bel “la” davanti al cognome) ed è, di conseguenza, misogino.tweetmanc1

Ho rivisto il programma, stamattina, con l’intervento incriminato. Ho riscontrato un certo garbo nella pacatezza dei toni sin dal principio. Poi, dopo l’ennesima interruzione da parte di una persona estremamente maleducata (Biancofiore appunto), il rappresentante del Pd ha sbottato, dicendo “adesso basta dire cretinate”. Le cretinate in questione erano frasi del tipo: “abbiamo dieci milioni di elettori”, “Berlusconi è un perseguitato politico”, “abbiamo la maggioranza in Senato”, “Ruby era davvero la nipote di Mubarak” e via discorrendo. Nessun riferimento all’esser donna dell’interlocutrice, che invece ha cavalcato la cosa ribadendo di sentirsi offesa in quanto tale (come se una donna non potesse dire sciocchezze perché di sesso femminile e, soprattutto, ripresa per questo).

tweetmanc2Adesso io capisco l’esigenza di Mancuso e Concia di insistere sulle ragioni della misoginia in Italia, problema effettivamente reale che se portato alle estreme conseguenze può portare a fenomeni ben più gravi, dalle discriminazioni al femminicidio. Tuttavia sarebbe anche il caso di aggiustare un po’ il tiro e di smettere di gridare “al lupo al lupo”, magari affossando un proprio compagno di partito per dar ragione a chi, come l’esponente del PdL, si fa fiera avversaria dei diritti per le persone LGBT. Fosse non altro una questione di coerenza con la propria storia. Poi capisco che in tempi di larghe intese – e soprattutto in vista di battaglie congressuali – ogni berlusconiano fa sostanza, parafrasando un famoso proverbio siciliano in cui nutre pure anche un “fegatino” di mosca (fate voi le dovute sostituzioni). Ma la serietà in politica, insieme al suo seguito di credibilità intellettuale, è un’altra cosa, sempre a mio modesto parere. tweetconcia

Concludo facendo notare che poco prima delle presunte “gravissime” offese di Civati a Biancofiore, Cicchitto – in collegamento da non ricordo più quale piazza – paragonava il giudice Esposito, che secondo Telese aveva rilasciato l’ormai famigerata intervista sulla sentenza Berlusconi con certi toni e dichiarazioni poiché stressato dalla macchina mediatica, alla stregua di una signorina. Strano che i due nostri eroi, ipersensibili sulla questione femminile, non si siano sentiti in dovere di replicare anche su questo punto, che lascia passare, lo ricordiamo, l’equazione:

[donna (giovane e/o single)] = debolezza + inadeguatezza.

Saranno le larghe intese a fare questo effetto, chi lo sa.

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12 thoughts on “Sul Civati misogino di certi big LGBT

  1. Secondo me Concia è superficiale ma in buona fede: per sua ammissione non stava guardando la trasmissione e si è accodata all’osservazione di Mancuso (mi viene da dire) tanto per aprire bocca a dar fiato su un tema che sente come a lei affine. Le è capitato, ahimé, di dire una stupidaggine e di non essere in condizione di rimangiarsela. Dal suo punto di vista, più che chiosare “non glielo ho mai sentito dire a un collega maschio” oggettivamente non può. Io penso che Civati da buon secchione questa cosa l’abbia detta a un sacco di gente in vita sua, ma se Concia vuole pensare il contrario inutile insistere. A ognuna e ognuno i misogini (e i compagni di strata) che si merita.

  2. Io, femminista radicale, ti do pienamente ragione, anzi, non si azzardi la signora Biancofiore a strumentalizzare la questione femminile per farne del sessismo a sua volta, che poi c’è gente che pensa che quello sia femminismo mentre, invece, è vassallaggio.

  3. Certo che basta proprio niente per ingaggiare battaglie puramente demagogiche, quando l’offeso é un uomo che può difendersi da solo tutto ok, basta dire niente ad una donna e tutti a difenderla perché poverina é debole.

  4. beh direi che se una commenta senza aver visto la puntata non è che possa dichiararsi proprio in “buona fede”…

    E poi davvero è ora di smetterla che un uomo/ragazzo/maschio deve per prima cosa -in certi contesti- dimostrare di non essere misogino e maschilista e poi poter dire la sua…

  5. Trovo che la Biancofiore, che si millanta attaccata in quanto donna (cosa non vera, il video parla da sé), che sfodera perle di saggezza come “una donna non si picchia nemmeno con un fiore” (evito ogni considerazione su questa bella immagine), che mette sulla bilancia politica solo dei deliri sentimentalisti (l’amore che lei prova per “papà” Berlusca, prerogativa evidentemente solo femminile e/o di destra che un uomo di quasi-sinistra, evidentemente, non può capire) sia la vera misogina in quel video. Misognia perché ripropone una immagine femminile che chiunque abbia almeno messo il naso nel novecento legge come antifemminista, maschilista, sessista, etc etc.
    E gridare in questo caso contro Civati “al misogino, al misogino” mi pare davvero o superficiale, o frutto di misero calcolo politico.

  6. Pingback: Biancofiore-Civati. L’idea paternalistica del pdl del rispetto verso le donne e la ridicolizzazione del femminismo – Un altro genere di comunicazione

  7. la biancofiore a prendersi di cretina ci guadagna io, donna, le dirrei molto di peggio, è irritante quanto la santanche, ma anche più stupida e maleducata, anzi beneducata alla scuola di silvio ad interrompere gli interlocutori…… Civati, ai miei occhi ha guadagnato un altro punto, sono insopportabili coloro che la subiscono senza reagire, anzi dirrei che la rai e anche la 7 dovrebbero smetterla di ospitare persone che vengono solo ad incensare un delinquente abituale difronte agli inermi cittadini itaiani.

  8. Se le cose stanno esattamente così, allora non si vuol far altro che far star zitto l’interlocutore in quel caso; e, se si continua, allora si vuole qualcosa di più. A vario grado c’è cmq puzzo di strumentalizzazione, soprattutto per una persona che ha dovuto dimettersi da sottosegretaria alle Pari Opportunità per sue affermazioni discriminatorie è proprio il caso di dire “la mucca dà del cornuto all’asino”.

  9. Bhè Mancuso deve essere sempre al centro dell’attenzione, così come la Concia. Personaggi di Palazzo, giustamente come hai detto, e come tali inseguono la notorietà. Non bisogna avere troppa intelligenza per chiedere scusa dopo aver usato parole strumentalizzate proprio da loro stessi. Da attivista gay e giornalista, e quindi persona immersa nel sociale, mi piange il cuore vedere queste persone vaneggiare per un posto al sole. Diciamo anche che non è la prima volta che salgono alla ribalta delle cronache per motivi prettamenti futili e non legati a quei diritti che invece dovrebbero occupare le loro (forse) preoccupazioni.

  10. emanuele martini, in effetti intendevo “in buona fede” in senso ristretto.
    Su twitter elfobruno ed altri avevano interpretato la presa di posizione di Concia come una sorta di assalto “renziano” all’immagine di Civati; “in buona fede” era inteso quindi rispetto alle dinamiche di partito.
    Insomma, secondo me il problema era più cognitivo/argomentativo (cioè Concia scriveva senza ben capire) che strategico. L’onesta intellettuale credo stia ancora un (lungo) passo in là.

  11. civati, stai ridando slancio ad un partito morente,tanti si stanno riavvicinando al pd…vai avanti!!!!ho 60anni ma rivedo in te la forza dei ns. anni 70!!!FORTZA PARIS peppus

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