Cartoline parigine

Perché è così che ricorderò questi giorni. Col sapore del cioccolato e dell’uvetta. La bellezza dell’amicizia, che è l’unico sentimento capace di non farmi del male. I giochi con Kadok. Le notti passate a pensare a due occhi sbagliati. I vicoli fatti di poesia. Il cielo con le nuvole dell’oceano. I demoni che ora guardo in faccia, seppur continuano a esser vigliacchi. Le mani sulle pareti muschiate. I profumi del quartiere ebraico. I giardini nascosti e i gatti tra le piante di fragole. I silenzi e la solitudine mai colpevoli. I sepolcri dimenticati di Montmartre. I gesti quotidiani che curano le ferite. Il morbido suono del pavimento di legno.

E la consapevolezza che c’è sempre qualcosa di buono, anche se da lontano i tuoni fanno troppo rumore.

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